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martedì 12 aprile 2011

Last news Calabria (ore 17)


'NDRANGHETA: ''MALAPIANTA'', IL GIARDINO DELLA MEMORIA DA GENOVA A REGGIO CALABRIA Reggio Calabria, 12 apr. - (Adnkronos) - Si chiama ''Malapianta'' il progetto ideato dallo studio Green A&A Associati in collaborazione con il Museo della 'ndrangheta di Reggio Calabria, Libera e la Provincia di Reggio Calabria che prevede la realizzazione di un ''giardino della memoria'' da cui parte un messaggio per la legalita'. Conterra' le piante che crescono sui terreni confiscati alla criminalita' organizzata. Il progetto vedra' la sua prima realizzazione a Euroflora, una fiera florovivaistica che si terra' a Genova dal 21 aprile al 1 maggio. Si e' scelto di raccontare il riscatto attraverso la caratteristica piu' peculiare del territorio che e' rappresentato proprio dalle piante che vi nascono. ''L'idea -spiega Nicola Tassone - e' partita da un momento di riflessione sulla nostra terra e su noi stessi. La domanda alla quale abbiamo cercato di dare una risposta e' che cosa vogliamo raccontare del nostro territorio? La risposta l'abbiamo trovata nella bellezza selvaggia della natura che contraddistingue il paesaggio calabrese e lega, senza passaggi di continuita', il mare alla montagna, le linee sinuose con quelle aspre''. Malapianta e' anche il titolo di un libro scritto dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, insieme allo scrittore Antonio Nicaso. Sara' proprio del magistrato la supervisione del giardino che dopo l'esperienza di Genova diventera' un allestimento permanente al Museo della 'ndrangheta. ''L'intento -secondo il responsabile del Museo, Claudio La Camera- e' sempre quello di rappresentare la memoria del nostro territorio nelle sue diverse declinazioni: memoria fisica (la sua storia naturale, la sua morfologia) ma anche memoria dell'insediamento umano con le sue opere, memoria storica di periodi o eventi che hanno lasciato un segno profondo nel ricordo e nell'immaginario collettivo. La memoria non puo' essere considerata come un dato stabile -conclude- ma come un flusso continuo di valori, immagini, dolori e sentimenti''.

DONNA SCOMPARSA IN CALABRIA: GENTILE, SVIZZERA COLLABORI SENATORE PDL CHIEDE INTERVENTO MINISTRO FRATTINI (ANSA) - COSENZA, 12 APR - ''Chiedo al ministro Frattini di intervenire tempestivamente sulla Svizzera affinche' collabori con le autorita' italiane che indagano sulla scomparsa di Rina Pennetti avvenuta oltre un anno e mezzo fa''. Lo afferma, in una dichiarazione, il senatore Antonio Gentile, del Pdl, facendo riferimento al caso della donna di Rende (Cosenza) di cui si sono perse le tracce e che, secondo alcune indicazioni, potrebbe trovarsi in Svizzera. ''E' inconcepibile che il Paese elvetico - dice Gentile- si opponga alla richiesta opponendo il diritto alla privacy: tutti quanti, iniziando dai familiari, saremmo contenti di sapere che la donna fosse viva e vivesse oltre i cantoni, ma bisogna conoscere la verita'''. ''Le chiedo di intervenire, con il suo carisma e la sua autorevolezza - afferma ancora Gentile rivolgendosi a Frattini - affinche' le autorita' elvetiche collaborino alle ricerche, considerando lo stato di grave e giustificata ansia che pervade i familiari di Rina Pennetti''.

CHIESTO GIUDIZIO PER LOIERO E EX ASSESSORI 2 GIUNTE CALABRIA INCHIESTA PROCURA CATANZARO, NON AVVIATO PROGETTO FINANZIATO (ANSA) - CATANZARO, 12 APR - Il rinvio a giudizio dell'ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, di 15 ex assessori dell'esecutivo di centrosinistra ed anche del precedente di centrodestra e di altre otto persone e' stato chiesto dalla Procura di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti nella gestione di fondi regionali per progetti che non sarebbero mai stati realizzati. L'inchiesta, coordinata dal pm Elio Romano, fa riferimento a fatti accaduti tra il 2005 ed il 2009 e riguarda, in particolare, un progetto che era finalizzato alla selezione e alla preparazione di disoccupati di lunga durata da reinserire per la manutenzione e la pulizia delle aree verdi dei parchi nazionali della Sila, del Pollino, e dell'Aspromonte. Reinserimento che, secondo l'accusa, in realta' non ci sarebbe mai stato nonostante l'esborso di circa dieci milioni in tre anni da parte del ministero del Lavoro, destinati sia alle societa' che avrebbero dovuto selezionare i lavoratori, prima la Sial e poi l'Arssa, sia per il sussidio mensile per gli stessi lavoratori. Le accuse contestate agli indagini sono abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Oltre a Loiero, il rinvio a giudizio e' stato chiesto per gli ex assessori Mario Pirillo, Antonino De Gaetano, Mario Maiolo, Nicola Adamo, Doris Lo Moro, Sandro Principe, Diego Tommasi, Luigi Incarnato, Demetrio Naccari Carlizzi, Francesco Sulla, Domenico Cersosimo, Vincenzo Spaziante, Michelangelo Tripodi, Silvio Greco e Giovanni Dima; gli ex dirigenti della Regione Franco Petramala, Domenico Carnevale, Marinella Marino, Michelina Ricca, Rocco Leonetti; l'ex capo di gabinetto della Giunta di centrodestra, Francesco Morelli; Antonio Saladino, ex amministratore della Societa' Sial, incaricata per prima dell'opera di selezione dei lavoratori da reinserire, e Matilde Mancini, ex dirigente del ministero del Lavoro.

LAVORO: FLAI CGIL, E' 'BOOM' DI DONNE ADDETTE IN AGROALIMENTARE, SONO 650MILA Roma, 12 apr.- (Adnkronos/Labitalia) - Circa 650.000 donne sono occupate oggi nel settore agro-alimentare italiano, circa il 36% del totale degli addetti. E' la stima del sindacato di categoria Flai Cgil, presentata oggi in occasione della seconda assemblea nazionale del sindacato, 'Se non ora quando? Donne, rappresentanza e democrazia', in corso a Roma, al Teatro 10 di Cinecitta'. Di queste 650.000 donne, circa 400.000 lavorano in agricoltura, mentre le restanti 250.000 nelle aziende di trasformazione dell'industria alimentare. Per quanto riguarda il settore agricolo, secondo la Flai, le donne trovano piu' facilmente un'occupazione nelle regioni del Mezzogiorno. La regione piu' 'rosa', infatti, e' la Puglia, con 113.000 donne occupate, seguita dalla Calabria con 85.000, dalla Campania con 73.000 e dalla Sicilia con 48.000. Se si tiene conto della piccola dimensione della regione, particolarmente rilevante e' anche il dato della Basilicata, dove la stima della Flai parla di 18.000 donne occupate. In Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, il numero delle donne che lavorano in agricoltura supera quello degli uomini. In tal senso, si segnalano le province di Caserta, Salerno, Brindisi, Lecce, Taranto e Catanzaro, dove l'agricoltura e' sostanzialmente trainata dal 'gentil sesso'. Prima tra le regioni del Nord Italia, invece, e' l'Emilia-Romagna con 39.000, seguita dal Veneto con 14.000, dalla Lombardia e dal Piemonte con 5.600. Anche nel Centro Italia si registrano cifre ragguardevoli, con il Lazio e la Toscana a quota 12.000. La Sardegna ne conta, invece, 5.500.

'NDRANGHETA:ARRESTI ARMI E DROGA, INDAGINI SU RAPPORTI COSCA (ANSA) - PALMI (REGGIO CALABRIA), 12 APR - Traggono origine da un sequestro di armi e droga fatto il 20 dicembre scorso i tre arresti eseguiti dalla polizia a Sinopoli nei confronti di tre persone indicate come vicine alla cosca Alvaro della 'ndrangheta. Gli arresti riguardano i fratelli Rocco e Nicola Alvaro, di 35 e 29 anni, e Giuseppe Vitalone (24), genero di Rocco Alvaro, accusati di detenzione illegale di armi e droga. Le indagini proseguono per accertare un collegamento tra i tre arrestati e la cosca Alvaro per l'eventuale contestazione dell'aggravante delle modalita' mafiose. Rocco Alvaro era gia' in carcere dal 20 dicembre, dal giorno stesso in cui cioe' nella sua abitazione la polizia scopri' un'arsenale di armi composto da tre pistole ed un involucro contenente 214 semi di canapa indiana e un quantitativo di cocaina. Le indagini svolte successivamente dal Commissariato di Palmi hanno portato all'accertamento delle responsabilita', in relazione al ritrovamento delle armi e della droga, di Nicola Alvaro e Giuseppe Vitalone, nei confronti dei quali, cosi' come per Rocco Alvaro, il gip di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso adesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, incontrando i giornalisti insieme al dirigente del Commissariato di Palmi, Diego Trotta, ha detto che ''gli arrestati erano da tempo oggetto delle nostre attenzioni. Le indagini vanno avanti - ha aggiunto Creazzo - per accertare altri fatti per cui non si esclude che in futuro, se dovessero emergere dalle indagini ulteriori elementi di riscontro, venga contestata anche l'associazione mafiosa''.

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