Come pochi altri giovani artisti
cosentini può esibire con orgoglio il privilegio di aver esposto le sue opere,
nel gennaio di quest’anno, alla Biennale Internazionale d’Arte di Roma, nelle
sale del Bramante.
Una singolare opportunità per far
varcare ai suoi quadri i confini regionali, anche se il centro della sua
attività artistica resta Cosenza e la sua provincia, in particolare quel
Tirreno che da sempre si conferma autentico serbatoio di creatività. E così
Francesca Amendola, apprezzatissima pittrice, nativa di Longobardi, ha
implementato ad Amantea una vera e propria fucina dell’arte, la Galleria “1000
bolle”, che manda avanti con sacrificio, ma con una dedizione e una passione
veramente uniche.
Il successo colto a Roma alla Biennale
Internazionale d’arte non è passato inosservato, al punto da suscitare la
curiosità e l’interesse della Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi che non
si è lasciata sfuggire l’occasione per tributare anche a Francesca Amendola gli
onori che merita, nell’ambito delle iniziative che il Presidente della stessa
commissione Claudio Nigro ha lanciato da tempo, insieme al consigliere Mimmo
Frammartino e agli altri componenti dell’organismo consiliare, per valorizzare
i talenti artistici autoctoni.
In questo contesto anche Francesca
Amendola parteciperà al gran galà che la commissione sta organizzando al Teatro
“Rendano” per la fine dell’anno o per i primi mesi del 2013.
Nel corso della commissione cultura
alla quale è stata invitata, Francesca Amendola ha illustrato, alla presenza
dell’Assessore alle strategie attive per il lavoro e alla comunicazione Rosaria
Succurro, il suo percorso artistico, mostrando alcune delle sue opere più
significative presentate in moltissime mostre collettive ed in altrettante
personali.
Ciò che balza immediatamente
all’evidenza osservando i quadri della pittrice cosentina è il cromatismo
impetuoso delle sue tele sulle quali spicca il giallo oro, mescolato ai toni
del rosso e del blu.
Al di là della forza espressiva dei
colori che adopera, i quadri di Francesca Amendola sono immersi in una
dimensione criptica, come criptico e misterioso risulta essere il suo sguardo
profondo. I corpi ritratti sulla tela non si disvelano subito, ma hanno bisogno
di un supplemento di osservazione per apparire, molto spesso nella loro nudità,
all’occhio umano. Come con felice intuizione ha osservato il critico d’arte
Francesco Politano i quadri della Amendola “trasmettono un’originale, intima
vibrazione di sentimento, cogliendo il vero senso della vita”.
Una definizione che ci trova concordi
perché le pulsioni dell’animo umano, nelle opere della pittrice cosentina,
rappresentano quasi una cifra stilistica di riconoscibilità. “Un talento che era giusto scoprire – così si
è espressa all’unanimità la commissione cultura – e del quale si sentirà ancora
parlare.”
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