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venerdì 26 ottobre 2012

LA TERRA TREMA SUL POLLINO, PAURA E DANNI

(AGI) - Roma, 26 ott. - Tanta paura, un morto (un 84enne stroncato da un malore a Scalea), lesioni agli edifici piu' vecchi. E' il bilancio del violento sisma che la scorsa notte ha colpito il massiccio del Pollino, tra Calabria e Basilicata. La scossa di magnitudo 5.0 e' stata registrata alle 1.05, con una profondita' di 6,3 chilometri ed epicentro vicino ai comuni di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello in provincia di Cosenza e Rotonda in provincia di Potenza. L'evento e' stato avvertito in tutto il meridione: decine le scosse di assestamento, la piu' forte di magnitudo 3.3. Nessun danno e' stato segnalato in Basilicata mentre in Calabria la situazione piu' critica resta quella di Mormanno (Cosenza), dove per motivi precauzionali e' stato completamente evacuato l'ospedale. Danni anche alla Chiesa madre e all'ufficio postale. Centosettanta gli interventi di soccorso gia' eseguiti dal contingente di 120 vigili del fuoco mentre il segretario generale del ministero per i Beni e le attivita' culturali, Antonia Pasqua Recchia, ha chiesto l'attivazione delle unita' di crisi.   La zona e' sottoposta da due anni ad uno "stress notevole", ha ricordato il prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro: le scosse in questo arco di tempo sono state piu' di 2mila e da mesi molte famiglie hanno deciso di dormire in tenda o in auto, soprattutto a Mormanno e dintorni. Al punto che il problema principale da risolvere al momento e' quello di "gestire la popolazione, che ha paura e che non vuole rientrare nelle case". Il capo della protezione Civile, Franco Gabrielli, arrivato nell'area per un sopralluogo, ha sottolineato che "non ci sono le condizioni per dichiarare lo stato di calamita'": "il sistema ha retto bene", e "questo deve tranquillizzarci". Ma quello di stanotte "non e' l'epilogo degli sciami passati - ha ammesso Gabrielli - e non vorrei che passasse quest'idea fuorviante. Nessuno puo' dire che questa sia l'ultima scossa". Non a caso, dal '600 ai primi del '900, quando uno tsunami distrusse Reggio e Messina, la Calabria e' stata al centro di diversi eventi sismici disastrosi. E la regione e' indicata dagli studiosi come una delle piu' a rischio del Paese, schiacciatacom'e' - insieme con la Sicilia - fra la placca africana e quella europea, entrambe in movimento continuo, che si "avvicinano" ad una velocita' di sette millimetri l'anno. E mentre sul Pollino si contano i danni, non si placano le polemiche innescate dalla sentenza sul sisma dell'Aquila (gli scienziati condannati per aver rassicurato, sbagliando, la popolazione) e le conseguenti dimissioni dei vertici della commissione Grandi rischi. "Le dimissioni sono state respinte dal Consiglio dei ministri", ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, e il segretario generale di palazzo Chigi, Manlio Strano, ha inviato una lettera a Gabrielli per chiedere ai membri della Commissione di tornare sui propri passi. "Se ci convocano, valuteremo il da farsi", la cauta risposta del presidente dimissionario Luciano Maiani: "siamo in attesa di una comunicazione ufficiale". 

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