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giovedì 21 giugno 2012

REGGIO CAL.: DOPPIO ARRESTO, FERMATI FELICE PUCCIO E ANTONIO BEVILACQUA


Si comunica che nella serata di ieri, 20 giugno 2012, personale di questa Squadra Mobile, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nr.1819/12 RGNR -nr.1928/12 RGIP -nr.116/12 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, a conclusione di un’attività di indagine coordinata dalla locale Procura, ha tratto in arresto i sottoelencati soggetti:

1) PUCCIO Felice, nato ad Amato (CZ) il 16/03/1980 e res.te in Reggio Calabria alla Via Sbarre Superiori nr. 38/R - pregiudicato

2) BEVILACQUA Antonio, nato a Melito di Porto Salvo il 07/01/1965 ed ivi res.te alla Via G. Mazzini nr.13 - pregiudicato


in quanto responsabili, del delitto di cui agli artt.110 e 628 comma 1 e 3 nr.1 cod. pen., perché, in concorso tra loro, per procurarsi un ingiusto profitto, mediante violenza consistita nell’introdursi all’interno dell’autovettura della vittima designata, uno lo immobilizzava e l’altro si impossessava del portafoglio contenente la somma in contanti di euro 60,00, nonché documenti ed un assegno in bianco;
con l’aggravante della recidiva specifica infraquinquennale e reiterata;
con l’aggravante di avere agito approfittando dell’età avanzata della vittima, tale da ostacolarne la capacità di difesa;
con l’aggravante, per il solo PUCCIO, di avere commesso il fatto durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa al carcere essendo stato ammesso alla detenzione domiciliare, quindi per avere perpetrato la rapina aggravata allontanandosi dal domicilio per consumare la stessa. 

        Preliminarmente deve dirsi che i soggetti summenzionati, dopo essersi appostati, hanno perpetrato la rapina in data 22 marzo u.s. in Contrada Petti di Saracinello ai danni  della vittima che aveva da poco attinto acqua da una fontana pubblica e riposto i contenitori all’interno della propria autovettura. Mentre uno dei malviventi bloccava per le braccia l’anziana vittima, invece il secondo, entrato subito dopo pure nell’abitacolo della vettura, sottraeva il portafoglio contenente denaro contante,circa euro60, documenti personali ed un assegno bancario in bianco. 
          La vittima sporgeva regolare denuncia il seguente 23 marzo, fornendo dettagliate e specifiche caratteristiche somatiche dei due rapinatori. Quindi gli operatori, sulla scorta delle precise descrizioni fornite, predisponevano appositi album fotografici che venivano immediatamente posti in visione alla persona offesa la quale, senza mostrare dubbio alcuno, confermava l’intuizione degli investigatori, riconoscendo perfettamente il BEVILACQUA, come colui che lo aveva immobilizzato, ed il PUCCIO, come colui che materialmente aveva sottratto e si era impossessato del portafoglio.

           Da successive verifiche, quest’Ufficio appurava che entrambi i soggetti indicati appartengono il primo, cioè il PUCCIO, alla comunità Rom di questo centro, invece il secondo, cioè il BEVILACQUA, alla comunità Rom di Melito Porto Salvo. Inoltre, ulteriori accertamenti esperiti consentivano di appurare che entrambi erano gravati da plurimi analoghi precedenti penali. In particolare, il PUCCIO, reo di ben cinque fatti analoghi, consumati e tentati, era stato ammesso alla misura alternativa della detenzione domiciliare, in luogo del carcere, tuttavia nonostante il beneficio concesso dal Magistrato di Sorveglianza aveva perpetrato in concorso la rapina de quo eludendo gli obblighi connessi agli arresti domiciliari, cioè allontanandosi dalla dimora oltre l’orario consentito per consumare la descritta rapina.

             La fermezza e prudenza della vittima nel riconoscere, in due distinte successive occasioni, gli autori della rapina ai suoi danni, come la chiarezza degli elementi forniti in merito alle modalità con cui l’episodio delittuoso è stato consumato dagli stessi sono emblematici di quanto la comunità soffra analoghe aggressioni al patrimonio, ben note alla cronaca giudiziaria.

             La locale Procura della Repubblica,pertanto, accoglieva in toto le conclusioni delle indagini condotte da quest’Ufficio, che hanno evidenziato come i due rapinatori abbiano scelto il luogo in virtù dell’isolamento del sito, abbiano agito dopo un appostamento finalizzato all’individuazione della vittima, scelta dettata dalla minorata capacità di difesa della stessa considerata l’età avanzata, il tutto adottando una tecnica di intervento rapido e coordinato, elementi tutti indicativi di sperimentate capacità nello specifico settore illecito dei reati di aggressione al patrimonio, dato confermato anche dai precedenti specifici degli stessi. Quanto detto vale anche in merito alle aggravanti contestate ai rapinatori, cioè la recidiva specifica e reiterata, la minorata capacità di difesa della vittima e, per il solo PUCCIO, la commissione del fatto-reato eludendo gli obblighi connessi al beneficio della detenzione domiciliare cui era stato ammesso.
           
             Gli indagati, al termine di laboriose ricerche, attesa la loro appartenenza alle rispettive comunità rom, venivano tratti in arresto ed, a conclusione delle formalità di rito, sono stati associati presso la locale Casa Circondariale,  a disposizione dell’A.G.

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