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lunedì 21 gennaio 2013

Presa Diretta: il degrado reggino raccontato in TV. Nessuna Vergogna?

Per chi è cittadino di Reggio Calabria, i problemi, il degrado e lo stato di abbandono della città descritti ieri sera (senza particolari approfondimenti...) durante la trasmissione "Presa Diretta" del giornalista Riccardo Iacona, in onda su Rai3, rappresentano l'assurda normalità. Dal caso Fallara alla depurazione, passando per il mega-buco di bilancio, Iacona ha dipinto l'orribile affresco di Reggio, ormai giunta sull'orlo del collasso.
Spero che in tanti, guardando il lungo servizio, abbiano provato vergogna. Vergogna perché, incoscientemente, hanno mandato al potere una classe dirigente capace di distruggere una città che lentamente sembrava rialzare la testa. O perché non hanno fatto nulla (o abbastanza) per cambiare le cose, accettando di assistere al suo progressivo decadimento. O perché, approfittando di una situazione favorevole (gli amministratori) o di una politica compiacente (i reggini elettori pagnottisti), hanno condotto la città intera al tracollo.
Lo speriamo perché reputiamo che il senso di vergogna rappresenti il punto di non ritorno, il fondo dal quale risalire. Non credo si voglia iniziare a scavare...
Quello che maggiormente mi ha scandalizzato è stato l'atteggiamento insofferente del Governatore della Calabria ed ex sindaco reggino Giuseppe Scopelliti. "È tutta colpa di Orsola Fallara, ha fatto tutto da sé". Che classe! Facile accusare chi non c'é più. Facile fare lo scarica barile incolpando chi non può più difendersi. Non penso che l'ex dirigente del Comune sia stata solo usata e quindi immune da gravi colpe ma che una sola persona abbia potuto causare tale disavanzo, agendo senza alcun avallo, appare ai confini della realtà! Sul caso, è stato utile leggere "Il caso Fallara", libro scritto da Giuseppe Baldessarro e Gianluca Ursini. Non si può liquidare tutto con un "si è suicidata". L'evento porta con sé implicazioni che non possono essere trascurate. La Giustizia, infatti, è alla ricerca della (o delle) verità e sta seguendo il proprio corso. Alla fine sapremo.
Ma l'accusa scopellitiana, spiattellata ancora una volta al microfono di Iacona, stride con la successiva conferenza stampa, dal titolo "Ora parlo io", organizzata nell'aula Calipari di Palazzo Campanella (sede del Consiglio Regionale). Durante il suo soliloquio, il Governatore prima si è detto vittima di un complotto politico-mediatico, quindi ha incredibilmente affermato che "Il bilancio del Comune di Reggio è il più trasparente d'Italia" concludendo che il disavanzo reale è di soli 118 milioni (non i 679 accertati...), tutti spesi per lo sviluppo della città. "Non ce li siamo fottuti", ha detto Scopelliti. E giù applausi scroscianti. Anzi, a fine intervento, i circa mille presenti gli hanno tributato una Standing Ovation... Che comunicatore! Vorremmo capire, però, se questi soldi se li è "fottuti" Orsola Fallara o se lui, da grande sindaco, li ha coscientemente utilizzati per far crescere Reggio Calabria. Vorremmo capire se lui, come ha detto a "Presa Diretta", firmava gli atti senza leggerli (contando sulla buonafede dei dirigenti) o sapeva tutto perché la sua politica puntava a far entrare Reggio Calabria in Europa, rendendola ambita meta turistica, e quindi i denari bisognava spenderli. Decida e poi ci spieghi.
Ci spieghi che senso ha far arrivare i turisti spagnoli, americani o russi se poi le coste sono abbandonate e sempre più soggette all'erosione, le acque del mare inquinate dai liquami, le strade dissestate e sommerse dai rifiuti, i trasporti inesistenti o quasi, ricettività inadeguata e spesso costosa, collegamenti da terzo mondo, gli eventi culturali occasionali e mai il risultato di una "produzione locale" di qualità. Dopo tutti questi anni di "Modello Reggio" (o "Modello Peggio"?) i risultati tangibili e duraturi dove sono?
Il risultato è forse il Tapis roulant che recentemente ha rischiato la chiusura? O piazza Orange, la cui spettacolare fontana, illuminata e musicata, è già un lontano ricordo? O forse i lidi estivi dagli spazi sempre più angusti (la spiaggia arretra...) e ormai semi-abbandonati dai reggini? O, ancora, piazza Castello, in parte ristrutturata e poi trascurata, divenuta luogo per bravate notturne o per i bisogni dei cani?
Cani che, negli anni, hanno usufruito anche delle Terme Romane, sul Lungomare Falcomatà, per questi fini. Una scena alla quale ho assistito più volte: una donna accompagnava il proprio alano per farlo "defecare" all'interno del nostro sito archeologico. E quando, arrabbiatissimo, ho fatto presente ai vigili urbani ciò che accadeva, mi sono sentito rispondere "Ma se la signora è entrata avrà le chiavi...". Ergo, chissà di chi si trattava! Solito, becero servilismo, la vera rovina della nostra bella Reggio.
È ora di smetterla. Chi non ama questa città, chi non prova vergogna guardando servizi come quello di ieri sera, vada via e lasci spazio ai veri reggini. Chi neppure davanti a questo scempio sociale ammette gli errori e cambia rotta, si ritiri in buon ordine e stia finalmente zitto. Chi ha pensato di confondere le idee della gente con feste e festini per poi fare i propri comodi, vada a casa. La gran parte dei politici reggini dovrebbe vergognarsi. Perché se Atene piange Sparta non ride. La colpa (in percentuali diverse, ovvio) è di chi amministra ma anche di chi (l'opposizione) dovrebbe controllare. Pochi si sono distinti in questo senso, capaci di uscire dalle logiche della convenienza politica (si diventa poi poco credibili) e di vestire i panni del cittadino mandato in consiglio per fare il bene della città.
Il vento deve cambiare perché adesso tanti reggini sono rimasti in "mutande" e il tempo delle promesse vacue è finito. Ripartiamo dal senso di vergogna. Ritroviamo la coscienza di popolo e lottiamo tutti insieme per riprenderci Reggio e il nostro futuro. È l'unica via percorribile per non annegare in questo mare di guai.

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