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venerdì 25 gennaio 2013

'NDRANGHETA: DNA,ROMA NUOVA FRONTIERA INVESTIMENTI LOCALI IN MANO COSCHE. SEQUESTRI PER 250 MLN. IL BUSINESS DROGA

 (di Luca Laviola) (ANSA) - ROMA, 25 GEN - Roma e' la ''nuova frontiera'' della 'ndrangheta, il Lazio una ''terra d'elezione'' per le cosche calabresi, anche se non esistono ancora vere 'famiglie' strutturate sul territorio. Nella capitale e nel resto della regione ''la situazione e' particolarmente critica. Si balla sul limite di un precipizio''. Messo nero su bianco dai magistrati della Direzione nazionale antimafia (Dna) nella relazione annuale sulle mafie, consegnata al Parlamento poche ore prima dell'omicidio di un boss reggino in una strada fangosa della periferia romana. Vincenzo Femia, 67 anni, da 20 trapiantato nella capitale, muore crivellato di proiettili nella sua auto e si torna a parlare di 'ndrangheta a Roma. Non ancora una presenza strutturata, ma gia' clamorosa quando le indagini la svelano. Bar e ristoranti, alcuni celeberrimi come il Cafe' de Paris di via Veneto, risultano nelle mani della 'ndrangheta: e' la ''nuova frontiera degli investimenti'' dell'organizzazione criminale, scrive la Dna. Nel complesso, beni mobili ed immobili per oltre 250 milioni di euro, tutti riconducibili a Vincenzo Alvaro e intestati a prestanome nullatenenti. Tutti sequestrati negli ultimi anni grazie alla collaborazione tra Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Roma e di Reggio Calabria. Ma a Roma non c'e' solo questo. La citta' e' anche il mercato inesauribile di destinazione di un vastissimo traffico di droga. E qui convergono interessi da tutta la regione. ''Nel Lazio si registra una straordinaria presenza di narcotrafficanti calabresi che si legano e fanno affari, ovviamente rilevantissimi - si legge nella relazione della Dna -, se si considera l'ampiezza della 'piazza' romana, con i trafficanti locali''. E la droga porta nelle strade anche regolamenti di conti tra bande di spacciatori grandi e piccole, con diversi omicidi a Roma attribuiti dagli investigatori a questa voce negli ultimi anni. Piu' in generale, secondo la Dna, il Lazio e' ''terra d'elezione per gli investimenti ed il riciclaggio''. La situazione piu' grave in provincia di Latina, a Fondi, dove si e' insediata, dalla fine degli anni '70 la famiglia Tripodo. ''Deve essere affermato con chiarezza che allo stato non vi e' prova della esistenza di vere e proprie locali di 'ndrangheta in questo distretto (il Lazio, ndr)'', ma ''la situazione e' particolarmente critica. Si balla sul limite di un precipizio''.

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