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giovedì 24 gennaio 2013

SANITA': FEDERANZIANI, SSN E' GIA' IN DEFAULT

Roma, 24 gen. (Adnkronos Salute) - "Il Sistema sanitario nazionale non andra' in default: e' gia' in default". E' la convinzione del presidente di FederAnziani Roberto Messina espressa in occasione del convegno "Allarme sostenibilita' del Sistema sanitario nazionale", organizzato oggi a Roma dalla Fimmg alla Camera. "Il 77% dei pensionati italiani percepisce una pensione sotto i 1.000 euro - prosegue Messina - il 17% addirittura meno di 500 euro al mese. Abbiamo un Fondo sanitario di 110 miliardi che e' cresciuto dal 2000 al 2010 del 60%. In tre anni (dal 2009 al 2011) il ticket medio procapite e' cresciuto da 14,3 a 21,8 euro, ovvero +52%. In questo scenario, non ci sono novita' riguardo alla riduzione della spesa in termini di sprechi. Se prendiamo alcune voci di bilancio degli ospedali, come lavanderia, mensa, pulizie, costi telefonici, risulta che a fronte di un ammontare complessivo di 4 miliardi annui, si bruciano mediamente 2 miliardi di euro l'anno in sprechi". E ancora, "in Italia - aggiunge Messina - ci sono 52 centri trapianti. A Roma ci sono quelli 'di quartiere' perche' ne abbiamo 5, con una media di pochi interventi l'anno ciascuno. Negli Stati Uniti c'e' un solo centro dedicato al trapianto di fegato, in Italia 30: che fiducia puo' riporre un paziente in un centro che fa per esempio 3 trapianti di fegato l'anno? E' chiaro che preferirebbe andare in una struttura che ne faccia 250. Bisogna infine sfatare le differenze nel gradimento del sistema sanitario da parte dei cittadini fra il Nord e il Sud", evidenzia il presidente di FederAnziani. "Se consideriamo con attenzione il bilancio di alcune regioni del Nord - spiega - solitamente ritenute virtuose, si rileva che in concreto non lo sono: la realta' e' che spesso i fondi a disposizione della Regione sono incrementati con l'incoming di turismo sanitario, attraverso cui la Regione puo' permettersi di dare ai propri cittadini forse qualcosa di piu' grazie a fondi tolti ad altre Regioni".
Tutto questo avviene "soprattutto perche' il cittadino e' ignorante sul suo diritto alla salute", sottolinea Messina. "Prendiamo - precisa - l'esempio di un'asportazione della colecisti: un comune cittadino e' in grado di sapere che differenza c'e' tra un intervento a cielo a aperto e uno in chirurgia mininvasiva, anche in termini di costi per il Servizio sanitario? E ancora: quanti malati di cancro sanno che esistono protocolli chemioterapici con farmaci innovativi, mentre gli vengono somministrati farmaci di vecchia generazione?" Come FederAnziani, dice Messina, "siamo obbligati a difendere tre categorie: i medici di medicina generale, perche' sono gli unici che conoscono davvero il nostro stato di salute; le guardie mediche che sono in trincea dalla mattina alla notte; le farmacie rurali, che sono gli unici presidi sanitari in piccoli paesini da 300 abitanti di cui la quasi totalita' sono anziani". Per evitare il rischio default del sistema sanitario occorre, secondo FederAnziani, "una corretta e radicale riforma del Titolo V della Costituzione, dove lo Stato centrale riprenda possesso della sanita'; governare le quattro grandi aree patologiche, ovvero quelle respiratorie, cardiocircolatorie, oncologiche e il diabete; infine, implementare la prevenzione vaccinale. Solo cosi', lavorando insieme clinici e cittadini, potremo sconfiggere il malcostume e tutelare la nostra salute".

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