Per chi è
cittadino di Reggio Calabria, i problemi, il degrado e lo stato di abbandono
della città descritti ieri sera (senza particolari approfondimenti...) durante
la trasmissione "Presa Diretta" del giornalista Riccardo Iacona, in
onda su Rai3, rappresentano l'assurda normalità. Dal caso Fallara alla
depurazione, passando per il mega-buco di bilancio, Iacona ha dipinto l'orribile
affresco di Reggio, ormai giunta sull'orlo del collasso.
Spero che in
tanti, guardando il lungo servizio, abbiano provato vergogna. Vergogna perché,
incoscientemente, hanno mandato al potere una classe dirigente capace di
distruggere una città che lentamente sembrava rialzare la testa. O perché non
hanno fatto nulla (o abbastanza) per cambiare le cose, accettando di assistere
al suo progressivo decadimento. O perché, approfittando di una situazione
favorevole (gli amministratori) o di una politica compiacente (i reggini elettori
pagnottisti), hanno condotto la città intera al tracollo.
Lo speriamo perché reputiamo che
il senso di vergogna rappresenti il punto di non ritorno, il fondo dal quale
risalire. Non credo si voglia iniziare a scavare...
Quello che maggiormente mi ha
scandalizzato è stato l'atteggiamento insofferente del Governatore della
Calabria ed ex sindaco reggino Giuseppe Scopelliti. "È tutta colpa di Orsola
Fallara, ha fatto tutto da sé". Che classe! Facile accusare chi non c'é
più. Facile fare lo scarica barile incolpando chi non può più difendersi. Non
penso che l'ex dirigente del Comune sia stata solo usata e quindi immune da
gravi colpe ma che una sola persona abbia potuto causare tale disavanzo, agendo
senza alcun avallo, appare ai confini della realtà! Sul caso, è stato utile
leggere "Il caso Fallara", libro scritto da Giuseppe Baldessarro e
Gianluca Ursini. Non si può liquidare tutto con un "si è suicidata".
L'evento porta con sé implicazioni che non possono essere trascurate. La
Giustizia, infatti, è alla ricerca della (o delle) verità e sta seguendo il
proprio corso. Alla fine sapremo.
Ma l'accusa scopellitiana,
spiattellata ancora una volta al microfono di Iacona, stride con la successiva
conferenza stampa, dal titolo "Ora parlo io", organizzata nell'aula
Calipari di Palazzo Campanella (sede del Consiglio Regionale). Durante il suo soliloquio,
il Governatore prima si è detto vittima di un complotto politico-mediatico, quindi
ha incredibilmente affermato che "Il bilancio del Comune di Reggio è il
più trasparente d'Italia" concludendo che il disavanzo reale è di soli € 118 milioni (non i 679 accertati...),
tutti spesi per lo sviluppo della città. "Non ce li siamo fottuti",
ha detto Scopelliti. E giù applausi scroscianti. Anzi, a fine intervento, i circa
mille presenti gli hanno tributato una Standing Ovation... Che comunicatore!
Vorremmo capire, però, se questi soldi se li è "fottuti" Orsola
Fallara o se lui, da grande sindaco, li ha coscientemente utilizzati per far
crescere Reggio Calabria. Vorremmo capire se lui, come ha detto a "Presa
Diretta", firmava gli atti senza leggerli (contando sulla buonafede dei
dirigenti) o sapeva tutto perché la sua politica puntava a far entrare Reggio
Calabria in Europa, rendendola ambita meta turistica, e quindi i denari
bisognava spenderli. Decida e poi ci spieghi.
Ci spieghi che senso ha far
arrivare i turisti spagnoli, americani o russi se poi le coste sono abbandonate
e sempre più soggette all'erosione, le acque del mare inquinate dai liquami, le
strade dissestate e sommerse dai rifiuti, i trasporti inesistenti o quasi,
ricettività inadeguata e spesso costosa, collegamenti da terzo mondo, gli
eventi culturali occasionali e mai il risultato di una "produzione locale"
di qualità. Dopo tutti questi anni di "Modello Reggio" (o
"Modello Peggio"?) i risultati tangibili e duraturi dove sono?
Il risultato è forse il Tapis
roulant che recentemente ha rischiato la chiusura? O piazza Orange, la cui
spettacolare fontana, illuminata e musicata, è già un lontano ricordo? O forse
i lidi estivi dagli spazi sempre più angusti (la spiaggia arretra...) e ormai semi-abbandonati
dai reggini? O, ancora, piazza Castello, in parte ristrutturata e poi trascurata,
divenuta luogo per bravate notturne o per i bisogni dei cani?
Cani che, negli anni, hanno
usufruito anche delle Terme Romane, sul Lungomare Falcomatà, per questi fini. Una
scena alla quale ho assistito più volte: una donna accompagnava il proprio
alano per farlo "defecare" all'interno del nostro sito archeologico.
E quando, arrabbiatissimo, ho fatto presente ai vigili urbani ciò che accadeva,
mi sono sentito rispondere "Ma se la signora è entrata avrà le
chiavi...". Ergo, chissà di chi si trattava! Solito, becero servilismo, la
vera rovina della nostra bella Reggio.
È ora di smetterla. Chi non ama
questa città, chi non prova vergogna guardando servizi come quello di ieri
sera, vada via e lasci spazio ai veri reggini. Chi neppure davanti a questo
scempio sociale ammette gli errori e cambia rotta, si ritiri in buon ordine e
stia finalmente zitto. Chi ha pensato di confondere le idee della gente con
feste e festini per poi fare i propri comodi, vada a casa. La gran parte dei
politici reggini dovrebbe vergognarsi. Perché se Atene piange Sparta non ride.
La colpa (in percentuali diverse, ovvio) è di chi amministra ma anche di chi (l'opposizione)
dovrebbe controllare. Pochi si sono distinti in questo senso, capaci di uscire
dalle logiche della convenienza politica (si diventa poi poco credibili) e di
vestire i panni del cittadino mandato in consiglio per fare il bene della
città.
Il vento deve cambiare perché adesso
tanti reggini sono rimasti in "mutande" e il tempo delle promesse
vacue è finito. Ripartiamo dal senso di vergogna. Ritroviamo la coscienza di
popolo e lottiamo tutti insieme per riprenderci Reggio e il nostro futuro. È
l'unica via percorribile per non annegare in questo mare di guai.
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