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lunedì 7 novembre 2011

Reggio Cal.: IDV e PdCI su unità sinistra reggina


La drammatica situazione finanziaria e morale del comune di Reggio causata dal palese fallimento del famigerato “modello Reggio” di Scopelliti e del PDL impone l’assunzione di precise responsabilità e di chiare scelte e opzioni politiche.
E’, quindi, presente, in modo dirompente, la necessità, ovviamente tutt’altro che facile e scontata, di ricostruire l’unità del centrosinistra reggino.
Un’esigenza che si frappone al profondo degrado morale e al totale scadimento etico provocati dal tragico decennio del centrodestra cittadino.
Decennio culminato con il buco finanziario costituito dal debito di centinaia di milioni di euro certificato, per difetto, dagli ispettori ministeriali.
Tutto ciò impone al Partito Democratico di fare delle scelte di campo: senza ipocrisie o inutili galleggiamenti.
In questi mesi, IdV e PdCI hanno portando avanti una coerente battaglia di opposizione, sia nel civico consesso che nella società reggina, basata sul binomio: impietose critiche mirate e contestuali proposte concrete per voltare pagina.
Abbiamo ripetutamente evidenziato come l’offerta elettorale del PD alle recenti elezioni amministrative, visti i numeri della lista e dell’aggregazione, non si poteva definire esaltante e, proprio per questo, avevamo auspicato la necessità di ricostruire, con i modi e i tempi opportuni e necessari, un terreno unitario sul quale ripartire, mettendo le basi per la nascita di un centrosinistra coeso e rinnovato nella città di Reggio Calabria. La propensione e la pratica dell’unità del centrosinistra, come noto, sono componenti fondamentali della storia politica e del dna sia di IdV che del PdCI.
Pertanto, la nostra idea si basava e si basa sulla necessità di ricostruire l’unità del centrosinistra partendo da pochissime, e per molti versi ovvie, considerazioni.
In tal senso, è fondamentale costruire leadership sulla base di idee e progetti concreti. Quindi, non si può frapporre nessuna ridicola leadership, precostituita e assolutamente auto-referenziale, oltre che sonoramente bocciata dall’elettorato.
Contestualmente, rispetto ai contenuti politico-programmatici reputiamo fondamentale squarciare il velo di ipocrisia e complicità, purtroppo, spesso trasversali, rispetto al tema delle società miste comunali (Multiservizi, Leonia, Reges e Recasi) che, anche come evidenziato da importanti inchieste della Magistratura, rappresentano una palude melmosa: il vero coacervo di pesanti e poco limpidi interessi strettamente legato alle enormi collusioni politico-mafiose della città di Reggio Calabria, sul quale si gioca il futuro amministrativo della città.
Ebbene nonostante quanto premesso, il PD non ha assunto un’iniziativa politica unitaria e di ampio respiro.
E’, a nostro avviso, infatti, necessario rilanciare una proposta politica, forte e credibile, che serva a dare voce e visibilità a quegli ampi settori che altrimenti punteranno su altre modalità di rappresentanza al di fuori della tradizionale offerta politica.
Altresì, è necessaria un’azione politica che deve essere continuamente verificata nelle procedure e nella sostanza, nella partecipazione e nel controllo di ciò che fa chi amministra in una logica di investimento nel capitale sociale che serva ad innervare la democrazia e a farla funzionare meglio.
Tutto ciò aiuta ad evitare di farsi trascinare da inutili rancori e odi personali.
Questa è la sfida che lanciamo al Partito Democratico.
A meno che il PD reggino non pensi ad una sorta di nefasta auto-sufficienza, di veltroniana memoria, che, però, con il misero 9% dei consensi ottenuti in città, fra l’altro, grazie all’exploit dei tre giovani e bravi consiglieri comunali, non potrà, oggettivamente, rappresentare la base numerica per costruire un’indispensabile alternativa, seria e credibile, al fallimento del PDL e di Scopelliti.
Un PD debole equivale ad un centrosinistra debole.
Se la divisione del centrosinistra rappresenta la linea politica assunta dal PD ce ne faremo una ragione e comunque avremo avuto il merito di fare vedere al popolo del centrosinistra, senza infingimento alcuno, chi vuole, realmente e concretamente, costruire l’unità e chi la predica a parole ma fa di tutto per non realizzarla.
Evidentemente, in questa circostanza, nessuno potrà continuare, in maniera abusiva, a millantare di rappresentare e parlare in nome e per conto del centrosinistra, poiché si tratterebbe semplicemente di un pezzo di centrosinistra.
Vale a dire, tutto ciò che non si dovrebbe fare in una realtà distrutta dal malgoverno di Scopelliti, del PDL e del centrodestra.

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