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giovedì 17 maggio 2012

Cosenza: Commissione cultura in cerca d’autore ospita la scrittrice Antonella Bevilacqua


Per sua stessa ammissione non ama le poesie che ha scritto in passato e con le quali lo scorso anno ha comunque concorso al Premio Mario Luzi, nella sezione inediti.
A febbraio di quest’anno ha scritto il suo primo romanzo, “I giochi dei castelli di carta”, pubblicato  nello scorso mese di febbraio dall’editore calabrese “La Dea” e presentato a fine marzo a Cosenza. E’ la prima vera creatura letteraria di Antonella Bevilacqua, giovane scrittrice cosentina - una laurea in lettere classiche -  che in mezzo ai libri vive tutti i giorni per il fatto di lavorare come bibliotecaria all’Università della Calabria.
Del libro di Antonella Bevilacqua si è accorta la Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi, presieduta dal Consigliere comunale Claudio Nigro che ha ospitato la scrittrice in Comune, nell’ambito della rassegna dedicata ai giovani autori cosentini, inaugurata ufficialmente nell’ottobre dello scorso anno.
“I giochi dei castelli di carta” , influenzato per certi versi da “Donne che amano troppo”, scritto negli anni ’70 dalla psicologa americana Robin Norwood,  racconta la storia di Sveva, la giovane donna protagonista del romanzo, dal carattere forte e coraggioso, ma  che diventa preda di insospettabili fragilità quando si trova a dover fare i conti con il suo bizzarro destino. Sospesa tra tre distinte relazioni, quella con un fidanzato storico affetto dalla sindrome di Peter Pan e che non le riserva alcuna attenzione, quella con un uomo maturo che diventa il confidente dei suoi tormenti e la terza con un giovane che la fa sentire finalmente donna, Sveva alla fine ha un moto di ribellione dal quale i tre uomini della sua vita escono piuttosto malconci.
L’incontro di Antonella Bevilacqua in Commissione cultura è stato introdotto dal Presidente Claudio Nigro che ha avuto parole di apprezzamento per il romanzo della giovane scrittrice. E’ seguito il contributo del consigliere relatore Mimmo Frammartino.
“Da quando abbiamo varato l’iniziativa dedicata ai giovani autori – ha detto Frammartino nel corso dell’incontro - abbiamo inteso assolvere, come commissione cultura, ad  un compito e una funzione precisi: quelli di stimolare e incentivare la lettura, ma anche la scrittura. Il libro di Antonella Bevilacqua narra di amori sospesi. Si legge tutto d’un fiato, descrive alcuni dei luoghi più significativi della  nostra provincia come Diamante e Cirella. Sono delle belle pennellate che danno il senso di un affresco ben tratteggiato. Si vede che Antonella Bevilacqua ci sa fare con la penna.”
Anche il consigliere Maria Lucente, Vicepresidente della Commissione cultura, si è detta molto incuriosita dal libro della Bevilacqua
“Già dalla prefazione – ha affermato la Lucente - il libro fa scattare la voglia di leggerlo. Nel descrivere un intenso gioco di amori e di rapporti interpersonali, stimola un lavoro di introspezione molto profondo. Per essere così intenso e per calarsi perfettamente in una realtà soggettiva, sia femminile che maschile, dimostra che  l’autrice ci ha messo l’anima.”
Alle domande dei componenti la commissione ha risposto l’autrice.
“Il libro è nato per gioco – ha spiegato Antonella Bevilacqua - per la voglia di scrivere dopo un incidente che mi è occorso nel novembre dello scorso anno e che mi ha bloccato in casa per un lungo periodo. E’ un libro che pur essendo dedicato alle donne intriga molto i lettori, che riescono a coglierne il senso più intimo.
Ed è un libro in parte autobiografico, specie nella parte in cui Sveva, il cui tormento nasce dalla dipendenza affettiva e dalla solitudine, si apparta sull’Isola di Cirella ed è lì che il romanzo riesce a cogliere e sentire i profumi di quel luogo magico dove la protagonista ama ritirarsi per ritrovare sé stessa ed anche per esorcizzare il dolore.”

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