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lunedì 25 luglio 2011

ITALIANO UCCISO IN BRASILE, IL PADRE 'NON VOTERO' PIU'' PROTESTA CONTRO L'ITALIA PER 'INDIFFERENZA DELLO STATO'

(ANSA) - LOCRI (REGGIO CALABRIA), 25 LUG - Ha deciso di non esercitare piu' il diritto di voto per protestare contro l'indifferenza dello Stato italiano per la morte del figlio in Brasile. Il protagonista della singolare protesta e' il commerciante di Locri Pasquale Procopio, padre di Mario, ucciso in Brasile nel corso di una rapina. Pasquale Procopio ha tenuto stamane a Locri una conferenza stampa durante la quale ha illustrato le motivazioni della sua protesta. ''La tragica vicenda di mio figlio - ha raccontato Procopio - per me e per la mia famiglia sara' un dolore che non passera' mai ma allo stesso tempo e' giusto e corretto che gli italiani sappiano come, in questa triste e tragica vicenda, si e' comportato lo Stato italiano. Dopo che le indagini della polizia brasiliana sono state avviate a distanza di ben 13 giorni dalla scomparsa di mio figlio, e' giusto evidenziare che il console italiano in Brasile, a Recife, sin da subito ha dimostrato molta indifferenza sulla vicenda offrendo, se cosi' si puo' dire, un aiuto davvero minimo e insufficiente alla nostra famiglia''. Mario Procopio era il titolare di un'agenzia immobiliare a Fortelesa, in Brasile, scomparve dell'ottobre del 2009 dopo essere uscito dalla propria abitazione nel quartiere Porto das Dunas. ''Visto che a distanza di circa un anno - ha aggiunto - dalla scomparsa di Mario le indagini, con l'invio di un dirigente della Polizia di Stato in Brasile, erano state chiuse per mancanza di fondi, e solo grazie alle continue insistenze, implorazioni e suppliche mie e dei miei familiari siamo riusciti ad ottenere l'invio in Brasile di un altro funzionario della Polizia di Stato che e' riuscito, dopo aver individuato il luogo della sepoltura e scavato con le proprie mani, a trovare il cadavere di mio figlio aiutandoci a riportare i resti a Locri dove poi, dopo il funerali, sono stati tumulati. Anche dopo il ritrovamento del cadavere la mia famiglia si e' vista costretta a lottare, implorare, supplicare e a mendicare un piccolo intervento, prima di poter ottenere i resti di mio figlio''. ''A questo punto - ha concluso Procopio - mi vergogno di essere un cittadino di questa nazione per cui, per protesta, non esercitero' piu' fino alla morte il mio diritto al voto''.

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