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sabato 8 dicembre 2012

Provincia RC: Svincolo Bagnara, affondo di Raffa sull'ANAS


“Il comportamento dell’Anas sullo svincolo di Bagnara dell’A3 mi riporta col pensiero al West e al passaggio della ferrovia. Il progetto di costruire quella grande infrastruttura aveva come obiettivo la grandezza degli Stati Uniti  che, per certi versi “giustificava” la forza delle compagnie e, dunque dello Stato, nei confronti degli indiani. Quelli della mia generazione, anche grazie al cinema,  hanno ancora negli occhi il racconto epico  di quel periodo storico parteggiando per il progresso (il passaggio dei treni) o per la difesa  di un popolo che rivendicava il diritto alla terra e alle sue consuetudini”.
Giuseppe Raffa, presidente della Provincia, si affida a queste reminiscenze storiche per reiterare il diritto dei cittadini di Bagnara, S. Eufemia d’Aspromonte, Sinopoli, Cosoleto, San Procopio, così come di altri comuni che fanno parte di questo comprensorio, a non essere isolati dall’ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria, concepita per agevolare lo sviluppo socio – economico del Mezzogiorno, della Calabria, e, in questo caso, del reggino. 
“Paragonare il dramma degli indiani – dice ancora Raffa - a quello dei quasi ventimila abitanti che, prima del nuovo percorso, utilizzavano il vecchio svincolo di Bagnara, forse è un po’ troppo. Lo è, senz’altro, perché Pietro Cucci, presidente dell’Anas, non è certo il colonnello John Stevens: il primo operò per lo sviluppo americano, il secondo, che da anni promette la costruzione dello svincolo, non coglie quali potrebbero essere le conseguenze negative della chiusura della vecchia struttura. Lo stesso Ciucci dimostra di non tener conto delle istanze  della deputazione calabrese, della Regione, della Provincia che io ho l’onore di amministrare, dei sindaci delle comunità che, a causa della sua ostinata decisione, sono state costrette a una condizione di emarginazione.  Il presidente dell’Anas, in tutti questi anni, ha tessuto una tela di Penelope, poi ha usato lo stratagemma  del coinvolgimento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che, giustamente, ha posto l’accento sui problemi di sicurezza rispetto all’idea di un’opera posticcia e indigesta ai vertici dell’ Azienda che presiede. E allora “cosa fatta capo ha”? Teoria che respingiamo, soprattutto perché il nuovo tracciato della Salerno-Reggio ha privato i cittadini di una parte importante della Provincia della possibilità di esercitare alcuni diritti essenziali: a cominciare da quello alla tutela della salute, costituzionalmente sancito e tuttavia non più effettivamente garantito a causa della distanza dalle strutture ospedaliere più vicine. Inoltre, la chiusura del vecchio svincolo ha compromesso l’attività economica di piccole e medie realtà commerciali e artigianali”.  Il presidente della Provincia è convinto che, di fronte ai “muscoli” dell’Anas, necessitano forti iniziative per tutelare gli interessi di intere comunità. “L’ente autonomo delle strade – conclude Raffa -  ha invaso i territori, modificato l’orografia della zona,  e, indirettamente, ha minato lo sviluppo di questa parte della provincia. Allora, l’unica soluzione è pretendere un indennizzo da parte dell’Anas che dovrà concretizzarsi nel realizzare uno svincolo adeguato alle esigenze degli abitanti della zona che peraltro hanno ricevuto una precisa promessa in questo senso ormai da dieci anni. Per attuare questa strategia c’è tutta la nostra determinazione. Vogliamo far capire, una volta per tutte, che i reggini non sono sudditi, ma cittadini di un unico Stato, in cui Nord e Sud oltre agli stessi doveri hanno gli stessi diritti. Con buona pace di quanti la pensano come Pietro Ciucci”. 

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