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mercoledì 15 giugno 2011

Brunetta: I precari sono l'Italia peggiore!



I precari? "L'Italia peggiore". Questo secondo il ministro della funzione pubblica a margine di un convegno svoltosi a Roma nella "Giornata dell'Innovazione”. E i precari sono colpevoli di essere tali e di aver pronunciato quella parola dietro la quale, a parere di Brunetta, si nasconde la voglia di non lavorare dei giovani italiani. Quindi, dopo averli definiti “bamboccioni”, la nuova generazione diventa anche “sfaticata”. “Ogni tanto c'è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: 'bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette', lei risponde sempre no. Quello è il modo migliore se vuole lavorare, scaricare la cassette,  per tutti gli italiani". Bene, bravo, bis!

Perché dopo anni passati dietro i libri, all’università a far ricerca, o ancora a far praticantato per diventare avvocati, giornalisti, ingegneri e architetti, tutti i giovani italiani dovrebbero alzarsi alle 5 del mattino per scaricare le cassette. Mentre lui, laureatosi in scienze politiche quasi 40 anni fa, quali meriti aggiuntivi ha mai acquisito per non rientrare tra quelli che dovrebbero scaricare le cassette al mercato? Forse diventare un uomo politico che, pur senza far nulla, dopo una legislatura si assicura un minimo di 3000 euro mensili di vitalizio? È ora di dire basta alle prese in giro. In Italia ci sono giovani che meriterebbero miglior fortuna ma che vivendo in uno Stato da sempre mal governato non trovano spazio. L’Italia è un Paese vecchio, con una mentalità arcaica e conservatrice, per nulla lungimirante. Va avanti con la mentalità del “day by day”, senza un futuro da programmare e immaginare. E se esistono i precari è perché qualcuno occupa 3, 4 e anche 5 poltrone. Una stessa persona che svolge più ruoli, sottraendoli famelicamente al resto del popolo. Giornalisti che scrivono per centosessantatré testate, avvocati che sfruttano i praticanti e le nuove leve per arricchirsi, ingegneri e architetti che arraffano ogni progetto importante, così come i grandi studi e le aziende. Agli altri restano le briciole con le quali non si può vivere, costruire famiglie e fare figli. Con le cassette non si comprano le case. Ma Brunetta, dall'alto (si fa per dire...) del suo vitalizio, questo non lo può capire…

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