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venerdì 30 dicembre 2011

Reggio Calabria: Energia Pulita su messa in vendita del Forte Siacci di Campo Calabro

Un altro furto si sta compiendo ai danni di una delle ricchezze storico culturali dell’area dello stretto, quasi dimenticato , sconosciuto a molti stessi reggini e calabresi. Con il Governo Monti tornano alla ribalta i processi di dismissione del patrimonio pubblico.

Tra precedenti finanziarie ed attuali manovre oggetto la messa in vendita degli immobili militari è stata facilitata dalla possibilità di accordi tra Comune e Ministero della Difesa per la messa in vendita, cercando direttamente investitori e il contestuale cambio di destinazione d’uso di questo patrimonio. Insomma un vero e proprio affare per palazzinari e banchieri.

Da un elenco pubblicato dal Sole 24 Ore sono state messe in vendita 138 caserme tra cui quella ricadente nel comune di Campo Calabro : “Il forte umbertino SIACCI”, luogo non solo di vita militare ma anche di vita sociale di quel tempo. Uno spaccato del vissuto dell’epoca impresso nelle mura e nei corridoi di una struttura che potrebbe fare la differenza dal punto di vista turistico storico culturale, ma che sembra non interessi a nessuno.

Per chi ha avuto modo di visitarla questa meravigliosa costruzione non rappresenta una semplice visione architettonica dell’epoca, ma anche un riscatto culturale e turistico del territorio. Soluzioni , quest’ultime , che potevano giungere in tempi meno drammatici come questo , nei quali realizzare seriamente un piano di riqualificazione delle fortezze della costa calabra ( ben 9 costruite tra il 1880 e il 1914) perfettamente conservate e scalfite soltanto dall’incuranza di amministrazioni poco attente e sensibili al tema. Cosa fare oggi? Occorrerebbe promuovere un movimento che dimostri alle istituzioni dell’enorme potenzialità del sito. Nella terra delle costruzioni selvagge e abusive, il particolare inserimento urbanistico in una zona libera dagli scempi del cemento, aiuta certo anche un facile inserimento delle infrastrutture e servizi. Le potenzialità di quest’area infatti sono molteplici e infinite : un territorio di 144.950mq dal quale è possibile scorgere l’intero Stretto di Messina , da Punta Peloro a Punta Pellaro, dalle Isole Eolie alle vette dell’Aspromonte. La caserma ha una superficie coperta di 10600mq ricca di incisioni dei soldati dell’epoca e in alcune aree è possibile ancora ammirare le cassette contenenti le munizioni utilizzate nell’ultimo conflitto bellico. Stanze affrescate, iscrizioni monitorie , ambienti che parlano di storia in un silenzio quasi assordante . Un versetto impresso in una parete ormai semi cancellato dall’umidità e dallo stato di abbandono recita:

“IO BEN CONOSCO GL’ ITALIANI

L’ xxx SON CONDOTTE CON CORAGGIO

E CON L’INTELLETTO FANNO PRODIGI.”

Il tentativo è di privare l’area dello stretto di un tesoro di inestimabile valore storico culturale, che non deve essere concesso in alcun modo ad acquirenti con fini speculatori e di profitto. Da calabresi,non possiamo assistere a questo scempio. Il Siacci va tutelato come patrimonio storico dell’area dello Stretto e in questi termini attendiamo risposte forti da tutte le istituzioni interessate ( comune, provincia, regione, associazioni varie) al fine di trovare le giuste soluzioni per la riqualificazione dell’intera area e per sviluppare un piano programmatico integrato che riscatti definitivamente l’orgoglio di essere, oltre che Calabresi, Italiani.



Simona Mastroddi – Referente Energia Pulita Campo Calabro

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