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sabato 22 gennaio 2011

Last news Calabria

PEDAGGI: MATTEOLI,NON PER SA-RC E PER PENDOLARI SU GRA ++ (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Niente pedaggi per la Salerno-Reggio Calabria e per i pendolari sul Gra. Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, con una nota. ''Desidero precisare e ribadire che il pedaggiamento di alcune tratte autostradali, gestite da Anas - spiega la nota - prevedera' esenzioni per i pendolari, per coloro che utilizzano l'autostrada con frequenza per ragioni di lavoro e di studio e per coloro che, come nel caso del Raccordo Anulare di Roma, la utilizzano per spostarsi nell'ambito cittadino. Preciso, inoltre, che tra i nuovi pedaggi non e' ricompresa la Salerno- Reggio Calabria. Criteri, tariffe, agevolazioni e quant'altro saranno decisi dal Governo nelle prossime settimane''.


AUTOSTRADE: BORGHEZIO, SA-RC SENZA PEDAGGI CONFERMA CI SONO DUE ITALIE Torino, 21 gen. (Adnkronos) - ''La notizia che il governo assicura che non verranno istituiti i pedaggi ne' sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ne' sul Raccordo anulare di Roma conferma una nota verita' e cioe' che esistono due Italie, una delle quali paga''. E' quanto dichiara Mario Borghezio, esponente della Lega Nord.

'NDRANGHETA: VIGILANZA FISSA DELL'ESERCITO A CANTIERI SA-RC (AGI) - Reggio Calabria, 21 gen.- La vigilanza fissa dell'Esercito ai cantieri del tratto reggino della Salerno - Reggio Calabria e' stata decisa nel corso di un'apposita riunione di coordinamento delle forze di polizia, svoltasi presso la Prefettura di Reggio Calabria. Il vertice, presieduto dal prefetto Luigi Varratta, tra gli altri argomenti, ha dato ampio spazio all'impiego del contingente dell'esercito assegnato alla provincia di Reggio Calabria nel contesto dell'operazione ' Strade sicure'. Dall'analisi dei risultati dell'attivita' "ricognitiva svolta negli scorsi mesi - evidenzia la Prefettura reggina - su situazioni di criticita' connesse ad una recrudescenza di atti di danneggiamento contro cantieri dell'autostrada A3, SA-RC, si e' concordato di adibire i rinforzi ad attivita' di vigilanza fissa presso gli stessi cantieri, secondo un'apposita pianificazione tecnica che sara' operativa a partire dal prossimo 10 febbraio". Al contingente di ottanta militari, gia' impegnati in servizi di vigilanza fissa a tutela degli uffici giudiziari della citta' dello Stretto, se ne sono aggiunti altri settanta che saranno utilizzati nell'operazione "Strade sicure". 

'NDRANGHETA:VOTO SCAMBIO,INDAGATO ASSESSORE PROVINCIA CROTONE OPERAZIONE CONTRO COSCA VRENNA,12 FERMI. PROGETTO ATTENTATO A PM (ANSA) - CROTONE, 21 GEN - Un assessore della Provincia di Crotone indagato; un progetto di attentato ad un magistrato sventato e 12 persone sottoposte a fermo perche' ritenute le nuove leve della cosca Vrenna-Ciampa'-Bonaventura di Crotone, una delle piu' potenti della Calabria. Sono questi i primi risultati di un'inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dalla squadra mobile di Crotone. L'assessore provinciale indagato e' quello allo sport, Gianluca Marino, del Pdl. Nei suoi confronti gli inquirenti ipotizzano il reato di voto di scambio con quattro affiliati alla cosca Vrenna. Agli atti dell'inchiesta, infatti, ci sono alcune conversazioni telefoniche, intercettate dalla polizia, nel corso delle quali i quattro esponenti della cosca parlano del loro appoggio a Marino in occasione delle amministrative del giugno 2009 in cambio di denaro. Alle elezioni, pero', Marino non fu eletto. Il filone dei rapporti tra politica e 'ndrangheta rientra in un contesto piu' ampio che ha portato alla luce un progetto di attentato ai danni del pm della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni, titolare dell'inchiesta. Alcuni dei fermati, secondo quanto emerso dalle indagini, hanno pedinato piu' volte il magistrato, nonostante sia protetto dalla scorta, appostandosi anche sotto la sua abitazione. Agli atti c'e' anche una frase inquietante pronunciata da uno degli indagati poco prima del Natale 2010: ''Adesso facciamo un bel regalo a Pino'', dove Pino e' Giuseppe Vrenna, boss della cosca, che proprio in quel periodo ha iniziato a collaborare con la giustizia facendo le prime rivelazioni al pm Bruni. Con il boss in carcere, per l'accusa, era il figlio Gaetano Antonio a gestire la cosca che per sopperire ai numerosi arresti subiti con le operazioni Eracles e Perseus, aveva costituito un nuovo gruppo criminale, composto dagli uomini di fidati e fedeli. Le nuove leve sono ritenute responsabili anche di una serie di intimidazioni compiute ai danni di familiari di collaboratori di giustizia. Dalle intercettazioni gli investigatori hanno sentito, in diretta, la preparazione dell'incendio del portone di casa dei genitori del collaboratore di giustizia Domenico Bumbaca e altri affiliati tagliare con una sega elettrica la saracinesca di un ristorante di un altro collaboratore per gettarvi liquido infiammabile e dargli fuoco.

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