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mercoledì 27 aprile 2011

ANIMALI: AMBIENTALISTI, NON INDEBOLIRE L'ANTIBRACCONAGGIO

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 27 APR - ''Senza il Nucleo antibracconaggio sullo stretto di Messina migliaia di rapaci e cicogne rischiano di finire nelle mani dei bracconieri. Siamo sconcertati di questa decisione e chiediamo con forza che venga al piu' presto revocata al fine di garantire la massima tutela agli uccelli migratori''. In una lettera inviata al comandante del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone, le associazioni Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia chiedono che le operazioni antibracconaggio non siano in alcun modo indebolite e venga garantito il piu' efficace contrasto alla caccia illegale sullo Stretto, dove ogni anno si compie una strage di rapaci in migrazione. ''Grazie alla costante azione del Corpo forestale dello Stato - continuano le associazioni - il fenomeno del bracconaggio ha conosciuto nel reggino una decisa riduzione senza pero' cessare di rappresentare un pericolo per la fauna in migrazione: lo dimostrano i circa 400 falchi pecchiaioli abbattuti l'anno scorso nella sola giornata del 25 aprile nelle localita' di Reggio Archi e Solano e i sequestri effettuati dallo stesso NOA di armi contraffatte e con matricole abrase''. ''Chiediamo al ministro Romano - concludono le associazioni - che si riveda questa decisione senza precedenti e sia assicurato il massimo supporto all'operazione Adorno da parte del Nucleo operativo antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato fino alla fine del passo migratorio, garantendo le necessarie risorse economiche per lo svolgimento dell'attivita' del Noa sullo Stretto e in tutti i punti sensibili del Paese rispetto al grave problema del bracconaggio''.

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