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domenica 2 settembre 2012

69.a Mostra del Cinema - "To the Wonder": Malick spiega l'amore




Uno sguardo privilegiato sull'amore. Tra passioni, tradimenti, fragilità e crisi, "To the Wonder", del regista Terrence Malick, è riuscito a entrare nel profondo dei sentimenti contrastanti dell'uomo quando ha a che fare con l'amore. Un taglio diverso, quello scelto dal regista ... : la camera segue i volti, con riprese sulle espressioni del viso, sugli sguardi, mentre i movimenti sono spesso uno sguardo curioso sulle azioni, diretta conseguenza delle emozioni vissute.
La scena si apre con i due protagonisti, Neil (Ben Affleck) e Marina (Olga Kurylenko), sono due giovani innamorati che danno inizio al loro amore "eterno" sul Mont Saint Michel, "La meraviglia dell'Occidente", luogo romanticamente triste. Lei, ucraina di Parigi e già madre ma non esita farsi travolgere dall'amore. Lui, scrittore (anche se dal film non si evince) un po' ombroso e concreto nei rapporti affettivi.
Da Parigi, luogo dell'incontro, la coppia si trasferisce in Oklahoma. Dalla poesia della Senna ai campi di grano, l'idillio pare finire. "Torniamo a casa, noi due. Qui manca qualcosa", dice la figlia di 10 anni alla madre innamorata. É l'inizio del travaglio.
Dopo mesi durante i quali il rapporto si deteriora, il permesso di soggiorno di Marina scade e fa ritorno a Parigi senza che Neil provi a fermarla. Entra così in scena Rachel McAdams, nei panni di Jane,sua amica d'infanzia. Un amore travolgente che finisce a causa di Marina che, dopo aver perso la figlia (tornata dal padre) non sogna altro che tornare negli States. Neil la sposa e così iniziano un rapporto travagliato.
Bella la contrapposizione tra la femminile, fragile e leggiadra Marina con la forte, sicura e appassionata Jane. Altro snodo focale del film è la crisi mistica vissuta da un sacerdote, amico dei due, che con voce fuoricampo racconta le proprie difficoltà, quasi un parallelo con il crollo dell'intesa dei giovani.
Malick ha infatti mixato le emozioni e i sentimenti umani con l'onnipotenza e la perfezione che viene da Dio. Un concetto chiaro nelle parole di Marina "Per la prima volta sento che in mene convivono due donne: una legata a Dio, l'altra alle cose terrene". Proprio la fragilità di Marina, insidiata dalle fuorvianti pratiche terrene, porterà la giovane a tradire Neil e a decretare la fine del loro matrimonio.
Un film profondo, che arriva al cuore, nel quale Malick ha lasciato parlare le immagini più delle parole. Ogni scena, ogni inquadratura è stata attentamente studiata per raccontare una storia che i protagonisti hanno semplicemente vissuto. Piani lunghi e primi piani magistralmente alternati per entrare nel cuore dello spettatore.
Magistrali le interpretazioni dei tre attori principali, spettacollari i cambi scena, da colori cupi ai pastello, pronti a seguire gli umori dei protagonisti e ad affrescare il vero leit motiv del film: la purezza della natura e del sentimento contrapposto alla durezza della vita e delle cose terrene.

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