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lunedì 6 febbraio 2012

ADICO: Inventa il sistema per risparmiare carburante. Ma in Italia la sua idea non interessa

Si chiama Kinetic Drive System (Kds) e promette di dimezzare i consumi di carburante, abbattere le emissioni del 60 per cento e allungare la vita del motore dell’80 per cento. L’invenzione porta la firma di Leonardo Grieco, un meccanico di lungo corso di Saltrio (Varese), uno di quelli che si è “guadagnato i galloni in officina – come dice lui stesso -, in anni di lavoro”, sporcandosi le mani oltre ad usare la testa.
Oggi il suo Kds, dopo essere stato brevettato, ha ottenuto dalla motorizzazione svizzera l’autorizzazione ad essere montato sui veicoli e in un’officina del Canton Ticino è già possibile farselo installare per poco meno di 2 mila euro. Per un non addetto ai lavori non è semplice intuirne il funzionamento, ma in buona sostanza il Kds è composto da una centralina che interviene sul meccanismo della frizione. “Una volta accelerata la massa – spiega l’inventore – la macchina resta su un numero di giri ottimale e ad ogni cambio di marcia, grazie a questo sistema si risparmiano 700 giri motore. Infatti, mentre normalmente si scende al minimo di giri, qui si utilizza il motore soltanto quando dà la coppia migliore, fra i 1700 e i 2300 giri. Praticamente a parte lo spunto iniziale, la macchina viaggia quasi sempre a basso regime, basta dare un colpo di gas ogni tanto e ci si mantiene a velocità di crociera. Il pedale della frizione non c’è e per cambiare si usa solo la mano”.
Il signor Grieco ha montato il sistema su una vecchia Skoda 1900 turbo diesel: “Ho già fatto 50 mila chilometri con questa macchina e i risultati sono sorprendenti. Questa auto, che oggi ha 290 mila chilometri, fa abitualmente attorno ai 500 chilometri con un pieno, da quando ho montato il sistema Kds sono stabilmente sopra i mille”. Al signor Grieco dobbiamo credere sulla parola. Oltre ad aver visto la centralina montata e ad aver percepito il suo vibrante entusiasmo, non abbiamo infatti a disposizione elementi empirici sufficienti ad avvalorare la sua scoperta, se non un breve viaggio di prova da cui effettivamente abbiamo potuto constatare che il pedale dell’acceleratore viene usato davvero poco.
Se quanto promesso fosse vero si tratterebbe di una innovazione sensazionale. Con macchine capaci di percorrere normalmente 50 km con un litro. Di questa vicenda colpisce anche un’altra cosa: “Questa scoperta potrebbe valere metà del combustibile mondiale – dice Grieco – ci ho speso dieci anni di lavoro e tentativi. Soldi, tempo e impegno. Nessuno ha però voluto darci retta. Nessuno ha voluto vederlo e capirne il funzionamento. Abbiamo scritto alle case automobilistiche di tutto il pianeta: a Marchionne, a Montezemolo, negli Stati Uniti, in Corea, dappertutto. Abbiamo speso un capitale in lettere e raccomandate. Le risposte che ci sono arrivate sono tutte uguali. Hanno tutte lo stesso desolante tenore, ne ho un cassetto pieno”.
Insomma, Grieco ha scritto e presentato il suo Kds alle principali case automobilistiche che hanno sempre risposto alla stessa maniera: “Ci dispiace tanto, ma la sua invenzione non ci interessa”. Ma l’inventore del Kds non ci sta: “Questi signori dovrebbero scendere dalle loro scrivanie e toccare con mano, sedersi sulla macchina e provarla prima di dire che non gli interessa. Prima provi, studi, poi mi dici che non funziona. Una bocciatura motivata la posso anche accettare. Ma una chiusura a priori no. Nelle cose, per capirle, bisogna metterci il naso”. Dal momento che nessuna casa automobilistica ha creduto nel progetto, Grieco ha stretto un accordo con un’officina elvetica che ha accettato di montare il sistema sulle auto svizzere: “Siamo andati alla motorizzazione del Canton Ticino, hanno provato il sistema, hanno verificato le caste e dopo dieci giorni avevamo in tasca l’autorizzazione a montarla. Una cosa simile in Italia, con tutta la burocrazia, sarebbe impossibile”.

fonte: ilfattoquotidiano.it

Regione: la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

La Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili arriva alla sua sesta edizione, fu proclamata dall'Onu nove anni fa per condannare la gravissima pratica, diffusa in diversi parti dell'Africa, che viola il diritto alla salute e all'integrità fisica delle donne e purtroppo di tante bambine attraverso la mutilazione degli organi genitali con escissione o infibulazione, per garantire la purezza della ragazza sino al matrimonio.

Da oltre dieci anni a questa parte l'Europa ha dovuto affrontare questo fenomeno “culturale”, a seguito del fenomeno immigratorio che ha visto migliaia di persone africane spostarsi nei paesi comunitari per trovare lavoro. 

Dai dati di una ricerca del Dipartimento per le Pari Opportunità è emerso che solo in Italia siano oltre 35mila le donne che hanno subito MGF e che circa mille minori sotto i 17 anni siano a rischio mutilazione.

La ricerca è di un paio di anni fa e coincide con una campagna di sensibilizzazione promossa dal Dipartimento Pari Opportunità e l'approvazione della legge n. 7 del 2006 per la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile.

La legge ha accolto così l'impulso delle Nazioni Unite e dall’OMS per prevenire e combattere la pratica innanzi tutto a livello socio-sanitario, con la formazione dei medici e degli operatori a diretto contatto con l'utenza che accolgono le donne immigrate, permettendo una maggiore conoscenza delle cause culturali e soprattutto una dimensione verosimile del dato in Italia.

Prevenzione, assistenza alle vittime e eliminazione delle pratiche di mutilazione genitale femminili sono gli obiettivi del legislatore, che ha introdotto amche il reato di Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili all'art. 583 del codice penale il reato delle , prevedendo  la pena della reclusione da 4 a 12 anni, con l'aumento di un terzo in caso di minorenni.

Negli anni l'approccio istituzionale verso le MGF è cambiato, e la legge è un esempio del nuovo stile: alle prime grandi campagne di comunicazione sono seguite attività di sensibilizzazione sulle donne, interventi di mediazione culturale con una maggiore attenzione all'impatto mediatico sulle comunità di immigrati per evitare che i toni sensazionalistici possano causare una chiusura verso l'esterno per evitare  pericolose sovraesposizioni.

Fondamentale per il futuro è attivare canali locali di comunicazione, potenziare la sensibilizzazione presso le scuole, i servizi sociali, le strutture sanitarie, cercando di trasmettere un messaggio di rispetto della salute e dell'integrità fisica scevro da valutazioni culturali, che possa essere metabolizzato da una nuova generazione di immigrati che va via via emancipandosi da usanze retaggio di una cultura lontana da qualsiasi rispetto e riconoscimento dei diritti delle donne.

Ma ad oggi tutto questo non è sufficiente, da più parti viene richiesto al Governo che sottoscriva la Convenzione del Consiglio d'Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica al fine di creare uno strumento giuridicamente vincolante a tutela delle donne.

Amnesty International ha lanciato un appello ai leader europei per la sottoscrizione della Convenzione con un video che si può vedere su questo link:

www.endfgm.eu

Rinvio convegno Pd a Crotone

A causa delle avverse condizioni meteo, il convegno "Idee per il Mezzogiorno e per la Calabria" organizzato dal gruppo regionale del Pd  in programma oggi alle ore 17.00 a Crotone, è stato rinviato.

'NDRANGHETA: QUESTORE REGGIO, NON E' INVINCIBILE MA SERVE SVOLTA

 (AGI) - Reggio Calabria, 6 feb. - "La 'ndrangheta non e' invincibile, come non lo e' stata la mafia. Qui a Reggio abbiamo colpito i gangli in cui si annida la criminalita' organizzata". Lo ha detto il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, presentando alla stampa il nuovo capo della Squadra Mobile a Gennaro Semeraro. Casabona ha parlato della criminalita' organizzata reggina "come un cancro in metastasi, ma la nostra chemio - ha aggiunto - si sta dimostrando valida ed efficace, anche se c'e' ancora tanto da lavorare. Oggi pero' non c'e' piu' l'impunita' e l'arroganza perche' lo Stato e' presente e vigile". Il questore di Reggio Calabria, pero', ha auspicato una svolta radicale, "epocale sul piano culturale che accompagni l'azione dello Stato. Senza cultura - ha aggiunto - non si sconfigge la 'ndrangheta". Rivolgendo ai giornalisti presenti, Casabona ha rivolto l'invito a "denunciare le assuefazioni che si registrano in questa citta': spesso per fiducia o paura. Il popolo reggino pero' non puo' essere pauroso, - ha spiegato - perche' senza lo sforzo della popolazione la 'ndrangheta non si sconfigge". E sulle dinamiche che caratterizzano la vita di Reggio Calabria, Casabona ha evidenziato che "l'economia deve essere in mano alle imprese e non gia' in quelle della 'ndrangheta, perche' altrimenti non ci sara' ne' ripresa ne' liberta'".

POLIZIA: SEMERARO NUOVO CAPO SQUADRA MOBILE REGGIO CALABRIA

 (AGI) - Reggio Calabria, 6 feb.- E' stato presentato alla stampa il nuovo capo della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, Gennaro Semeraro. Nel corso di un incontro con i giornalisti, il questore Carmelo Casabona ha ringraziato Renato Cortese, trasferito allo Sco, per i suoi cinque anni trascorsi in riva allo Stretto e augurato buon lavoro a Semeraro. Quest'ultimo dall'agosto dello scorso anno dirigeva la sezione che si interessa di sequestro di beni della stessa questura calabrese.

MALTEMPO: NEVICA A BASSA QUOTA IN CALABRIA

 Cosenza, 6 feb. (Adnkronos) - Nevica a bassa quota in Calabria. Da questa mattina i fiocchi cadono anche sui comuni a 400 metri sul livello del mare e la coltre bianca sta scendendo sulla costa jonica cosentina. A Rossano sono segnalate le auto gia' coperte dalla neve.

CADAVERE BRUCIATO: OMICIDIO PER REGOLAMENTO CONTI, 3 ARRESTI

(ANSA) - ROMA, 06 FEB - I carabinieri hanno arrestato tre persone per l'omicidio di Salvatore Polcino, 52 anni, ucciso a colpi di pistola. Il suo corpo fu ritrovato carbonizzato lo scorso 27 gennaio nelle campagne della periferia romana, a Borgo Santa Fumia. I fermati sono un 21enne di Ardea, in provincia di Roma, e altri due pluripregiudicati originari di Calabria e Sicilia, ma che abitano a Lanuvio (Roma). I motivi del delitto sarebbero da ricondurre ad un regolamento di conti per droga.

Il Dipartimento Cultura ha promosso un Accordo Quadro internazionale con la Northestearn University di Boston per le Università calabresi

Il Dirigente generale del Dipartimento regionale alla Cultura Massimiliano Ferrara, in occasione della sua visita nel Distretto culturale di Boston in Massachusetts, ha  sottoscritto con la “Northeastern University” un accordo quadro di collaborazione per “valorizzare – secondo l’obiettivo dell’assessore all’Università Mario Caligiuri - le menti calabresi legate alle università del territorio regionale con scambi culturali fuori continente”.
Lo scopo dell’accordo quadro – informa una nota dell’Uffiico stampa della Giunta - è quello di internazionalizzare le università calabresi consentendo di creare nuove occasioni di confronto ed arricchimento curriculare per studenti, docenti e ricercatori, per esempio con corsi di laurea congiunti con valore legale in entrambi gli ordinamenti, ed al tempo stesso contribuire alla catalizzazione di finanziamenti internazionali. La stipula dell’atto in esame ha costituito l’esito di una trattativa già avviata nel mese di ottobre dello scorso anno con i vertici burocratici e scientifici della “Northeastern”  ed ha improntato una base di legittimazione giuridica per i futuri accordi esecutivi da parte di ciascuna delle Università Calabresi secondo le specificità dei rispettivi ordinamenti, delle proprie risorse e delle autonome determinazione scientifiche dei rispetti organi a ciò competenti. La durata media è di tre anni e consente una programmazione di respiro piuttosto ampio potenziabile con la possibilità esplicita di un rinnovo per altri tre anni e la richiesta di un recesso anticipato con preavviso scritto di sei mesi, al fine di salvaguardare ambo le parti per il caso in cui future situazioni impreviste dovessero indurre a rivedere le scelte strategiche della Regione Calabria.
Si tratta, pertanto, di un importante impulso che si intende dare a beneficio non solo dei soggetti destinatari del protocollo d’intesa, ma anche dell’intera comunità calabrese che, attraverso l’operato di persone specializzate nel settore in multidisciplinare contatto con realtà culturali di livello mondiale, potrà  fruire dei risultati ottimali ricadenti sull’intero territorio regionale. Inoltre, con questo accordo, sono state gettate le basi per futuri accordi con altre importanti Istituzioni accademiche che insistono nel Distretto (Harvard University, MIT, Boston University).

IL PdCI RILANCIA L’IMPEGNO PER LA PIANA – ELETTO IL NUOVO COORDINAMENTO

Si è svolta, presso la Sezione di Polistena la riunione del coordinamento di zona del Partito dei Comunisti Italiani alla presenza del Segretario Regionale Michelangelo Tripodi, del Segretario Provinciale Lorenzo Fascì, del Responsabile di zona Emilio Filardo e del Sindaco di Polistena Michele Tripodi. La riunione svoltasi alla presenza di numerosi compagni provenienti da gran parte dei paesi della Piana è stata arricchita da un dibattito dal quale sono venuti fuori i tanti gravissimi problemi del territorio, ha altresì fornito spunto per tante idee e proposte. Alla conclusione del dibattito sono stati definiti alcuni punti programmatici che rappresentano la piattaforma politica sulla quale si muoverà l’azione del PdCI per quanto riguarda l’area della Piana .

1) iniziative di sostegno ai lavoratori precari, ai disoccupati, ai giovani in cerca di lavoro, ai lavoratori del Porto di Gioia Tauro e alle autolinee in crisi;

2) iniziative finalizzate al miglioramento delle infrastrutture e dei trasporti per consentire una migliore viabilità nelle Piana per lo sviluppo delle attività agricole e produttive anche attraverso l’impegno delle risorse originariamente investite per la costruzione del Ponte sullo stretto e dei fondi POR;

3) rilancio della scuola pubblica e lotta al dimensionamento scolastico che determinerà lo spopolamento dei paesi interni;

4) iniziative a sostegno dei diritti dei migranti e di tutti i lavoratori in agricoltura sfruttati e sottopagati e lotta al caporalato;

5) iniziative per garantire la legalità contro la presenza mafiosa nel territorio.

6) iniziative per l’Ospedale di Polistena e per garantire ai cittadini della Piana una sanità più concreta e di qualità;

Infine, è stato nominato un coordinamento di zona cosi composto: .

1)Valensise Bruno

2)Laganà Lillo

3)Bernava Domenico

4)Masaneo Angelo

5)Cimato Franco

6)Cozza Carmelo

7)Cirillo Nicola

8)Racobaldo Fabio

9)Tripodi Michele

10)Politanò Rosa

11)Marcone Angelo

12)De Pasquale Alessia

13)Macino Giuseppe

14)Leonini Roberto

15)Di Domenico Angelo

16)Policaro Marco 

Il primo impegno del coordinamento guidato da Emilio Filardo sarà quello di chiedere un incontro al Segretario della CGIL della Piana intendendo proporre una iniziativa comune a sostegno dei lavoratori e di tutti coloro che protestano contro le previsioni del Governo Monti che affamano la popolazione del Mezzogiorno.

domenica 5 febbraio 2012

SANREMO: DA CROTONE ALL'ARISTON, 24 DIAMANTI PER LA CANZONE PIU' BELLA OPERA FIRMATA DA MICHELE AFFIDATO RAFFIGURA UN GLOBO, ITALIA IN ORO BIANCO

Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - L'arte orafa di Crotone brillera' al Teatro Ariston di Sanremo. L'artista Michele Affidato ha realizzato un'opera che intreccia memoria e speranza per il 62° Festival della Canzone Italiana in occasione della serata evento 'Viva l'Italia nel mondo', che sara' consegnata il 16 febbraio all'artista italiano e all'artista internazionale per la migliore interpretazione della canzone italiana piu' bella nel mondo. ''L'opera -spiega Affidato all'Adnkronos- raffigura un globo terrestre realizzato con foglio oro in cui spicca la sagoma dall'Italia realizzata in oro bianco 18 carati. Il tutto poggia su una base in plexiglas con degli specchi che danno un effetto tridimensionale in modo da rendere un effetto di sospensione''. Affidato non fa mistero di un 'piccolo segreto' che sta dietro la realizzazione del globo: ''e' stato realizzato nel mio laboratorio di Crotone, con il sostegno delle mie figlie Vanessa ed Emanuela, e dei miei collaboratori. In questa Italia -tiene a sottolineare il maestro orafo- sono stati incastonati 24 diamanti, il cui splendore simboleggia la canzone italiana che fa parlare tutte le lingue e si irradia nel mondo promuovendo l'arte e la cultura del nostro Paese''. "Si conferma la tradizione crotonese nell'arte orafa, un fatto identitario che merita una vetrina internazionale -sottolinea la senatrice del Pdl, Dorina Bianchi- l'estro, la genialita', la bellezza e la fantasia di Crotone e' rappresentata splendidamente da Michele Affidato al Festival di Sanremo''. Per la parlamentare di Crotone, ''cosi' come il nostro orafo Michele Affidato ha saputo rappresentare l'Italia incastonandola di preziosi brillanti nel complesso del Mondo nella sua opera, Crotone brillera', attraverso l'opera di Affidato''. ''Bisogna non solo dare atto all'artista -conclude Bianchi- di essere stato capace di distinguersi nel panorama nazionale per capacita' e stile ma soprattutto di essere un uomo che orgogliosamente intende sempre presentarsi come crotonese e quindi professionista della nostra amata Calabria".

MALTEMPO: CALABRIA; FREDDO INTENSO, NEVICA IN SILA STRADE TUTTE PERCORRIBILI, SULL'A3 PIOGGIA A TRATTI

(ANSA) - CATANZARO, 5 FEB - Cielo coperto e temperature al di sotto dello zero in molte zone della Calabria. Il freddo intenso si sta registrando soprattutto nella Sila cosentina. A Lorica sta nevicando, cosi' come, pur se in misura minore, a Camigliatello Silano. Le strade sono tutte percorribili, anche se il transito e' consentito solo ai mezzi muniti di catene. Temperature rigide anche in Aspromonte e sulle Serre. Sull'A3 si registra pioggia a tratti che non sta provocando problemi.

ADICO: Disagi e caos causa mal tempo: i consumatori hanno diritto essere tutelati


5 febbraio 2012
Da Nord a Sud continua il freddo record sulla Penisola attanagliata da gelo e neve con numerosi disagi soprattutto per chi viaggia, con ritardi mostruosi e cancellazioni di corse che si sono registrate su tutto il trasporto ferroviario italiano.
Treni rimasti bloccati la notte scorsa, nella zona di Forlì, in Emilia Romagna, a causa delle intense precipitazioni nevose. L’Intercity Bologna-Taranto è rimasto bloccato per oltre 7 ore nella neve. Un Frecciarossa è rimasto fermo oltre due ore sulla linea Milano-Napoli ed è stato necessario il trasbordo con scalette d’emergenza. La Regione Liguria ha denunciato Rfi e Trenitalia per disservizi del trasporto e per disagi ai passeggeri avvenuti in questi giorni. Alitalia ha avviato una riduzione pianificata del numero dei voli operati presso l’aeroporto di Milano Linate, contattando preventivamente i passeggeri interessati che sono stati prevalentemente ricollocati su voli nella stessa fascia oraria. Per quanto riguardano i disagi alla viabilità continua a permanere i disagi. Nevica sulle strade statali gestite dall’Anas della Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Lagonegro Maratea (km 123) e Frascineto (km 194). E l’ondata di gelo e neve non accenna a diminuire.
Disagi conseguenti alla mal organizzazione degli enti interessati essendo il mal tempo stato ampiamente annunciato – denuncia il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – i consumatori che hanno subito disagi e sono rimasti bloccati in questi giorni hanno diritto al rimborso dei biglietti ed al risarcimento dei danni subiti.

ADICO: Se il cane uccide, il padrone è un killer


4 febbraio 2012
Se il cane toglie la vita a qualcuno il padrone è responsabile. A dirlo è una sentenza della Cassazione che fa ricadere le responsabilità degli atti di un animale direttamente sul padrone.
LESIONI E MORSI – La Quarta sezione penale con la sentenza 48429 ha dichiarato inammissibile il ricorso di G. M., 40enne pugliese, e, convalidando la condanna del padrone per duplice omicidio colposo stabilita per due casi di decesso causati dai suoi cani, ha fatto notare che «non può essere messo in discussione che la morte dei due uomini è riconducibile ai due cani di proprietà del ricorrente». A dimostrarlo «la presenza sul corpo delle vittime di plurime lesioni da morsi di cane in punti vitali e le concordi testimonianze delle persone, compresi i carabinieri intervenuti sul posto, che hanno assistito alla parte finale dell’aggressione, quando gli animali stavano ancora infierendo» sui due malcapitati.
ATTEGGIAMENTO AGGRESSIVO – Ma non è finita. Per la Suprema Corte, ha pesato «l’atteggiamento palesemente aggressivo tenuto dai cani quando, rifugiatisi nell’abitazione dell’imputato, dopo il fatto, manifestarono palese aggressività anche nei confronti di chiunque tentasse di avvicinarsi a loro, compreso il padrone». E a nulla è valso il tentativo dell’imputato di discolparsi dicendo che non poteva essere a lui attribuita la responsabilità della morte dei due uomini visto che nella notte ignoti avevano lasciato il cancello della sua villa aperto, favorendo così l’uscita dei due feroci cani. Insomma, conclude la Cassazione, «è accertata la colpa» di G.M., il padrone dei cani «per la mancata adozione delle cautele e sussistente il rapporto di causalità tra la sua condotta e l’evento verificatosi». Quanto al presunto tentativo di furto da parte di ignoti, la Suprema Corte si limita a rilevare che il proprietario dei cani, presentatosi dai carabinieri per denunciare la scomparsa dei cani, «non aveva fatto alcun cenno» del fatto.

Reggio Cal., Tripodi (PdCI), sugli swap Arena prende le distanze da Scopelliti e rinnega il famigerato "modello Reggio"

L’assessore comunale all’Urbanistica Luigi “attak” Tuccio, noto per i suoi vergognosi scritti razzisti e antisemiti, ha rotto il silenzio delle ultime settimane.

Le attese della città, però, sono rimaste deluse. Infatti, Tuccio non ha ripreso la parola per annunciare le sue opportune, anzi necessarie,  dimissioni da assessore dopo lo scandalo che lo ha coinvolto, ma al contrario, con una faccia di bronzo senza limiti, si è esibito in una ridicola performance mediatica a difesa del sindaco Arena e dell’amministrazione comunale in merito alla rescissione dei contratti di finanza derivata, vale a dire i tanto decantati swap. Gli swap sono gli strumenti e le strutture di natura tecnico-finanziaria che, per importi enormi e considerevoli, furono stipulati e presentati alla città, in pompa magna, dal sindaco dell’epoca Giuseppe Scopelliti. Si trattava, ovviamente, di milioni di euro della collettività.

Sin dall’inizio furono pubblicizzati come strumenti che rappresentavano un sicuro investimento finanziario che, addirittura, avrebbe, anche,  provocato lo sviluppo della città.

Insomma, per otto lunghi anni Scopelliti e il centrodestra reggino, nonostante le numerose critiche e riserve, hanno difeso, sempre, comunque e a oltranza, la scelta di sottoscrivere i famigerati swap.

Anzi, nel momento in cui proprio il PdCI pose serie questioni sul merito tecnico della sottoscrizione e sull’opportunità politica della stessa, la gran cassa mediatica di Scopelliti & co. ci accusò di essere i “soliti” comunisti, oppositori e catastrofisti.

L’odierna decisione assunta dal sindaco Arena è una chiara, palese e incontrovertibile dimostrazione della giustezza e fondatezza delle nostre reiterate critiche e denunce degli anni scorsi: il tempo è, sempre, galantuomo.

Ma il macroscopico dato politico di questa decisione del sindaco Arena, che si tenta di nascondere o annacquare, è enorme. Una vera e propria svolta politico-amministrativa.

Infatti, la rescissione degli swap rappresenta, in primo luogo, una ferocissima e concreta abiura, da parte di Arena, degli otto anni di gestione amministrativa di Scopelliti.

Una inequivocabile presa di distanza dal “modello Reggio”: un modello contraddistinto dal buco in bilancio, dai debiti per centinaia di milioni di euro, dalle infiltrazioni mafiose nella Multiservizi e, in definitiva, da una bancarotta etica, morale e finanziaria del Comune di Reggio Calabria.

Pertanto, la rescissione degli swap che, bisogna rammentarlo, furono il fiore all’occhiello della giunta Scopelliti e della sua gestione, significa, sic et simpliciter, avere rinnegato la stagione politico-amministrativa dello stesso Scopelliti.

Un’epoca che, tra le inchieste della Magistratura, le durissime relazioni della Corte dei Conti e l’arrivo della Commissione d’Accesso, sta miseramente crollando nella polvere.

La via d’uscita è una sola e non vi sono alternative: la Commissione d’Accesso inviata dal Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, prosegua serenamente nella sua attività di indagine che, senza possedere particolari doti di chiaroveggenza, siamo convinti, approderà nello scioglimento del Consiglio Comunale da parte del Consiglio dei Ministri. Lo scioglimento rappresenterà una “terapia” forte, ma, certamente, migliore rispetto al mantenere in vita una fallimentare Giunta comunale che, tra le altre “perle”,  si fregia di avere tra i suoi componenti l’assessore Tuccio, noto per il razzismo e l’antisemitismo.     


Provincia di RC: la 'ndrangheta di Gioia Tauro deve risarcire la Provincia di nove milioni di euro

La ‘ndrangheta di Gioia Tauro dovrà risarcire di nove milioni di euro la Provincia di Reggio Calabria. La decisione è stata assunta dal tribunale di Palmi a conclusione del processo civile promosso dell’Ente di via Foti nei confronti di Giuseppe e Gioacchino Piromalli, Girolamo Albanese, Domenico Stanganelli, Luigi  Emilio Sorridente e Antonio Zito per i reati accertati nell’ambito dell’Operazione “Porto”. La decisione è stata assunta dal giudice Claudio Parise con sentenza depositata lo scorso mese di gennaio.

Dopo le condanne nei due giudizi di merito e il rigetto del ricorso per Cassazione proposto dagli imputati, in cui l’Ente, rappresentato dall’avv. Pietro Catanoso, si era costituito parte civile, il Dirigente del Settore Avvocatura della Provincia, avv. Attilio Battaglia, aveva ritenuto opportuno procedere ulteriormente per ottenere in sede civile la quantificazione dei danni subiti in conseguenza dei reati commessi. All’esito del giudizio civile il dott. Paris ha ritenuto fondata la domanda di risarcimento ed ha condannato i due i Piromalli, Albanese, Stanganelli, Sorridente e Zito al pagamento, in solido, in favore dell’Ente della somma di € 9.000.000,00, oltre alla rifusione delle spese del giudizio.

“Il riconoscimento, in sede penale prima, e  ora in quella civile, dà il senso concreto  di un’Amministrazione  Provinciale che intende  perseguire concreatamene  il bene  comune,  al di là degli slogan e  dell’antimafia di facciata”, dice il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa il quale sottolinea che la decisione della magistratura palmese “dimostra la linearità e la correttezza  dell’Amministrazione Provinciale nella lotta alla criminalità organizzata e nel garantire il rispetto della legalità. Non appena queste somme saranno disponibili ed entreranno nelle casse dell’Ente  - sottolinea Giuseppe Raffa – intendiamo investirle nell’area di Gioia Tauro, in particolare nel retroporto e rilanciare così le attività legate allo scalo che necessita di ulteriori e maggiori attenzioni da parte della Pubblica Amministrazione. Si potranno realizzare – conclude il presidente della Provincia – nuove strutture a supporto della logistica per agevolare le opportunità occupazionali  e per sviluppare un disegno organico di crescita economica non solo del porto, ma dell’intero comprensorio gioiese”.

I fatti risalgono alla metà degli anni ‘90, quando furono arrestate numerose persone accusate di essersi associate tra loro nell'ambito della criminalità organizzata operante nel territorio dei comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando.  Un gruppo criminale composto dalle 'ndrine Piromalli-Molè, che esercitava il suo potere nel territorio di Gioia Tauro,  e Pesce e Bellocco egemone a  Rosarno, ed entrambe anche nel territorio di San Ferdinando.  Un’organizzazione mafiosa che aveva lo scopo, attraverso la forza intimidatrice, di trarre illeciti profitti dalle attività economiche, in gran parte finanziate dallo Stato, da altri enti pubblici nazionali e dalla Comunità Europea, per il completamento del porto, l'inizio della sua attività e l'adeguamento e sistemazione della circostante area. Tra le altre finalità criminali figuravano: l’influenza nelle decisioni della Pubblica Amministrazione, relative all'assetto territoriale dell'area interessata e, contestualmente, ottenere il favore e la complicità di pubblici ufficiali; il conseguimento di vantaggi patrimoniali dalle imprese operanti nel territorio attraverso affidamenti di lavori per l’erogazione di forniture di beni e servizi (da distribuire in base a precisi accordi di ripartizione territoriale intercorsi tra le dette 'ndrine), l’assunzione di mano d'opera, ovvero direttamente attraverso la corresponsione di somme di denaro a titolo estorsivo; l’accaparramento fraudolento di contributi e/o agevolazioni economico-finanziarie anche attraverso la partecipazione allo svolgimento delle attività produttive nell'area portuale e nella circostante zona industriale. L’attività d’indagine evidenziò anche che la ‘ndrangheta di Gioia Tauro aveva deciso di costringere le società "Medcenter", nella persona del suo vice presidente Walter Lugli, e "Contship”, nella persona del suo presidente Enrico Ravano,  a versare una tangente corrispondente alla somma di 1,50 dollari per ogni container scaricato, pari al 50% degli effettivi profitti conseguiti dalle società per ogni container. Nella costituzione di parte civile della Provincia, gli avvocati Catanoso e Battaglia hanno chiesto che in sede di quantificazione dei danni patrimoniali si tenesse conto “dell’ostacolo posto allo sviluppo socio-economico del territorio per effetto della presenza e influenza della consorteria mafiosa e dell’attività estorsiva posta in essere dagli imputati. Il tutto per come emerso dal processo penale, che ha accertato l’alterazione delle regole del mercato e della concorrenza ai danni delle imprese locali, rappresentando così un fattore di disincentivazione allo spirito di intraprendenza imprenditoriale nonché serio ostacolo alla capacità del territorio di attirare nuovi investimenti di capitali al fine di garantire l’insediamento di altre realtà produttive nel territorio della Provincia”.  Nella richiesta di danni non patrimoniali, il Tribunale è stato sollecitato  a tenere conto del “discredito arrecato alla reputazione e all’immagine dell’Ente e alla sua popolazione, in virtù della presenza nel proprio territorio di tali consorterie mafiose”. Nel corso del processo è stata prodotta numerosa documentazione -in particolar modo servizi di testate giornalistiche nazionali- diretta a dimostrare l’enorme clamore e quindi la gravità del danno all’immagine subito dal territorio della Provincia di Reggio Calabria.