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giovedì 26 luglio 2012

Taormina Arte: l'1 agosto l’OPERETTA GALA “Le Rose di Vienna”


Direttamente dalla “Wiener Operettensommer” uno spettacolo più unico che raro con musiche tratte da IL PIPISTRELLO e SANGUE VIENNESE di Johann Strauss e da LA VEDOVA ALLEGRA di Franz Leàr, all’interno del cartellone di Taormina Arte in collaborazione con Amantia Management, in programma mercoledì 1 agosto alle ore 21.30 al Teatro Antico di Taormina.
I due solisti, Stefan Reichmann (tenore molto apprezzato in Germania, Italia, Giappone e Cina) e Lisa Koroleva (soprano russo di fama internazionale) divideranno la scena con dodici tra i migliori ballerini dell’accademia austriaca.
Dirigerà l’orchestra il maestro Charles Prince, allievo di Leonard Bernstein e parte della nuova generazione di acclamati direttori d'orchestra americani.
Il Pipistrello è un’operetta di Johann Strauss, il quale impiegò appena quarantatre giorni per musicarne la partitura. La fortuna di Strauss con le operette venne appunto con questa. Debuttò al Theater An der Wien, di Vienna il 5 aprile 1874 ma i critici non accettarono il libretto e trovarono banali alcuni brani. Fu il pubblico a decretarne il successo pieno e duraturo. Dopo due anni, infatti, Il Pipistrello contava oltre cento repliche nella sola Vienna. Oggi è insieme a “La vedova allegra” l’operetta più applaudita nel mondo.
Sangue Viennese è un'operetta postuma, assemblata dal musicista Adolph Müller utilizzando le numerose melodie inedite lasciate da Johann Strauss figlio. Naturalmente è il valzer a fare la parte del leone, a cominciare dal celebre "Wiener Blut". Non può mancare comunque la polka, che trova la sua migliore espressione nel duetto brillante tra Pepi e Josef. Trattandosi di un collage di musiche scritte in momenti diversi, è chiaro che l'omogeneità compositiva risulta fortemente penalizzata, nonostante il buon lavoro di Müller. Tuttavia molte pagine sono così coinvolgenti da far dimenticare questo inevitabile difetto.

Biglietti ancora disponibili ai botteghini online di Ticketone e Boxoffice ad alla biglietteria del Palazzo dei Congressi di Taormina al prezzo di 25 euro in gradinata e 38 euro in platea.


Attenzione:

Il secondo appuntamento dell’Operetta Gala dal titolo Le rose di Vienna in programma il 2 agosto al teatro antico di Taormina è stato annullato per motivi tecnici. Il rimborso dei biglietti, inclusi i diritti di prevendita, potrà essere effettuato dal 28 luglio al 20 agosto 2012 presso il punto vendita  in cui è avvenuto l' acquisto. Coloro che volessero  partecipare alla prima serata il  1 agosto possono richiedere il cambio del biglietto.

News dal Consiglio Regionale della Calabria


La seconda Commissione consiliare, ‘Bilancio, programmazione economica, attività produttive’, presieduta dal consigliere Candeloro Imbalzano (Scopelliti Presidente), ha approvato a maggioranza con alcuni emendamenti due proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale: la prima,  istituisce l’Azienda regionale per la Forestazione, la seconda, detta norme in materia di forestazione e di politiche della montagna. Ai lavori hanno partecipato l’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra e il direttore del Dipartimento, Giuseppe Zimbalatti.
A conclusione dei lavori della Commissione, il presidente Candeloro Imbalzano ha rilasciato la seguente dichiarazione che si trasmette nella sua stesura integrale:
“I progetti di legge approvati hanno due obiettivi strategici: quello di assicurare un futuro dignitoso al personale che confluirà nella nuova Azienda, senza intaccare i diritti acquisiti, e quello di razionalizzare un settore che necessita di una forte rivisitazione per fare della montagna calabrese uno dei cardini dello sviluppo del nostro territorio e delle aree interne. Si tratta ovviamente di un processo che maturerà progressivamente ed ormai reso inevitabile dalla situazione economica complessiva del Paese e dalle misure adottate o in corso di definizione dal Governo Monti. Le proposte di legge approvate, inoltre, sono state arricchite da alcuni suggerimenti   elaborati dalle organizzazioni dei lavoratori al fine di rendere la riforma, in vista del voto finale in Consiglio regionale,  la più condivisa possibile”.
La Commissione tornerà a riunirsi il prossimo 31 luglio, alle ore 15,00 per esaminare il testo di legge di riforma dell’Arssa. Il termine ultimo per gli emendamento a questo pdl è stato fissato a lunedì 30 luglio, entro le ore 14,00. Alla seduta della Commissione hanno partecipato i consiglieri : Bilardi (Scopelliti presidente), Guccione (Pd), Domenico Talarico (IdV), Giordano (IdV), Battaglia (Pd), Orsomarso (PdL), Censore (Pd), Vilasi (PdL), Tripodi (Misto) e Mirabelli (Progetto Democratico).   


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I consiglieri del gruppo Pd, Censore, Battaglia, Guccione e De Gaetano,
a conclusione dei lavori della seconda Commissione hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di cui si allega il testo nella sua stesura integrale:
“L’andamento dei lavori della seconda Commissione ha fatto emergere le perplessità che aveva posto il gruppo consiliare del Partito democratico con la richiesta di approfondimento in precedenza avanzata in merito alla riforma dell’Afor, e non accolta dalla maggioranza di centrodestra. Approvare un testo normativo, come fatto oggi in presenza di criticità finanziarie allo stato insuperabili, peraltro espresse anche dal dipartimento Bilancio che pregiudicano la stabilità finanziaria della legge, significa volere compromettere in maniera irreversibile un progetto di riforma di cui la Calabria necessita e su cui è avvertita la piena consapevolezza di tutte le forze politiche calabresi”. 


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“Oggi la maggioranza di centrodestra in seconda Commissione consiliare ha dato l’estrema unzione all’Afor ed alle Comunità montane come soggetti pubblici per dare vita ad un’agenzia di tipo privatistico che avrà conseguenze nefaste soprattutto per i lavoratori”.
E’ quanto afferma il consigliere di IdV, Domenico Talarico, a conclusione dei lavori dell’organismo.
“ In particolare, il gruppo di IdV ha fatto notare che si arriva ad una pseudo riforma senza avere fatto i conti con il passato, senza, cioè, individuare, limiti, errori, gli abusi che si sono consumati nel corso della passate gestioni. Anche noi riteniamo – ha concluso Domenico Talarico -  che Afor, Comunità montane  ed Arssa vadano riformati, ma se fossimo al governo della Regione avremmo avvertito almeno la necessità di chiarire ai calabresi i nuovi obiettivi per le aree montane della regione”. 


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In merito all’approvazione delle leggi che istituiscono e disciplinano l’attività dell’Azienda regionale per la forestazione, l’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra- che ha partecipato alla seduta della seconda Commissione  insieme con il direttore del Dipartimento Giuseppe Zimbalatti- ha dichiarato quanto segue:

 “L’obiettivo principale è uscire dalla fase commissariale. In questa direzione, oggi, nella seconda Commissione consiliare, si è consumato un passaggio importante con l’approvazione della legge. Adesso lo sforzo aggiuntivo, in vista della prossima seduta del Consiglio regionale, è quello di arrivare ad un testo che sia il più esaustivo, completo e condiviso possibile, tenendo conto di quanto emerso oggi in sede di dibattito.  Sono questioni che risalgono alla notte dei tempi, ma a questo punto ciò ha poca importanza. Fondamentale, è invece, una verifica puntuale e precisa dello stato dell’arte, perché la data del 3 agosto sia quella giusta per aprire una nuova stagione del settore”.

Il titolo di Miss Italia anche alle ragazze straniere


Un’edizione speciale di Miss Italia nel Mondo
Oggi a Roma il casting delle candidate


Sarà scelta soltanto dal pubblico,  per mezzo del Televoto, la vincitrice del titolo “Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale” che, per la prima volta nella storia del Concorso, viene assegnato alle ragazze straniere che vivono nel nostro Paese.
Oggi le 250 candidate iscritte si sono presentate negli Studios Marconi di Roma dove una Commissione ne sceglierà venti, i cui nomi saranno resi noti tra alcuni giorni.
Il 27 agosto esse arriveranno a Montecatini Terme. Qui una giuria selezionerà le tre finaliste.
L’assegnazione del titolo è in programma su Raiuno il 9 settembre nel corso della prima delle due serate di Miss Italia.  

Stamani, già prima delle 13, oltre cento ragazze sono passate davanti alla commissione tecnica presieduta da Fabrizio Frizzi.
Le candidate parlano tutte perfettamente la nostra lingua, con inflessioni dialettali della regione dove risiedono, chi da un anno, chi da oltre dieci. Come a Miss Italia, sono numerose le studentesse, ma ci sono anche commesse, parrucchiere, bariste, un tecnico della moda, una titolare, unica, di un’azienda che costruisce mobili di cartone. Il chiodo fisso è la nostra cittadinanza, per tutte una grande aspirazione. Anzi, tutte si sentono italiane: “qui sto bene, mi sento libera e fortunata”,  è la frase più ricorrente.  

Secondo stime riportate dal dossier statistico sulle immigrazioni della Caritas e della Fondazione “Migrantes”, circa cinque milioni di persone straniere abitano in mezzo a noi, anzi  hanno proprio qui la loro residenza.  Parlano la nostra lingua e spesso i nostri dialetti,, mandano i loro figli nelle nostre scuole, che sono anche le loro, tra i nostri ragazzi. E, quindi, hanno l’istruzione e la cultura del Paese che li ospita, lavorano nelle fabbriche e negli uffici.

Patrizia Mirigliani, di fronte ad un fenomeno planetario senza precedenti nella storia, come quello delle migrazioni di nuova generazione (il numero di migranti viene censito in 214 milioni in tutto il mondo) ritiene che sia giunto il momento di rendere omaggio a questi cittadini, i quali esercitano un ruolo rilevante nel supplire alle carenze strutturali a livello demografico e occupazionale.

La patron dedica alle figlie di questi cittadini un riconoscimento storico e prezioso, il titolo di Miss Italia, aperto a coloro che sono arrivate da noi  da tutti i continenti, sospendendo per una volta il concorso riservato dal 1991 alle candidate di origine italiana residenti all’estero.

Le candidate tra i 18 e i 26 anni che possono partecipare a questa nuova manifestazione  sono 314 mila. Il numero delle iscritte conferma la scelta giusta di Patrizia Mirigliani.

“Ho deciso - spiega Patrizia Mirigliani - di far vivere a queste ragazze il fascino, la curiosità di Miss Italia e di assegnare a una di loro un titolo che rispecchia la linea seguita in  passato da mio padre Enzo nell’ambito del Concorso, cogliendo i cambiamenti e le trasformazioni che la storia ci offre. Quello delle migrazioni, come è stato scritto,  è un salto di civiltà che ci ha trasportati in un universo senza frontiere e senza distanze. E noi, che rappresentiamo una parte importante del mondo femminile - che ha un ruolo di primo piano anche nel fenomeno della migrazione ed è un elemento di integrazione decisivo - avvertiamo l’esigenza di adeguarci a questi tempi”.

Come riferisce una recente pubblicazione dell’Organizzazione internazionale per le Migrazioni, nel nostro Paese, nel 1861, anno dell’Unità,  su 22.182.000 di residenti, gli stranieri erano 89.000  (uno ogni 250, cioè lo 0,4%). Nel 1951, anno del primo censimento del Dopoguerra, su 47.516.000 residenti, gli stranieri erano 130.000 e superarono l’incidenza dell’ 1% soltanto nel 1991 (625.000 su 56.778.000). Da allora in Italia è cominciata la grande immigrazione che ha superato un milione di unità (1.334.889) nel 2001.

Al 31 dicembre 2010, su 60.626.442 residenti nel nostro Paese, gli stranieri erano 4.570.317 (il 58,8 donne), incidendo sulla popolazione per il 7,5% (52 volte in più rispetto al 1861).

Nell’ultimo anno, l’aumento del loro numero, nonostante la crisi, è stato di 335.258 unità; vi sono stati inoltre 66 mila casi di acquisizione della nostra cittadinanza.

La loro ripartizione territoriale è la seguente: Nord Ovest 35,00%;  Nord Est 26,3%, Centro 25,2%, Sud e Isole 13,5%.

Le ragazze straniere residenti in Italia di età  tra i 18 e i 26 anni (l’età per partecipare a Miss Italia e, quindi, a questo nuovo titolo) sono 314.453 così suddivise per regione:

Piemonte                              29.546
Valle d’Aosta                              684
Lombardia                           68.285                      
Trentino Alto Adige              6.179              
Veneto                                  36.253                      
Friuli Venezia Giulia            7.339              
Liguria                                     8.930              
Emilia Romagna                 34.832          
Toscana                                25.712                      
Umbria                                    7.547              
Marche                                 10.773                      
Lazio                                     33.317                      
Abruzzo                                   6.200                        
Molise                                          735      
Campania                              10.262              
Puglia                                       7.259                         
Basilicata                                1.226              
Calabria                                   6.021                         
Sicilia                                    10.842                      
Sardegna                                 2.511                          
TOTALE                                314.453      
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Sono 4.208.977 invece gli italiani residenti all’estero e iscritti all’apposita anagrafe (AIRE).  Citiamo questo dato per mettere in evidenza ciò che viene spesso ricordato: l’Italia da qualche tempo è (anche) meta di immigrazione, ma non ha mai smesso di essere un Paese da cui si è partiti - alla ricerca di impieghi o esistenze più soddisfacenti - soprattutto alla volta dell’Europa e delle Americhe. Ancora oggi lasciano il nostro Paese circa 50 mila persone ogni anno.
Il volto dell’Italia del prossimo futuro è già visibile nelle regioni dove l’incidenza degli immigrati ha raggiunto il 10% (Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Veneto) o si aggira sul 9% (Trentino Alto Adige, Toscana, Marche e Lazio): a metà secolo, gli stranieri potranno essere 12,4 milioni con una incidenza del 18% sui residenti e, successivamente, ancor più numerosi.


Molte altre notizie sul concorso sono disponibili all’indirizzo www.missitalia.it

Taormina Arte: carrellata di stelle sulla Rai Grazie al FilmFest

Taormina – Carrellata di stelle su Rai1 grazie al  “TaorminaFilmFest”. La prima rete nazionale ha dedicato, ieri sera, uno speciale alla kermesse siciliana che, anche quest’anno, ha visto sfilare al Teatro Antico star nazionali e internazionali. Si è trattato di un consuntivo importante di quanto accaduto durante la settimana dedicata al cinema. A condurre questo ideale racconto sul percorso del festival è stato il Direttore editoriale della manifestazione internazionale, Mario Sesti. Le immagini hanno ripreso backstage dell’antica cavea, della terrazza panoramica dell’hotel Timeo e momenti di incontro e relax degli attori. Particolare attenzione è stata riposta anche agli appuntamenti giornalieri durante i quali giovani studenti hanno potuto scambiare idee e commenti, dal vivo, con gli attori presenti nella sala grande del Palazzo dei congressi taorminese, diventato quartier generale del festival. Durante la trasmissione televisiva, inoltre, sono state dedicate inquadrature ed interviste a tutti i personaggi che hanno raggiunto la “Città del centauro”. Tra queste anche l’intramontabile icona del cinema italiano nel mondo, Sophia Loren, che per l’occasione ha tifato, ovviamente, Italia, visto che alcune serate della manifestazione, hanno coinciso con le partire della nazionale di calcio. Le telecamere della Rai hanno immortalato, infine, quasi tutti gli ospiti del festival tra cui: Terry Gilliam, Carlo Verdone, Ornella Muti, Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini, Michele Placido, Paola Cortellesi, Ezio Greggio, Lisa Edelstein, Carol Alt, Kelly LeBrock, Jason Lewis, Nadine Labaki, Ksenia Rappoport e molti altri ancora. Un’edizione scintillante, dunque, quella del festival 2012, che ha visto l’organizzazione generale di Tiziana Rocca. La regia televisiva dell’appuntamento televisivo è stata curato da Tony Trupia. Insomma Taormina è stata al centro dell’attenzione del mondo a 35 millimetri regalando, come sempre, uno scenario mozzafiato. Questo ha fatto da sfondo a  tanti personaggi  che hanno goduto  anche dell’atmosfera glamour tipica di un’occasione esclusiva qual è, appunto, il Taormina Film Festival.

CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO CALABRIA, SEDUTA DEL 24-25 LUGLIO 2012



Seduta del 24 e 25 luglio 2012
Ordine del Giorno

Il Consiglio comunale di Reggio Calabria

Premesso:
- Che questo Consiglio Comunale già in data 9 Luglio 2008 ha votato quasi all’unanimità (27 voti favorevoli, uno contrario, uno astenuto) un OdG avente ad oggetto: Iniziative volte a sostenere uno sviluppo compatibile nell’area in cui è ipotizzata la costruzione di una centrale a carbone;
- Che negli anni trascorsi la Società SEI ha percorso l’iter autorizzativo per la costruzione di tale impianto nonostante la contrarietà degli Enti territoriali,
- Che la scelta della vocazione del territorio riguardo allo sviluppo, all’attenzione alle politiche dell’ambiente, alla tutela della salute, non possono essere imposte per decreto governativo ma devono trovare imprescindibilmente una ampia condivisione con le popolazioni interessate;
- Preso atto,
 Del parere contrario espresso all’unanimità dal Consiglio Regionale della Calabria nella seduta del 23 Luglio 2012 ,
 Della forte contrarietà espressa dalla quasi totalità degli Enti, partiti, movimenti, associazioni, sindacati del territorio
-
- Vista,
- La legge n° 42 del 5 maggio 2009 che istituisce la città metropolitana di Reggio Calabria e la sua conseguente area metropolitana .
- Il decreto legge 6 Luglio 2012 (Istituzione delle Città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio)
- Considerato,
- che l’art. 23 della Legge 42/2009 al comma 6/E punti 1 e 3 recita testualmente : siano altresì considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano 1)la pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 3) la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale.
Tutto ciò premesso
Il Consiglio Comunale di Reggio Calabria impegna il Sindaco a:
1. Predisporre ogni atto utile a impedire la nefasta edificazione di centrali a carbone sul territorio dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria
2. Intraprendere ogni iniziativa volta alla Tutela del Territorio e della salute dei cittadini
3. Chiedere la convocazione entro dieci giorni dall’approvazione del presente OdG del Consiglio Comunale, invitando il Presidente della Provincia, i Sindaci ed i Commissari Prefettizi dei Comuni interessati , al fine di determinare un’azione politica e amministrativa, e ove necessario di natura legale, volta a contrastare l’iter autorizzativo in questione, anche in funzione del fatto che azioni sovra ordinarie andrebbero a ledere quanto previsto dalla legge di istituzione delle Città Metropolitane che attribuisce agli organi della Città Metropolitana la pianificazione delle azioni di governo e quindi di sviluppo del territorio , la cui scelta è di fatto già inquadrata in politiche di sviluppo sociale ed occupazionale nei settori del turismo dell’ambiente e della cultura.


I Consiglieri Comunali

ReggioNonTace: Solidarietà al PM Giuseppe Lombardo


Il movimento ReggioNonTace, appresa la notizia dell’ennesima intimidazione ai danni del dr. Giuseppe Lombardo, sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria ed impegnato in prima fila nella lotta contro la criminalità organizzata, manifesta tutta la sua solidarietà e vicinanza.

Secondo alcune intercettazioni ambientali, captate dalla squadra mobile di Reggio Calabria, uomini delle cosche  starebbero pensando di attentare alla vita del magistrato; intenzioni svelate da frasi  chiare ed inequivocabili: “Stavolta lo facciamo saltare per aria”.

Il dr. Lombardo, fatto più volte oggetto di minacce, è impegnato in delicati procedimenti penali contro le principali cosche reggine e i loro presunti rapporti con il mondo della politica.

Ribadiamo la stima che il nostro movimento ha più volte manifestato al magistrato per l’impegno e la serietà con cui svolge il proprio compito istituzionale, ed il sostegno convinto dei tantissimi cittadini onesti che gli sono vicini e che desiderano una nuova stagione di sviluppo per la nostra terra, possibile solo a condizione di liberarla definitivamente dall’insopportabile giogo delle cosche.

Il movimento ReggioNonTace

Reggio Cal: Su Saline Ioniche i Giovani Popolari e Liberali plaudono al No alla Centrale a carbone


Per la prima volta ad una idea di insediamento altamente inquinante e assolutamente contraddittoria con  le determinazioni che la Regione Calabria si era date sull’utilizzo di combustibile fossile per la produzione di energia elettrica, si offre una alternativa valida, appetibile, concreta. Un risultato che premia anche il lavoro dei Popolari Liberali calabresi che attraverso il loro coordinatore regionale, on. Giovanni Nucera, dal suo ruolo di consigliere regionale e Segretario Questore della massima assemblea elettiva calabrese, apre per la Calabria e per il comprensorio di Saline-Montebello Ionico una pagina  nuova ed importanti prospettive di sviluppo economico.
Come  giovani Popolari liberali nel Pdl condividiamo  totalmente  le decisioni del Consiglio regionale della Calabria che nella sua ultima seduta ha ribadito il proprio no alla realizzazione della centrale a carbone a Saline Ioniche.
Apprezziamo e ammiriamo  la proposta di  una risposta istituzionale che metta al centro le esigenze e le opportunità naturali di un territorio a forte vocazione turistica e dalle grandi potenzialità economico produttive.
Saline e l’intero comprensorio del basso ionio reggino meritano ben altro, dopo le illusioni di una industrializzazione che ha lasciato solo macerie e una archeologia industriale che rappresenta un’offesa per il nostro Paese e per le popolazioni locali.
Ma la cosa più importante – è stato confermato nel corso di una assemblea dei Giovani Popolari e Liberali della Provincia di Reggio – è l’aver contrastato, con atti amministrativi e di carattere giurisdizionale, l’ennesimo tentativo di fare della Calabria la pattumiera del Paese, in termini di insediamenti inquinanti e altamente pericolosi, ribattendo con dignità istituzionale e politica al vergognoso ricatto di nuovi posti di lavoro promessi come contropartita miserevole ad una popolazione  che paga da tempo sulla propria un dramma sociale così pesante. 
Il nostro ruolo – ha ribadito Nicolino D’Ascoli dirigente giovanile del movimento  – sarà ora quello di verificare e vigilare sul rispetto di queste determinazioni. La Calabria è la nostra terra di cui noi siamo il futuro – hanno concluso i Giovani Popolari e Liberali – che hanno deciso di affiancare da oggi in avanti, nelle varie sedi istituzionali, la rappresentanza politica locale, per difendere uno dei territori naturalisticamente più suggestivi ed interessanti dell’intera regione. “Non possiamo accettare che dal livello istituzionale centrale prosegua una politica delle imposizioni e delle decisioni assunte altrove a tutto danno dei calabresi e per interessi che non sono quelli della Calabria”

ADICO: LE NEWS


TAGLI, IL GOVERNO: “NON TOCCHIAMO TREDICESIME”. COMUNI: “STIPENDI DI AGOSTO A RISCHIO”


25 luglio 2012
Le tredicesime non saranno toccate, ma ci sono pubbliche amministrazioni che faticano a pagare gli stipendi. La crisi, e le polemiche sulla spending review, non accennano a dare tregua ai lavoratori italiani: “Alcuni comuni, anche capoluogo, iniziano ad avere difficoltà di cassa e ad agosto potrebbero non riuscire a pagare gli stipendi ai propri dipendenti”. È l’allarme lanciato da Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente dell’Anci. Una preoccupazione rilanciata anche da Graziano Delrio, presidente dell’associazione dei Comuni italiani: “Oggi si è certificato il ritiro completo dello Stato dalle politiche di welfare”.
Un messaggio di forte crisi in una giornata in cui, dopo le polemiche nate nei giorni scorsi dalle dichiarazioni di Confesercenti, Palazzo Chigi ha smentito l’intenzione di mettere mano alla mensilità aggiuntiva dei dipendenti pubblici e dei pensionati. “È dannoso allarmismo sociale”, ha denunciato il governo in una nota.
 L’iter in Senato. Intanto oggi sono stati presentati, in commissione Bilancio a Palazzo Madama, gli emendamenti al decreto sulla spending review. Salterà, ad esempio, l’obbligo per gli enti locali di sopprimere o accorpare le proprie agenzie, a patto che risparmino il 20% sui costi di gestione; passerà dal 10 al 20% il risparmio imposto alle prefetture; prevista anche la costituzione di un ufficio unico di garanzia dei rapporti tra i cittadini e lo Stato; scenderanno da 180 a 120 i giorni a disposizione per il riordino delle scuole pubbliche di formazione, che avranno l’obbligo di coordinarsi di più.
Un emendamento sulla soppressione delle province, a cui il governo ha dato però parere contrario, punta a salvare Terni, Matera e Isernia. Ancora: una modifica proposta attenua l’obbligo di chiusura per le le società pubbliche in house, che erogano prestazioni solo alle pubbliche amministrazioni.
E compare, a firma del presidente della commissione Finanze, una norma per creare un fondo a cui conferire 400 miliardi di patrimonio immobiliare pubblico ai fini di abbattere il debito.
La sanità in crisi. Critico, nonostante la consapevolezza della necessità di un taglio delle spese, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, che mette in dubbio la possibilità di siglare il patto salute. Le Regioni si preparano quindi a delineare, insieme all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, un piano per rendere possibile una riduzione della spesa senza incidere sui servizi. E denunciano un pesante depauperamento delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali. “Abbiamo iniziato un lavoro insieme alle Regioni: confido che, almeno su alcuni specifici, importanti temi, possa continuarci a essere una condivisione”, è stata la risposta del ministro dell Sanità, Renato Balduzzi.
Il testo non prevede tagli alla ricerca, assicura invece il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, dopo aver ribadito che l’avvio del nuovo anno scolastico 1 non è a rischio. Non completamente soddisfatto Pier Luigi Bersani, che si apre al dialogo: “Contiamo che su un paio di punti ci sia una riflessione molto attenta. Così non va bene. Risparmiare si può, ma non così. Tenendo i saldi, perché non siamo agit prop, ma un partito di governo ma riaprendo i tavoli con i soggetti interessati”.
Scioperi. Dopo la manifestazione dei sindaci contro la “tagling review” 2, ieri in piazza Sant’Andrea della Valle, Federfarma ha confermato la serrata delle farmacie di domani. Resteranno comunque aperte quelle di turno, come ricorda la presidente Annarosa Racca definendo i tagli “una misura iniqua e insostenibile per le farmacie italiane”. Sul piede di guerra il Codacons, che avvisa: “Sono pronte le denunce a carico dei farmacisti in caso di mancata comunicazione all’utente o se non saranno aperte le farmacie di turno”.
Anche il pubblico impiego annuncia lo sciopero. Cgil e Uil, al termine dell’incontro con i sindacati al ministero della Pubblica ammistrazione al quale era assente il ministro Filippo Patroni Griffi, ha annunciato la mobilitazione per l’ultima settimana di settembre. Prima di prendere posizione, la Cisl invece attende il nuovo incontro convocato per lunedì prossimo dallo stesso ministro.
L’Ugl lancia un’insolita manifestazione di protesta per domani. Il segretario generale, Giovanni Centrella, terrà una maratona oratoria dalle 9 alle 13, insieme a sindacalisti e lavoratori del Pubblico impiego e del privato, davanti a Palazzo Vidoni, sede del dipartimento della Funzione pubblica.
Fonte: repubblica.it

MILANO E MADRID SEMPRE GIÙ. SPREAD SOPRA I 530 PUNTI


24 luglio 2012
Borse europee in rosso mentre proseguono le tensioni sullo spread e si aggrava la crisi: la Catalogna annuncia che chiederà aiuti finanziari alla Spagna. Tutti i listini del Vecchio continente, viaggiano in territorio negativo, tranne Atene. Milano e Madrid si confermano le peggiori e cedono, rispettivamente, il 2,95% e il 3,33%. A condizionare il listino spagnolo anche l’andamento dell’asta odierna in cui sono stati collocati oltre 3 miliardi di titoli di stato a breve ma a tassi più alti rispetto a giugno. Nel dettaglio il Tesoro ha pagato il 2,434% dal 2,362% del mese scorso sui titoli trimestrali e il 3,691% dal 3,237% di giugno sui titoli semestrali. Londra segna un -0,51%, Parigi perde lo 0,44% e Francoforte arretra dello 0,3%. Atene è l’unico listino in territorio positivo e guadagna lo 0,43%.
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti, dopo una partenza poco sopra i 500 punti, sfonda quota 530 punti. Il rendimento dei Btp decennali è salito per la prima volta dallo scorso gennaio sopra la soglia del 6,5%. Lo spread torna così ai livelli del 17 novembre 2011 ossia ai tempi del passaggio di consegne tra Silvio Berlusconi e Mario Monti. Il differenziale di rendimento tra i decennali italiani e tedeschi si ampliato a 533,2 punti base.
Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli si colloca a 633 punti, con un tasso del 7,58%. E proprio sul contrasto della nuova impennata dello spread il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, chiede un “un segnale” da parte dell’Europa: “È ora che lo dia”.
La Catalogna non ha ancora inoltrato una richiesta ufficiale di sostegno ma il ministro, Andreu Mas-Colell, ha spiegato alla Bbc che “al momento non ha altra banca a disposizione che il governo spagnolo, lo sanno tutti che situazione c’è sui mercati”. La Catalogna diventerebbe così la seconda regione dopo Valencia a domandare accesso al fondo da 18 miliardi di euro messo a disposizione dal governo di Madrid per soccorrere le amministrazioni locali in difficoltà e anche la piccola Murcia parrebbe in procinto di chiedere un salvataggio. Un “bailout” delle regioni non farebbe però che mettere ulteriore pressione su un paese che gli investitori vedono ormai prossimo a dover chiedere aiuto all’Europa perché non più in grado di finanziarsi sui mercati.
Fonte:avvenire.it

CRISI, È BOOM DEL BARATTO. SI SCAMBIA DI TUTTO: DALL’AUTO ALLA FEDE NUZIALE


25 luglio 2012
Il bello dell’Italia è che, nelle difficoltà, sa rialzare la testa. In una parola: sa arrangiarsi. E non è mica facile, considerando che si vive in un Paese dove la crisi è stata addirittura paragonata alla guerra (Confindustria docet, non l’uomo della strada, giusto per dire).
Ciò detto, gli italiani non si perdono d’animo. Ed eccoli lì, con le tasche vuote, ad arrabattarsi. Come?Ripristinando il ‘vecchio’ baratto e adattandolo al ‘nuovo’ web. Mica una brutta idea. E, soprattutto, mica un fenomeno da poco. Giusto qualche cifra per rendere l’idea: oltre un milione di persone all’anno barattano con un ‘giro’ di 100mila prodotti scambiati al mese.
BARATTO, TREND IN CRESCITA – Ma non solo i privati s’ingegnano. Lo fanno anche le imprese che per affrontare il periodo nero hanno pensato bene di offire macchinari in cambio di manodopera: 2000 imprese di 160 settori, mica una bazzecola. Tant’è che gli esperti già iniziano ad analizzare il trend in crescita: “Si va verso un’economia di autoconsumo”. Economia che non risparmia nessun settore, dalla moda ai generi di prima necessità.
Negli ultimi mesi – dice Paolo Severi, responsabile del sito ‘zero relativo’ – c’è stato un forte incremento negli scambi, soprattutto per i prodotti di prima necessità. Le persone offrono generi alimentari e vestiti per ricevere altri oggetti di uso quotidiano. Si scambiano di tutto, dalle susine del proprio albero ai porta cd. Gli iscritti alla piattaforma sono 30mila, gli accessi al mese 200mila. La fascia d’età – spiega Severi – va dai 30 ai 50 anni e si estende a tutte le zone d’Italia, con una concentrazione maggiore nelle grandi città’.
La gamma dei prodotti in ‘vetrina’ varia a 360 gradi. Dal fucile della seconda guerra mondiale del nonno alle mele del proprio orto, dall’auto alla fede nuziale. Sì avete capito bene, anche quella va a finire online, pronta ad essere scambiata.
La crisi è come la guerra, diceva Squinzi di Confindustria. Ergo, appunto, ci si arrabatta. E quindi, eccoci qui, noi italici squattinati, alle prese con ogni tipo di scambio possibile. Non si riescono a pagare le due ore della babysitter? E allora si offrono in cambio due ore gratuite di lezioni di piano. Non si hanno i soldi per regalare alla fidanzata una bella borsa? Si vendono gli occhiali da sole. Così, tanto per dire.
CHI SONO I ‘BARATTATORI’ – Ma chi sono questi barattatori? Donne, per l’80 per cento. E in maggioranza giovani. ‘Oggi – spiega Luisa Leonini, docente di sociologia dei consumi dell’Università degli studi di Milano – le famiglie devono selezionare delle priorità che non riguardano solo gli oggetti. Esiste inoltre la cosiddetta ‘banca del tempo’ dove si scambiano, al posto degli oggetti, le proprie competenze’.
Da inizio anno sono state quasi 600mila le merci offerte. Il ”barter”, chi baratta sul web, ha a disposizione una molteplicità di siti dedicati allo ‘swapping’, cioè allo scambio. Oltre quelli dedicati alle famiglie crescono sempre più portali specifici per le imprese, in particolare quelle medio-piccole.
E c’è anche chi s’inventa una nuova moneta. Nel sito Weexchange si baratta con gli Weuro, cioè dei crediti. Se si vendono sedie che sul mercato costano 20 euro, nel network saranno a disposizione per un controvalore di 20 Weuro. Se si hanno debiti di 40 Weuro ad esempio, si dovranno mettere a disposizione oggetti per lo stesso controvalore in moneta. Per entrare in questo circuito è necessario avere una partita Iva e pagare una quota associativa annuale e una commissione per ogni transazione.
E per le aziende? Il primo network italiano che mette in contatto le imprese è la BexB, società bresciana che ha all’attivo decine di migliaia di operazioni, circa 25 al giorno. Il circuito si compone di oltre 2.500 piccole imprese che copre circa 160 settori merceologici. BexB ha una quota associativa che varia in base alla classe di fatturato dell’azienda, da 500 a 4mila euro; le provvigioni trattenute vanno dal 2% al 50%.
Le transazioni fatte in rete non riguardano soltanto lo scambio di merci ma anche il tempo che si può dedicare in forma di controvalore, in base alle proprie competenze. Si pagano ad esempio le lezioni di latino offrendo in cambio collaborazione domestica. Ma il web non è l’unico mezzo a trascinare il fenomeno del baratto. Nel novembre dell’anno scorso è stata istituzionalizzata in Italia la ”prima settimana del baratto” dei bed&breakfast. Hanno aderito 300 strutture che hanno scambiato pernottamenti con latinteggiatura di una stanza, di un servizio fotografico o di una cena preparata dai clienti stessi. Insomma, si fa quel che si può.
Il motivo è semplice: C-R-I-S-I. Basta leggere i dati di una recente ricerca elaborata da Intesa San Paolo e dal Centro Luigi Einaudi. Il 12,5%, ovvero un intervistato su otto, dichiara che il proprio reddito è del tutto insufficiente al mantenimento del tenore di vita. Ergo, si naviga e si cerca l’occasione. O, semplicemente, ciò che ci serve senza dover sganciare un euro, ma cedendo qualcosa di nostro. Che non si usa più o di cui vogliamo liberarci. E’ triste? No, è furbo.
E, soprattutto, a sorpresa, sta anche diventando un trend. Sì. Scambiare è cool. L’hanno decretato le fashion victims che non si perdono uno ‘swap party’, eventi dove si scambiano vestiti, scarpe e borse griffate. Basta poco. E anche la necessità diventa moda.
di Rosalba Carbutti

IL POSTO FISSO È UN MIRAGGIO. BANKITALIA: “BUSTE PAGA AL PALO”


22 luglio 2012
In Italia il posto fisso è sempre più un miraggio, ormai meno di due assunzioni su dieci sono a tempo indeterminato. E’ quanto emerge dall’Indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre del 2012. Nel periodo luglio-settembre le assunzioni stabili previste sono appena il 19,8% su un totale di quasi 159 mila.
Le cattive notizie poi non finiscono qui. Secondo la relazione annuale di Bankitalia, le busta paga dei dipendenti sono al palo. Le retribuzioni medie reali nette, dal 2000 al 2010, sono infatti aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). Risultati su cui pesano, ovviamente, la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali. Dipendenti pubblici che per il momento, tuttavia, sembrano aver evitato il pericolo di un taglio delle tredicesime.
Dai dati emerge inoltre che il gap tra centro-nord e sud-isole non arresta la sua corsa: l’incremento è stato del 2,5% contro lo 0,7%. In termini reali al centro-nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro; mentre nel mezzogiorno le retribuzioni passano da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro. Rispetto alla media nazionale le retribuzioni si attestano a un +4% per i lavoratori del centro-nord e -10,1% per quelli di sud e isole, mentre 10 anni dopo di arriva a +4,4% e -11,3%.
I grafici mostrano anche gli effetti negativi che la crisi ha avuto sulle retribuzioni; secondo le rilevazioni condotte con cadenza biennale emerge che nel 2006 le retribuzioni medie arrivavano a 1.489 euro, due anni dopo (con l’inizio della crisi) erano scese a 1.442 euro, e nel 2010 la situazione era ulteriormente peggiorata, arrivando a 1.439 euro. La riduzione in termini reali, in quattro anni, è stata di 50 euro (-3,3%).
In generale la crisi ha influito sulle buste paga di tutti i lavoratori dello stivale: nel centro-nord del paese la riduzione è stata di 46 euro (-2,9%), mentre nel sud e isole il taglio è stato di 56 euro (-4,2%). Le differenze restano notevoli anche tra i due sessi; con gli uomini che sono passati da 1.539 euro a 1.586 euro (+47 euro), e le donne, che partivano da 1.220 euro e sono arrivate e 1.253 euro (+35 euro).
Tra il 2008 e il 2010 le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori a tempo pieno, al netto di imposte e contributi sociali, spiega Bankitalia, sono cresciute dello 0,8% (2% per le donne). Nello stesso periodo la quota dei lavoratori a bassa retribuzione è salita di tre decimi di punto percentuale, al 9,4%. Palazzo Koch spiega che, proprio a causa dell’espansione del part-time, le retribuzioni nette medie per il totale dei lavoratori dipendenti sono diminuite dello 0,2%, riflettendo esclusivamente il calo del mezzogiorno.
Fonte: repubblica.it

IL POSTO FISSO È UN MIRAGGIO. BANKITALIA: “BUSTE PAGA AL PALO”


22 luglio 2012
In Italia il posto fisso è sempre più un miraggio, ormai meno di due assunzioni su dieci sono a tempo indeterminato. E’ quanto emerge dall’Indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre del 2012. Nel periodo luglio-settembre le assunzioni stabili previste sono appena il 19,8% su un totale di quasi 159 mila.
Le cattive notizie poi non finiscono qui. Secondo la relazione annuale di Bankitalia, le busta paga dei dipendenti sono al palo. Le retribuzioni medie reali nette, dal 2000 al 2010, sono infatti aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). Risultati su cui pesano, ovviamente, la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali. Dipendenti pubblici che per il momento, tuttavia, sembrano aver evitato il pericolo di un taglio delle tredicesime.
Dai dati emerge inoltre che il gap tra centro-nord e sud-isole non arresta la sua corsa: l’incremento è stato del 2,5% contro lo 0,7%. In termini reali al centro-nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro; mentre nel mezzogiorno le retribuzioni passano da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro. Rispetto alla media nazionale le retribuzioni si attestano a un +4% per i lavoratori del centro-nord e -10,1% per quelli di sud e isole, mentre 10 anni dopo di arriva a +4,4% e -11,3%.
I grafici mostrano anche gli effetti negativi che la crisi ha avuto sulle retribuzioni; secondo le rilevazioni condotte con cadenza biennale emerge che nel 2006 le retribuzioni medie arrivavano a 1.489 euro, due anni dopo (con l’inizio della crisi) erano scese a 1.442 euro, e nel 2010 la situazione era ulteriormente peggiorata, arrivando a 1.439 euro. La riduzione in termini reali, in quattro anni, è stata di 50 euro (-3,3%).
In generale la crisi ha influito sulle buste paga di tutti i lavoratori dello stivale: nel centro-nord del paese la riduzione è stata di 46 euro (-2,9%), mentre nel sud e isole il taglio è stato di 56 euro (-4,2%). Le differenze restano notevoli anche tra i due sessi; con gli uomini che sono passati da 1.539 euro a 1.586 euro (+47 euro), e le donne, che partivano da 1.220 euro e sono arrivate e 1.253 euro (+35 euro).
Tra il 2008 e il 2010 le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori a tempo pieno, al netto di imposte e contributi sociali, spiega Bankitalia, sono cresciute dello 0,8% (2% per le donne). Nello stesso periodo la quota dei lavoratori a bassa retribuzione è salita di tre decimi di punto percentuale, al 9,4%. Palazzo Koch spiega che, proprio a causa dell’espansione del part-time, le retribuzioni nette medie per il totale dei lavoratori dipendenti sono diminuite dello 0,2%, riflettendo esclusivamente il calo del mezzogiorno.
Fonte: repubblica.it

ITALIA-PROGRAMMI, NUOVE MINACCE E AVVOCATI INESISTENTI. ADICO: LA TRUFFA CONTINUA, ORA SCATTA L’ESPOSTO IN PROCURA


24 luglio 2012
In arrivo a casa una nuova lettera firmata da un fantomatico Salvatore Marcello: non esistono legali con questo nome. Adico: «Stiamo lavorando all’esposto, da inviare per conoscenza anche al Consiglio Nazionale Forense»
Le centinaia di diffide, l’intervento dell’Antitrust e le indagini di diverse Procure ancora non sono bastati a fermare le attività intimidatorie della Estesa Limited, che continua a perseguitare i consumatori che sono caduti nella trappola del servizio Italia-Programmi.net, che da mesi mette in croce gli utenti web che incautamente hanno lasciato i loro dati personali per scaricare software gratuiti. Ora la trappola sfrutta il nome di un fantomatico avvocato Salvatore Marcello, con studio in via degli Ausoni 7 a Roma, che firma l’ennesima richiesta di pagamento. Il tono è insolente e perentorio, come di consueto, ma questa volta la società con sede alle Seychelles è andata troppo in là: «Abbiamo svolto accurate verifiche e la risposta, oggi più che mai, è una sola: è una truffa bella e buona, ed è ora di far partire gli esposti alla Procura della Repubblica e visto che si tira in ballo la professione legale di inviarli per conoscenza anche al Consiglio nazionale Forense – spiega il presidente di Adico Associazione Difesa Consumatori, Carlo Garofolini – in questi giorni stiamo predisponendo la modulistica, che metteremo a disposizione gratuitamente dei nostri soci entro l’inizio della prossima settimana. Questa truffa deve finire, è una vergogna che non si sia ancora messa fine a questa situazione e che questi signori ancora possano permettersi di mandare lettere di intimidazione a cittadini innocenti».
La nuova lettera che sta arrivando in questi giorni (tra l’altro da un nuovo indirizzo di Cipro) esordisce con un “Ultimo sollecito di pagamento anteriore il decreto ingiuntivo in tribunale regionale!!” a caratteri cubitali. La truffa si annuncia fin da qui con un’inesattezza: i tribunali non sono regionali, bensì della Repubblica. Il testo è firmato da “Salvatore Dottor. Avvocato Marcello”, titolare di un “rinomato studio legale con sede a Roma che fornisce anche un servizio di recupero crediti” che, a nome di Italia-Programmi intima il pagamento di 192 euro. E poi partono le minacce: “Se non effettua il pagamento, dovremo inserirla nel registro dei protesti e ne daremo notifica alla Sua banca, presso la quale perderà anche la Sua solvibilità”, e ancora: “Saremo costretti ad adire le vie legali per la riscossione del credito e, a suo carico, ne deriverebbero elevati costi e il pignoramento di parte dello stipendio”. E ipotizzano un costo dell’istanza di 438 euro.
Ma l’intera comunicazione è inattendibile: innanzitutto perché il legale citato non esiste. Anzi, pare abbiano utilizzato il nome di un avvocato deceduto da 20 anni. Inoltre Adico ha verificato se esiste uno studio legale in via degli Ausoni 7 a Roma: a quell’indirizzo ha sede solo una società, la Centro Uffici Roma, che affitta uffici e sale riunioni attrezzati a professionisti (che oltre tutto in questi giorni è subissata dalle telefonate di persone che hanno ricevuto il sollecito di pagamento da Estesa Limited) e che non ha mai avuto contatti con un avvocato che risponda a quel nome. Quindi, non esiste nemmeno lo studio legale. Infine, il sito internet, dall’eloquente indirizzowww.ufficio-incassi.it realizzato evidentemente in poco tempo utilizzando un template WordPress (per studio legale), con testi approssimativi e nessun riferimento telefonico e ancor minore credibilità.
«Ci stanno chiamando in continuazione decine di persone realmente esasperate da questo stillicidio di comunicazioni intimidatorie, non riescono a capacitarsi del fatto che nonostante l’attività legale e inquisitoria in corso questi truffatori continuino a vessare le persone – spiega il presidente di Adico Carlo Garofolini – ma l’obbiettivo di questi personaggi è chiaro: le stanno provando tutte per spillare ogni euro possibile, sperando che qualcuno preso dal panico paghi». In particolare sperano che a cadere nella trappola siano le persone che hanno corrisposto la prima rata da 96 euro, e che ora vengono sollecitate a saldare il conto.
La segreteria dell’Associazione in via Volturno 33 a Mestre è a disposizione dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 per fornire tutte le informazioni del caso e per mettere a disposizione dei soci la modulistica necessaria (modello di diffida, modello di denuncia-querela in Procura, indirizzo della sede di Polizia Postale più vicina al domicilio dell’interessato e, dalla prossima settimana, modello di esposto alla Procura e per conoscenza al Cnf). Ci si può recare allo sportello di persona, scrivere a info@associazionedifesaconsumatori.ito chiamare il numero 041.5349637.


ROSARNO (RC): Evaso dal supercarcere di Palmi arrestato dalla Polizia

Alle ore 22.30 di ieri, D’AGOSTINO Angelo, nato a Cinquefrondi (RC) il 27/6/1982, evaso dal supercarcere di Palmi il 24 luglio u.s., è stato tratto in arresto da personale del Commissariato P.S. di Gioia Tauro e della Polizia Penitenziaria. L’uomo è stato rintracciato presso un’abitazione sita in Rosarno (RC), di proprietà di PALAIA Gianluca, cl. ’75, pluripregiudicato, che si trovava all’interno dell’immobile in compagnia dell’evaso e, per questo, tratto in arresto per il reato di favoreggiamento personale. 

‘Ndrangheta, Reggio Calabria: Blitz della Polizia di Stato di Reggio Calabria contro un vasto traffico di sostanze stupefacenti gestito dalle famiglie della Locride


La Squadra Mobile di Reggio Calabria e il Commissariato di Bovalino (RC) stanno eseguendo in queste ore in Calabria e in Sicilia, otto ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP di Reggio Calabria  nei confronti di altrettanti soggetti alcuni dei quali appartenenti alle famiglie di ‘ndrangheta di San Luca (RC). Vengono contestati, a vario titolo, i delitti di spaccio di sostanze stupefacenti del genere cocaina, eroina e marijuana, tentata estorsione, sequestro di persona e furto aggravato. L’inchiesta, che ha fatto luce su un articolato traffico di sostanze stupefacenti tra la locride e la città di Messina, è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la sala Callipari della Questura di Reggio Calabria alle ore 11.00 di oggi.

mercoledì 25 luglio 2012

CALCIO: AMICHEVOLE CATANZARO-POLISTENA 7-0


CITTANOVA (RC) - 25 LUG 2012 – Prima uscita stagionale, in precampionato, per il Catanzaro di Ciccio Cozza che subito impressiona per gol e trame di gioco. Dopo una settimana di ritiro, quindi, mister Cozza può raccogliere già utili indicazioni.
Allo stadio “Elvio Guida” di Polistena, contro la locale formazione neopromossa nel campionato di Promozione, i giallorossi fanno sette gol, impressionando per quantità di azioni da rete create e regalando i primi sorrisi ai tanti tifosi (circa trecento) giunti in provincia di Reggio Calabria per assistere alla prima esibizione dei propri beniamini. Soddisfatto mister Cozza che al termine dell’incontro amichevole ha dichiarato: “Un buon test. E’ normale che dopo una settimana di lavoro si potesse fare un po’ di fatica, comunque si sono viste cose buone ed altre meno buone com’è naturale che sia. Cosa mi è piaciuto di più? L’andare sempre a cercare la giocata per far gol ed il voler sempre tenere palla e fare possesso. Si deve lavorare un po’ di più sulla fase di non possesso”. Per quanto concerne la cronaca dell’incontro, nel primo tempo, le Aquile hanno messo a segno tre reti, sbloccando il punteggio con Fiore che, dopo appena due minuti, ha battuto il portiere avversaio con un tiro al volo. Raddoppio siglato dal neo acquisto Fioretti (su assist di Fiore) e terza marcatura che ha portato la firma di Masini (di testa su corner). Nella ripresa, mister Cozza ha cambia quasi interamente l’undici in campo. Girandola di sostituzioni ed altre quattro reti che hanno portato la firma al 1’ di D’Agostino (che dopo cinque minuti è stato poi costretto a lasciare il campo per un piccolo infortunio), del giovane Marino al 2’, di Ferraro al 13’ e dell’attaccate argentino Bugatti che di potenza ha superato il portiere depositando in rete, a pochi istanti dalla fine, la rete del sette a zero. Non hanno preso parte all’amichevole gli acciaccati Romeo, Squillace e l’infortunato Pisseri.
CATANZARO          7
POLISTENA             0
Marcatori: nel primo tempo al 2’ Fiore, 17’ Fioretti, 40’ Masini; nel secondo tempo al 1’ D’Agostino, 2’ Marino, 13’ Ferraro e 44’ Bugatti.
CATANZARO – primo tempo - (3-4-1-2): Scerbo (dal 30’ pt Cunzi); Mariotti, Sirignano, Papasidero; Fiore, Quadri, Maisto, Carbonaro; Carboni; Fioretti, Masini.
CATANZARO - Secondo tempo (3-4-1-2): Cunzi (dal 15’ st Costantino); Narducci, Orchi, Corso; Mariotti, Ulloa, D’Alessandro, Ferraro; D’Agostino (dal 5’ st Pastore); Marino, Bugatti. All. Cozza
POLISTENA – primo tempo (4-4-2): Sinopoli; Vecchiè, Artieri, Papalia, Insana; Monteverde, Ciminello, Elia, Stillitano; Fida, Ursu.
POLISTENA – secondo tempo (4-4-2): Pezzano; Bruzzese, Furfaro, Politanò, Papalia; Valensise, Gallo, Elia, Insana; Monteverde, Ursu. All. Russo.
Arbitro: Morabito di Taurianova.

“Profumo di Napoli” rinviato a martedì 31 luglio. In piazza XV marzo domani 26 luglio c’è Gigi D’Alessio



 Nuovo spostamento di data per il recital "Profumo di Napoli" che, già slittato a giovedi 26 luglio alle ore 21 a Piazza Duomo, subisce un nuovo rinvio a martedi 31 luglio alle ore 21, sempre a Piazza Duomo, a causa della concomitanza con il concerto di Gigi D'Alessio, che, inizialmente previsto allo stadio, si terrà invece in piazza XV marzo.

Vale comunque l’attesa il recital del tenore reggino Aldo Iacopino. Lo spettacolo, promosso dall’Amministrazione comunale e organizzato da Music Planet, è presentato da Dante Zardi.
Prima parte dedicata alla musica moderna e anni ’60, per lasciare poi spazio alle canzoni più popolari del repertorio partenopeo.
Non solo canzone napoletana, promette il Maestro Iacopino,  ma anche qualche incursione nel repertorio lirico con – una su tutte – il “Nessun dorma” da Turandot, una delle arie che meglio mette in luce la potenza vocale di un tenore.

Ulteriore aggiornamento: per motivi tecnici slitta a data da destinarsi il previsto spettacolo di Michele Caputo, in programma sul Lungofiume per domani sera.

Ricapitolando:

Giovedì 26 luglio – Piazza XV Marzo- ore 21
Concerto di Gigi D’Alessio

Venerdì 27 luglio - Piazza Duomo - ore 21.30
"Spari e dispari" di Ciro Lenti con Paolo Mauro e Francesco Aiello

Sabato 28 luglio - ore 19.30
Spettacolo comico itinerante

Martedi 31 luglio - Piazza Duomo - ore 21.00
Recital "Profumo di Napoli"

Goletta Verde di Legambiente a Roccella Ionica presenta i risultati delle analisi del monitoraggio: 19 su 24 i campioni risultati off limits le foci dei torrenti restano i sorvegliati speciali


L’Europa condanna l’Italia per l’inadempienza alla Direttiva sul trattamento dei reflui: fuori legge 18 comuni calabresi,
quasi 530,000 cittadini vittime di mancata o inefficiente depurazione

Con solo il 49,9% della popolazione coperta da un servizio depurativo efficiente la Calabria è la penultima regione italiana

Legambiente: “Completare la rete di fognatura e depurazione per chiudere l’emergenza e salvaguardare la salute dei cittadini e l’economia turistica calabrese”


Resta molto critica la situazione della depurazione in Calabria: su 24 campioni esaminati, 19 sono quelli fuori legge, con 16 punti risultati “fortemente inquinati” ed altri tre “inquinati”, secondo quanto emerso dalla fotografia sulla qualità delle acque regionali scattata con il monitoraggio dei biologi di Goletta Verde di Legambiente. Dati che rispecchiano l’emergenza depurativa regionale, portata alcuni giorni fa alla ribalta dalla condanna della Commissione europea all’Italia per inadempienza sulla Direttiva n. 271 del 1991 relativa al trattamento dei reflui urbani che chiama in causa 18 comuni calabresi, dove quasi 530,000 abitanti sono vittime di una depurazione inadeguata o assente.  La Calabria con appena il 49,9% della popolazione coperta da un servizio depurativo efficiente si colloca al penultimo posto della classifica delle regioni in Italia.  
È questo quanto evidenziato da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. L’istantanea regionale che si evince dai risultati delle analisi dell’equipe di biologi di Legambiente, è stata presentata questa mattina in conferenza stampa a bordo della Goletta Verde ormeggiata presso il porto di Roccella Ionica da Stefano Ciafani,  Vice presidente nazionale di Legambiente, Mariacaterina GattusoSegreteria regionale Legambiente Calabria, e da Sabrina Santagati, Direttrice generale ARPACAL.
assando al setaccio foci di fiumi e torrenti ma anche spiagge segnalate dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta, i biologi di Legambiente hanno rilevato la presenza di situazioni critiche nella gran parte del territorio regionale. Si segnalano particolari problematiche nella provincia reggina dove ricadono ben 7 dei 16 punti risultati fortemente inquinati.
A partire proprio dal territorio comunale di Reggio Calabria dove sono 3 i  punti fortemente inquinati. Il primo, in località Pellaro presso lo scarico del depuratore Pellaro, dove al momento del prelievo erano presenti numerosi rifiuti ed un odore particolarmente sgradevole; nel secondo, in località Villaggio Sabbie Bianche, presso lo scarico delle fognature che confluisce nel torrente Menga, campionato alla foce del torrente che confluisce a mare, è stata evidenziato un forte inquinamento con la presenza di una "chiazza", marrone, putrescente, che interessa larga parte della spiaggia, ciò nonostante, il cartello che dovrebbe interdire la balneazione non è presente. Nel terzo campionamento nel capoluogo regionale, le analisi sul campione prelevato in località lido comunale, Via Giunchi, presso lo sbocco del torrente Caserta hanno dato risultati che non lasciano dubbi: le acque sonofortemente inquinate e i tecnici di Legambiente hanno evidenziato che anche qui il cartello di  divieto di balneazione presente fino a due anni fa è attualmente divelto.
Spostandosi nei comuni della provincia la situazione non migliora. Nel comune di San Ferdinando, presso la foce del fiume Mesima, le analisi eseguite indicano le acque comefortemente inquinate. Al momento del prelievo, si è riscontrato la presenza di plastica e di rifiuti di vario tipo oltre ad un forte odore sgradevole. Anche in questo caso, per quanto la balneazione sia interdetta, il relativo cartello è stato divelto pochi giorni dopo essere stato piantato e la spiaggia adiacente al punto in questione risulta essere ad alta frequentazione nonostante nel sito vengano lasciati a marcire cadaveri di animali (anche cavalli agonizzanti). Oltre a ciò, si riporta la presenza di un collettore dei reflui che si ricollega direttamente  alla foce del fiume. Nel comune di Gioia Tauro, in località Pineta, la foce del fiume Petrace è risultata fortemente inquinata; inoltre, la strada che costeggia il fiume viene utilizzata come una vera e propria discarica, riempita da resti di auto bruciate, sedie e rifiuti di ogni genere tra cui amianto. Nel comune di Villa San Giovanni, il prelievo in località Cannitello presso lo scarico del depuratore sito sul lungomare Ceneide, è risultato fortemente inquinato con valori batteriologici estremamente alti: anche qui, nelle vicinanze del punto del campionamento, nonostante il cattivo odore ed il gran numero di rifiuti, si riporta la presenza di bagnanti. Scenario anche peggiore a Motta San Giovanni,dove, in località Lazzaro presso lo scarico del depuratore nella fiumara San Vincenzo i valori batteriologici sono risultati talmente alti da risultare non classificabili; si è denotato inoltre come lo scarico del depuratore arrivi direttamente alla fiumara, ai lati della quale, erano presenti numerosi bagnanti.
Cinque punti critici sono stati evidenziati nella provincia di Vibo Valentia. Nel comune di Pizzo, in località frazione Calamaio, presso la foce fiume Angitola, i risultati delle analisi dei biologi di Goletta Verde hanno evidenziato che le acque sono fortemente inquinate. Tre i punti fuori legge nel comune di Ricadi, di cui due esaminati in località Santa Domenica Formicoli, entrambi fortemente inquinati: il primo presso la fiumara, 300 metri a sinistra del Camping, ed il secondo, con valori batteriologici ancora più alti, presso lo scarico occasionale a sinistra della fiumara; il terzo, classificato come inquinato, in località La Torre, presso la fiumara Ruffa. Ancora nella stessa provincia, il campionamento eseguito nel comune di Nicotera, in località Marina di Nicotera, presso il torrente Britto, è risultato fortemente inquinato.
Nella provincia di Catanzaro i tecnici di Legambiente hanno riscontrato 3 punti fuori norma. Il primo, nel comune di Montepaone, in località Catanzaro lido, presso la foce Fiumarella, risultato fortemente inquinato, dove al momento del prelievo erano presenti alcuni bagnanti; il secondo prelievo, compiuto nel comune di Sellia Marina, in località Sena, presso la fiumara all'altezza di Viale Carraro all’incrocio con Viale Ionio, è stato classificato come inquinato (sul posto sono state inoltre trovate numerose fioriture algali ed un forte odore sgradevole). Moltissime le alghe e consistenti le schiume nella zona SIC ricadente nel comune di Cropani, in località Cropani Marina, alla foce del fiume Crocchio dove i risultati delle analisi indicano che le acque sono inquinate.
Due i punti fuori legge nella provincia di Cosenza. Alti valori batteriologici rilevati nel comune di Paola, in località Lungomare di Paola, presso la foce del torrente San Francesco, dove dalle analisi si evince che le acque erano fortemente inquinate. Stessi risultati nel comune di Corigliano Calabro, in località Marina di Schiavonea, presso la foce del torrente Coriglianeto: anche qui le acque sono fortemente inquinate, inoltre nell’alveo del fiume, al momento del campionamento erano presenti numerosi rifiuti. 
Nel comune di Crotone, è risultata fortemente inquinata la foce del fiume Esaro, le cui condizioni al passaggio dei biologi della Goletta Verde erano pessime, caratterizzate da schiume in superficie, odori sgradevoli e dalla presenza di rifiuti di vario genere, dai frigoriferi alle ruote di automobili abbandonate. Anche il campione prelevato nel comune di Isola di Capo Rizzuto, in località Le Castella, presso lo scarico a mare, è risultato fortemente inquinato.
Lungo la costa calabrese sono state controllate anche alcune spiagge in gran parte segnalate dai cittadini come punti critici, ma che hanno registrato livelli di inquinamento batterico entro i limiti di legge: in provincia di Reggio Calabria,  nel comune di Bagnara Calabra, sulla spiaggia al centro del paese in prossimità di Via Roma e nel comune di Motta San Giovanni, in località Lazzaro, sulla spiaggia in prossimità del canale all'altezza di Via delle Provincie; in provincia di Vibo Valentia, nel comune di Bivona, sulla spiaggia antistante Sant'Anna, in Via del pescatore; in provincia di Catanzaro, nel comune di Montepaone, in località Montepaone Lido, sulla spiaggia in prossimità del canale all'altezza di Via delle Provincie ed in provincia di Cosenza, nel comune di San Nicola Arcella/Praia a Mare, sulla Spiaggia antistante Isola di Dino.
“La fotografia scattata da Goletta Verde evidenzia che rispetto all’anno scorso non sono stati fatti passi in avanti significativi rispetto alla rovinosa situazione depurativa regionale - afferma Mariacaterina Gattuso Segreteria regionale Legambiente Calabria -. Non è un caso che le maggiori criticità si riscontrino presso le foci dei torrenti e le fiumare, dove l’alto livello di inquinamento è indicativo della presenza di scarichi illegali e della quantità di reflui non depurati che giornalmente si riversano nei nostri corsi d’acqua, anche dall’entroterra. Questo dato di fatto, unito al preoccupante numero di reati ambientali riscontrati quotidianamente dalle forze dell’ordine e alla nuova normativa che con parametri e limiti diversi dimezza il numero dei prelievi, continua Gattuso – finisce per produrre uno stato di incertezza, poiché anche i tratti di costa definiti balneabili diventano in alcune ore del giorno “off limits” mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e danneggiando gravemente la stagione turistica. A questo proposito, gli oltre 38 milioni di euro stanziati dalla regione Calabria nel Piano Operativo sulla depurazione dell’agosto del 2011, sottoscritto da 42 comuni, dei quali solo 11 ad un anno di distanza hanno pubblicato un bando di gara, insieme ai più recenti fondi CIPE rappresentano l’ultima occasione per uscire dall’emergenza depurativa regionale. In questo senso - conclude Gattuso - è determinante che la Regione Calabria, con politiche avvedute e trasparenti, metta fine al rimpallo di responsabilità e guidi con decisione i Comuni fuori dalla crisi depurativa che perdura ormai da troppo tempo caratterizzandosi come una vera emergenza nazionale”.

La situazione di inefficienza depurativa della Calabria contribuisce ad una situazione nazionale che non garantisce una buona qualità ambientale ai propri corsi d’acqua e al mare. Nel nostro Paese sono infatti 109 i comuni e gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiori ai 15.000 che scaricano in aree non giudicate sensibili e che il 19 luglio scorso sono stati  condannati dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea per la mancata applicazione della Direttiva sulla depurazione 91/271/CE. La sentenza arriva nell’ambito della procedura d’infrazione 2004/2034  che colpisce duramente l’Italia in quanto dopo oltre otto anni il Paese ancora non è riuscita a mettersi in regola. Nel dettaglio, dei 168 comuni ancora inadempienti nei confronti della direttiva del 1991, sono stati condannati oltre cento comuni di otto regioni: Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo, Lazio, Friuli e Liguria. Le condanne possono riguardare la mancanza di fognature per le acque reflue urbane, il trattamento depurativo non conforme e/o riguardare impianti che non sono progettati in modo da garantire prestazioni sufficienti nelle normali condizioni climatiche locali e durante le variazioni stagionali di carico antropico, ad esempio con l’afflusso turistico.

“Secondo i dati dell’Istat la Calabria è la penultima regione italiana con appena il 49,9% di popolazione servita da servizi di depurazione efficiente - commenta Stefano Ciafani, Vicepresidente di Legambiente -. SI tratta di una percentuale imbarazzante, inferiore alla già modesta media nazionale del 76% ed addirittura più bassa di quella del 66% sulla quale si attestano le altre regioni del Sud e le Isole.  Non a caso, dei 109 comuni italiani oggetto della recente condanna da parte della Corte di Giustizia Europea, 18 sono in Calabria e tutti questi  hanno ricevuto la condanna più grave, in quanto manchevoli di fognature, per un totale di quasi 530,000 cittadini vittime di tale grave disservizio. Sono 9, invece - continua Ciafani - i comuni  calabresi imputati di non avere un adeguato trattamento dei reflui e di non avere strutture adeguate per reggere carichi antropici maggiorati relativi al flusso turistico. Le gravi carenze del sistema di depurazione non solo danneggiano ambiente e salute ma impongono al nostro Paese e quindi alle tasche di tutti noi cittadini il pagamento di multe salatissime con soldi pubblici che vorremmo invece vedere investiti in cantieri per trattamento dei reflui fognari. E’ prioritario intervenire in maniera finalmente efficace - conclude Ciafani - anche al fine di salvaguardare il turismo di questa regione, perché tutelare l’ambiente e la qualità del mare è condizione indispensabile allo sviluppo di queste attività cruciali per l’economia calabrese”.

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – sottolinea  Mastrostefano - questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno in Calabria il Consorzio ha raccolto 3.238 tonnellate di oli lubrificanti usati.
Il Monitoraggio scientifico
I prelievi alla base delle nostre considerazioni, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l’altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).



I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN CALABRIA

PROVINCIA
COMUNE
LOCALITÀ
PUNTO DI PRELIEVO
GIUDIZIO
RC
Reggio Calabria
Pellaro
Nei pressi dello scarico depuratore Pellaro
Fortemente inquinato
RC
Reggio Calabria
Villaggio Sabbie Bianche
Scarico fognature che confluisce nel torrente Menga
Fortemente inquinato
RC
Reggio Calabria
lido comunale, Via Giunchi
lido comunale, sbocco torrente Caserta
Fortemente inquinato
RC
San Ferdinando
San Ferdinando
Foce fiume Mesima
Fortemente inquinato
RC
Gioia Tauro
Pineta
Foce fiume Petrace
Fortemente inquinato
RC
Villa San Giovanni
Cannitello
Scarico del depuratore, lungomare Ceneide
Fortemente inquinato
RC
Motta San Giovanni
Lazzaro
Scarico depuratore nella fiumara San Vincenzo
Fortemente inquinato
RC
Motta San Giovanni
Lazzaro
Spiaggia La Castelluccia
Entro i limiti di Legge
RC
Bagnara Calabra
Bagnara Calabra
Spiaggia al centro del paese in prossimità di Via Roma
Entro i limiti di Legge
VV
Pizzo
frazione Calamaio
Foce fiume Angitola
Fortemente inquinato
VV
Ricadi
Santa Domenica Formicoli
fiumara 300 m a sinistra del Camping
Fortemente inquinato
VV
Ricadi
Santa Domenica Formicoli
Scarico occasionale a sinistra della fiumara 300 m a sinistra Camping
Fortemente inquinato
VV
Ricadi
La Torre
fiumara Ruffa
Inquinato
VV
Nicotera
Marina di Nicotera
torrente Britto
Fortemente inquinato
VV
Bivona
Via del Pescatore, quarta traversa
Sant'Anna (Spiaggia antistante)
Entro i limiti di Legge
CZ
Montepaone
Catanzaro lido
Foce Fiumarella
Fortemente inquinato
CZ
Sellia Marina
Sena
Fiumara all'altezza viale carraro/viale ionio
Inquinato
CZ
Cropani
Cropani Marina
Foce fiume Crocchio
Inquinato
CZ
Montepaone
Montepaone Lido
Spiaggia in prossimità del canale all'altezza di Via delle Provincie
Entro i limiti di Legge
CS
Paola
Lungomare di Paola
Foce torrente San Francesco
Fortemente inquinato
CS
Corigliano Calabro
Marina di Schiavonea
Foce torrente Coriglianeto
Fortemente inquinato
CS
San Nicola Arcella/Praia a Mare
San Nicola Arcella/Praia a Mare
Spiaggia antistante Isola di Dino
Entro i limiti di Legge
KR
Crotone
Crotone
Foce fiume Esaro
Fortemente inquinato
KR
Isola di Capo Rizzuto
Le Castella
Scarico a mare
Fortemente inquinato



LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml;

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml



Dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, nell’ambito della procedura d’infrazione 2004/2034 riguardante gli agglomerati oltre i 15.000 a.e. che scaricano in aree non giudicate sensibili ai fini della direttiva 91/271/CE.

Comune e/o AgglomeratoPRTipologia di CONDANNA
AcriCS
1,2,3
CastrovillariCS
1,2,3
RendeCS
1
Rossano CalabroCS
1,2,3
Santa Maria del CedroCS
1
ScaleaCS
1
Lamezia TermeCZ
1
Sellia marinaCZ
1
SoveratoCZ
1
CrotoneKR
1,2,3
MesoracaKR
1
StrongoliKR
1
Bagnara CalabraRC
1,2,3
BiancoRC
1
Montebello JonicoRC
1,2,3
Motta San GiovanniRC
1,2,3
Reggio calabriaRC
1,2,3
SidernoRC
1,2,3





Tabella:

Tipologia di Condanna 1 = agglomerati condannati dalla Corte di Giustizia europea perché sprovvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane, in conformità  con l’articolo 3 della direttiva 91/271/CE.
Tipologia di condanna 2 = agglomerati condannati dalla Corte di Giustizia Europea perché le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie non sono sottoposte ad un trattamento conforme all’articolo 4, paragrafi 1 e 3, della direttiva 91/271
Tipologia di condanna 3 = agglomerati condannati dalla Corte di Giustizia Europea affinché la progettazione, la costruzione, la gestione e la manutenzione degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane siano condotte in modo da garantire prestazioni sufficienti nelle normali condizioni climatiche locali e affinché la progettazione degli impianti di trattamento tenga conto delle variazioni stagionali di carico.