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mercoledì 19 ottobre 2011

PdCI, REGGIO CAL., BUCO AL COMUNE, SALVARE I LAVORATORI E SCIOGLIERE LE SOCIETA' MISTE


Le pesantissime macerie provocate dal disastro finanziario e dal fallimento del “modello Reggio” di Scopelliti e Arena, con il pesantissimo buco di oltre 170 milioni di euro rilevato ufficialmente dagli ispettori del Ministero dell’Economia e Finanze, rischiano di travolgere ed affossare definitivamente la città e tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, hanno avuto rapporti con l’amministrazione comunale.
E’, assolutamente, insopportabile, sotto ogni punto di vista, il vergognoso “trattamento” che stanno subendo i lavoratori della Multiservizi.
Come noto i lavoratori della Multiservizi non percepiscono gli stipendi dal lontano mese di agosto. Si tratta di una situazione assurda e inammissibile. Un’insostenibile condizione di difficoltà e disperazione che sta drammaticamente mettendo in ginocchio centinaia di famiglie che non hanno alcuna fonte di reddito.
La prima richiesta che formuliamo è che tutti i lavoratori vengano pagati immediatamente, liquidando le spettanze dovute, che ammontano ormai a tre mensilità di stipendio.
Ma ciò non basterà perché ormai è un susseguirsi di ritardi, inadempienze, sprechi e buchi di bilancio.
E’, quindi, venuto il momento di fare definitivamente chiarezza rispetto a questi carrozzoni clientelari che sono state le società miste. Società come la Multiservizi che, secondo quanto accertato dalla Procura della Repubblica Italiana di Reggio Calabria, in una recente inchiesta, aveva tra i soci privati, addirittura, le cosche della ‘ndrangheta reggina.
Vale a dire, una vergogna politica e morale: senza se e senza ma.
Insomma, fatti ed episodi gravissimi che ci impongono di dire, una volta per tutte, basta.
In tal senso, i Comunisti Italiani chiedono, ufficialmente, che si chiuda, rapidamente, la tristissima stagione delle società miste, a partire da Multiservizi, Leonia, Reges e Recasi.
Si proceda, pertanto, alla necessaria salvaguardia di tutti i posti di lavoro, nessuno escluso, attraverso l’assunzione e il rapido assorbimento di tutti i lavoratori negli organici del Comune di Reggio e, contestualmente, alla formalizzazione dell’uscita del Comune da queste società. Non c’è più tempo da perdere.
E’, infatti, inaccettabile che il Comune di Reggio continui a mantenere in vita società che, nei fatti, hanno provocato costi, esorbitanti e ingiustificati, per la collettività a fronte di servizi insufficienti o, in alcuni casi, inesistenti.
La grande mangiatoia sulla pelle dei reggini deve immediatamente finire.
Con il ritorno alla gestione diretta dei servizi comunali che noi chiediamo ci sarà sicuramente una fortissima riduzione delle spese enormi ed ingiustificabili che sono state causate dal saccheggio di risorse pubbliche operato dalle società miste. 
Si apra, quindi una nuova stagione che rimetta al centro i reali interessi della città, dei reggini e degli esausti lavoratori che attendono gli stipendi. Stipendi che servono, semplicemente, per sopravvivere.
E’ questa la limpida e lineare posizione del Partito dei Comunisti Italiani che, come la stragrande maggioranza dei reggini, è stanco di assistere al disastro amministrativo provocato dal centrodestra e dal Pdl di Scopelliti e Arena e sulla quale chiede il consenso e l’adesione di tutta la cittadinanza.
Se la nostra richiesta non sarà accolta, il PdCI proporrà alle altre forze della sinistra di promuovere congiuntamente un referendum popolare per l’abolizione delle società miste e per rompere un sistema di potere clientelare e affaristico che taglieggia i lavoratori e mortifica la città.

venerdì 14 ottobre 2011

PdCI, domenica il 6° congresso provinciale


E’ cominciato il conto alla rovescia in vista della celebrazione del 6° Congresso provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria che si svolgerà domenica 16 ottobre, a partire dalle ore 9.00, presso il Centro Civico di Ravagnese e che vedrà la partecipazione del segretario nazionale del Partito, Oliviero Diliberto.
I Comunisti Italiani hanno deciso di dedicare il 6° Congresso provinciale al giovane operatore di Emergency Francesco Azzarà di Motta S. Giovanni, rapito lo scorso 14 agosto a Nyala, capitale del Sud Darfur. Questo piccolo e simbolico gesto del PdCI è finalizzato a mantenere viva l’attenzione mediatica e a produrre una sollecitazione al governo italiano che sulla vicenda di Francesco Azzarà sembra alquanto silenzioso e distratto.
Un congresso che assume un valore particolarmente importante e fondamentale per costruire un progetto che punta a mandare a casa il governo anti-meridionale di Bossi e Berlusconi, battere le destre e ricostruire il Partito Comunista.
Tutti i numerosi congressi sezionali che si sono tenuti nelle scorse settimane hanno evidenziato la forte vitalità e capacità di attrazione del PdCI. Sono tanti gli uomini e le donne comunisti e di sinistra che avevano abbandonato la militanza e l’attività politica che, finalmente, hanno deciso di riprendere l’impegno politico attivo nelle file dei Comunisti Italiani. La serietà e la linearità di una limpida linea politica basata su una piattaforma di cambiamento coniugata a comportamenti coerenti, senza derive trasformistiche tipiche dei voltagabbana, stanno producendo frutti fecondi e risultati positivi. 
Al congresso parteciperanno rappresentanti di forze politiche, sindacali, sociali, associazioni culturali, singole personalità e intellettuali  tra cui  Gioacchino Criaco che con la sua trilogia <<Anime nere>>, <<Zefira>>, <<American Taste>> si è rivelato narratore di primaria grandezza  nell’ambito della Letteratura calabrese che lo vede  come protagonista  d’una nuova rinascita  dopo la grande lezione di Alvaro.
Il Congresso del PdCI sarà aperto dalla relazione del segretario provinciale uscente Lorenzo Fascì, vedrà l’intervento del segretario regionale Michelangelo Tripodi e sarà concluso dal segretario nazionale Oliviero Diliberto.

Ufficio stampa PdCI

venerdì 30 settembre 2011

PdCI, sabato primo ottobre congresso ad Africo


La grave crisi economica, il rapporto Svimez che fotografa l'emergenza occupazionale giovanile nel mezzogiorno di Italia, le problematiche del settore  forestale, la sanità messa in ginocchio dal Governatore Scopelliti, e poi, ancora, l'unità e il ruolo dei Comunisti, saranno alcuni dei temi al centro del prossimo congresso della sezione PdCI di Africo che si terrà sabato 1 ottobre alle ore 17 nei locali della camera del lavoro di Africo.
Al congresso di sezione parteciperanno, tra gli altri, Antonio Gagliardi, segretario della sezione PdCI di Africo, Francesco Priolo, componente della commissione regionale di garanzia del PdCI, Pasquale Morabito, componente del direttivo della sezione africese, il meridionalista Pasquino Crupi, e Lorenzo Fascì, segretario provinciale del PdCI di Reggio Calabria. Le conclusioni del congresso saranno tratte da Michelangelo Tripodi, segretario regionale del PdCI Calabrese. A seguire gli adempimenti congressuali, la votazione del documento congressuale, il rinnovo degli organismi sezionali e l'elezione dei delegati al congresso provinciale.
Dopo il congresso di Africo, i Comunisti Italiani terranno i prossimi congressi sezionali domenica 2 ottobre, alle ore 10 presso la locale sezione di Lazzaro, guidata da Saverio Sgrò, e alle ore 18 nei locali della biblioteca comunale di Bova Marina, dove interverranno, tra gli altri, Antonio Vadalà, segretario della sezione PdCI di Bova Marina,  Pasquino Crupi, Lorenzo Fascì e Michelangelo Tripodi.

giovedì 29 settembre 2011

Centrale a Carbone: il botta e risposta, dalla politica alla comunicazione

Fa un po' dispiacere il veder sorgere diatribe su quanto e come i media dovrebbero occuparsi di argomenti di dominio pubblico e, soprattutto, di interesse pubblico. Sì, perché la Centrale a Carbone non è l'argomento di una diatriba fra tifosi, quasi fosse il derby regionale. Reggio Italia Inchieste non vuole dar spazio al botta e risposta tipico della politica ma solo fornire informazione utile. Per questo avevamo glissato su tale discussione, decidendo di non pubblicare nulla. Tra bavagli e ingerenze varie, chi si occupa di comunicazione deve, ogni giorno, lottare per informare. Anche per questo, però, alla fine abbiamo creduto doveroso pubblicare e dire la nostra. Grazie a Dio siamo ancora titolari della libertà di pensiero e parola. Quando e se diverrà Carta straccia costituzionale ne riparleremo.











Adesso diciamo la nostra. Il progetto SEI è un qualcosa che merita spazio, molto più di quello che attualmente gli organi di informazione concedono. Per poter autonomamente farsi un'idea su un determinato argomento, è necessario informarsi. Se, come vorrebbe l'On. Belcastro, nessuno se ne occupasse, ecco che il popolo si troverebbe in difficoltà, incapace di scegliere l'una o l'altra strada. Poi che sia il Corriere della Sera o MNews a farlo non fa differenza. Forse il giornale RCS possiede maggiori titoli per trattare un tale argomento? Non crediamo. Intanto chi se ne occupa ha una profonda conoscenza del territorio e quando scrive non tocca argomenti tecnici ma oggettivi. Come la strana "gestione delle folle" e della comunicazione di SEI e Repower o la ancora più oggettiva pericolosità delle polveri sottili.
Se a questi rilievi qualcuno rispondesse in maniera circostanziata e credibile, saremmo tutti più felici. La verità è che nessuno risponde e anzi cerca di mettere la museruola a chi fiuta qualcosa di marcio.
L'On. Belcastro ricordi che il giornalista vero è quello che, grazie alle proprie fonti e alla propria arguzia, riesce a mettere in evidenza ciò che gli altri non vedono. Il Giornalista è un investigatore al servizio del pubblico, un filosofo sociale che non ha né padri, né padroni.
Questi sono i colleghi da ammirare, non certo coloro che, dalle colonne di certi quotidiani, pensano di indottrinare le folle servendo una parte politica.
Sarebbe certo più utile e proficuo per tutti se l'On. Belcastro non perdesse tempo con certi batti e ribatti pleonastici e lavorasse alacremente per fornire i dati della Valutazione di Impatto Ambientale così da spiegare ai cittadini reggini perché non è pericoloso ma bensì vantaggioso costruire la centrale, in barba a Kyoto e alle dicerie sul carbone.
Il silenzio in proposito ci lascia perplessi...