Vi è, ormai, la drammatica e
concreta possibilità che il Nuovo Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria si
trasformi in un’ennesima incompiuta caratterizzata da un cantiere abbandonato e
senza alcuna prospettiva futura.
La precisa denuncia del segretario
della Filca-Cisl, Nino Botta, è la triste conferma del reale rischio, da noi
più volte evidenziato, della definitiva chiusura del cantiere in questione. La
Bentini spa, azienda appaltatrice dell’importante opera, è letteralmente
sull’orlo del fallimento: da qualche giorno, infatti, ha richiesto di essere
ammessa al concordato preventivo che, come noto, è un istituto giuridico
finalizzato, nei fatti, a proporre ai creditori un consistente abbattimento dell’importo
dei crediti vantati che, però, ove non fosse accettato, può portare
direttamente al fallimento dell’azienda che, di conseguenza, significa la fine traumatica
dei lavori del Nuovo Tribunale.
La Bentini si trova in questa situazione
poiché vanta dal Comune di Reggio Calabria un credito di circa 7 milioni di
euro.
Il rischio incompiuta è serio e
attualissimo in quanto, accanto all’enorme debito accumulato dal Comune, si devono
aggiungere i circa 5 milioni di euro che mancano per la definitiva conclusione
dell’opera che, ad oggi, è giunta all’incirca all’80% della sua realizzazione totale.
La cronistoria relativa alla
costruzione del Nuovo Palazzo di Giustizia consegna una situazione di progressive
e sempre maggiori difficoltà che trae origine fin dal lontano 2007; pertanto, la precisa ed esclusiva responsabilità relativa
al concreto rischio che la città possa perdere il Nuovo Palazzo di Giustizia è da
addebitare alle amministrazioni comunali che si sono susseguite nell’ultimo
quinquennio, vale a dire le giunte degli ex sindaci Scopelliti, Raffa e Arena.
Contestualmente, però, è alquanto
strano e fortemente discutibile il comportamento della Bentini che, nonostante
la pesante crisi pregressa, con un incredibile tempismo, si è improvvisamente
risvegliata e si è ricordata dell’enorme
credito vantato nei confronti del Comune di Reggio Calabria neanche una
settimana dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale per contiguità mafiose. Un
risveglio che, coniugato al fiume di decreti ingiuntivi notificati a Palazzo
San Giorgio da una pletora di creditori, rappresenta una strana coincidenza finalizzata,
a nostro avviso, a rendere assolutamente impervio il lavoro della Commissione
Straordinaria che da qualche giorno guida il Comune di Reggio Calabria.
Inoltre, si deve ricordare che i
lavoratori della Bentini, disperati e abbandonati dalle Istituzioni, sono in
sciopero da oltre tre settimane e che gli stessi non percepiscono gli stipendi
da almeno quattro mesi. Insomma, una situazione drammatica che colpisce
all’incirca 32 operai e 6 impiegati della Bentini, ai quali si devono
aggiungere oltre 40 lavoratori dell’indotto. Siamo di fronte ad una indegna macelleria
sociale provocata unicamente dalla vergognosa gestione amministrativa del
Comune di Reggio Calabria nell’ultimo decennio. Pertanto, esprimiamo profonda
vicinanza alla sacrosanta lotta dei lavoratori e delle OO.SS. che stanno
denunciando questo enorme dramma sociale.
In tal
senso, auspichiamo che l’attento e puntuale Prefetto di Reggio Calabria, dr.
Vittorio Piscitelli, investito formalmente della questione, possa rapidamente
aprire un dossier per dare risposte concrete sia ai lavoratori e ai sindacati che
ai reggini affinchè il Nuovo Palazzo di Giustizia non si trasformi in una
tragica incompiuta e in un desolante cantiere abbandonato.
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