Trasporti: Cgil, protesta lavoratori tpl e' a punto limite (ASCA) - Catanzaro, 30 ott - ''La protesta di lunedi', 29 ottobre, dei lavoratori di Ferrovie della Calabria, senza stipendio da mesi e con i pullman fermi per mancanza di gasolio, e' stata condotta con grande senso di responsabilita' e civilta'. L'esasperazione dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale e' arrivata, ormai, a un punto limite, perche' unisce al ritardo nel pagamento degli stipendi dei dipendenti l'impossibilita' di fornire con regolarita' un servizio pubblico essenziale ai cittadini calabresi''. Lo si legge in una nota a firma di Michele Gravano, Segretario Generale della Cgil Calabria e di Nino Costantino, Segretario Generale Filt-CGIL Calabria. ''In diverse aree della Calabria, lavoratori e studenti - continua il comunicato - rischiano di non poter utilizzare il mezzo pubblico per recarsi al lavoro o a scuola. E' una situazione, insomma, non piu' sostenibile''. La CGIL e la Filt-CGIL della Calabria, assieme alle altre organizzazioni confederali,''sino ad ora si sono assunte una grande responsabilita' tesa ad evitare che l'esasperazione dei lavoratori sfociasse in azioni di lotta incontrollate ed hanno contribuito, in maniera determinante, ad arginare un problema che adesso, pero', ha necessita' di trovare soluzioni''. ''L'ordine del giorno votato dal Consiglio regionale sia dai gruppi di maggioranza che di opposizione,individua un doppio binario di intervento su cui lavorare. Da una parte impegna il Presidente della Giunta ad intervenire presso il Governo per reperire i fondi e gli stanziamenti sufficienti al Trasporto Pubblico Locale calabrese, dall'altra impegna la Giunta Regionale ad individuare nel bilancio corrente le risorse necessarie per garantire la copertura finanziaria e la continuita' dei servizi fino al termine dell'anno. Ecco, su questi due punti si dovra' incentrare il confronto fra Giunta Regionale e sindacati regionali''.
USURA: DOSSIER 'LIBERA', TASSI FINO AL 1.500% ANNUO 55 CLAN MAFIOSI NEL BUSINESS CRIMINALE - DON CIOTTI, E' UN GRANDE DELITTO Roma, 30 ott. - (Adnkronos) - Usura di mafia. Clan che fanno i soldi con i soldi. In tempi di crisi, c'e' chi da tempo ha fiutato l'affare: e' usura gestita dalla criminalita' organizzata. Sono 55 i clan mafiosi che negli ultimi 24 mesi compaiono nelle relazioni antimafia, nelle inchieste e nelle cronache giudiziarie che riguardano i reati associativi con metodo mafioso finalizzati all'usura. Un gioco d'affari in cui e' presente il gotha delle mafie, con tassi usurai che cambiano di regione in regione. In Puglia, per esempio, i clan hanno raggiunto il 240% di tassi annui; in Calabria, nel vibonese, i clan hanno un tariffario pari al 257% annuo, nel cosentino e nella locride si scende al 200%. Nelle metropoli, si registra il record a Roma, con tassi anche vicino al 1.500% annui, che scendono al 400% a Firenze, e al 150% a Milano. I tassi sono altalenanti anche nelle province: i clan nel nord-est padovano chiedono fino al 180% annuo, nel modenese tra il 120% e il 150%, mentre ad Aprilia, nel basso Lazio, si e' raggiunta la cifra record di 1.075% di tasso annuo. Numeri, clan, storie e affari sporchi che sono alcune istantanee del dossier di 'Libera' intitolato 'L'usura, il bot delle mafie, fotografia di un Paese strozzato', che il presidente nazionale di 'Libera', don Luigi Ciotti, sta presentando in una conferenza stampa presso la Federazione nazionale della stampa, a Roma, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, e di Elisabetta Belgiorno, commissario straordinario del governo antiracket e antiusura. ''I dati dell'usura sono inquietanti -denuncia Don Ciotti- le mafie hanno capito che questo e' un affare forte, che i rischi sono vicini allo zero e il silenzio delle vittime e' forte. Ci sono tante schiavitu', l'usura e' una di questa, un grande delitto''.
AGRICOLTURA: COLDIRETTI, MENO IMMIGRATI NEI CAMPI, ORA SONO 313 MILA Roma, 30 ott. (Adnkronos) - "Sono 313.724 i lavoratori stranieri impegnati in agricoltura dove per la prima volta si sono pero' ridotti sia il numero di immigrati che le giornate lavorative da loro trascorse nei campi per effetto della crisi". A evisdenziarlo e' la Coldiretti, che ha collaborato alla realizzazione del Dossier statistico immigrazione Caritas e Migrantes dal quale si evidenzia che le giornate di prestazione nel 2011 sono state 26.190.884 contro le 27.027.935 del 2010). "Nonostante la riduzione l'apporto del lavoro straniero resta determinante in agricoltura e - sottolinea la Coldiretti - rappresenta ben il 23,06% del totale delle giornate di lavoro dichiarate dalle aziende. I lavoratori immigrati impegnati in agricoltura - precisa la Coldiretti - hanno una eta' media di 36 anni e per ben il 71% sono di sesso maschile". "Sono ben 172 le diverse nazionalita' anche se a prevalere - continua la Coldiretti - sono nell'ordine Romania (113.543), India (24.823), Marocco (24.519), Albania (23.982), Polonia (22.601), Bulgaria (15.242), Tunisia (12.027), Slovacchia (11.551), Macedonia (10.254), Moldavia (5.422), Senegal (5.193) e Ucraina (4.756). Sono numerosi i distretti produttivi agroalimentari che vedono una forte presenza di lavoratori stranieri anche se oltre la meta' (52,34%) - prosegue la federazione- si trova in sole 15 provincie ed in particolare a Bolzano 6,56%, Foggia 6,42%, Verona 5,49%, Trento 4,32%, Ragusa 3,89%, Latina 3,79%, Cuneo 3,41%, Cosenza 3,23%, Salerno 2,57%, Ravenna 2,54%, Bari 2,08%, Forli'-Cesena 2,06%, Ferrara 2,02%, Brescia 1,98%, Reggio Calabria 1,97%". "Nelle stalle dove si munge il latte per il parmigiano Reggiano quasi un lavoratore su tre - sostiene la Coldiretti - e' indiano mentre in Abruzzo e' elevata la presenza di pastori macedoni, ma i lavoratori stranieri sono diventati decisivi nella raccolta delle mele della Val di Non, nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala o nella raccolta delle uve destinate al Brunello di Montalcino". "I lavoratori stranieri - continua - contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo su un territorio dove va garantita la legalita' per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune", conclude la Coldiretti.
TERREMOTO: POLLINO, ASSEMBLEA ANCI CALABRIA AGGIORNA LAVORI (AGI) - Catanzaro, 30 ott. - L'assemblea regionale congressuale dell'Anci, riunitasi oggi per procedere alla elezione e rinnovo degli organi sociali, prima di iniziare i lavori, ha espresso la vicinanza e la solidarieta' degli amministratori calabresi ai Cittadini, alla Comunita', ai Sindaci ed Amministratori dei Comuni calabresi colpiti dal grave sisma. L'Assemblea ha ribadito "la totale disponibilita' degli Amministratori calabresi a fornire ogni piu' proficua collaborazione istituzionale, civile e sociale per alleviare i disagi delle popolazioni colpite". L'Assemblea ha sottolineato il proprio apprezzamento "per i comportamenti virtuosi tenuti dagli Amministratori e dai cittadini delle zone interessate che hanno trovato pubblico riconoscimento da parte del responsabile Nazionale della Protezione Civile". L'Assemblea Anci, infine, accogliendo anche la richiesta dei Sindaci del Pollino, ha deliberato un aggiornamento dei lavori per la data del 12 novembre 2012," e cio' al fine di garantire la massima partecipazione". L'Assemblea ha osservato un minuto di raccoglimento per il decesso del cittadino di Scalea stroncato da un infarto in occasione del terremoto.
GIOVANE UCCISO IN CALABRIA:LARATTA, E' MORTE DI UN INNOCENTE (ANSA) - CATANZARO, 30 OTT - ''Nel piu' drammatico silenzio, nell'indifferenza totale dei media e dell'opinione pubblica, un ragazzo di 19 anni e' stato ammazzato a Soriano, in provincia di Vibo Valentia, in Calabria''. Lo afferma, in una dichiarazione, il deputato del Pd Franco Laratta facendo riferimento all'omicidio di Filippo Ceravolo, morto venerdi' mattina nell'ospedale di Vibo Valentia dopo essere stato ferito la sera prima in un agguato. ''Non si sa perche' - aggiunge Laratta - Ceravolo e' stato ammazzato. Non lo sanno nemmeno la famiglia e gli amici di Filippo. Pare che l'obiettivo fosse un altro. E' che Filippo non avesse in nessun modo rapporti equivoci. La sua e' la morte di un innocente''. Laratta chiede al ministro dell'Interno, Cancellieri, ''di far sentire tutto il peso dello Stato e delle sue istituzioni. Perche' in Calabria la gente onesta ha paura. E perche' in Calabria si muore da innocente nell'indifferenza di tutti''.
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