E’ iniziato con il
ringraziamento all’Arcivescovo, Mons.Salvatore Nunnari, per la partecipazione
al civico consesso e per la vicinanza all’istituzione Comune e alla città di
Cosenza, l’intervento del SindacoMario Occhiuto con il quale è cominciata nel
pomeriggio la seduta del Consiglio comunale aperto dedicato alla questione dei
rom.
“Su
questa problematica oggi all’ordine del giorno – ha detto Occhiuto - c’è una
posizione del Sindaco, a tutti più o meno nota, alcune volte anche
strumentalizzata, ma che ha creato un dibattito all’interno delle forze
politiche e della comunità.”
Occhiuto
ha premesso che “il modo di intendere la politica di questa amministrazione è
quello di sottolineare che la città è da intendere come casa comune e quindi
come luogo della condivisione e della convivenza. Qualche volta sembra invece
che le città siano la negazione della convivenza, per diventare luogo delle
contrapposizioni, di interessi personali e di gruppo, ma convivere vuol dire
condividere ed accogliere le esperienze come arricchimento.
Il
vivere insieme produce, infatti, relazioni di conoscenza e di amicizia.
Una
città della convivenza – ha rimarcato ancora il Sindaco Occhiuto - è anche
laboratorio dei diritti di cittadinanza e necessita di azioni concrete. Noi
stiamo cercando di attivare strategie attive per il lavoro attraverso nuove
opere. Tra queste ci sono anche le politiche per le persone e non un assistenzialismo
attraverso l’erogazione di contributi che non rappresentano la soluzione i
cittadini in difficoltà. Una strada quest’ultima nemmeno più percorribile per i
tagli che sono stati imposti a tutto il sistema delle autonomie locali.
Il
nostro è dunque – ha detto inoltre Occhiuto - un modo di stare vicino a chi
vive situazioni di difficoltà attraverso una politica che nel tempo sia in
grado di mitigare situazioni. La città deve essere percepita, dunque, come
luogo della solidarietà e per questo ringrazio le tante associazioni che
offrono assistenza e che meritano la nostra vicinanza per il prezioso lavoro
che svolgono.
Devo
ringraziare anche i consiglieri di maggioranza che sono stati vicini al sindaco
anche di fronte al tentativo maldestro di dividerlo dalla sua maggioranza in
questo Consiglio. C’è stato- è vero - un dialogo ed un confronto serrati, ma è
attraverso il dialogo che stiamo risolvendo situazioni ataviche. Governare una
città vuol dire soprattutto avere pazienza e rappresenta un atto d’amore verso
tutti. Io sono un sindaco tecnico, in quanto conosco i problemi della città
avendola studiata da tecnico, ma sono anche un sindaco politico perché
governare significa dare delle risposte e favorire realizzazioni a favore dei
cittadini, anche di quelli che verranno dopo.
E’
importante pensare e progettare, non governare a vista. Anche per questo
problema (che risale ormai a dieci anni fa) e che vede centinaia di persone
vivere in una situazione indecorosa e pericolosa per tutti, non si è mai
trovata una soluzione. Si pensa di risolverla trattando queste persone come
pacchi postali da distribuire nei Comuni. Non è questa la soluzione e ogni
tentativo in questa direzione è fallito.
Noi
siamo per l’accoglienza, ma anche per la sicurezza della città. Tant’è che
abbiamo studiato insieme al Prefetto e al Questore – e al Vescovo che, voce
isolata – ha pubblicamente sollevato questo problema – per arrivare alla
proposta di un centro di valorizzazione della cultura rom che non significa
solo un luogo fisico nel quale trovare riparo, ma un modo di restituire ai rom anche
una dignità lavorativa.
Al
momento, quindi, il progetto non è quello di distribuire residenze, ma di
creare i presupposti per una reale integrazione, attraverso un centro che
valorizzi la cultura dei rom e che ne realizzi l’effettiva inclusione,
attraverso buone pratiche di scambio con i cittadini di Cosenza. Tutto questo
presuppone un regolamento per garantire le condizioni di sicurezza, escludendo
i rom che hanno commesso e commettono crimini e reati. Nello stesso regolamento
sarà resa obbligatoria la scolarizzazione dei bambini rom, così come si
impedirà di accendere fuochi all’interno del centro e di ospitare persone senza
specifica autorizzazione. Quindi condivisione e accoglienza, ma all’interno di
regole concordate.
Ritengo – ha concluso Occhiuto - che la mia posizione vada in direzione
dei più svantaggiati così come della città che vive una situazione di
insicurezza. Sono sicuro di essere nel giusto e manterrei questa convinzione
anche in una posizione di minoranza. Ringrazio la maggioranza per il sostegno e
indicazioni che ha fornito e invito i consiglieri di minoranza ad assumere una
posizione di appoggio e condivisione su un argomento che fa onore alla città di
Cosenza.”
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