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lunedì 29 ottobre 2012

Cosenza: Consiglio comunale aperto sulla questione dei rom: l’intervento dell’Arcivescovo, Mons.Salvatore Nunnari


“Questo Consiglio comunale sta discutendo di un problema davvero grosso per la città di Cosenza. Credo sia compito della democrazia compiuta, dinanzi ai problemi grandi, trovare un’intesa per affrontare il problema al di là delle posizioni politiche o partitiche.”
Così l’Arcivescovo di Cosenza, Mons.Salvatore Nunnari, che ha preso la parola immediatamente dopo l’intervento del Sindaco Occhiuto, nel Consiglio comunale aperto dedicato alla questione dei rom.
“Ho vissuto dentro questo  problema – ha detto il presule - sin dalla notte terribile in cui il fiume Crati stava straripando e di notte fui svegliato per sistemare i rom. Misi a disposizione la Cattedrale, ma trovammo l’aiuto anche di “Stella Cometa”, che non era certo il luogo adatto, ma quella notte ho scoperto la bontà delle associazioni di volontariato che per molti giorni si sono adoperate. Un’altra esperienza l’ho fatta la notte dell’incendio e dai rom ho imparato la grande lezione evangelica della solidarietà.
Ricordo sempre l’espressione di Cacciari : “sono sindaco e ho dovere istituzionale di assicurare dignità a chi viene e serenità alla mia città.”
Ho molto pensato e riflettuto, arrivando alla conclusione di ritrovarmi nelle parole contenute nella lettera pastorale dell’Arcivescovo di Torino: “non stranieri, ma concittadini”.
Sono contento – ha aggiunto Mons.Nunnari - di aver ascoltato dal Sindaco Occhiuto parole di condivisione e solidarietà. Non può il Cristiano essere contro l’integrazione che arricchisce culturalmente, ma che per noi è un valore evangelico.
La gente che arriva vuole essere guardata con gli occhi buoni del cuore. Povertà e miseria portano a situazioni spesso deviate, ma da questo un’autorità costituita deve proteggere la sua città. Non sono qui per soluzioni tecniche, ma per portare la voce della Chiesa, Un popolo come quello rom va integrato ed accolto. Sarebbe bellissimo se ogni famiglia cristiana potesse accogliere una famiglia rom, ma questo discorso dalle nostre parti è difficile. Spesso esiste una mentalità che non è solidale.
C’è una lunga strada da percorrere che comporta da parte della coscienza umana e cristiana una valutazione sincera. Io farei un tavolo di concertazione con loro, ci sono gruppi di volontariato che sono interessati. Sarebbe bello.
Non entro nel merito delle proposte, ma forse un coinvolgimento e anche una inculturazione della nostra fede di cristiani sarebbe d’aiuto.
Il cristianesimo culto è facile, un cristianesimo vita, in mezzo agli uomini, è difficile.
Quella che dobbiamo contribuire a costruire è una città solidale per una accoglienza fraterna. Ci sono- è vero - i problemi che derivano dalla devianza, ma anche la ricchezza che viene dalla loro cultura.” 

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