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venerdì 9 dicembre 2011

Provincia RC - Raffa sulle politiche di Alitalia:
VOGLIAMO ESSERE LIBERI, LIBERI DI VOLARE

Il Presidente della Provincia di Reggio Calabria dott. Giuseppe Raffa ha disposto la convocazione d'urgenza di una riunione operativa con tutti gli assessori provinciali, i capigruppo consiliari di maggioranza e di opposizione e dell'intero ufficio di presidenza del Consiglio provinciale. Tale iniziativa si rende necessaria all'indomani della inspiegabile decisione di Alitalia di tagliare ben 52 voli destinati allo scalo reggino così da informare la classe politica provinciale e poter condividere le iniziative che il Presidente Raffa intende assumere a tutela dell'Aeroporto dello Stretto Tito Minniti e, soprattutto, a difesa del diritto universale alla libera mobilità di persone e cose, di fatto fortemente penalizzato e negato dallo strapotere Alitalia sullo scalo reggino. Il Presidente Raffa, come fino ad oggi più volte dimostrato, crede fortemente nel valore fondamentale dell'Aeroporto dello Stretto Tito Minniti. "Se l'Aeroporto non è funzionale non può esserci uno sviluppo futuro del territorio – ama ripetere il Presidente Raffa – Se le cose non vanno le responsabilità sono di tutti. Ed è giusto che ciascuno, Politica in primis, si assuma le proprie colpe. Ora è giunto il tempo di individuare in modo chiaro chi sono i veri nemici di questo scalo aeroportuale. Ed é per questo che ho intenzione di telefonare uno ad uno tutti i parlamentari che compongono la deputazione Reggina e Siciliana. Altresì, intendo chiamare a raccolta ognuno dei novantasette sindaci del comprensorio provinciale, perché l'Aeroporto é di tutti. Ovviamente i primi chiamati ad assumersi tutte le responsabilità del caso siamo proprio noi che rappresentiamo gli enti attuali soci della Sogas".
È un fiume in piena il Presidente Raffa e questa volta è fermamente intenzionato ad andare fino in fondo. "Sul punto chiederò ufficialmente al Presidente della Giunta Regionale Scopelliti di sostenere anche lui l'azione di protesta che stiamo intraprendendo come Provincia di Reggio Calabria contro le scelte scellerate di Alitalia. Lo stesso verrá chiesto ai Sindaci di Reggio Calabria e Messina, Arena e Buzzanca. Ovviamente penso che sia scontato oltreché logico aspettarmi di vedere al mio fianco anche il mio collega Nanni Ricevuto Presidente della Provincia di Messina, senza esitazioni o tentennamenti. Fondamentale sarà poi l'adesione alla protesta da parte del Presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola in rappresentanza del mondo che lavora e che vede in un aeroporto funzionale un motivo di crescita e sviluppo. Perché Alitalia oggi penalizzando l'Aeroporto dello Stretto offende il diritto alla libertà di movimento dei cittadini di una intera regione e di una intera Area Metropolitana". E sono già molte le idee che il Presidente Raffa intende mettere in campo come, ad esempio, quella di dare vita ad una poderosa raccolta firme di protesta contro Alitalia, nonché stimolare la realizzazione di interpellanze ed interrogazioni parlamentari ed inoltre avviare una campagna che veda recapitate centinaia di migliaia di email destinate letteralmente ad invadere le caselle di posta elettronica del management di Alitalia reo di penalizzare per ragioni apparentemente incomprensibili gli utenti dello scalo aeroportuale di Reggio Calabria e Messina. "Fondamentale sarà il ruolo degli organi di informazione. – sottolinea con forza il Presidente Raffa - In questo caso più che mai c'è bisogno che i cittadini siano informati correttamente ma, soprattutto, che esista una cassa di risonanza che faccia arrivare lontano, a Roma, in modo forte e chiaro le nostre voci di protesta. Essere liberi, liberi di volare: questo è lo slogan che ho in mente e che spero vivamente che gli organi di informazione amplifichino aderendo così alle nostre iniziative". Tra queste il Presidente Raffa auspica l'immediata convocazione di un simbolico consiglio provinciale aperto proprio all'interno dell'Aeroporto dove tutti, politica, sindacati, categorie produttive dovranno, sempre se lo vorranno, "metterci la faccia" e, soprattutto, la firma sopra il documento unitario nel quale si chiederà ufficialmente al Governo Monti nella persona del Sottosegretario alla Presidenza Catricalá di convocare un tavolo di incontro romano dove si pretenderà la presenza dei vertici di Alitalia a partire dall'Ad Rocco Sabelli. Tutti saranno invitati a partecipare e chi non troverà il tempo per esserci sarà libero di farlo cosi come noi saremo liberi di ritenere quanti si asterranno da questa lotta come i veri nemici del nostro Aeroporto e lo diremo pubblicamente perché é giusto che i reggini ed i messinesi guardino in faccia chi non fa nulla pur potendolo fare per aiutare queste comunità a volare e muoversi liberamente come invece accade in tutto il resto d'Italia.

I: PROVINCIA.RC - Demetrio Cara (Raffa Presidente) sul Governo Mon ti ed il provvedimento SVUOTA PROVINCE

È vero, l'Italia e l'Europa stanno attraversando probabilmente la peggiore crisi economica di tutti i tempi. Il rischio recessione è dietro l'angolo. Ed è ormai tempo di sacrifici. Per imporre maggiore rigore e più tasse la Politica italiana ha preferito abdicare al proprio ruolo ed il nostro Paese è stato di fatto commissariato dall'UE, qualora qualcuno ancora non se ne fosse accorto…
In meno di una settimana Berlusconi è scomparso ed è entrato in scena il tanto invocato "Governo Tecnico" guidato dal prof. Mario Monti. Il popolo italiano aveva votato una maggioranza che oggi semplicemente non c'è più in Parlamento. Oggi, politicamente parlando, dal grigio fumo di Londra che ha tinto i Palazzi del Potere si distinguono solo i colori dei vessilli dell'opposizione di Lega e Idv. Per il resto sono tutti d'accordo e, in modo assurdo, la pensano tutti allo stesso modo così alla Camera come al Senato. Parola d'ordine: che gli italiani facciano sacrifici.
Si ma quali italiani? Di certo non i deputati ed i senatori né tantomeno i professori al governo o gli eurodeputati. A fare i sacrifici saremo noi comuni mortali. Chi di fronte al caro – prezzi ed all'aumento del carburante è costretto a farsi bene i conti in tasca. Chi percepisce una sola pensione e, magari, vede ancora il proprio figlio quarantenne, disoccupato di lungo periodo che ha perso la speranza e tanto un lavoro nemmeno lo cerca più, girovagare per casa. Quella stessa casa di proprietà, tramandata di generazione in generazione, frutto (quella sì!) di lacrime e sangue che, quasi sempre, è motivo di sola sopravvivenza. Non pagare un affitto può aiutare molto ma certo non significa essere ricchi.
Quella stessa casa per cui da domani torneremo a pagare l'ICI anzi l'IMU contribuendo concretamente ai sacrifici che a noi italiani vengono richiesti.
Chi vi scrive poi si ritrova nella condizione particolare di aver scelto di fare politica, candidarsi ed essere eletto in seno ad un Consiglio Provinciale. Capita così che un governo di nominati senza perdere tempo notifichi di fatto uno "sfratto esecutivo" a chi occupa uno scranno in seno ad un Consiglio Provinciale anche se è legittimato a farlo proprio dal popolo sovrano. Magari sarà pure giusto farlo, ma non in questo modo, in tempi cosi celeri e, soprattutto, non sulla pelle dei cittadini. Abolire le Provincie significa far risparmiare allo Stato solo 65 milioni di euro l'anno. Troppo poco e assolutamente insufficienti a risolvere nessuno problema dell'Italia. Ma a quale prezzo per i cittadini? Servirà davvero farlo? E sono questi gli sprechi ed i veri costi inutili della politica?
Ormai sembra essere divenuta la moda del momento. In molti casi è vero, a ragion veduta esistono situazioni paradossali che prevedono privilegi e sprechi evidentemente esagerati. Credo che però spesso si finisca per "sparare nel mucchio" finendo, come spesso accade in questi casi, per colpire l'anello più debole della catena. È già successo quando hanno eliminato le Circoscrizioni di Decentramento Amministrativo. Queste ultime erano il primo organo di partecipazione democratica per il popolo. Le Circoscrizioni ponevano, infatti, il cittadino a stretto e diretto contatto con la politica che aveva il compito di rappresentarne e interpretarne le istanze ed i bisogni più elementari. Quale beneficio sul fronte del risparmio? Zero euro in meno. I costi di una circoscrizione per il corretto funzionamento degli uffici e le irrisorie indennità o gettoni di presenza per gli eletti equivalevano al massimo allo stipendio netto di un deputato o di un consigliere regionale. Ma d'altronde, si sa, la storia è piena di questi esempi: ubi maior… Provocazioni a parte, dispiace che nessun economista in televisione o sulla carta stampata abbia mai posto l'accento sull'inutilità economica dell'eliminazione di tali enti.
Adesso tocca alle Province. Anche in questo caso si parla di risparmio, di enti inutili e tante altre pseudo motivazioni vengono addotte in proposito. Nessuno parla delle possibili conseguenze. Nessuno pone l'interrogativo su quale sarà l'effettivo risparmio a fronte dell'eventuale e necessario trasferimento dei 61.000 dipendenti delle Province che passeranno in forza ai Comuni o alle Regioni. Uno "scherzetto" che comporterà un necessario adeguamento di stipendi ed indennità, nonché, per il mantenimento dei servizi essenziali forniti oggi dalle Province, l'istituzione (anzi sarebbe il caso di dire la "sostituzione") dei vecchi uffici provinciali con nuove forme di decentramento. Così si pensa di ridurre i costi della politica? Come faranno le Regioni a gestire tutti i servizi? Forse vedranno la luce nuovi enti al posto delle Province quali, ad esempio, le Unioni di Comuni o le Città Metropolitane? Quanto costerà agli italiani questo "scherzetto", considerato che gli enti andranno inevitabilmente ad aumentare di numero? Ci sarà effettivamente un risparmio economico da questa scelta? Tutte domande cui il Governo Monti non intende oggi rispondere.
Personalmente non ne sono affatto convinto. Ma quel che più conta davvero, in termini di rappresentatività, di partecipazione popolare, di democrazia attiva, quanto perderanno gli italiani? Quante possibilità avrà il semplice cittadino di partecipare direttamente alla vita politica degli Enti ed alla cosa pubblica? Ritengo che anziché discutere sull'eliminazione delle Provincie abbia maggiore senso che nel Paese si avvii un dibattito in Parlamento o che il Governo adotti i provvedimenti necessari per una modernizzazione degli Enti Locali intervenendo in modo mirato laddove esistono davvero gli sprechi di denaro pubblico. Se poi i nostri parlamentari vogliono eliminare tutte le Province, convinti che ciò possa avere un qualche risvolto positivo, sono certo che gli italiani non faranno fatica ad accorgersi che questa decisione sarà adottata senza però, al tempo stesso, prevedere la riduzione di almeno la metà dei Deputati e dei Senatori attualmente in carica, senza però che la manovra preveda la consequenziale diminuzione di stipendi e indennità del 50% di quanto oggi lautamente percepito per i parlamentari rimanenti in carica e per tutti i consiglieri Regionali d'Italia. Elimineranno le Province ma non aboliranno l'assurdo privilegio della flotta aerea per gli spostamenti dei politici e non toglieranno dalle nostre strade tutte le c.d. "auto blu" di rappresentanza come invece dovrebbe accadere fatta eccezione per le vetture in uso alle massime cariche dello Stato e delle Regioni.
Forse sarebbe, altresì, opportuno che la manovra oltre ad eliminare solo le Province apportasse anche una razionale riduzione degli addetti al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio ed ai Ministri e prevedesse l'immediata eliminazione di gran parte delle consulenze esistenti presso Ministeri e Regioni ed Enti locali (naturalmente anche in questo caso fatta eccezione per una minima percentuale per casi eccezionali richiesta in forma pubblica e con requisiti inerenti.) Come italiano, ritengo auspicabile che i Parlamentari che esamineranno e voteranno il c.d. provvedimento "Salva Italia", da me personalmente ribattezzato come "Svuota Province", sappiano adottare una scelta mirata emendandolo ed imponendo al Governo l'abolizione di tutti quegli enti davvero inutili che non producono nulla al di fuori di un aumento incondizionato ed insopportabile di spesa per la pubblica amministrazione. A partire dai più "grandi"… Ecco che, soltanto dopo tutti questi tagli reali, diventerebbe ipotizzabile anche il taglio degli enti locali più vicini alle esigenze primarie del cittadino. Questo, ritengo, sarebbe giusto per noi italiani.

giovedì 8 dicembre 2011

Credo politico e civiltà: connubio impossibile?

Ebbene sì, anche noi di Reggio Italia Inchieste, leggendo post e commenti apparsi su facebook riguardanti Roberto Benigni, opera deprecabile di alcuni personaggi politici reggini, ci siamo intristiti. Sulla caduta di stile credo tutti possano essere d'accordo: non é possibile affidare commenti così "forti" al teatrino dei social network e pensare che tutto sia normale. Quasi un gioco.Qualcuno dirà "ognuno ha il proprio CREDO politico e può pensare e dire ciò che vuole". Certo, si può essere anti-comunisti, antifascisti, anti-democristiani o anti-tutto, ma questo non consente affermazioni di tale portata, nei confronti poi di un artista che ha dato e continua a dar lustro all'Italia intera. Roberto Benigni (che magari lunedì non sarà stato brillantissimo come in altre occasioni) é uno di quei personaggi che va oltre le fazioni. Come quei calciatori che sono amati da tutti i tifosi, al di là di ogni partigianeria e bandiera, e che nessuno riesce a disprezzare.Capisco anche che chi parteggia per Berlusconi possa infastidirsi, alla lunga, per le continue "attenzioni" di Benigni, ma la satira politica é proprio questa. Chi é al Governo viene fatto oggetto di satira, l'Opposizione un po' meno perché ha meno potere. La soluzione é abbastanza semplice: si può anche cambiare canale, non ascoltando l'artista poco gradito, evitando così inutili arrabbiature e post "facebookiani" poco opportuni.Ebreo Comunista Miliardario. Crediamo che il buon Benigni si farebbe 4 grasse risate leggendo il commento. Analizziamo:EBREO - Benigni ha vinto un Oscar interpretando un ebreo in "La vita é bella" e la sua grande cultura non gli consentirebbe di prendere l'aggettivo come un'offesa.COMUNISTA - Non conosciamo l'esatta collocazione politica dell'artista fiorentino, cmq intuibile, ma visto che la storia ha appurato che i comunisti non mangiavano i bambini, l'offesa non sarebbe certamente da lui percepita come grave.MILIARDARIO - Chi si offenderebbe ad esser definito così?Il nostro non vuole essere un attacco personale a chicchessia e neppure una presa di posizione politica, che non ci interessa assolutamente. Il giornalismo deve essere al servizio della società, non viceversa.

Crediamo però, che sia stata la reiterazione del commento a risultare sgradevole, unitamente ai commenti quasi inneggianti all'autore, perché tradisce una certa convinzione di pensiero. Grave che sia stato anche ripreso, a mo' di gioco, il giorno dopo.

Bisogna stare attenti. Non é necessario stimolare odio razziale. Se chi ci amministra non ha peli sulla lingua e spara in pubblico con violenza verbale la propria intolleranza verso questo o quel soggetto/popolo o verso un'idea, cosa farà il libero cittadino? In casi analoghi, alcune persone dal pensiero estremo si potrebbero sentire in diritto di passare dalle parole alla violenza fisica.

Ci chiediamo cosa avrebbero fatto questi nostri politici se, anziché esser davanti alla tv, si fossero trovati tra il pubblico: avrebbero strozzato Benigni per impedirgli di concludere l'intervento? Non crediamo. Siamo certi che avrebbero sorriso, magari un po' amaramente, assieme al resto dei presenti.

Proprio per questo, sarebbe corretto evitare tali esternazioni, soprattutto sull'onda emotiva, perché ebrei, comunisti e miliardari sono persone comuni, con pregi e difetti, che possono rappresentare il meglio o il peggio della società, a seconda dei casi. E stesso dicasi per fascisti, poveri e credenti di altre religioni. Perché se il fascista odia il comunista, é vero anche l'opposto. E se il cristiano odia ebrei e musulmani, questi odieranno i cristiani. Idem per poveri e ricchi. Pensateci un momento: sono tutti stati, nel corso della storia, cause scatenanti di guerre, rivolte ed eccidi. Dovremmo finirla.

Non é esaltando le differenze di razza, cultura, classe sociale, parte politica o tifo calcistico che la società migliora. Si migliora solo minimizzandole, cercando di accorciare le distanze tra le parti. Sarebbe un gesto di civiltà, ahimé forse non di questo mondo. Per il momento, saremmo felici di non leggere più determinate stupidaggini.

Provincia RC: problema Gestione depuratori

Una delegazione di lavoratori della società "Acquereggine" è stata ricevuta dal presidente della Provincia Giuseppe Raffa nella sede storica dell'Ente di via Foti. Nel corso dell'incontro, il Presidente ha confermato quanto la sua Amministrazione, in sintonia con la Regione, stia facendo per garantire la prosecuzione del sistema di depurazione e per salvaguardare le maestranze di questa società in crisi per i mancati pagamenti dei comuni rispetto ai servizi loro forniti. Il dott. Raffa si è detto "preoccupato dalla vacatio che potrebbe crearsi all'inizio del prossimo anno nell' attesa che la Regione dia vita all'Ato unico, in sostituzione di quelli esistenti". Da più parti, infatti, si temono difficoltà di ordine tecnico e di efficienza nella prosecuzione del servizio integrato di depurazione. " La Provincia di Reggio – ha comunicato Raffa alla delegazione di lavoratori - si è già attivata con i sindaci per giungere a soluzioni condivise tese a superare possibili difficoltà non solo di carattere amministrativo ma anche di ordine tecnico rispetto ad un eventuale mancato funzionamento dei depuratori. Per questo, d'intesa con la Regione Calabria, stiamo predisponendo un protocollo d'intesa in grado di consentire alla provincia di Reggio, tramite l'Ato 5 e la Svi.pro.Re. , la gestione del servizio durante la transizione garantendo il ciclo di depurazione" . L'iniziativa è aperta alla partecipazione dei Comuni che vorranno aderire. "Il protocollo – ha concluso Giuseppe Raffa - cercherà di individuare anche le prospettive volte a garantire il proseguo occupazionale dei lavoratori di 'Acquereggine', i quali hanno sempre dimostrato grande professionalità e, soprattutto, competenze tecniche specifiche, condizioni, oggi, indispensabili per superare la fase transitoria e per gestire un 'eventuale emergenza".

mercoledì 7 dicembre 2011

MANOVRA, INFRASTRUTTURE, TRIPODI (PDCI) A MONTI: "RECUPERI SOLDI T AGLIANDO PROGETTO PONTE MESSINA"

"Monti intervenga. In una situazione di cosi grave crisi economica non si
comprende perchè ci sono alcuni uomini politici, ad esempio il presidente
della Regione Scopelliti in Calabria, che insistono sulla realizzazione del
Ponte di Messina. I soldi destinati a questo scopo vanno recuperati e messi
a disposizione delle magre casse dello Stato che, così, può rinunciare a
tagliare le pensioni, a tutto vantaggio delle classi meno abbienti della
nostra società". E' quanto afferma Michelangelo Tripodi, responsabile
Mezzogiorno del PdCI.

Roma, 7 dicembre 2011

La Provincia impugna il decreto ministeriale sulla pesca

La Provincia di Reggio Calabria ha deciso di impugnare davanti al Tar del Lazio il decreto ministeriale del 24 settembre scorso, emesso dall'allora Ministro delle "Politiche agricole, alimentai e forestali" in materia di pesca. Con tale decisione, il Presidente dell'Ente di via Foti, dott. Giuseppe Raffa, si schiera a fianco dei pescatori reggini che temono sul futuro del comparto ittico provinciale.
"Il sistema della pesca – sottolinea Raffa - in tutto il reggino è un'importante fonte di occupazione e di reddito. Le nostre marinerie, infatti, anche grazie alle loro tradizioni, rappresentano una fonte di sostentamento per centinaia di famiglie. Su quest'attività, ancora oggi, poggia il tessuto sociale dei nostri borghi marinari: di Bagnara, Scilla, Palmi, San Ferdinando, Gioia Tauro, ma anche di Reggio, Lazzaro, Melito Porto Salvo e dell'intera fascia ionica fino a Roccella e Monasterace. Il comparto della pesca – conclude il Presidente della Provincia di Reggio - sta attraversando un momento di grande difficoltà provocata sia dalla legislazione di riferimento, sia dalla scarsità delle risorse naturali. La decisione di costituirci davanti alla giurisdizione amministrativa nasce dalla convinzione che le restrizioni imposte dal decreto in questione penalizzino un settore i cui addetti temono nuovi contraccolpi negativi occupazionali ed economici".

Regione: Caridi ha commentato l’approvazione da parte della giunta dello strumento finanziario “mezzanino”

L'Assessore regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi – informa una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale - ha commentato l'approvazione da parte della giunta, nella seduta di ieri, dell'attivazione dello strumento "mezzanino" che prevede operazioni di finanziamento a medio-lungo termine, a condizioni di costo concorrenziali. " Il finanziamento mezzanino – ha spiegato l'Assessore Caridi - può rappresentare uno strumento estremamente vantaggioso per le imprese caratterizzate da un certo fabbisogno finanziario legato a un processo di sviluppo aziendale in quanto rappresenta un finanziamento stabile all'impresa che, per la durata, le modalità di rimborso e la sua remunerazione, si colloca in una posizione intermedia tra i prestiti di tipo tradizionale e il capitale di rischio. In particolare, l'obiettivo prefisso dal suo impiego è quello di incrementare l'offerta di operazioni di finanziamento a medio-lungo termine, a condizioni di costo concorrenziali, al fine di sostenere le PMI calabresi nell'attuazione di programmi di investimento volti al rafforzamento competitivo". L'Assessore regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi ha sottolineato inoltre con particolare soddisfazione le motivazioni ed i criteri che hanno indotto la Giunta Regionale, presieduta dal Governatore Scopelliti, ad istituire il "Fondo regionale per il sostegno agli investimenti delle Pmi regionali attraverso il "Mezzanine financing", dotato di un contributo finanziario pari a 25 milioni di euro.
"Il governo regionale – ha detto ancora Caridi -, in un momento di particolare crisi ed in un contesto di congiuntura economica negativa, ha ritenuto di dover migliorare le condizioni atte a sostenere la competitività dei sistemi produttivi e delle imprese nonché le condizioni di accesso al credito da parte delle stesse anche attraverso azioni per la promozione e l'utilizzazione di strumenti di finanza innovativa. In questa ottica il "mezzanino" rappresenta uno strumento innovativo, congeniale al fabbisogno finanziario di un gran numero di piccole e medie imprese relativamente consolidate ed in fase di espansione, le cui prospettive presentano elementi di sufficiente solidità.
Quale soggetto gestore del Fondo è stato individuato Fincalabra s.p.a., organismo in house della Regione Calabria, mentre la definizione delle disposizioni attuative ed operative sarà curata dal Dipartimento Attività Produttive, previa consultazione del tavolo del partenariato. Secondo l'Assessore Caridi, "per il sistema economico e finanziario calabrese lo strumento del mezzanine financing può costituire un'opportunità, un'alternativa finanziaria a quelle già esistenti, per le problematiche di finanziamento e di sviluppo, inserendosi nel quadro complessivo della strumentazione più tradizionale a supporto del funzionamento e della crescita dell'impresa. Per questo il "mezzanino" si inserisce a pieno titolo nel quadro degli interventi che la Regione Calabria, nel rispetto di una strategia disegnata dal governo regionale su indicazioni del Presidente Scopelliti, sta attuando per far fronte alla grave fase recessiva che sta pesantemente condizionamento il sistema economico regionale, con effetti significativamente negativi sulle performance produttive e commerciali delle imprese regionali, andando a incidere peraltro su settori (e su territori) già interessati da criticità strutturali. Sulla base di questi presupposti, per l'Assessore Caridi, "si è resa necessaria l'adozione di politiche di sostegno che consentano di ricreare le condizioni perché le PMI presenti sul territorio possano fare riferimento ad efficaci ed efficienti strumenti per acquisire le risorse necessarie ad investire e crescere, anche in considerazione delle difficoltà di liquidità e della minore disponibilità ad erogare prestiti da parte del sistema creditizio. In virtù di ciò l'utilizzo del fondo mezzanino – ha concluso l'Assessore Caridi - deve essere finalizzato alla realizzazione di investimenti produttivi per la creazione di nuovi impianti o l'ampliamento/ammodernamento di impianti esistenti; all'acquisizione di servizi reali per l'innovazione di prodotto, di processo e organizzativa; alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale".

Mutui: finiti i privilegi delle banche sulle polizze mutui: ora po ssibile stipularle con altri. Vittoria Isvap e Consumatori

Caduto un altro paletto che impediva una vera concorrenza con conseguente calmierazione dei costi per i consumatori nel settore assicurativo.

Entrerà, infatti, in vigore il prossimo 2 aprile il tanto discusso e osteggiato dalle banche Regolamento dell'Isvap che svincola la polizza richiesta dalle banche all'accensione del mutuo. Finalmente essa potrà essere stipulata anche con altre compagnie e non obbligatoriamente con quelle di proprietà delle banche.

Il Regolamento Isvap – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – pone fine alla scandalosa offerta delle banche di polizze sui mutui con aliquote dal 44% al 79% contro quelle del 20% richieste dagli intermediari. Il mutuo poteva venire a costare anche un +5-10% in più dell'importo erogato.

Ora - prosegue Giordano – occorre alzare l'attenzione sulla trasferibilità del prodotto assicurativo al variare dell'Istituto bancario di emissione del mutuo. Sono ancora troppi i consumatori che usufruendo della portabilità del mutuo sono costretti a perdere gli importi pagati per le polizze accese a garanzia.

Programmazione - Deliberati dalla Giunta ventotto milioni di euro per la valorizzazione dei beni culturali calabresi

La Giunta regionale della Calabria, su proposta dell'Assessore alla Programmazione Giacomo Mancini, ha approvato una delibera che consente di snellire le procedure e di attivare in tempi rapidi gli interventi inseriti nell'Atto di indirizzo per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali calabresi varato dall'Esecutivo nel marzo scorso. Detti interventi, previsti dai Piani Integrati di Sviluppo Regionale del POR Calabria FESR 2007/2013, comportano un impegno programmatico complessivo pari a circa ventotto milioni di euro. Grazie alla delibera approvata dalla Giunta si potrà ora passare rapidamente alla fase attuativa del Piano di completamento e valorizzazione dei beni culturali calabresi, piano che riguarda, tra l'altro, le aree archeologiche, la rete dei castelli e gli itinerari religiosi. La delibera approvata dalla Giunta consente infatti di integrare in maniera organica gli interventi di completamento con quelli di valorizzazione dei beni nonché di predisporre un Piano di gestione degli stessi beni che assicuri, nel tempo, la migliore fruizione da parte del pubblico e la massima valorizzazione di un asset che è certamente strategico anche per il rilancio del turismo nella nostra regione. I beni culturali, in pratica, come elemento trainante e non più come elemento marginale, non valorizzato, non inserito nel contesto di una offerta culturale e turistica che dovrà invece essere il fiore all'occhiello di una regione che vuole cambiare, crescere e dare di sé una immagine sempre più positiva e propositiva. "La volontà del Presidente Scopelliti e della sua Giunta – ha detto l'assessore alla Programmazione Giacomo Mancini- è, come è noto, quella di valorizzare al meglio tutte le potenzialità della nostra regione. Finora -aggiunge Mancini- era mancata una organica politica di valorizzazione dei nostri beni culturali e, attraverso di essi, della nostra storia e delle nostre tradizioni civili e religiose. Ora, grazie alla utilizzazione ragionata dei fondi POR ed attraverso PISR che puntano alla conservazione ed alla valorizzazione dei nostri beni culturali, sarà possibile -conclude l'assessore Mancini- invertire la tendenza promuovendo la conoscenza del patrimonio di cui la Calabria dispone, assicurando le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione del patrimonio stesso, incentivando lo sviluppo della cultura e del turismo".

Manovra: detrazioni 55%: Adiconsum: Bene, ma vanno stabilizzate perché portano risparmio, occupazione e rispetto Kyoto

Su 1 milione di interventi in 4 anni, risparmio energetico conseguito al 2010 di 5000/6000 GWh/anno e 5000 nuovi posti di lavoro all'anno

Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale - esprime soddisfazione per la proroga degli interventi, ma solleva anche criticità ed esprime proposte.

Ad avviso di Adiconsum infatti gli interventi e le detrazioni del 55% vanno resi strutturali.

Infatti, come risulta da dati Enea, su 1 milione di interventi in 4 anni per 10 miliardi di euro di investimenti in 4 anni, il risparmio energetico conseguito al 2010 è stato di 5000/6000 GWh/anno e l'occupazione attivata è stata pari a 50000 posti di lavoro ogni anno.

Gli interventi per il miglioramento dell'efficienza energetica delle abitazioni produce un risparmio anche in termini di penali da pagare come Paese, nel caso in cui non si raggiungessero gli obiettivi previsti per il 2020 (20% di risparmio energetico).

Adiconsum – prosegue Giordano - ha elaborato le seguenti proposte:

1) stabilizzazione degli incentivi per pianificare interventi complessi ed impegnativi nei costi come per i condomini

2) allargamento a nuove tecnologie non incentivate attualmente in maniera automatica come avviene ad es. per le caldaie a condensazione o i pannelli solari termici o gli infissi. (pompe geotermiche. Sistemi di accumulo integrati, ecc.)

3) prevedere sistemi agevolati di finanziabilità degli interventi da parte del sistema bancario

4) portabilità della detrazione per incentivare gli interventi delle energy service company (c.d. ESCO) che eseguono audit energetici, progettano e realizzano gli interventi di riqualificazione prefinanziandoli, gestiscono gli impianti, garantiscono i risultati in termini di efficienza e di risparmio sui consumi.

5) prevedere norme a maglie meno larghe per gli energy auditors, per le diagnosi e le certificazioni energetiche

Energia Pulita su esternazioni dell’assessore Tuccio: "Si dimetta!"

Chieda scusa e si dimetta! Siamo sbigottiti apprendere dalle cronache nazionali che l'Assessore Luigi Tuccio si sia lasciato andare ad esternazioni che manifestano una chiara intenzione pericolosamente razzista e discriminatoria. Definire Roberto Benigni "ebreo comunista miliardario" è molto più di uno scivolone come lo stesso Tuccio vorrebbe far credere, bensì è la manifestazione di una totale assenza di rispetto della dignità umana. Ancor più riteniamo gravissime le esternazioni immediatamente successive quando l'Assessore, del tutto incurante del ruolo istituzionale che riveste, aggiunge : "…Il fatto che io non provi simpatia verso il popolo ebreo, non credo sia un'offesa…". Qualora si possa provare simpatia o antipatia per un popolo, ci preoccupa che l'Assessore abbia antipatia proprio verso il popolo ebraico, la cui storia ci sembra superfluo ricordare giacché ha segnato una delle pagine più atroci e dolorose della storia dell'umanità.
Già in passato non ci aveva risparmiato le sue osservazioni sul ruolo della donna in politica e nella società che, a suo dire e riprendendo testualmente, non può prescindere "dall'originario ruolo della donna quale basilare elemento all'interno della famiglia (…) Lo stesso ruolo della donna casalinga va valorizzato, maggiormente enfatizzato e soprattutto economicamente sostenuto."
Vogliamo rassicurare Tuccio che le donne possono svolgere il proprio ruolo sociale e politico anche esclusivamente e senza dover far la casalinga o l'angelo del focolare. E vogliamo anche aggiornarlo che siamo ben lontani dagli anni del nazismo, del fascismo e delle leggi razziali. Per fortuna la nostra Costituzione ci ricorda che viviamo in una democrazia e che il principio di eguaglianza ne è uno dei principi fondamentali. Consigliamo a Tuccio di rimettere il proprio incarico per dedicarsi a un ripasso approfondito della storia e a una lettura attenta della Costituzione Italiana.

Carabinieri RC: celebrati i funerali di Antonio Angelosanto

Oggi, nella chiesa di San Sebastiano a Sant'Elia Fiumerapido (FR) sono stati celebrati i funerali di Antonio Angelosanto 78enne, padre del Colonnello Pasquale Angelosanto Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria. Alle esequie hanno partecipato numerosi colleghi ed amici ed autorità manifestando vicinanza alla famiglia. Eventuali espressioni di cordoglio potranno essere indirizzate presso il Comando Provinciale Carabinieri di via Aschenez 3.
Reggio Calabria 6 dicembre 2011

Provincia RC: protocollo intesa per porto Saline

Il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa e il sindaco di Montebello Ionico Antonio Guarna hanno firmato un protocollo d'intersa per l'esecuzione dell'intervento di "apertura di un varco" nel porto di Saline Ioniche. Per tale lavoro il Comune reggino aveva inoltrato all'Ente di via Foti richiesta di contributo che l'Amministrazione Raffa ha concesso nella misura di ventimila euro. L'apertura del varco verrà eseguita nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria. Il comune di Montebello – secondo il protocollo - si impegna, previa l'acquisizione di tutti i pareri e i nulla osta di rito, ad affidare l'esecuzione dell'opera. Lo stesso Ente guidato da Antonio Guarna ha nominato l'arch. Antonino Diano Responsabile Unico del Procedimento.
"La firma del protocollo d'intesa - ha dichiarato Giuseppe Raffa - concretizza un altro aspetto della collaborazione interistituzionale per il recupero e la valorizzazione del porto di Saline Ioniche. Con le risorse che trasferiamo al Comune sarà possibile avviare un intervento immediato per liberare l'imbocco ostruito dalla sabbia. Di pari passo l'Amministrazione Provinciale, d'intesa con la facoltà di Ingegneria Idraulica e Marittima dell'Università Mediterranea, sta predisponendo uno studio complessivo sulla costa reggina e la stessa Provincia si appresta all'acquisto di un pontone. Quest'ultimo è uno strumento indispensabile alla manutenzione periodica dell'imboccatura del porto. Il tutto, ovviamente, in attesa delle risorse aggiuntive che ci consentiranno, anche alla luce dello studio dell'Università, di avviare interventi strutturali tali da mettere in sicurezza la struttura".

Miss Italia: Porta a Porta ricorda Enzo Mirigliani

Porta a Porta dedica un tributo ad Enzo Mirigliani, il patron di Miss Italia
scomparso lo scorso 26 settembre a Roma, una settimana dopo l''elezione di
Stefania Bivone, Miss Italia 2011.

Il ricordo del patron verrà fatto a termine di una puntata che vede ospiti nel salotto di Bruno Vespa Stefania Bivone Miss Italia, Valentina Cammarota Miss Curve d''Italia Elena Mirò e Sara Farnetti, internista del Policlinico Gemelli di Roma e nutrizionista del Concorso.

Regione: la Giunta ha deliberato il collegamento all’INA del Ministero dell’Interno

La Giunta regionale si è riunita sotto la Presidenza del Presidente Giuseppe Scopelliti, con l'assistenza – informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta - del Dirigente generale Francesco Zoccali.

Su proposta del Presidente Scopelliti è stato approvato lo schema di Protocollo d'Intesa con il "Ministero dell'Interno" per il collegamento all'indice nazionale delle anagrafi (INA) delegando il Capo di Gabinetto Elena Scalfaro alla sottoscrizione dello stesso atto. Il protocollo ha la finalità di rendere possibile il collegamento tra la Regione ed il Ministero per assicurare, attraverso modalità uniformi a livello nazionale, l'accesso e l'utilizzo, ai fini istituzionali, dei dati anagrafici forniti dai comuni tramite l'infrastruttura di sicurezza dell'INA.

Su proposta dell'Assessore alle Attività Produttive Antonio Caridi, è stato istituito il "Fondo regionale per il sostegno agli investimenti delle Piccole e medie imprese regionali attraverso il Mezzanine financing", stabilendo che il suo ammontare è di venticinque milioni di euro.

Su proposta dell'Assessore all'Agricoltura Michele Trematerra, è stato deliberato di chiedere al Ministero delle Politiche Agricole la dichiarazione di carattere eccezionale della tromba d'aria del diciannove settembre scorso, verificatesi nella provincia di Reggio Calabria.

Provincia: Incontro Raffa ammiraglio Caruso

L'Ammiraglio di divisione Raffaele Caruso è stato ricevuto questa mattina dal Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, nel contesto delle visite istituzionali che l'alto ufficiale della Marina Militare sta effettuando a Reggio Calabria. L'ammiraglio Caruso era accompagnato dal capitano di vascello Vincenzo De Luca, che da Reggio è stato trasferito presso il III reparto del comando generale delle Capitanerie di Porto, e dal successore di quest'ultimo, capitano di vascello Gaetano Martinez. L'incontro è stato cordiale e con i graditi ospiti il Presidente Raffa ha affrontato alcune importanti tematiche che rientrano nelle competenze sia della Capitaneria di Porto che della Provincia. In particolare, si è parlato della salvaguardia del territorio, del monitoraggio, soprattutto sotto il profilo ambientale, delle acque marine, della situazione delle coste e dell' ipotesi di sviluppo del porto nel contesto della nautica da diporto. Sullo scalo marittimo cittadino, Raffa e l'Ammiraglio Caruso hanno anche parlato di sinergia interistituzionale anche con la partecipazione della Regione e del Comune di Reggio.

Regione: Tripodi (Gruppo misto) su politica calabrese

"Stupisce che mentre la Calabria è in sofferenza acuta, il porto di Gioia Tauro privo di supporti progettuali, la sanità allo sbando, i precari senza tutele e risposte e le Omeca a rischio chiusura, il presidente Scopelliti trovi il tempo di chiedere al presidente Monti garanzie sul Ponte dello Stretto".
Lo sostiene il consigliere regionale del Gruppo Misto Pasquale Tripodi, secondo il quale "Le priorità della Calabria sono ben altre, per esempio la dotazione infrastrutturale di base, l'opportunità di lavoro per il nostro capitale umano che ha ripreso da tempo ad emigrare o la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico. La grande fiducia data un anno e mezzo fa al governatore dai calabresi, implicava - spiega Tripodi - l'impegno della Regione di rinnovare la Calabria e dar vita ad un inedito coinvolgimento, dal basso, di tutte le forze politiche, sociali e culturali per rendere più forte la Calabria sui tavoli romani ed europei. Oggi la Calabria continua a non ottenere risultati, perché il progetto di compattare le forze politiche calabresi sulle istanze più utili per rilanciare lo sviluppo economico e sociale, ha subito un' evidente battuta d'arresto".
Ad avviso di Tripodi: "Isolatamente, o presentandoci a Roma in ordine sparso, considerata la logica centralizzata degli interessi forti nel Paese, specie quelli delle aree ricche, non si ottengono risultati. Né servono, per ridare potere negoziale alla Calabria, richieste come quella del Ponte, un'opera che non solo non rientra tra le priorità del sistema regionale, ma è del tutto velleitaria non essendoci, per realizzare l'opera, né i soldi necessari né alcuna volontà politica ed imprenditoriale".
Tripodi conclude con una proposta: "Il mio suggerimento, non certo per fare polemica inutile, è di fermare la macchina della Regione che si muove, come nel caso della forestazione e degli enti sub regionali in agricoltura, in maniera confusionaria, e di fare un tagliando sull' operato dell'Esecutivo su ogni singolo settore. Dopodiché, nell'interesse generale, il presidente Scopelliti, se davvero intende evitare che la Regione continui a fare buchi clamorosi nell'acqua, a mio avviso dovrebbe venire in Consiglio regionale e spiegare quali politiche economiche intenda mettere in atto per dare una svolta alla Calabria nel nuovo scenario politico nazionale e, sulla base delle sue proposte, nella distinzione dei ruoli, chiedere il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Posto che il rischio che stiamo correndo, in mancanza di ripensamenti puntuali, è l'emarginazione definitiva della Calabria. I grandi temi dello sviluppo appartengono a tutti ed è dovere di tutte le forze politiche concorrere, ognuna per la propria parte, ad offrire soluzioni che giovino alla Calabria".

Alimenti: Maxisequestro alimenti biologici falsi: Adiconsum chiede di conoscere i negozi coinvolti

Falsi alimenti biologici:
700mila tonnellate di prodotti sequestrati a Verona. Pietro Giordano, Adiconsum: "I consumatori devono sapere quali esercizi commerciali erano coinvolti nella truffa"


La "megatruffa" scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando di Verona ha portato al sequestro di oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente etichettati come biologici. Sebbene al momento non si parli di minaccia per la salute dei consumatori, la frode, a causa delle sue inaudite dimensioni, è comunque gravissima.

L'operazione condotta dai militari di Verona – ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – merita sicuramente il plauso dei consumatori e degli operatori onesti della filiera del biologico, ma dimostra come il fenomeno della contraffazione continui a prosperare sia all'interno che all'esterno dei nostri confini nazionali.

Ora chiediamo che si faccia chiarezza fino in fondo – ha proseguito Giordano – e che ai consumatori si faccia sapere chi intratteneva rapporti commerciali con le sei persone fermate.

Soltanto la conoscenza dei canali di vendita cui era destinata la merce sequestrata, infatti, può evitare che ora la prevedibile sfiducia dei consumatori possa mettere in crisi l'intero settore.

News dal Comando Provinciale dei Carabinieri RC

A Caulonia (RC), ignoti si sono introdotto, all'interno del ristorante pizzeria denominato "L.C." di cui risulta titolare F.G., 34 anni, ed hanno asportato dell'attrezzatura.

Ad Africo Nuovo, i carabinieri del Nucleo Antifrodi, unitamente alla Compagnia di Bianco, a conclusione di un'attività di contrasto su illeciti finanziamenti comunitari, hanno tratto in arresto S.S., 32 anni, titolare di laboratorio orafo ed azienda zootecnica, destinatario di ordinanza custodia cautelare, poiché responsabile di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

A Reggio Calabria, ignoti si sono introdotti, all'interno dell'abitazione di R.D., 60 anni, ed hanno asportato un armadio metallico blindato contenente 5 fucili.

I carabinieri della Stazione di RC-Principale, traevano arresto su ordine di carcerazione U.P., 52 anni, per espiazione pena di anni 2, mesi 8 di reclusione, per il reato di violenza sessuale.

A Reggio Calabria, ignoti hanno dato alle fiamme l'esercizio pubblico "ristorante-pub", di proprietà M.A., 24 anni e G.F.M., 22 anni.

A Maropati (RC), I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, corso attività ispettiva adottavano provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, esercente attività di autocarrozzeria-officina di V.F.. Nella circostanza, individuavano n. 1 lavoratore in nero; elevate sanzioni amministrative per un importo di euro 3.250.

In lcalità Oppido Mamertina (RC), I carabinieri del N.A.S. di Reggio Calabria, in collaborazione con personale del Nucleo Tutela Ambiente ed i militari della stazione di Oppido Mamertina, a conclusione di attività ispettiva, svolta presso l'ospedale civile "Maria Pia di Savoia", hanno denunciato in stato di libertà S.G.R., 61 anni, direttore generale dell'azienda sanitaria provinciale 5 di Reggio Calabria, per inosservanza normativa concernente l'igiene e la sicurezza dei luoghi di degenza e lavoro. Nel corso dell'attività di controllo è emerso che il citato ospedale risultava interessato da carenze igienico-strutturali e tecnico impiantistiche tali da costituire potenziale pericolo per la sicurezza dei degenti e del personale sanitario operante.

L’ultimatum di Legambiente al governo: “Un piano verde per Saline Ioniche”

Da Legambiente una richiesta che ha il tenore quasi di un ultimatum al Ministro dell'Ambiente Clini e al governo Monti: stop definitivo e senza tentennamenti alla centrale a carbone di Saline Ioniche, progetto emblematico di un disastroso modello energetico, e rilancio del territorio in chiave turistica, di innovazione tecnologica nel rispetto dell'ambiente. Una ferma presa di posizione che arriva all'indomani della timida apertura possibilista del neo ministro all'Ambiente sull'investimento della società Repower e del Gruppo SEI che è sembrato palesarsi in occasione della sua visita in riva allo Stretto. Una presa di posizione che ribadisce i nodi essenziali del no al carbone: tutela dell'ambiente e tutela della salute dei cittadini, inconciliabilità con le scelte energetiche e di sviluppo necessarie per la Calabria e per il territorio ionico di Capo Sud. Nel corso dei lavori dell'XI congresso nazionale di Legambiente, i dirigenti del Cigno Verde hanno approvato all'unanimità un'importante mozione che boccia senza appello l'idea di un impianto a carbone nell'area industriale dell'ex Liquichimica di Saline Ioniche. Primo firmatario del documento Nuccio Barillà, sostenuto dalla delegazione calabrese presente in assemblea, dai massimi dirigenti nazionali dell'associazione nonché dai delegati delle varie regioni.

Legambiente si rivolge direttamente al nuovo governo e invoca massima attenzione sulla procedura autorizzativa, ancora in corso, per la realizzazione del sito. Le tesi generali sono quelle del movimento no coke: un malaugurato via libera rappresenterebbe "un atto grave e pericoloso" che violerebbe l'impegno di ridurre i gas serra, "facendo aumentare di almeno 7,5 milioni di tonnellate annue le emissioni di CO2". Una scelta scellerata che "peggiorerebbe la dipendenza energetica dall'estero e andrebbe in controtendenza rispetto alle indicazioni venute dal referendum sul nucleare", e "costituirebbe una follia per la Calabria, regione che esporta energia per una quota superiore al 50% rispetto alla produzione e che ha scelto, attraverso un piano energetico, di escludere l'impiego del carbone e puntare sulle rinnovabili".

Alle motivazioni ecologiche generali legate alle opzioni energetiche e ai mutamenti climatici, gli ambientalisti aggiungono quelle che riguardano in prima persona i cittadini delle comunità dell'Area Grecanica reggina. Innanzitutto la rivendicazione del diritto alla salute e del diritto all'autodeterminazione, considerato che la scelta del carbone "avrebbe inoltre effetti devastanti causati dalle polveri ultrasottili e da un cocktail di sostanze inquinanti su un territorio che ha enormi potenzialità turistiche e ambientali con numerosi siti di interesse comunitario e zone di protezione speciali e che, peraltro, ha già pagato un prezzo elevatissimo per le scelte sbagliate del passato". Dunque, Legambiente chiede al governo di schierarsi dalla parte dei cittadini, in difesa della loro salute e delle scelte compiute da importanti realtà del territorio, che danno lavoro e producono economia pulita: recupero dei borghi abbandonati, valorizzazione delle bellezze naturalistiche, turismo di qualità, produzioni d'eccellenza come quella del bergamotto. Un progetto industriale come quello proposto dalla SEI, ad alta intensità di capitale ma a scarsa ricaduta occupazionale e sociale, non solo non è accettabile in termini corretti di rapporto costi-benefici comprensivi di quelli sociali e ambientali, ma "contrasta nettamente con le scelte di sviluppo sostenibile che le istituzioni locali ed il territorio si sono dati".

Non manca una puntualizzazione scientifica da parte del Cigno Verde, i cui esperti sono da sempre all'avanguardia nell'individuazione di tecniche e tecnologie sostenibili e nell'individuazione delle mistificazioni tecnologiche e sperimentazioni immature spacciate come svolta ecologica: "Lo stato attuale della ricerca non ha elaborato ad oggi nessun efficace miglioramento che consenta l'abbattimento della CO2, e inoltre la tecnologia cook capture and storage di 'sequestro geologico dell'anidride carbonica', è ancora in fase di sperimentazione, ha costi elevati, per cui si dovrebbero attendere molti anni prima che diventi eventualmente matura". Una puntualizzazione che chiude ogni possibile diatriba.

Infine, secche e senza fronzoli le proposte contenute nella mozione. Legambiente chiede al governo Monti e al ministro all'Ambiente Clini di prendere atto della contrarietà espressa in piazza dalla gente e nelle sedi istituzionali dalla Regione Calabria e dal Ministero dei Beni culturali (nel precedente mandato) e "di rinunciare definitivamente al progetto di centrale, definendo piuttosto, di concerto con gli enti locali un programma di interventi alternativi per quell'area, capaci di ricreare un rapporto equilibrato tra uomo e natura e dare risposte occupazionali credibili e di qualità". Una sfida ambiziosa: destinare risorse economiche, preziose in tempo di crisi, per fare dell'Area Grecanica un vero e proprio laboratorio di economia sostenibile e solidale. Una scelta impegnativa ma utile al Paese che avrebbe non solo il sostegno delle istituzioni locali ma anche l'appoggio convinto e corale degli ambientalisti, dell'associazionismo e soprattutto dei cittadini.

L'unanimità del voto espresso dagli oltre 800 delegati e il lungo e spontaneo applauso che lo ha accompagnato, hanno dato forza e sottolineatura ad una posizione inequivocabile di opposizione al carbone e alle fonti fossili precedentemente emersa nella relazione del Presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza, poi ribadita nel corso del dibattito e ripresa anche nel documento finale.