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martedì 25 ottobre 2011

'NDRANGHETA: REGGIO CALABRIA, MAXI SEQUESTRO DA 150 MLN A COSCA COMMISSO

Reggio Calabria, 25 ott. - (Adnkronos) - Un sequestro di ingente valore e' in corso da questa mattina nella locride. I poliziotti del commissariato di Siderno e della Divisione anticrimine della questura di Reggio Calabria stanno mettendo i sigilli al patrimonio di esponenti di spicco della cosca Commisso. Il valore dei beni ammonta a circa 150 milioni di euro. Il provvedimento e' stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta del questore Carmelo Casabona, e riguarda numerose societa', aziende, immobili (appartamenti e terreni) nelle disponibilita' degli esponenti della cosca. Un anno fa circa, il 18 novembre 2010, un altro grande sequestro fu eseguito nei confronti della cosca Commisso, per beni dell'ammontare complessivo di 200 milioni di euro. Il provvedimento eseguito oggi dalla Polizia segue le richieste al processo abbreviato dell'operazione 'Crimine' pronunciate ieri dal procuratore aggiunto della Dda Nicola Gratteri. Venti anni di reclusione sono stati chiesti per Giuseppe Commisso, chiamato 'u mastru', nella cui lavanderia sono stati intercettati alcuni dei dialoghi piu' significativi per l'indagine.

giovedì 22 settembre 2011

'NDRANGHETA: REGGIO CALABRIA, GIUSEPPINA PESCE RIPRENDE A COLLABORARE

Reggio Calabria, 22 set. (Adnkronos) - Giuseppina Pesce e' tornata a collaborare con la giustizia. Dopo aver fatto arrestare la madre e la sorella, e aver reso dichiarazioni importanti che hanno dipinto lo scenario della cosca Pesce a Rosarno, prima dell'estate aveva annunciato di interrompere il rapporto di collaborazione denunciando che sarebbe stata indotta a raccontare cose non vere. Oggi il nuovo colpo di scena. In un verbale che risale al 2 agosto, Giuseppina Pesce ritratta e afferma che quanto usci' sui media in quel periodo faceva parte di una strategia difensiva decisa dal legale al quale si erano rivolti i suoi familiari ma che lei non condivideva in pieno. In particolare sostiene di aver fatto presente all'avvocato che la scelta di collaborare non era indotta ma era stata una sua libera decisione. Nel verbale la donna lamenta anche l'aver saputo che i figli sono stati maltrattati durante il periodo della sua collaborazione. Proprio in questi giorni il Tribunale per i Minori di Reggio Calabria ha disposto che vengano trasferiti in una localita' protetta, dove la madre li raggiungera' all'uscita del carcere. Ieri sono partiti da Rosarno. E' di pochi giorni la sentenza del processo che si e' tenuto con il rito abbreviato derivante dall'operazione 'All Inside'. Sono stati condannati a 20 anni di carcere il cugino della collaboratrice, Francesco Pesce, e lo zio Vincenzo Pesce.