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martedì 23 agosto 2011

'NDRANGHETA: PIGNATONE, E' QUESTIONE NAZIONALE ITALIA NON SE NE LIBERA SE NON CAMBIANO SOCIETA' E POLITICA, PROGRESSI IN SOCIETA' CIVILE

 Roma, 23 ago. - (Adnkronos) - La 'ndrangheta ''e' ormai una vera questione nazionale, da contrastare contemporaneamente al Nord, dove le 'ndrine hanno le loro proiezioni economiche (e non solo) e in Calabria dove hanno cuore e cervello''. Lo sostiene il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, che, intervistato dal 'Sole 24 Ore', invoca ''la collaborazione con le altre Direzioni distrettuali antimafia gia' sperimentata con Milano''. ''Possiamo arrestare migliaia di affiliati ma l'Italia non si liberera' mai della 'ndrangheta se non cambiano la sovieta' e la politica'', sottolinea il procuratore, e invita a combattere il rischio che la presenza della criminalita' organizzata sia utilizzata come scusa per non investire sulle infrastrutture al meridione: ''Lo sviluppo del Sud soffre gia' il peso delle mafie, non puo' pagare anche la rinuncia dello Stato'' e invita sia lo Stato sia le imprese a ''perfezionare il sistema di controlli preventivi per evitare e contrastare le infiltrazioni mafiose ''. Pignatone esprime poi l'auspicio che le persone che scelgono di combattere la ndrangheta facciano ''rete tra loro'' mentre ''dal Paese dovrebbe giungere loro attenzione e aiuto''. Quindi un ''appello alla societa' civile. Credo che oggi la Calabria sia piu' consapevole, come testimonia l'attivita' di gruppi e associazioni a favore della legalita' e per il superamento dell'individidualismo egoistico tipico della cultura mafiosa''. ''E' un processo lungo e difficile - conclude il procuratore - ma i progressi paiono costanti e significativi''.

martedì 2 agosto 2011

'NDRANGHETA: PIGNATONE, CAPACITA' ORGANIZZAZIONE DI AVERE RELAZIONI CON BANCHE

Reggio Calabria, 2 ago. (Adnkronos) - ''Questa operazione mi porta a fare alcune considerazioni. La prima e' la grande capacita' di questa associazione di instaurare contatti e relazioni a livello centrale di vari istituti di credito su tutto il territorio nazionale, pur essendo composta da personaggi diciamo inattendibili cioe' non tali da poter giustificare il possesso di somme di denaro cosi' ingenti. E poi la capacita' della Guardia di Finanza di impedire che questo titolo venisse monetizzato e venissero accreditate somme che sarebbero finite all'estero in tempi che non avrebbero consentito interventi di sequestro o misure di prevenzione''. E' quanto ha affermato il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, commentando l'esito dell'operazione 'Artu'', che ha portato all'arresto di 20 soggetti, legati alla 'ndrangheta e a cosa nostra, coinvolti nella trattativa di negoziazione di un titolo di 870 milioni di dollari con diversi istituti di credito. ''Per quanto riguarda le banche -ha aggiunto il magistrato- rimane la domanda su come si possa intavolare una trattativa con persone del tutto improbabili e senza ulteriore garanzia. Nell'indagine non trova ulteriore risposta, non sono acquisiti elementi di responsabilita' a carico di funzionari o dirigenti degli istituti bancari. Abbiamo privilegiato -ha concluso- l'esigenza di evitare che venissero esborsate somme che non sarebbero state piu' recuperabili se portate all'estero in paradisi fiscali''.

lunedì 18 luglio 2011

'NDRANGHETA: PIGNATONE, I PENTITI SONO ATTENDIBILI INTERVISTA PROCURATORE REGGIO CALABRIA ALLA GAZZETTA DEL SUD

(ANSA) - CATANZARO, 18 LUG - ''I collaboratori di giustizia Antonino Lo Giudice e Roberto Moio sono attendibili anche se in Calabria non si puo' parlare certo di un nuovo Buscetta''. E' quanto afferma il Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, in una intervista alla Gazzetta del Sud. ''Non sono certo io a dire - aggiunge - che dall'inizio della loro collaborazione la citta' tremava per paura delle loro rivelazioni; anzi ho sempre sottolineato la necessita' di cercare i riscontri. E', pero', giusto ricordare che sulle dichiarazioni di Moio e Lo Giudice, adeguatamente riscontrate, sono state emesse decine di provvedimenti cautelari quasi tutti confermati dal tribunale del riesame; che la loro attendibilita' e' stata giudicata positivamente dai tribunali che fin qui li hanno presi in esame e che, per quanto riguarda gli attentati e le intimidazioni nei confronti dei magistrati nel 2010, l' autorita' giudiziaria competente, quella di Catanzaro, ha ritenuto valida la ricostruzione della fase organizzativa ed esecutiva fatta da Antonino Lo Giudice, pur se ha sottolineato l'insufficienza delle indicazioni fornite sulle motivazioni di quei gravissimi delitti''. ''L'ho gia' ripetuto - prosegue Pignatone - in piu' occasioni. Nessuno di loro e' il nuovo Buscetta, L'equivalente di Buscetta e' semmai, e lo abbiamo detto piu' volte, l' operazione 'Il Crimine' che ci ha rivelato e confermato sulla 'ndrangheta, sulla sua struttura unitaria e la sua organizzazione. Ed e' significativo rilevare che ormai sono gia' quattro le grandi Dda (Milano, Torino, Genova e naturalmente Reggio) che hanno condiviso le conclusioni di questa indagine. Negli ultimi anni non c'e' stata nessuna delle grandi famiglie di 'ndrangheta che non sia stata oggetto di indagini e provvedimenti, sia arresti sia sequestri. Ma l'organizzazione resta sempre potente. E cio' ci impone di essere sempre piu' vigili''.