Roma, 22 gen. (Adnkronos Salute) - In Italia, in media, ogni mese si contano circa 13 casi di presunta malasanita' che finiscono sotto la lente d'ingrandimento della Commissione errori. In quasi quattro anni di lavoro - dal primo ufficio di presidenza di fine aprile 2009 a dicembre 2012 - si sono registrati 570 casi. Tutti episodi di presunta malasanita' di cui 400 hanno fatto registrare la morte del paziente, o per errore diretto del personale medico e sanitario, o per disfunzioni o carenze strutturali. E' quanto emerge dall'analisi della tabella sui casi di malasanita' all'esame della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, che oggi a Roma ha presentato la relazione conclusiva sull'attivita' svolta. Analizzando nel dettaglio la tabella della Commissione si scopre che 261 decessi sono legati a presunti errori medici e 139 a inefficienze di vario tipo. Ma il dato che balza agli occhi e' un altro: circa la meta' del numero totale dei decessi (400) si e' registrata in due sole regioni: Calabria (87) e Sicilia (84). L'analisi, se da una parte fa emergere il capillare lavoro svolto dalla Commissione, dall'altra mostra il lato sinistro della sanita' nazionale: su 570 casi monitorati, ben 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 in Campania, 36 in Emilia Romagna e Puglia, 34 in Toscana e Lombardia, 29 in Veneto, 24 in Piemonte, 22 in Liguria, 8 in Abruzzo, 7 in Umbria, 4 nelle Marche e Basilicata, 3 in Friuli, 2 in Molise e Sardegna, 1 in Trentino.
Anche per quanto riguarda i decessi, a finire sul podio piu' alto di questa triste classifica sono Calabria e Sicilia. Tra gli episodi all'esame della Commissione errori, i morti legati a presunti - presunti finche' la magistratura non lo accerta - casi di malasanita' in terra calabrese sono stati 87, in Sicilia 84. Seguono il Lazio con 42 morti, Campania 30, Emilia Romagna 28, Puglia 25, Toscana 22, Piemonte 18, Veneto 16, Liguria 14, Lombardia 13, Abruzzo 8, Basilicata e Umbria 3, Sardegna e Friuli 2, Trentino, Marche e Molise 1. Su un totale di 570 casi di malpractice, 384 riguardano vicende legate a presunti errori da parte dei medici e del personale sanitario. Errori che potrebbero aver causato 261 decessi. Anche qui, sezionando il dato su base territoriale, si evidenziano le situazioni piu' critiche in Calabria e Sicilia. Nelle strutture sanitarie calabresi si contano 87 casi all'esame della Commissione , in Sicilia se ne registrano invece 72. A seguire: Lazio 35, Toscana e Campania 27, Lombardia 24, Puglia 21, Emilia Romagna e Veneto 19, Piemonte 16, Liguria 15, Umbria 7, Abruzzo 5, Marche e Basilicata 3, Friuli 2, Trentino e Molise 1. Gli episodi di malasanita' non sempre pero' hanno a che fare con l'errore diretto del camice bianco. Spesso sono figli di disservizi, carenze, strutture inadeguate. Tutte lacune del Ssn che la Commissione cataloga come 'altro'. Su 186 casi totali registrati in tutto il Paese (che potrebbero aver causato 139 vittime), 45 riguardano gli ospedali siciliani, 28 le strutture del Lazio, 20 quelle della Calabria. E ancora: 17 casi si sono verificati in Emilia Romagna, 15 in Puglia, 10 in Lombardia, Veneto e Campania, 8 in Piemonte, 7 in Liguria e Toscana, 3 in Abruzzo, 2 in Sardegna, 1 a testa in Friuli, Marche, Molise e Basilicata.
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