(ANSA) - VIBO VALENTIA, 14 FEB - Continuavano ad operare nello stesso settore e con la stessa struttura aziendale della societa' fallita che, ''sulla carta'', era stata trasferita nel giro di pochi mesi a due persone residenti in Piemonte, ma che di fatto continuava ad operare nel vibonese con un'altra ragione sociale. E' la tecnica utilizzata dai fratelli Ivano, Emiliana e Giuseppe Ceravolo, i tre imprenditori vibonesi arrestati stamani insieme al loro commercialista, Sergio Scalise, di LameziaTerme (Catanzaro) per bancarotta fraudolenta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia. Lo stratagemma, secondo l'accusa, era finalizzato a sottrarre disponibilita' finanziarie ed altre utilita' al concordato fallimentare che, tra l'altro, non ha trovato alcun documento contabile per la ricostruzione del volume d'affari e degli altri fatti societari. Un'operazione per la quale sarebbe stato fondamentale il contributo del commercialista, che ha consentito il fittizio trasferimento di quote societarie. L'indagine della Guardia di finanza che ha portato agli arresti domiciliari gli imprenditori ed il professionista e' iniziata lo scorso anno su delega della Procura di Vibo Valentia che ha posto la propria attenzione sulla procedura concorsuale nell'ambito della quale e' stato dichiarato il fallimento della societa' Food Service, operante nella produzione e vendita all'ingrosso e al dettaglio di prodotti ittici surgelati e alimentari in genere. L'attivita' investigativa, concentrata sull'ipotesi della distrazione di beni dalla procedura, cosi' come segnalato dagli stessi giudici della Sezione fallimentare del Tribunale, ha permesso ai finanzieri di accertare che gli arrestati, attraverso vari artifici economico-contabili e la costituzione di altre societa' alter-ego della fallita, la Cerpesca e la Cerpesca Ceravolo, avevano distratto dal patrimonio aziendale beni societari e risorse finanziarie per centinaia di migliaia di euro. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate le societa' Cerpesca e Cerpesca Ceravolo, per un valore di un milione di euro. L'inchiesta e' frutto della collaborazione instaurata tra la Sezione fallimentare del Tribunale di Vibo Valentia, la Procura e la Guardia di finanza che ha portato, nell'ultimo periodo, all'arresto di 15 persone ed al sequestro di beni per 7,5 milioni di euro.
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giovedì 14 febbraio 2013
CALABRIA: BARCA A SIBARI, CRATI NON DOVEVA ESONDARE PERCHE' I FONDI C'ERANO
Reggio Calabria, 14 feb. (Adnkronos) - "A Sibari convergono per un gioco del destino tutte le cose che non vanno e tutte le cose che possono andare". Il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca questo pomeriggio si rechera' sul sito archeologico della provincia di Cosenza invaso dal fango dopo l'ultima ondata di maltempo. "Non va - ha anticipato parlando con i giornalisti a ReggioCalabria prima della partenza- che dopo tantissimi anni si stia ancora a ragionare sul rilancio di un bene straordinario, in larga misura non scavato, su cui gia' ragionavamo a Catania nel 1998. Non va che sia esondato il Crati perche' c'erano le possibilita' di prevenire, c'erano i fondi da tempo". "E va invece - ha proseguito - il fatto che a questo punto quell'intervento e' sotto l'attenzione di tutti, va che proprio Sibari era stata individuata come destinataria di un grossissimo finanziamento sul modello Pompei, cioe' con un modo di progettare dove si guardano le cose, operativo. Va - ha concluso - il fatto che grazie alla valutazione e all'intervento del ministro Ornaghi deciso di destinare una quota di quei fondi alla parte delicata della rimozione dei fanghi che non puo' essere fatta con le macchine. Ci giochiamo il passaggio da cosa non va a cosa va".
RIFIUTI:CEMENTIFICI;CLINI, NORMA SOTTRAE GESTIONE A MALAVITA VERGOGNA CHE IN CALABRIA E SICILIA CRESCA OPPOSIZIONE A NORME UE
(ANSA) - ROMA, 14 FEB - La norma che consente di bruciare una parte dei rifiuti nei cementifici rispecchia le regole europee, aiuta lo smaltimento e sottrae la gestione rifiuti alla malavita organizzata. La pensa cosi' il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a proposito del decreto che consente di mandare una parte di rifiuti recuperati e trattati, i cosiddetti combustibili solidi secondari, nei cementifici. ''Noi stiamo semplicemente adottando una normativa europea - spiega il ministro rispondendo a una domanda specifica, sulla quale si sono accesi un po' i toni della discussione, a margine di un convegno a Palazzo Valentini - molto utile in alcune realta' come la Calabria e la Sicilia, dove i rifiuti sono per strada e le indagini della magistratura hanno dimostrato che mafia, 'ndrangheta e camorra hanno un ruolo centrale nella gestione dei rifiuti''. ''Noi vogliamo sottrarre questa gestione alla malavita organizzata e riportare una gestione corrispondente alle regole europee'', osserva Clini; l'utilizzazione di combustibili secondari nei cementifici ''riduce anche il fabbisogno di inceneritori. E' una vergogna che in regioni come Calabria, Sicilia e Campania si faccia crescere un'opposizione nei confronti dell'applicazione di una normativa europea per la valorizzazione energetica dei rifiuti e si lasci - conclude - che nello stesso tempo la malavita gestisca il ciclo dei rifiuti''.
Reggio C.: News Carabinieri
- Gerace (RC), ignoti malviventi a volto scoperto, si introducevano all’interno dell’abitazione di I.F., 90, e dopo averlo immobilizzato, asportavano 400 euro circa; un fucile a due canne cal. 16; n.100 cartucce. Dopo aver tagliato il filo del telefono, i malfattori si dileguavano per le vie adiacenti facendo perdere le proprie tracce.
- Brancaleone (RC), ignoti si sono introdotti all’interno dell’abitazione di S.F., 24 anni, ed hanno asportato i sanitari del bagno, un flessibile marca black & decker e 50 metri di cavo elettrico.
- Monasterace (RC), ignoti, hanno asportato dal piazzale antistante dell’impianto di lavorazione inerti della ditta C.S. srl., due autocarri Iveco Magirus Trakker mod. 410 e un escavatore idraulico semovente New Holland.
- I carabinieri della Stazione di Samo (RC) e Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, traevano in arresto T.P., 36 anni. A seguito di perquisizione domiciliare, estesa anche a terreni di sua proprietà, veniva trovato in possesso di una pistola revolver, marca Mondial, cal.6, con matricola abrasa, una canna di fucile cal.20, con matricola abrasa, nr. 95 cartucce cal.6, nr.79 cartucce cal.38 special, nr. 12 cartucce cal.12 a palla asciutta, nr. 1 cartuccia cal.20.
- Grotteria (RC), ignoti malviventi hanno danneggiato, mediante l’esplosione di colpi di arma da fuoco, una finestra dello stabile di proprietà F.G.A., 71 anni.
- I militari della Stazione di S. Stefano in Aspromonte (RC), davano esecuzione ad una ordinanza di carcerazione, nei confronti di D.S.U., 23 anni, responsabile dei reati di furto aggravato e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
- I carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni unitamente ai militari della Compagnia di Vibo Valentia, davano esecuzione all’ordine per la carcerazione, nei confronti di S.G., 40 anni, responsabile del reato di tentato omicidio, dovendo espiare una pena detentiva di anni 8 e mesi 8 di reclusione.
- I militari della Stazione di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), corso servizio perlustrativo, traevano in arresto in flagranza di reato, F.G., 19 anni, responsabile del reato di porto illegale in luogo pubblico di arma clandestina.
- Delianuova (RC), ignoti incendiavano l’autovettura Seat Ibiza, di proprietà P.G.D., 26 anni.
- Melicucco (RC), ignoti, hanno esploso tre colpi di arma da fuoco cal. 12 all’indirizzo della saracinesca dell’agenzia disbrigo pratiche automobilistiche di proprietà L.S., 58 anni.
- I carabinieri della Stazione di Galatro unitamente al personale del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Reggio Calabria, deferivano in stato di libertà C.S., 53 anni, imprenditore titolare di opificio per la molitura delle olive, in quanto ritenuto responsabile del reato di gestione illecita dei rifiuti speciali.
SANT’EUFEMIA D’ASPROMONTE (RC): IN PIENO CENTRO CON UNA PISTOLA SOTTO LA GIACCA. ARRESTATO DAI CARABINIERI GIOVANE SINOPOLESE
Nella
tarda serata di ieri, i carabinieri di Sant’Eufemia d’Aspromonte, durante un
servizio di controllo del territorio, hanno arrestato FURINA Giuseppe di
Sinopoli, già noto alle forze dell’ordine, poiché responsabile di porto
illegale in luogo pubblico di arma clandestina. In particolare, durante un
posto di controllo nel centralissimo corso Umberto I, la pattuglia ha fermato
un’autovettura con tre soggetti a bordo. Dalla successiva perquisizione
personale, i militari hanno rinvenuto, occultata all’interno della tasca del
giubbotto indossato dal Furina, un’arma
clandestina; si tratta di una pistola marca Astra mod. 2000 cal. 6.35 con
matricola abrasa, completa di caricatore contenente nr. 4 cartucce, in ottimo
stato di conservazione e perfettamente funzionante. Sul posto sono intervenuti
anche i militari dello Squadrone Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia che
hanno fornito determinante ausilio per garantire adeguata cornice di sicurezza
delle attività in corso con numerose perquisizioni personali e domiciliari
effettuate. L’arma è stata sequestrata in attesa dell’invio Reparto
Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti tecnici di
laboratorio. Gravissimo il reato contestato al giovane sinopolese che, al termine
delle formalità di rito presso il comando Compagnia di Villa San Giovanni, è
stato associato presso casa circondariale di Palmi, così come disposto dal
dott. Salvatore Dolce della Procura della Repubblica di Palmi che ha coordinato
le attività.
Regione: Effettuato il quarto pagamento per la Domanda Unica – Campagna 2012
L’Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha
comunicato che l’ARCEA (Organismo pagatore
della Regione), guidato dal Commissario Straordinario Raffaele Cesario, ha
effettuato il quarto pagamento relativo alla Domanda Unica – Campagna 2012 che,
con 72.425.989,91 di euro pagati in
favore di circa centomila beneficiari, rappresenta un importo maggiore di
quello pagato, a livello nazionale da AGEA, per tutte le altre Regioni italiane.
Queste risorse – informa una nota
dell’ufficio stampa della Giunta regionale - vanno ad aggiungersi a quelle già
distribuite sul territorio calabrese per tale regime di spesa, ammontanti
complessivamente ad oltre centonovanta milioni di euro, erogati da novembre passato a gennaio di quest’anno. L’ARCEA ha
così, fino ad oggi, immesso nel tessuto economico della Calabria, solo per la
Domanda Unica riferita alla Campagna 2012, oltre 265 milioni di euro in favore
di circa centoventimila beneficiari.
“Si tratta di un risultato
straordinario per la nostra Regione - ha affermato l’Assessore Trematerra- che
dimostra, una volta di più, come i fondi in agricoltura vengano spesi con
puntualità, celerità, trasparenza ed in tempi europei. Già dal 2011 la Domanda
Unica viene pagata direttamente in Calabria e solo per tale annualità l’ARCEA, Organismo Pagatore per le
rogazioni in Agricoltura della Regione Calabria, ha erogato, complessivamente,
circa 285 milioni di euro, che costituiscono il 98,6% delle domande presentate,
superando, in tal modo, di gran lunga il target richiesto dalla Commissione
Europea, pari al 96%. In un contesto socio-economico sempre più difficile, la
garanzia per le aziende di poter ricevere celermente sostegno sia al reddito
che agli investimenti, costituisce, ora più che mai, un valore aggiunto che non
può essere certamente trascurato, specialmente se si consideri come la Calabria
sia l’unica Regione del Sud Italia ad avere un proprio Organismo Pagatore, con
ricadute estremamente positive per tutto il territorio”. L’impegno profuso
nell’interesse della agricoltura calabrese non si esaurisce solo con i
pagamenti della Domanda Unica, ma si sostanzia anche con le erogazioni
effettuate relativamente al Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. Anche per
il 2012, e per il terzo anno consecutivo, la Calabria ha centrato l’obiettivo
di scongiurare il disimpegno automatico di risorse da restituire all’Unione
Europea, provvedendo a pagare oltre centosessanta milioni di euro, con un surplus di circa sette
milioni di euro rispetto a quanto
previsto nel Piano Finanziario del PSR.
“Solo per il PSR in tre anni – ha
sottolineato ancora l’Assessore
Trematerra – sono stati distribuiti
fondi per oltre 455 milioni di euro, suddivisi per Misure a Superficie e Misure
ad Investimento. E’ quanto mai evidente che una tale mole di risorse non può
che rappresentare un autentico volano di sviluppo per tutto il settore e
contribuisce a migliorare le condizioni di tanti imprenditori che
quotidianamente cercano di svolgere il proprio lavoro in condizioni tutt’altro
che agevoli. Le sfide che la Calabria è chiamata ad affrontare, già nell’immediato
futuro, sono di rilevante portata. Sono convinto che, con l’apporto di tutti
(Dipartimento Agricoltura, ARCEA, Centri di Assistenza Agricola, Organizzazioni
Professionali di Categoria che qui ringrazio per il prezioso lavoro svolto), si
potrà realmente progettare un futuro diverso per la nostra regione nel cui
interesse è sempre più necessario profondere le migliori energie.
In tale ottica – ha concluso Trematerra – assicuro sin d’ora il mio
impegno, in tutte le sedi in cui sarò chiamato a fornire il mio contributo, per
proseguire in quell’opera di rinnovamento già avviata in questi anni e che ha
portato l’agricoltura calabrese ad assurgere a ruolo di protagonista nel
panorama nazionale ed europeo”. DROGA:SPACCIO COSENTINO;VAS,ARRESTATO ESPULSO MOVIMENTO 2007
(ANSA) - COSENZA, 14 FEB - Emilio Enzo Quintieri, di 27 anni, candidato alla Camera in Calabria nella lista ''Amnistia giustizia e liberta''', arrestato ieri dai carabinieri per spaccio di droga, ''e' stato espulso dalla formazione ambientalista Vas (Verdi, ambiente e societa') dal settembre 2007''. Lo afferma, in una nota, Giuseppe Boccia, consigliere nazionale Vas. La decisione, aggiunge Boccia, e' stata presa dall'Esecutivo nazionale dell'associazione. Quintieri e' stato arrestato nell'ambito di un'operazione nel corso della quale sono state fermate altre cinque persone accusate di spacciare sostanze stupefacenti sulla costa tirrenica cosentina e nell'hinterland di Cosenza.
I candidati di Sinistra Ecologia Libertà aderiscono all’all’appello del Coordinamento “Bruno Arcuri” per una legge regionale sulla gestione pubblica dell’acqua
Ida
Dominijanni, capolista al Senato, Andrea Di Martino, candidato alla Camera dei
Deputati e Coordinatore regionale di SEL, Laura Cirella, candidata alla Camera
dei Deputati e Coordinatrice provinciale di SEL Reggio Calabria, Antonio
Baglio, candidato alla Camera dei Deputati e consigliere comunale a Polistena,
Rosario Rocca, candidato alla Camera dei Deputati e Sindaco di Benestare, Alba
Sapioli, candidata al Senato della Repubblica e dirigente SEL Rosarno aderiscono
all’appello lanciato dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”
per una Proposta di Legge Regionale di
Iniziativa Popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica
dell’acqua.
“Dobbiamo continuare la battaglia già condotta in occasione del
referendum del 2011 che ha sancito la volontà dei cittadini a volere un’acqua
pubblica, fuori dalle logiche del mercato. Nonostante la volontà chiara e
inequivocabile del popolo italiano, chi doveva assicurare il rispetto della
volontà popolare ha provato, e sta provando tuttora, a negare il risultato
stesso dei referendum, reintroducendo la stessa norma abrogata sulla
privatizzazione dei servizi pubblici locali, o consentendo che non venisse
applicata l’eliminazione in bolletta della remunerazione del capitale
investito.
In particolare in Calabria lo stato fallimentare in cui versa la Sorical
e le drammatiche condizioni dell’invaso dell’Alaco, rendono ancora più urgente
voltare pagina e virare verso una nuova modalità di gestione del servizio
idrico.
Ci impegniamo
quindi a sostenere, a qualunque
livello, ogni iniziativa che contribuisca concretamente ad una gestione del
servizio idrico pubblica e partecipata, in Italia e nella nostra regione in
particolare.”
Reggio Cal.: dopo l’adesione all’appello di terrelibere, tutti i candidati di SEL in visita alla tendopoli di San Ferdinando
Anche Nichi Vendola ha aderito all'appello di
terrelibere.org “non vi voteremo senza il vostro impegno per Rosarno”. Il
leader di Sinistra Ecologia Libertà ha dichiarato: "Aderisco alla
petizione perché è necessario un nuovo modello di accoglienza per i migranti e
perché sono contro ogni forma di sfruttamento. Il lavoro è la leva dello
sviluppo della persona, la chiave di accesso alla cittadinanza, l'espressione
più reticolare della democrazia". Lo avevano già fatto nei giorni
precedenti molti altri candidati di Sinistra Ecologia Libertà, tra cui Laura
Cirella, candidata alla Camera dei Deputati e coordinatrice provinciale di SEL
Reggio Calabria.
“E’ una situazione che conosciamo bene e che va
avanti in maniera cronica. – dichiara la Cirella - La verità è che questo
territorio è stato letteralmente abbandonato sia dalla Regione Calabria che dal
Ministero. Non è possibile lasciare l’accoglienza di migliaia di persone ai
soli amministratori locali o alle associazioni di volontariato, che pure
svolgono un ruolo straordinario. Servono interventi strutturali.”
Per questo i candidati di SEL saranno in visita,
giorno 15 mattina, alla tendopoli di San Ferdinando. Con Laura Cirella ci
saranno anche Alba Sapioli, candidata al Senato e componente del Circolo SEL di
Rosarno, il Coordinatore del Circolo SEL di Rosarno Vincenzo Papasidero,
Antonio Baglio, candidato alla Camera e coordinatore del Circolo SEL di
Polistena, Rosario Rocca, candidato alla Camera e sindaco di Benestare (comune
pilota di esperienze di accoglienza e integrazione), Andrea Di Martino, candidato
alla Camera e coordinatore regionale di SEL, e Ida Dominijanni, capolista al
Senato.
CORSO ALLENATORI AIAC, I CORSISTI INCONTRANO DAVIDE DIONIGI
Il
“Corso Allenatore di Base Uefa - B”, organizzato dall’AIAC Calabria delegata
del Settore Tecnico della FIGC, coordinato dalla sezione di Reggio Calabria in
sinergia con la Reggina
Calcio , prosegue con risultati importanti.
Si
sta concludendo la parte dedicata alle lezioni teoriche ed è stata già avviata
la fase del tirocinio durante la quale sono state previste le visioni di alcune
sessioni di allenamento. Negli ultimi giorni i corsisti sono stati ospitati
dalla Reggina presso il Centro S. Agata per assistere alle esercitazioni delle
formazioni del settore giovanile e a quella della Prima Squadra.
Molto
interessanti i confronti con i tecnici delle varie categorie giovanili e,
successivamente, con mister Davide
Dionigi ed il suo staff nella Sala Conferenze del Centro
Sportivo. “Ritengo importante e proficuo il modo con cui abbiamo inteso
organizzare la settimana di tirocinio - dichiara il Presidente
dell'Assoallenatori Calabria Raffaele Pilato - a tal proposito, intendo
ringraziare ancora una volta la Reggina Calcio per la ospitalità e
l'attenzione dimostrata verso la nostra
associazione. Ho potuto notare l'entusiasmo e l'attenzione dei corsisti per
l'occasione avuta di assistere agli allenamenti del settore giovanile e della
prima squadra amaranto confortato poi dall'opportunità di confrontarsi con i
relativi tecnici a fine allenamento.
Grazie alla disponibilità di mister Dionigi, infatti, è stato possibile
organizzare un incontro-confronto sulle metodologie di allenamento e sulla
tecnica di correzione degli errori mediante la video analisi delle gare
disputate”.
Oltre
al Presidente Regionale Pilato, erano presenti all’evento, Mommo Mesiti,
Presidente della sezione reggina dell'AIAC e Sergio Campolo e Attilio Maldera
del Settore Tecnico di Coverciano.
SOCIETA' NATE DA AZIENDA FALLITA, ARRESTATI 3 IMPRENDITORI ACCUSATI BANCAROTTA FRAUDOLENTA.FINANZA SEQUESTRA BENI PER 1 MLN
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 14 FEB - Tre imprenditori di Vibo Valentia, i fratelli Ivano, Emiliana e Giuseppe Ceravolo, ed un commercialista, Sergio Scalise, di Lamezia Terme, sono stati arrestati per bancarotta fraudolenta dalla guardia di finanza di Vibo che ha sequestrato due societa' di distribuzione di prodotti ittici surgelati, la Certesca e la Certesca Ceravolo, per un valore di un milione. Secondo l'accusa, gli imprenditori avrebbero distratto beni della societa' fallita Food Service per creare le nuove.
mercoledì 13 febbraio 2013
Regione: Commento Presidente Scopelliti allo sblocco dei fondi per la cassa in deroga
Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - ha così commentato la notizia relativa allo sblocco dei fondi della cassa in deroga. "Accogliamo con favore la decisione presa dal Ministro Elsa Fornero che ha autorizzato il pagamento della cassa in deroga per il 2013 ed al contempo ha reperito le risorse per coprire le esigenze residue del 2012. Questo è il segnale che i richiami inviati nei giorni scorsi a rispettare gli accordi sono stati recepiti dal Governo. Una vittoria anche per la nostra Regione visto il grande impegno finalizzato a garantire i lavoratori in questo delicato momento di crisi. Ovviamente restiamo vigili, anche con il nuovo esecutivo, affinché i fondi possano essere sufficienti per le esigenze dei 20 mila lavoratori calabresi.
Rosarno.: Carabinieri, un arresto e un bunker sequestrato
Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provicniale di
Reggio Calabria, del ROS e dello Squadrone Cacciatori hanno effettuato numerose
perquisizioni e rastrellamenti nelle campagne Rosarnesi, su delega della locale
DDA, finalizzati al rintraccio del boss PESCE Marcello, inserito nell’elenco
dei latitanti pericolosi:
-
n. 1 arresto;
-
n. 1 bunker
sequestrato.
La famiglia PESCE rappresenta una delle più potenti
cosche, con radici storiche che risalgono alla fine degli anni ’60, allorquando
si imponeva la leadership di PESCE Giuseppe cl. 1923, succeduto all’allora “capo bastone” CUNSOLO Domenico, ucciso
agli inizi degli anni ’70. Le recenti dinamiche criminali della cosca sono
state poste in risalto grazie all’operazione “ALL INSIDE”, grazie alla quale è stato possibile accertare
l’operatività di un sodalizio criminale qualificabile ai sensi dell’art. 416
bis, finalizzato in modo continuativo alla commissione di reati che spaziano
dal traffico di sostanze stupefacenti al riciclaggio di denaro, alla truffa,
estorsioni, armi, banca rotta fraudolenta ed altro ancora. PESCE Marcello è
ricercato dalla notte del 26 aprile 2010, quando si diede alla macchia assieme
al cugino Francesco detto “Ciccio ‘u
testuni”. La sua caratura criminale è evidenziata in modo esaustivo nel
capo di imputazione contestatogli: “promotore ed organizzatore del sodalizio, per aver svolto un
rilevante ruolo di intermediazione, nell’ambito dell’incontro tra i vertici
delle famiglie mafiose BELLOCCO e PESCE, al fine di redimere la faida nata in seguito all’omicidio SABATINO,
oltre a compiti decisionali ed organizzativi nell’ambito
della attività di traffico di stupefacenti e di reinvestimento dei
profitti accumulati dalla cosca”.
L’impegno dell’Arma dei Carabinieri ha fino ad ora
permesso di assicurare alla Giustizia ben tre latitanti rosarnesi: il
09.08.2011, nelle campagne di Rosarno, veniva catturato PESCE Francesco “testuni”; il 22.07.2012, a Catanzaro
Marina, veniva arrestato ARENA Domenico (cognato del boss PESCE Vincenzo);
infine, il 09.08.2012, MATALONE Roberto (cognato di Pesce Francesco) veniva
accerchiato e tratto in arresto mentre si trovava sulla spiaggia di
Joppolo.
L’importanza strategica giocata da PESCE Marcello
nelle dinamiche della cosca rosarnese trova conferma anche durante la sua
latitanza; infatti, PESCE Francesco “testuni”,
a soli due giorni dalla sua cattura, scriveva in
carcere un “pizzino” in cui indicava
una serie di soggetti che avrebbero dovuto gestire gli affari della cosca durante la sua detenzione: tra i vari
nominativi, vi era anche quello di TOCCO Francesco Antonio, cognato di
Marcello, che veniva tratto in arresto nel febbraio 2012 nell’ambito
dell’operazione “CALIFFO 1” (e tutt’oggi è detenuto) “per aver partecipato al sodalizio criminale, con funzioni direttamente
esecutive delle direttive di PESCE Francesco cl.78”.
Già la settimana scorsa, la DDA di Reggio Calabria aveva
disposto perquisizioni domiciliari, a seguito delle quali era stato tratto in
arresto il nipote del latitante e sequestrata varia documentazione finanziaria
di estremo interesse investigativo. Nella mattinata odierna, a conclusione dei
controlli disposti dalla magistratura, i militari hanno ammanettato ALVIANO Francesco – soggetto ritenuto
vicino al latitante – e fratello di Giuseppe detto
“PINO ROSPO” (tratto in arresto nel
febbraio 2012, nel corso dell’operazione c.d. “CALIFFO 1” ) e di recente
condannato in primo grado alla pena di 9 anni e mesi 4 di detenzione, per la
sua intraneità alla “cosca PESCE”.
I fratelli ALVIANO
sono noti già dal 2004 alle Forze dell’Ordine, perché sul loro conto si sono espressi senza riserve tre collaboratori di
giustizia: DROMI’ Cesare, FACCHINETTI Salvatore e PESCE Giuseppina; si tratta
di dichiarazioni convergenti che li dipingono come soggetti cresciuti a casa di
“don Peppino PESCE” (“il padre di Alviano è morto nella casa di
Giuseppe Pesce, quando la stavano costruendo allora, ha avuto un incidente sul
lavoro questo qua, e lo ha sempre accudito Peppe Pesce) - il defunto
patriarca della cosca - e da sempre considerati al servizio di quella famiglia. Su ALVIANO
Francesco ricadono, inoltre, sospetti in merito alll’omicidio di ARCURI
Francesco, avvenuto a Rosarno nel novembre del 1993. FACCHINETTI, in
particolare, sottolineava che i familiari dell’ARCURI, a seguito dell’omicidio,
avevano richiesto l’autorizzazione di uccidere un ALVIANO, “ma non hanno ricevuto il benestare dei Pesce
dato lo strettissimo rapporto esistente tra questa famiglia e gli Alviano”.
Le operazioni dei militari
dell’Arma si sono concluse con il sequestro dell’ennesimo bunker, rinvenuto nelle campagne di Candidoni, situato a pochi
metri da un manufatto rustico. Al rifugio sotterraneo, ritenuto nella
disponibilità di Marcello PESCE, si accedeva mediante una botola mimetizzata
dalla fitta vegetazione ed una scaletta metallica situata all’ingresso. Le
verifiche all’ambiente interno (un monovano di circa 5/10 mq) dimostravano che
a causa del maltempo degli ultimi giorni si era allagato e - probabilmente -
non era stato utilizzato di recente, ma poteva costituire idonea “camera di compensazione” per sfuggire ai
controlli stringenti delle FF.OO.. Nei pressi dell’ingresso, i Carabinieri
hanno dissotterrato cavi elettrici e tubi, che confermano la destinazione
illegale della costruzione sequestrata.
Non regalateci più dolore: Miss Italia posa contro la violenza sulle donne
Un’immagine di allarme in occasione della festa di San Valentino
Giusy Buscemi è appoggiata ad una parete nera, in un bellissimo abito rosso, truccata e pettinata per l’occasione, la festa di San Valentino. Ma non sorride. Stringe in mano un bouquet di rose, tutte rosse… tranne una, nera. Il suo volto è cupo, gli occhi sono quelli di una donna impaurita, stanca. Guarda fisso l’obiettivo della macchina fotografica come se guardasse il suo nemico: la violenza, che ogni giorno colpisce migliaia di donne. Sull’immagine un messaggio diretto, chiaro: “Non regalateci più dolore”.
Miss Italia richiama, in occasione della festa degli innamorati, il tema della violenza sulle donne, e approfitta della ricorrenza di domani per ribadire la necessità di tornare a coltivare l’amore che unisce uomo e donna, troppo spesso schiacciato dalla violenza, dal sopruso. «Questa foto di Giusy, così cupa, è un simbolo – ha detto Patrizia Mirigliani, molto sensibile al tema – Ci sono solo due colori: quello dell’amore (rosso) avvolto in quello che richiama il dolore (nero). In un bellissimo mazzo di rose rosse purtroppo capita troppo spesso di trovarne anche una nera, quella ricevuta da tutte le donne maltrattate, vittime di soprusi».
Il concorso Miss Italia, con i suoi 74 anni di storia e di rispetto del mondo femminile, si schiera di nuovo in prima linea per richiamare un capitolo nero della società, e lavorare perché il fenomeno abbia fine. «La civiltà va avanti – dice Miss Italia – ma il problema dei soprusi sulle donne rimane costante». L’iniziativa del Concorso è una delle tante portate avanti ogni giorno dalle donne: tra le altre, è notizia di oggi l’uscita del libro “Questo non è amore”, pubblicato da Marsilio, che racconta venti storie di violenza domestica.
Regione: L’Assessore Pugliano ha presentato le linee guida per la bonifica dei siti potenzialmente inquinati
L’Assessore
regionale all’Ambiente Francesco Pugliano – informa una nota dell’ufficio stampa
della Giunta - ha presentato, nella sede del Dipartimento a Catanzaro, le linee
guida per la redazione dei “piani di caratterizzazione dei siti potenzialmente
contaminati” per il superamento della procedura d’infrazione comunitaria
2003/2077 causa C-135/05. All’incontro erano presenti i Sindaci dei 29 Comuni
calabresi attuatori e beneficiari dei finanziamenti, con i rispettivi tecnici.
Le linee guida, già approvate dalla Giunta regionale, sono state realizzate dal
Dipartimento Ambiente della Regione con il supporto tecnico-scientifico
dell’Arpacal. Alla presentazione hanno preso parte, inoltre, il DG del
Dipartimento Ambiente Bruno Gualtieri e il Direttore generale dell’Arpacal
Sabrina Santagati. I finanziamenti previsti per le infrazioni sono i 43 milioni
di euro ottenuti nel Piano per il Sud, già deliberati dal Cipe il 30.04.2012
che si aggiungono ai 45 milioni di euro (POR Calabria FESR 2007-2013) destinati
ai 18 siti ad alto rischio. Le linee guida sono state redatte con lo scopo di
definire uno standard di riferimento per lo sviluppo logico delle attività
finalizzate alla perimentrazione e caratterizzazione ambientale di un’area
nella quale si hanno, o si sospetta di avere, evidenze di contaminazione. Con
particolare riferimento alla fase di caratterizzazione, il documento si
configura come linee guida, a cui i progettisti dovranno attenersi nella
redazione del Piano di caratterizzazione ambientale, a partire
dall’impostazione della relazione tecnica e documentale relativa alla fase di
perimetrazione ed alla redazione della proposta di piano di indagine
ambientale. Tutti passaggi svolti dalle Amministrazioni comunali avranno
comunque il supporto tecnico del Dipartimento Ambiente della Regione.
“Abbiamo
presentato - ha dichiarato l’Assessore
Pugliano - ai Sindaci dei Comuni interessati, con i relativi tecnici, le linee
guida per la predisposizione e la definizione dei piani di caratterizzazione
necessari e propedeutici alle attività ed interventi di bonifica dei siti
sottoposti ad infrazione comunitaria. Si tratta di 29 Comuni per 31 interventi,
per altrettante infrazioni comunitarie, inserite nella sentenza del 2007 della
Corte di Giustizia Europea. In Italia sono 255 le discariche dismesse e non
ancora bonificate, di queste 43 sono in Calabria. C’è la necessità di
uniformare le attività, sapendo che le convenzioni, già siglate con i Comuni,
stabiliscono tempi, responsabilità e procedure. La Regione – ha aggiunto
l’Assessore all’Ambiente Pugliano – sin dal nostro insediamento, ha
responsabilmente dato priorità al superamento di queste infrazioni, chiedendo
molta attenzione nel Piano per il Sud per avere le risorse necessarie per le
bonifiche. Questo ci potrebbe consentire, una volta superate le infrazioni, di
non incorrere nelle sanzioni già richieste per l’Italia.
Da questi piani uscirà fuori anche il livello di rischio, per poi arrivare
agli interventi di bonifica. La Regione
rimarrà a supporto delle stesse amministrazioni comunali per non rischiare di
perdere queste risorse che sono da utilizzare in tempi ristretti. La Calabria
non potrebbe permettersi di sostenere la ripartizione delle multe comminate
allo Stato Italiano, che sicuramente poi si ripercuoterebbero sulle Regioni
inadempienti, in caso di mancata bonifica dei siti. I dirigenti del Dipartimento
Ambiente e dell’Arpacal redigeranno, inoltre, un crono programma per le fasi
successive. Parte dunque la fase operativa. Sempre nella stessa giornata - ha
concluso l’Assessore Pugliano - insieme ad Arpacal, abbiamo tenuto a Crotone un
workshop sui rischi di radioattività anche nel campo dei rifiuti, annunciando
l’implementazione dei servizi garantiti da Arpacal nei piani di monitoraggio e
controllo sui rischi di tale inquinamento, attraverso il potenziamento della
rete strumentale di laboratorio. Faremo partire, quindi, delle azioni di
sostegno alla prevenzione ed informazione sui rischi ambientali in parallelo
alla massiccia attività di disinquinamento del territorio calabrese”. Reggio Calabria: alle 18 Flash Mob contro violenza sulle donne
Svegliati!
Balla! Partecipa! Questo è il motto che anima le donne (e gli uomini) che
parteciperanno in tutto il mondo il 14 febbraio 2013 al Flash Mob contro la
violenza sulle donne.
Anche a Reggio Calabria, domani 14 febbraio, come in tutte le piazze d'Italia e del mondo, donne, uomini, ragazzini e ragazzine, scenderanno in piazza per manifestare attraverso la condivisione, la gioia e il ballo contro la violenza sulle donne .
La Festa degli Innamorati, è il
giorno scelto per far sapere a quella parte del mondo che l'ha dimenticato,
qual è il giusto modo di trattare una donna.
1 donna su 3 ha subito o subirà
violenza nell'arco della sua vita. Nel mondo sono 1.000.000.000 le donne
vittime di violenza. Partendo da questo dato
così eclatante, Eve Ensler, l’autrice de I monologhi della vagina, ha creato il V-day nel 1998. V sta
per Vagina, Violenza e anche Valentino e da allora è cresciuto negli Stati
Uniti, poi in Europa e nel resto del mondo, come un’azione globale contro un
fenomeno vergognoso e presente ovunque. Per
la quindicesima edizione del V-day
l’obiettivo è ambizioso: coinvolgere un miliardo di persone esattamente
quante le vittime di stupri, violenze e mutilazioni fisiche.
E per farlo in maniera “pericolosa ma
non violenta”, per usare le parole della stessa Ensler: “Si ballerà
all’unisono il 14 Febbraio perché la danza è libertà, è
comunicazione, è sensualità.”
Per
partecipare non è assolutamente necessario conoscere tutti i passi della
coreografia di “Break the chain”, la canzone manifesto dell’evento, lo spirito della manifestazione è coinvolgere
il maggior numero di persone e chiedere semplicemente di ballare
insieme. Unico obbligo è il dress code rigorosamente rosso
e nero.
L’appuntamento è sul Corso Garibaldi,
davanti al Teatro Francesco Cilea, alle ore 18:00.
A Reggio Calabria hanno
aderito:
SNOQ RC, ETHOS,
ENERGIA PULITA, UDI
RC, JINECA,
CENTRO ANTIVIOLENZA MARGHERITA, CENTRO STUDIO DANZA, REAL DANCE, DANCE TIME,
DANIELA DE BLASIO consigliere di parità, Centro d'ascolto Antiviolenza - Progetto Nejwa,
Comunità d'accoglienza ONLUS, CENTRO SR A. CASTELLINI Donne in difficoltà, ALBA Reggio Calabria
e le adesioni continuano ad arrivare.
CENTRO ANTIVIOLENZA MARGHERITA, CENTRO STUDIO DANZA, REAL DANCE, DANCE TIME,
DANIELA DE BLASIO consigliere di parità, Centro d'ascolto Antiviolenza - Progetto Nejwa,
Comunità d'accoglienza ONLUS, CENTRO SR A. CASTELLINI Donne in difficoltà, ALBA Reggio Calabria
e le adesioni continuano ad arrivare.
Pagina Facebook evento RC : https://www.facebook.com/events/133638730137858/
Gli eventi e i flash mob che si stanno organizzando in
Italia e nel mondo si trovano sul sito ufficiale http://www.onebillionrising.org/
e su http://obritalia.livejournal.com/
ONE BILLION RISING non appartiene ad alcuna organizzazione politica o partitica. È un evento autogestito a cui finora hanno aderito attivisti, artisti, ministri, leader di movimenti sociali, membri del parlamento e migliaia di associazioni e organizzazioni di tutto il mondo.
Comitato ONE BILLION RISING- REGGIO CALABRIA
Regione: L’Assessore Trematerra sul bando relativo alla “Filiera del Bergamotto”
L’ Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra – informa una
nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha sottolineato l’importanza del Bando,
approvato recentemente dall’Esecutivo, che riguarda le misure di aiuto a favore
degli investimenti nelle aziende della “Filiera del Bergamotto”, in particolare
per il sostegno agli investimenti per l’ammodernamento aziendale (azione A) e
per la trasformazione e la commercializzazione del bergamotto e dei suoi
derivati (azione B). Il Bando, voluto dallo stesso Trematerra e dal Presidente
Scopelliti, vedrà come beneficiari
imprenditori agricoli singoli ed associati, aziende bergamotticole e le
imprese di lavorazione, trasformazione e/o commercializzazione del settore
agro-alimentare, ricadenti nella zona di produzione della denominazione di
origine protetta "Bergamotto di Reggio Calabria - olio essenziale" e
delle aree comprese nella proposta di revisione della geografia della DOP. “L’obiettivo
strategico dell’azione “A” – ha detto l’Assessore all’Agricoltura - è accrescere la competitività, la capacità di
creare valore aggiunto e migliorare la performance globale delle aziende bergamotticole,
che ricadono nell’area vocata della
Provincia di Reggio Calabria attraverso
l’ammodernamento delle stesse nel rispetto degli standard comunitari
applicabili. L’azione “B” si propone di contribuire a creare un settore
bergamotticolo più integrato, forte e dinamico, incentrato sulle priorità della
modernizzazione e dell’innovazione dell’intera
filiera, in particolare attraverso un sostegno alla diversificazione dell’attività
intesa come ampliamento della gamma dei prodotti da immettere sul mercato. Le
ingenti risorse finanziarie- ha concluso Trematerra -
messe a disposizione in un contesto economico difficile come quello
attuale, pari a quattro milioni di euro, sono l’ennesima testimonianza
dell’impegno profuso nell’opera di tutela e valorizzazione dei prodotti di
“eccellenza” della Calabria, che questo Assessorato e l’intera Giunta portano
avanti sin dall’inizio del mandato”.
Calabria: Barca e Scopelliti, concorso per valorizzazione Reggio C.
(ASCA) - Catanzaro, 13 feb - Domani,14 febbraio, alle ore 11, nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria a Piazza De Nava 26, il Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, l'Amministratore Delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, il Soprintendente per i Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, e il Prefetto Vincenzo Panico incontreranno i giornalisti per illustrare il concorso internazionale di idee per la valorizzazione del territorio di Reggio Calabria. Si tratta di una metodologia innovativa - spiega un comunicato - che verra' sperimentata anche per i territori del Sulcis e di Pompei, pensata per raccogliere e selezionare interventi progettuali destinati a potenziare l'attrattivita' delle risorse culturali della citta', a partire dal Museo Archeologico Nazionale. L'avviso, pubblicato da Invitalia in qualita' di ente banditore, e' disponibile sul sito internet www.99ideas.ithttp://www.99ideas.it/.
DROGA: GRATTERI, NARCOTRAFFICANTI SI SPINGONO PIU' A SUD IN PERU' E URUGUAY
Reggio Calabria, 13 feb. - (Adnkronos) - ''I narcotrafficanti si stanno spingendo sempre piu' a sud. Le nuove emergenze sono il Peru', l'Uruguay, la Bolivia, l'Argentina''. Lo ha sostenuto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri, parlando questa mattina nella conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell'operazione della Guardia di finanza che ha portato a 43 arresti. Le tecniche investigative, ha spiegato il magistrato, si stanno affinando sempre di piu' per stare al passo con i narcotrafficanti e anticiparli se possibile. Gratteri ha elogiato il Goa della Guardia di finanza che, insieme al secondo reparto del Ros centrale, ''riescono a fare indagini da studiare nelle scuole di polizia. Lavoro con loro da 26 anni e hanno dimostrato di avere qualcosa in piu' nel seguire l'evoluzione del narcotraffico''. Il procuratore aggiunto reggino ha anche preannunciato che il suo gruppo di lavoro alla Dda e' pronto ''per fare indagini di primissimo livello''. Tornando all'operazione, Gratteri ha definito la Spagna il ''ventre molle'' dell'Europa nel passaggio della droga, dove ''ci sono colombiani insediatisi stabilmente e posti con dieci tonnellate di cocaina da vendere all'ingrosso''. La penisola iberica e' comoda logisticamente perche' vicina all'Oceano e perche' ''i mari del nord sono meno controllati'', ha spiegato Nicola Gratteri.
DROGA:TRAFFICO INTERNAZIONALE,BASE "HOLDING" IN CALABRIA E MILANO
(AGI) - Reggio Calabria, 13 feb. - Aveva il suo asse fra la Calabria e Milano la "holdig" internazionale, facente capo alla 'ndrangheta, dedita al traffico di droga sgominata questa notte dai militari del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, in collaborazione con il Servizio centrale di investigazione sulla criminalita' organizzata di Roma e con l'ausilio del Nucleo di polizia tributaria di Milano, che hanno concluso l'operazione denominata in codice "Cicala". Il gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale DDA, ha emesso 43 misure cautelari, di cui 39 in carcere. L'esecuzione delle misure ha interessato oltre al territorio calabrese (Rosarno, Locri e Lamezia Terme) diverse provincie fra cui quella di Milano dove operavano stabilmente importanti esponenti dell'organizzazione. La rilevanza dell'operazione, che si e' avvalsa del ruolo di coordinamento a livello internazionale della direzione centrale per i servizi antidroga, e' testimoniata dai rilevanti carichi di stupefacente sequestrati nel corso delle indagini (in totale oltre 41 kg di cocaina e 286 kg di hashish) ma, soprattutto, dall'avere sgominato una pericolosa holding criminale in cui si erano consorziate alcune fra le piu' agguerrite cosche di 'ndrangheta. Nell'ambito del vasto cartello criminale delineatosi nel corso delle indagini sono emerse, infatti, numerose figure di primo piano della criminalita' organizzata calabrese, sia autoctona che di quella trapiantata da diversi anni nell'hinterland milanese, nonche' un folto gruppo di complici che, a vario titolo, fornivano il loro contributo nella pianificazione ed esecuzione dei traffici illeciti. Dominus dell'organizzazione era Pasquale Cicala, esponente di spicco nel nord italia della cosca Pesce-Bellocco di Rosarno, come emerge anche dal suo coinvolgimento nell'ambito dell'operazione "Crimine". I contatti con le 'ndrine calabresi avvenivano grazie agli stretti rapporti che Cicala intratteneva con un soggetto appartenente alla cosca "D'Agostino" di Siderno, e con il cognato di questi entrambi affiliati alla cosca "Jerino'" di Gioiosa Jonica.
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