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venerdì 11 marzo 2011

Last news Calabria (ore 10:30)

'NDRANGHETA:COSCA FICARA PILOTAVA APPALTI PUBBLICI REGGIO C. A GARA APPALTO MOTORIZZAZIONE INVITATE 4 DITTE VICINE A CLAN (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 11 MAR - La cosca Ficara-Latella riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici, facendoli assegnare a proprie societa' controllate. E' quanto e' emerso dall'inchiesta della Dda di Reggio Calabria che ha portato all'operazione Reggio Sud. Lo dimostra, riferiscono i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, la vicenda legata all'appalto per il Centro globale di revisione della Motorizzazione civile di Reggio Calabria, in cui il responsabile del procedimento ha invitato cinque ditte, quattro delle quali riconducibili alla cosca Ficara ed una non interessata alla commessa. Alcuni affiliati alla cosca, tramite la loro presunta influenza sulla Motorizzazione civile, sarebbero anche riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l'esame scritto. 

FISCO: 2009 REDDITO MEDIO 19.000 EURO. 90% SOTTO 35.000 MA CALANO RICCHI (ASCA) - Roma, 11 mar - E' stato di 19.000 euro nel 2009 il reddito medio degli italiani, secondo i dati delle dichiarazioni dei redditi raccolti dal dipartimento finanze del ministero dell'economia e che sono anticipati dal Sole 24 ore. La crisi sembra aver colpito anche i redditi alti, sopra i 200.000 euro, che sono diminuiti del 7%. Solo lo 0,71% dei contribuenti ha dichiarato cifre sopra i 200.000 euro mentre quelli con piu' di 70.000 euro si sono ridotti di 3.000 unita'. Il 90,2% e' fermo sotto i 35.000 euro. Il gettito complessivo comunque ha tenuto, con circa 146 miliardi di entrate, grazie alla lotta all'evasione fiscale che ha consentito di incamerare 2 miliardi in piu' di gettito. Il calo maggiore del reddito si e' avuto in Lombardia, che si conferma la regione con il piu' alto reddito medio (22.430 euro) ma che e' diminuito dello 0,5% rispetto all'anno precedente. In calo dello 0,2% anche il reddito medio dell'Emilia Romagna (20.520 euro). La regioni piu' povera e' la Calabria, con un reddito medio di 13.860 euro, comunque aumentato del 2,9%.

'NDRANGHETA: OPERAZIONE CONFERMA INTERESSI SU EXPO MILANO

(ASCA) - Roma, 11 mar - Con l'operazione ''Reggio Sud'' condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria che stanno eseguendo 33 arresti, vengono confermati gli interessi della 'ndrangheta sull'Expo di Milano 2015. In particolare, spiega una nota dei militari, come anche dimostrato dall'indagine ''Il crimine'', il capo cosca Giovanni Ficara aveva spostato i propri interessi nella provincia di Milano, in previsione dei lavori dell'Expo 2015, dove aveva acquisito delle quote societarie di alcune aziende in difficolta', alle quali aveva fatto avere dei prestiti agevolati, pur non ricorrendone i presupposti, attraverso la creazione di una filiale di una societa' finanziaria che da Reggio Calabria erogava denaro alle societa' milanesi per salvarle dal dissesto, al solo fine di costituire un terminale lecito per gli interessi della cosca in lombardia.

'NDRANGHETA: AUSTRALIA ESAMINA ESTRADIZIONE VALLELONGA

(ANSA) - SYDNEY, 11 MAR - Il ministro australiano degli Interni Brendan O'Connor ha affermato di avere all'esame una richiesta di estradizione in Italia per Tony Vallelonga, ex sindaco di Stirling, popoloso sobborgo di Perth in Western Australia, destinatario di uno dei mandati d'arresto all'estero emessi dalla polizia italiana nel recente blitz contro esponenti della 'ndrangheta, che ha gia' portato a 35 arresti in Italia e in Germania. ''I trattati dell'Australia con l'Unione europea prevedono che ogni richiesta di estradizione dell'Italia sia esaminata con attenzione'', ha aggiunto. In una conferenza stampa a fianco della moglie e del suo avvocato, Vallelonga non ha trattenuto le lacrime, dopo la conferma che le autorita' italiane ne chiedono l'estradizione. Vallelonga, 65 anni, noto impresario edile originario della provincia di Vibo Valentia, immigrato oltre 30 anni fa in Australia dove ha raggiunto una posizione sociale ed economica di rilievo, ha proclamato la sua innocenza e ha promesso di combattere le accuse. ''Mi difendero' con ogni forza perche' sono un uomo che ama essere parte della comunita''', ha detto. Il suo avvocato John Hammond ha detto di aver parlato con la polizia italiana, che afferma di aver emesso un mandato di arresto per il suo cliente. ''Pero' non ci hanno fornito alcun documento scritto, nonostante le nostre assicurazioni che il signor Vallelonga collaborera''', ha aggiunto. Dalle indagini della Dda di Reggio Calabria e' emerso che in Australia le cosche reggine potevano contare sulla complicita' di Vallelonga, che e' stato anche intercettato mentre discuteva degli assetti operativi della 'ndrangheta in Australia con il boss di Siderno Giuseppe Commisso, detto 'u mastru'. Vallelonga ha detto al quotidiano West Australian di aver ''probabilmente'' incontrato Commisso in uno dei suoi viaggi in Calabria, ma certamente senza discutere alcunche' di illegale. Ha detto di aver incontrato centinaia di persone nei suoi viaggi all'estero, che sono state tutte ospitali. Ha aggiunto di essere stato ben ricevuto in Calabria, come egli ha ben ricevuto molti italiani, italo-americani e italo-canadesi in Western Australia nei suoi anni da sindaco.

CALABRIA: APPUNTAMENTI DI OGGI IN REGIONE

(ASCA) - Catanzaro, 11 mar - Segnaliamo alcuni appuntamenti in programma per oggi in Calabria: - Catanzaro: spettacolo di Giorgio Panariello ''Panariello non esiste'' (Gran teatro Le Fontane, ore 21); - Reggio Calabria: convegno sul tema ''La vita delle donne tra l'impegno e la solidarieta'. Due esperienze a confronto'' (Chiesa San Catanoso, ore 18,30); - Reggio Calabria: convegno nazionale ''Obiettivo sicurezza'' sul tema ''Le scienze forensi nel processo penale italiano'' (Palazzo Campanella, ore 15,30); - Catanzaro: insediamento della componente della Fondazione Field Maria Grazia Cianciulli alla presenza del governatore Giuseppe Scopelliti (Palazzo Alemanni, ore 11); - Catanzaro: seminario di liberalismo con la lezione sul tema ''Le origini del capitalismo e della modernita''' (Universita', facolta' di giurisprudenza, ore 15); - Reggio Calabria: conferenza stampa di presentazione della quarta coppa citta' di Reggio Calabria di Karate (Palazzo San Giorgio, ore 10,30); - Catanzaro: incontro sul tema ''Scultura risorgimentale in Calabria'' promosso dalla Provincia di Catanzaro (Marca, ore 17,30); - Palmi: inaugurazione della mostra ''Il Risorgimento calabrese e Garibaldi'' (Casa delle culture, ore 9) - a seguire rappresentazione teatrale ''Aspettando ancora Garibaldi'' (ore 10); - Crotone: manifestazione per lo stage degli studenti nell'azienda di Gerardo Sacco (Aula Magna istituto Santoni, ore 16); - Reggio Calabria: conferenza stampa per la prossima riapertura del museo nazionale dopo i lavori di restauro (Prefettura, ore 11,30); - Catanzaro: convegno promosso dal Movimento sociale Fiamma Tricolore sul tema ''Catanzaro: il paese dell'incontrario! Com'era... come la vorremmo'' (Palazzo della Provincia, ore 17,30); - Cosenza: conferenza stampa del presidente della Provincia Mario Oliverio sulla centrale Enel di Rossano (Palazzo della Provincia, ore 16); - Vibo Valentia: incontro tra l'associazione dei sindaci e il presidente della Terza commissione della Regione Nazzareno Salerno sulla costruzione del nuovo ospedale (Palazzo della Provincia, ore 11,45); - Crotone: spettacolo di solidarieta' promosso dalla Lilt (Teatro Apollo, ore 21); - Catanzaro: seminario di grafica 3D rivolto agli architetti (Confindustria provinciale, ore 16); - Cosenza: inaugurazione della mostra personale di Adele Ceraudo ''Tra cuore e anima'' (Museo dei Brettii e degli Enotri, ore 18); - Reggio Calabria: manifestazione del comitato per Massimo Canale sindaco con il pulmino del cambiamento (Lungomare, stele Falcomata', ore 10); - Crotone: conferenza stampa dell'Azienda sanitaria provinciale sui progetti per l'energia rinnovabile (Sala biblioteca dell'ospedale, ore 12,30); - Reggio Calabria: conferenza stampa per la presentazione dell'iniziativa ''Il genio quiz game'' (Palazzo della Provincia, ore 10,30); - Rende: iniziativa promossa dall'Universita' della Calabria sull'Unita' d'Italia con la partecipazione di Giuliano Amato (Aula magna dell'Universita' della Calabria, ore 9,30); - Lamezia Terme: riunione del consiglio di Fedagri-Confcooperative Calabria (Sede Copagri, ore 10,30); - Catanzaro: iniziativa per i festeggiamenti dell'Unita' d'Italia con gli studenti del Comprensivo Catanzaro Est promossa dal presidente del Consiglio comunale (Palazzo De Nobili, ore 9,30); - Catanzaro: conferenza stampa di presentazione della Commissione Young della Fidapa (Camera di commercio, ore 10,30); - Castrolibero: incontro sul tema ''Donne di Calabria. Ieri, oggi? e domani? Tra tutela dei diritti e pari opportunita'''(Aula magna del Polo scolastico, ore 17,30); - Vibo Valentia: convegno sul tema ''Monitoraggio e controllo per la protezione sismica delle strutture di ingegneria civile'' (Hotel 501, ore 15,30).

'NDRANGHETA: OPERAZIONE 'REGGIO SUD', INFILTRAZIONI COSCA IN APPALTI PUBBLICI

Reggio Calabria, 11 mar. - (Adnkronos) - La cosca Ficara-Latella riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici. E' uno dei risultati investigativi a cui i carabinieri sono giunti nell'indagine della Dda di Reggio Calabria denominata 'Reggio Sud' che oggi ha portato a 33 arresti. Secondo gli investigatori si riusciva a veicolare i lavori verso proprie societa' controllate, come nel caso dell'appalto per il centro globale di revisione della motorizzazione civile di Reggio Calabria. In quel caso il responsabile del procedimento ha invitato cinque ditte di cui quattro, secondo gli investigatori, riconducibili ai Ficara e una non interessata alla commessa. Sempre all'interno della motorizzazione civile, alcuni affiliati sono riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l'esame scritto.

'NDRANGHETA: OPERAZIONE CC CONTRO COSCA FICARA-LATELLA, 33 ARRESTI

(ASCA) - Roma, 11 mar - I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria stanno eseguendo di 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 33 indagati di appartenenza alla 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca ''Ficara- Latella'', operante nella zona sud del capoluogo. Contestualmente agli arresti, spiega una nota dei militari, i Carabinieri, insieme alla Guardia di Finanza, stanno sequestrando 21 imprese, 6 terreni con fabbricati e numerosi beni mobili registrati, per un valore di 60 milioni di euro. L'indagine, denominata ''Reggio Sud'', connessa alle precedenti operazioni ''Reale'', ''Reale 2'', ''Reale 3'', ''Il crimine'' e ''Piccolo carro'', ha consentito di delineare gli assetti interni della cosca, la sua operativita' sul territorio e i condizionamenti esercitati nei confronti dell'economia legale. Tra i reati contestati agli indagati: associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, estorsione, riciclaggio, porto e detenzione abusiva di armi, assistenza agli associati, falsita' ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici ed altri reati, aggravati dall'aver favorito un sodalizio 'ndranghetistico, da eseguire in Reggio Calabria, Voghera (PV) e Larino (CB). I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che sara' tenuta presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, alle ore 11.00, dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria dott. Giuseppe Pignatone. L'indagine ''Reggio Sud'' ha consentito di tracciare non solo gli organigrammi dei due gruppi, ma anche le attivita' criminali e il reimpiego nell'economia legale dei proventi illeciti. La cosca, si legge ancora nella nota dei Carabinieri, era stata interessata sia dall'indagine ''Reale'', in cui sono stati registrati i colloqui tra Giovanni Ficara e Giuseppe Pelle, avvenuti nella casa di quest'ultimo nel mese di marzo 2010, che dall'indagine ''Piccolo Carro'' che aveva fatto luce sul ritrovamento di una macchina piena di armi ed esplosivi nei pressi del passaggio del corteo del presidente della Repubblica, durante la sua visita alla citta' il 21 gennaio 2010. Anche le risultanze dell'indagine ''Il crimine'' avevano interessato questa cosca il cui esponente Nino Latella era stato eletto nella carica di capo societa' della provincia della 'ndrangheta, seconda per ordine d'importanza solo a quella del capo crimine. Le indagini hanno evidenziato dei contrasti all'interno della cosca tra due diverse componenti che facevano capo rispettivamente a Giovanni Ficara, arrestato nell'operazione ''Reale'' e Pino Ficara, arrestato oggi. La cosca Ficara-Latella riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici, facendoli assegnare a proprie societa' controllate, come dimostra la vicenda legata all'appalto per il centro globale di revisione della motorizzazione civile di Reggio Calabria, in cui il responsabile del procedimento ha invitato 5 ditte di cui 4 riconducibili ai Ficara ed una sicuramente non interessata alla commessa. Sempre all'interno della motorizzazione civile, alcuni affiliati sono riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l'esame scritto.

'NDRANGHETA: OPERAZIONE 'REGGIO SUD', PROVENTI ILLECITI RICICLATI IN ATTIVITA' LEGALI CONTRASTI NELLA COSCA FICARA-LATELLA

Reggio Calabria, 11 mar. (Adnkronos) - L'aspetto piu' interessante, e al contempo preoccupante, dell'indagine 'Reggio Sud' eseguita questa mattina dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza che si occupa del sequestro dei beni, e' il reimpiego dei proventi illeciti nell'economia legale. Per questo sono finire sotto sequestro 21 aziende. La cosca Ficara-Latella era stata interessata nel recente passato sia dall'indagine 'Reale', in cui sono stati registrati i colloqui tra Giovanni Ficara e Giuseppe Pelle avvenuti nella casa di quest'ultimo nel mese di marzo 2010, che dall'indagine 'Piccolo carro', che aveva fatto luce sul ritrovamento di una macchina piena di armi ed esplosivi nei pressi del passaggio del corteo del Presidente della Repubblica durante la sua visita alla citta' il 21 gennaio dell'anno scorso. Anche le risultanza dell'indagine 'Il Crimine' avevano interessato questa cosca il cui esponente Nino Latella era stato eletto nella carica di capo societa' della provincia della 'ndrangheta, seconda per ordine d'importanza solo a quella del capo crimine. Le indagini hanno evidenziato i contrasti all'interno della cosca tra due diverse componenti che facevano capo rispettivamente a Giovanni Ficara arrestato nell'operazione 'Reale', e Pino Ficara arrestato oggi.

IMMIGRATI: FALSI CONTRATTI DI LAVORO, SCOPERTA ORGANIZZAZIONE A CROTONE

Crotone, 11 mar. - (Adnkronos) - Un'operazione antitruffa e' in corso questa mattina a Crotone. Personale del Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni per la Calabria - Sezione di Crotone, ha smascherato in questi giorni una organizzazione che favoriva la regolarizzazione di cittadini extracomunitari fornendo loro documentazioni attestanti rapporti lavorativi in realta' inesistenti con ignari cittadini italiani. Maggiori dettagli verranno forniti nel corso della conferenza Stampa che si terra' alle 10.30 negli uffici della questura di Crotone.

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MAFIA: BORDIGHERA; CDM SCIOGLIE CONSIGLIO,E' INFILTRATO L'OMBRA DEL VOTO DI SCAMBIO SULLA CITTA' DEL PONENTE LIGURE (dell'inviata Chiara Carenini) (ANSA) - BORDIGHERA (IMPERIA), 10 MAR - Chiuso per mafia. Ce ne sarebbe da dire, in comune a Bordighera, ma il sindaco Giovanni Bosio (pdl) non commenta. Lo fara', ha detto, ''quando ne sapro'' un po' di piu'''. I suoi collaboratori dicono che il sindaco e' ''molto scosso'' e scossi sono anche i suoi assessori che si sono chiusi con lui nella sala del Consiglio per una riunione lunga e difficile. Ordine del giorno: la decisione del Consiglio dei ministri di dare seguito alla commissione d'accesso promossa dal prefetto di Imperia che ha accolto la richiesta dei carabinieri di sciogliere il Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. Mattinata difficile, in comune a Bordighera: dopo gli assessori, usciti alla spicciolata, e' stato il turno dei tecnici amministrativi. Poi infine, ed erano le 14, Bosio ha lasciato la palazzina bianca sulla collina affacciata sul giardino alla toscana con piccole piante di cappero selvatico che spuntano dalle pietre della massicciata, come in Calabria. Per arrivare a comprendere la decisione del Consiglio dei ministri si deve tornare indietro di 4 anni, quando i carabinieri avviarono una serie di inchieste su incendi che avevano il sapore della minaccia. Quattro anni che hanno chiarito le idee ai carabinieri e scatenato l'inferno politico a Bordighera, roccaforte del centrodestra. Un inferno,come afferma Giulio Viale, ex assessore al bilancio, leghista, che appena avuto il sospetto di quello che bolliva in pentola grazie ai resoconti di alcuni interrogatori rilasciati da assessori comunali al procuratore di Sanremo, ha dato le dimissioni ricevendone in cambio insulti e aggressioni verbali da chi rimaneva in giunta. Ma questa relazione cosa riguardava? Gli interessi che una famiglia calabrese trapiantata a Bordighera aveva nel territorio comunale: dalle sale slot a certi lavori in appalto. La famiglia Pellegrino, imprenditori del movimento terra, viene indicata dalla direzione nazionale antimafia come la referente ligure di una delle piu' potenti cosche della 'ndrangheta, la Santaiti-Gioffre' da Seminara (Reggio Calabria). I fratelli Pellegrino vennero arrestati, a meta' 2010. Proprio in quel periodo i carabinieri scoprirono nella loro villa caveau segreti ma anche documentazione contabile e societaria giudicata molto interessante. In particolare, carabinieri e finanza avrebbero sequestrato atti relativi a una societa' francese riconducibile ai Pellegrino e a una serie di conti correnti oltre a documentazione su ben determinati appalti. 'Stranezze amministrative' sono state poi riscontrate dalla commissione d'accesso tra le carte del Comune. Ma e' stata la richiesta delle consorti dei Pellegrino per ottenere la licenza delle sale giochi a scatenare un putiferio. Per il 'no' opposto dalla consigliera Pd Donatella Albano, sono fioccate minacce gravissime tanto che la donna e' stata messa sotto tutela e qualche assessore s'e' trovato la macchina incenerita. La relazione dei carabinieri parla di finanziamenti elettorali come contropartita per la concessione di determinati 'favori', comprese le slot machine, ma anche di rapporti imprenditori-malavitosi-politici. Triangoli pericolosissimi che culminano in un finanziamento 'indiretto' a un ''politico del Ponente ligure'' di circa 200 mila euro.

LOMBARDIA, FORMIGONI: SU 'NDRANGHETA SCIACALLAGGIO POLITICO - Milano, 10 MAR (Il Velino) - "Sciacallaggio politico" frutto di "buonismo, permissivismo e falsa retorica". E' dura la posizione del centrodestra lombardo alle parole di Paolo Ferrero, che commentando i dati resi noti dalla Direzione nazionale antimafia (secondo cui la 'ndangheta e' ormai profondamente radicata in Lombardia, come seconda regione dopo la Calabria), ha accusato il governo e la Lega di essere responsabili della crescita della criminalita' organizzata al nord. "Respingiamo come puro sciacallaggio politico le dichiarazioni di quei tristi uomini politici che speculano per loro miseri scopi di botteguccia partitica - ha commentato il presidente della Regione Roberto Formigoni -. Sia chiaro: e' la Lombardia ad essere attaccata dalla 'ndrangheta. Mafia e 'ndrangheta sono il nostro nemico. Non puo' sorprendere che l'attenzione della criminalita' organizzata si diriga dove l'economia e piu' forte e dinamica e dunque innanzitutto verso la Lombardia. La Regione ha sempre collaborato con la giustizia e continuera' a farlo. E' giusto ricordare tuttavia che contro la 'ndrangheta in doppio petto, che utilizza capitali sporchi mascherandoli dietro molteplici schermi e investendoli nell'economia normale, sono proprio la magistratura e le forze dell'ordine che hanno gli unici strumenti di indagine e di rilevazione efficaci".

MAFIA: BARDONECCHIA 1995,PRIMO COMUNE SCIOLTO SINDACO DENUNCIO' 'RACKET DELLE BRACCIA' (ANSA) - TORINO, 10 MAR - Di un primato cosi', Bardonecchia (Torino) avrebbe fatto volentieri a meno: questa cittadina dell'Alta Valle di Susa, rinomata localita' sciistica a due passi dal Sestriere e ultimo centro abitato prima del traforo del Frejus e il confine con la Francia, si vide sciogliere il consiglio comunale, nell'aprile del 1995, per infiltrazioni mafiose. E fu il primo provvedimento del genere a interessare una localita' del Nord Italia. A Bardonecchia, come si sospettava da decenni e come in seguito certificarono indagini e sentenze, la 'ndrangheta aveva un ricco feudo: un ''locale'', nel lessico dell'organizzazione, guidato da Rocco Lo Presti, originario di Marina di Gioiosa Ionica e salito tra le Alpi nel 1963 per - diceva - ''ragioni di lavoro''. Lo Presti, che secondo un pentito aveva raggiunto il grado di ''santista'' nella scala gerarchica della 'ndrangheta, era succeduto a Francesco Mazzaferro. Ufficialmente era titolare di una sala giochi. In pratica, secondo gli inquirenti, coordinava il ''locale'' che si occupava di edilizia, controllando gli appalti e decidendo chi doveva lavorare e chi no. Mario Corino, sindaco storico negli anni Settanta e testimone d'accusa, al processo parlo' di ''racket delle braccia'', di ''clima molto difficile e pericoloso'', di ''estrema e strisciante illegalita'''. Indagare fu difficilissimo. Il dirigente del commissariato di zona ci provo', si attiro' i fulmini dei politici locali e un giorno del 1991, senza preavviso e nel bel mezzo di un'inchiesta, venne trasferito in Calabria. Fu nel 1994 che la Procura di Torino riusci' a incriminare Rocco Lo Presti, che comunque fu processato a piede libero. Il 22 gennaio 2009, la Cassazione rese definitiva la sua (unica) condanna per associazione mafiosa: e il giorno dopo, nel reparto detenuti dell'ospedale Molinette, dove lo avevano portato per le sue precarie condizioni di salute, venne stroncato da un infarto. Aveva 72 anni.


INFRASTRUTTURE: A3 SALERNO-REGGIO CALABRIA, ABBATTUTO DIAFRAMMA CANNA SUD DELLA GALLERIA Salerno, 10 mar. - (Adnkronos) - E' stato abbattuto questa mattina il diaframma della canna sud della galleria San Michele, in costruzione al km 49,044, nell`ambito dei lavori di realizzazione della nuova autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, nel tratto compreso tra gli svincoli di Sicignano e Contursi, in provincia di Salerno. ''Proseguono puntualmente i lavori del lotto di Contursi - ha affermato il Presidente dell'Anas Pietro Ciucci - e, in pieno rispetto dei tempi programmati, viene rotto il diaframma di questa galleria. Nei prossimi giorni si procedera' alla stessa operazione nella galleria parallela e, quindi, rimane fermo l'obiettivo di completare i lavori per la fine di luglio, in tempo utile per il prossimo esodo estivo''. La nuova galleria San Michele ha una lunghezza di oltre 850 metri, con una sezione di scavo di 170 mq ed un diametro di circa 15 metri. La sezione stradale della carreggiata e' composta da 3 corsie piu' 2 banchine su ambo i lati per una larghezza complessiva della piattaforma stradale pari a 12,4 metri. L'intero tracciato della galleria e' stato realizzato in variante rispetto a quello attuale dell'A3, con l'utilizzo di nuove tecnologie e moderne procedure di scavo. I lavori eseguiti fuori sede non hanno, quindi, creato alcun disagio alla circolazione. La galleria San Michele, insieme alla galleria Sant'Angelo, anche quest'ultima a doppia canna, sono due importanti opere che si inseriscono nell'ultimo tratto salernitano a tre corsie fino all`innesto con il Raccordo Sicignano-Potenza e particolarmente importante per il territorio dei comuni di Postiglione e Sicignano degli Alburni. Sono in fase di ultimazione anche i lavori di scavo della canna nord, il cui diaframma sara' abbattuto il prossimo 21 marzo. Nel progetto di ammodernamento che ha un importo complessivo di 183 milioni di euro, sono previste, oltre alle 2 gallerie, altre significative opere d'arte, tra cui 5 viadotti. Si tratta di un tracciato lungo 6 km, costruito per il 50% in variante rispetto a quello esistente che sara' aperto al transito in configurazione definitiva, con tre corsie per senso di marcia, prima dell'esodo estivo 2011. ''La realizzazione della nuova autostrada Salerno-Reggio Calabria - ha concluso Pietro Ciucci - e' una sfida nel contempo ingegneristica, finanziaria e territoriale. Non viene utilizzato a caso il termine ''Nuova'' Salerno-Reggio Calabria perche' l'Anas non sta semplicemente allargando quella costruita oltre quaranta anni fa, aggiungendo le corsie di emergenza su tutto il percorso, ma proprio come dimostra questo abbattimento di diaframma, sta realizzando una nuova, moderna e piu' sicura autostrada, smantellando gradualmente la precedente. Il tutto in presenza di traffico''.

LAVORO:CONTROLLI DEI CC NEI CANTIERI A/3, 7 ADDETTI IN NERO (ANSA) - SALERNO, 10 MAR - Sette lavoratori in nero sono stati scoperti nel corso dei controlli effettuati per l'intera giornata dai carabinieri della compagnia di Battipaglia e del nucleo ispettorato del Lavoro di Salerno in collaborazione con il personale dell'ufficio tecnico della Direzione Provinciale del Lavoro del capoluogo, nei cantieri per i lavori di ammodernamento dell'Autostrada A/3, la Salerno-Reggio Calabria, tra i comuni di Pontecagnano e Battipaglia. I controlli sono stati finalizzati soprattutto a riscontrare l'esattezza delle procedure di sub appalto e la regolarita' delle posizioni contributive ed assicurative degli operai impiegati. Al vaglio dei militari le procedure di affidamento dei sub appalti dei lavori nei confronti di sette ditte provenienti dal napoletano e dal salernitano. I riscontri eseguiti sulle posizioni dei vari lavoratori hanno, invece portato, a riscontrare la presenza in cantiere di sette lavoratori 'in nero', impiegati in due delle sette ditte, situazione che ha comportato l'immediata sospensione dal lavoro delle due ditte nei confronti delle quali sono state elevate sanzioni amministrative per un importo elevato ed ancora in corso di quantificazione.

REGIONE: IN COMMISSIONE PDL SU GARANTE (ASCA) - Reggio Calabria, 10 mar - ''La Prima Commissione del Consiglio regionale della Calabria, ''Affari istituzionali e affari generali'', presieduta da Giuseppe Caputo (Pdl), ha avviato stamani la discussione sul progetto di legge che istituisce l'Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta' personale e su quello che introduce modifiche all'estensione dei benefici dell'esodo pensionistico agevolato disposto per il personale della Regione anche al personale regionale trasferito alle Province dopo la legge 34 del 2002, per l'esercizio delle funzioni delegate''. La Commissione ha deciso di affrontare nella prossima seduta l'esame delle due proposte normative. ''Riteniamo opportuno - ha detto il Presidente Giuseppe Caputo - approfondire alcune peculiarita' per quel che concerne l'istituzione del Garante, poiche' su questa proposta di legge sono stati gia' presentati emendamenti che richiedono un confronto con il Direttore generale della Presidenza della Giunta, avvocato Franco Zoccali. Nella prossima seduta ascolteremo anche il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta' personale del Comune di Reggio, dott. Giuseppe Tuccio. Quanto al secondo provvedimento normativo, riteniamo importante conoscere l'orientamento degli Assessori al Bilancio e al Personale''.

LIBRI: COSI' MANGIAVA GARIBALDI: IL RISORGIMENTO SI FA GUIDA CULINARIA - Roma, 10 MAR (Il Velino) - Se non proprio tutto, molto si sa di Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II e Pio IX. Eppure poco o nulla e' noto al grande pubblico sul modo in cui erano imbandite le loro tavole. In concomitanza con le celebrazioni per i 150 anni dell'Unita', ad aggiungere questo tassello mancante arriva "Qui mangiava Garibaldi. Guida eno-gastro-bellica al Risorgimento" (De Agostini). Un manuale che attraverso 16 personaggi risorgimentali di diversa provenienza geografica racconta i prodotti che mangiavano nei luoghi in cui vivevano o in cui si trovavano a combattere, i vini autoctoni, le ricette dell'epoca, le osterie e le trattorie che frequentavano. Dal napoletano Carlo Pisacane alla Calabria in cui morirono i fratelli Bandiera alla Sardegna che l'Eroe dei Due Mondi scelse come sua patria d'elezione, un melting pot di sapori alpini e mediterranei, padani e isolani, quale e' poi diventata la cucina italiana "unita". A curare la guida, Paolo Paci, scrittore e giornalista specializzato in viaggi e gastronomia. Affiancato pero' da un gruppo di storici, che hanno unito forze e competenze per dar vita a questa insolita interpretazione culinaria del Risorgimento, come l'alimentarista e storico della gastronomia Giorgio Donegani. L'intento e' tentare di ricostruire che cosa mangiavano e bevevano i padri dell'Unita' d'Italia. Per scoprire magari che Camillo Benso conte di Cavour, anche nei momenti piu' delicati del suo ministero non smise mai d'essere un gaudente a tavola e letteralmente "fece l'Italia" seduto al suo tavolo, al Ristorante Del Cambio a Torino, o passeggiando tra i suoi filari di Nebbiolo. Dove le notizie "golose" dalle vite degli eroi scarseggiano, gli autori sono ricorsi alle tradizioni gastronomiche regionali. Anche se dalla cassoeula del lombardo di Carlo Cattaneo al timballo di maccheroni del napoletano Ferdinando II, il panorama non molto e' cambiato in Italia nel corso degli ultimi due secoli. E per chi vuole rivivere le atmosfere del tempo, in fondo a ogni capitolo il manuale cita le "tavole" storiche dove sedettero i padri del Risorgimento. E poco importa che spesso si tratti di semplici ristoranti e le osterie che preservano le ricette ottocentesche come veri templi della cucina d'antan. Per i sapori, puo' bastare l'immaginazione.

'NDRANGHETA: A 20 ANNI MORTE RICORDATO GIUDICE SCOPELLITI (AGI) - Catanzaro, 10 mar. - Venti anni sono passati dall'omicidio del giudice Antonino Scopelliti, sostituto procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione, ucciso in un agguato il 9 agosto 1991 a Campo Calabro, mentre era in vacanza nel suo paese di origine. Per ricordare la figura del magistrato si e' svolta oggi a Catanzaro una manifestazione promossa dalla fondazione che porta il suo nome, guidata dalla figlia Rosanna e dal movimento "Ammazzateci tutti". Davanti alle istituzioni calabresi e a decine di studenti, un filmato ha aperto i lavori con i telegiornali dell'epoca e alcune interviste girate in questi ultimi periodi in Calabria. Aldo Pecora, leader del movimento antimafia, ha ricordato l'impegno del giudice per la legalita', sottolineando anche che "ogni boss assicurato alla giustizia e' un regalo alle vittime di mafia; non chiama moli uomini d'onore - ha chiosato - ma di disonore, perche' l'onore lo abbiamo noi". Anche il sindaco di Catanzaro Rosario Olivo si e' soffermato sulla figura e sull'impegno del "giudice solo", mentre il coordinatore dell'Ufficio scolastico regionale ha ricordato come sia necessario trasformare "l'educazione alla legalita' in educazione alla cittadinanza attiva". Il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci ,si e' appellato al ruolo della politica e della famiglia, sottolineando che "quando si costruiscono le liste bisogna stare attenti a chi si mette in lista, perche' c'e' chi non respinge i voti della mafia". Una sollecitazione ripresa dal governatore Giuseppe Scopelliti, il quale ha ricordato il periodo dell'omicidio del magistrato, vissuto da giovane impegnato in politica. "Oggi la stagione e' completamente diversa - ha affermato - c'e' la presenza forte delle Forze dell'ordine e della magistratura, e c'e' una presenza diversa della politica". Rispetto alla situazione generale del periodo, Scopelliti si e' soffermato sul fatto che "la stagione e' difficile: tra federalismo, aspetti socio-economici e una politica che deve fare scelte epocali, e' forse la fase piu' delicata della nostra regione". Per quanto riguarda le continue intimidazioni nella regione, Scopelliti ha detto che "c'e' una strategia di accerchiamento della politica sana. La Calabria se vuole crescere ha una sola strada - ha concluso il governatore - deve diventare una terra libera, e per farlo siamo noi calabresi che dobbiamo condurre il nostro destino verso la civilta' e il progresso".

SMOG: LEGAMBIENTE, 22 CAPOLUOGHI HANNO SUPERATO LIMITI (AGI) - Roma, 10 mar. - Sono gia' 22 i capoluoghi italiani che, dall'inizio del 2011, hanno superato i 35 giorni di sforamento delle PM10 consetiti per legge. Apre la classifica Milano, con 56 giorni, accompagnata nelle prime dieci posizioni da altre sette citta' dell'area padana: Torino (54), Brescia (51), Monza (51), Asti (47), Mantova (45) e Verona (44). Appena sotto il livello consentito troviamo Modena, Pavia e Venezia, con 34 giorni, e infine Roma e Firenza, rispettivamente con 29 e 28 giorni. I dati sulle condizioni dell'aria delle citta' italiane sono stati presentati questa mattina in occasione dell'avvio della 22esima edizione del "Treno Verde" di Legambiente e Ferrovie dello Stato, la campagna di rilevamento dell'inquinamento acustico e atmosferico e di educazione ambientale. Al centro dell'edizione 2011, ha ricordato Rossella Muroni, direttore nazionale di Legambiente, ci saranno le citta' con particolare riferimento al Patto dei sindaci, l'accordo europeo col quale i comuni si impegnano su base volontaria a realizzare, entro il 2020, piani d'azione per rientrare gli obiettivi del 20-20-20 (ridurre del 20% le emissioni di CO2, aumentare del 20% il contributo delle rinnovabili e ridurre del 20% i consumi). "Durante le tappe del Treno Verde (Siracusa, Reggio Calabria, bari, Salerno, Pisa, Genova, Brescia, vicenza e Rimini) - ha spiegato Muroni - le amministrazioni cittadine saranno chiamate ad accogliere la sfida di lavorare alla sostenibilita' ambientale, trovando le giuste sinergie tra interessi pubblici e privati. Ad ogni tappa, l'equipaggio del Treno verde analizzera' la qualita' dell'aria e i livelli di rumore attraverso le rilevazioni condotte dal Laboratorio mobile dell'istituto sperimentale di rete ferroviaria italiana. Nelle misurazioni non saranno prese in considerazione solo le polveri sottili (PM10) ma anche benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

CRISI ECONOMICA: SEL CALABRIA, INIZIATIVA DI LEGGE POPOLARE PER REDDITO MINIMO Cosenza, 10 mar. - (Adnkronos) - La segreteria regionale di Sinistra ecologia e liberta' della Calabria promuove un disegno di legge di iniziativa popolare sull'istituzione del reddito minimo di esistenza. Lo annuncia il segretario Ferdinando Pignataro, spiegando che la proposta viene avanzata ''soprattutto dopo l'approvazione da parte del Parlamento Europeo di una risoluzione in tal senso, avvenuta in ottobre a larghissima maggioranza, che si propone di promuovere in tutti i Paesi interventi a garanzia della dignita' dell'esistenza e di un lavoro vero per tutte e tutti''. Viene considerato inoltre, aggiunge Pignataro, ''il numero sempre crescente di persone a rischio poverta' ed esclusione sociale, di lavoratori e lavoratrici poveri, di precari e disoccupati''. L'obiettivo e' ''rispondere in modo positivo per risolvere le questioni del reddito e del welfare per chi vive in situazioni di precarieta' e disoccupazione'', spiega il segretario regionale di Sel. La crisi che ha colpito il Paese, in Calabria ha assunto misure piu' rilevanti. ''Il 40% delle famiglie, sono i dati della segreteria di Sel, ha superato o e alla soglia della poverta', una larga fetta delle quali vive una situazione di indigenza'' inoltre la crisi si nota dal ''decremento dei consumi e addirittura della spesa alimentare, oltre 9mila posti di lavoro andati in fumo, l'aumento enorme del ricorso alla cassa integrazione, una situazione delle attivita' produttive sempre piu' legate a lavoro nero, sommerso o estremamente precario senza diritti e tutele per i lavoratori e le lavoratrici, la disoccupazione crescente e il nuovo esodo dei giovani, sempre piu' l'unica risorsa della nostra regione''.

Operazione "Imelda": ecco i dettagli


Dopo oltre 3 anni di indagini, questa notte il Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro , in collaborazione con il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Scico ) di Roma e con l’ausilio di reparti del Comando provinciale di Reggio Calabria, ha portato a termine l’operazione denominata “Imelda”, condotta nei confronti di una pericolosa ed agguerrita organizzazione di stampo ‘ndranghetistico dedita al traffico internazionale di so stanze stupefacenti. Trentuno le ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della lo cale Direzione distrettuale antimafia, la cui esecuzione ha visto impegnati oltre 150 finanzieri nei territori di San Luca, Africo , Bovalino e Rosarno, roccaforti storiche di importanti famiglie di ‘ndrangheta, e nell’Hinterland milanese, do ve alcuni membri dell’organizzazione avevano stabilito la lo ro residenza abituale.
Fra i provvedimenti di cattura emessi dalla Procura reggina, figurano 5 mandati di arresto europeo che la Polizia di Duisburg sta eseguendo nei confronti di altrettanti trafficanti calabresi, originari di San Luca ed emigrati nella nota città tedesca, dove gestivano attività commerciali di scarso rilievo economico ma con finalità di copertura della più lucrosa attività di narcotraffico. L’importanza dell’operazione, che si è avvalsa del fondamentale ruolo di co ordinamento della Procura nazionale antimafia e della Direzione centrale dei servizi antidroga, è testimoniata non soltanto dai rilevanti carichi di cocaina ricondotti al sodalizio (ben 23 kg sottoposti a sequestro e circa 160 kg consumati in frode) o dall’altrettanto rilevante numero di pericolo si affiliati alla ‘ndrangheta assicurati alla giustizia, molti dei quali latitanti da diversi anni, ma soprattutto dall’essere riuscita a colpire in tutti i suo i gangli “operativi” ed “organizzativi” una pericolosa holding criminale di livello internazionale. Un’alleanza strategica tra le cosche della Locride (Nirta-Strangio -Pizzata) e quelle della Piana di Gio ia Tauro (Asco ne-Bellocco ) le quali, rinsaldando latenti amicizie tra vecchi capi ‘ndrina, si so no tra lo ro coalizzate per assicurarsi, da un lato , l’apertura di nuovi canali per l’importazione, lo stoccaggio e lo smercio della cocaina proveniente dal Sud America, dall’altro , la creazione, soprattutto in territorio estero , di basi operative e logistiche per la copertura di soggetti latitanti appartenenti alle medesime cosche.
In questo quadro , gli uomini del Goa di Catanzaro , coordinati dai magistrati della DDA di Reggio Calabria, hanno sviluppato la lo ro indagine seguendo contestualmente un duplice binario investigativo : il primo, finalizzato alla neutralizzazione del traffico internazionale di droga gestito dall’organizzazione; il secondo , rivolto all’individuazione e alla cattura di importanti esponenti del sodalizio che, sebbene in stato di latitanza, continuavano a porre in essere i lo ro affari illeciti
in Italia e all’estero .
Le investigazioni hanno evidenziato , fin da subito , la leadership criminale di Antonio Ascone (57enne nato a Rosarno , alias “nascarella” ritenuto capo dell’omonima cosca per come già emerso nell’ambito delle operazioni “Nasca” e “Timpano ” condotte dal Go a di Catanzaro ), Bruno Pisano di 28 anni, Umberto Bellocco di 28 anni e Michele Ascone di 23 anni (figlio di Antonio ), i quali al vertice della componente tirrenica dell’organizzazione, erano i promotori di un traffico internazionale di so stanze stupefacenti che vedeva interessati diversi paesi europei (Belgio , Germania e Olanda) e co n basi logistiche anche nel nord Italia.
Il gruppo, infatti, poteva contare sull’appoggio di alcuni soggetti residenti nell’Hinterland milanese, primi fra tutti Sergio Carretta di 51 anni e Rocco Asco ne di 58 anni (cugino di Antonio, recentemente arrestato nell’ambito dell’o perazio ne Il Crimine) i quali avevano compiti di ricezione, stoccaggio e smercio dello stupefacente.
Nel contempo , Antonio Asco ne aveva instaurato una ferrea alleanza co n alcuni importanti esponenti della cosca Strangio -Nirta-Pizzata di San Luca per la gestione “in comunione” del traffico internazionale di droga. Si tratta, in particolare, di Francesco Strangio di 45 anni.
Referente particolare e privilegiato dei narcos colombiani, la sua figura compare nelle più importanti operazioni antidroga svolte sul territorio nazionale nell’ultimo decennio. Strangio fungeva da collettore tra i cartelli colombiani e le organizzazioni calabresi che si adoperavano per smerciare le partite di stupefacente sul territorio nazionale. Giancarlo Polifroni di 35 anni, ricercato in ambito internazionale per l’omicidio di Antonio Speranza. Riparato in Olanda subito dopo l’omicidio, ha allacciato importanti legami con altri latitanti successivamente riparati in quel paese come lo stesso Strangio . Insieme a questo, Polifroni intratteneva rapporti sempre più stretti con i narcos colombiani concludendo “affari” sempre più importanti. Altro nome noto è quello del trafficante internazionale Bruno Pizzata, di 55 anni, colpito più volte da ordinanze di custodia cautelare in carcere e recentemente arrestato in Germania dal Gico di Reggio Calabria in collaborazione con la Polizia di Duisburg.
Emblematica la conversazione ambientale intercettata sull’auto vettura del Pizzata,
nella quale egli instradava all’attività di corriere, quasi co n una sorta di rito di iniziazione, un giovane di origini sarde, successivamente identificato in Beniamino Marras di 39 anni:
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23.3.2006
Pizzata parla con un uomo e dice: “C’è una cosa che deve essere legata… un tubicino che è
sotto.. il gancio si è smollato ed è sotto ora capisci… lo sai quelle graffette che vendono di
plastica, si lega lì ed è tutto posto, siamo andati e adesso torniamo da laggiù… ti abbiamo fatto
venire oggi perché avevano roba tagliata e domani alle undici e mezza mi telefona e mi dice se è
pronta… andiamo con tutte e due le macchine… comprendi? Così ti faccio trasportare un po’ di
materiale come cuscini… possiamo andare noi, andiamo da Stella.. così viene lui”.
L’interlocutore: “L’avete provata voi, la coca.. l’avete provata, tu l’hai provata”.
Pizzata: “Quando parlano gli amici miei non mi possono raccontare bugie, se mi dicono che è
tagliata è tagliata se deve essere buona deve essere buona…”.
Uomo: “Se tu mi fai vedere adesso come ci fermiamo dove è… il mio amico meccanico… me la fa
lui”.
Pizzata: “Una graffetta è… non c’è bisogno del meccanico e stasera avremmo finito la situazione…
fra due giorni ta ta ta… non ti dare pensiero che quando arriva il materiale vengono soli”.
Uomo: “Alcuni non mi hanno più aspettato…”.
Pizzata: “Io per te miro ad un altro lavoro… nel frattempo lo facciamo se non iniziamo”.
Uomo: “E’ rischioso”.
Pizzata: “… Non voglio che lavori qua tu quello che mi interessa a me è che tu faccia i viaggi…
che lavori con i viaggi, devono vederti come un ragazzo pulito”.
Pizzata: “Il primo viaggio che fai devi farlo solo per andare lì e farlo provare, un pacco… un
pacco”.
Uomo: “Ne vale la pena?”.
Pizzata: “Se non ne vale la pena tu che pensi che… il secondo turno poi ci prepariamo..
comunque ti posso dire che tra una settimana, dieci giorni dovremmo iniziare”.
Uomo: “A me più lavoro mi dai e meglio è… che mi servono soldi”.
Pizzata: “A me interessa che tu ti fai il lavoro con la massima cautela… il lavoro al 100%.. tu lì non
hai problemi… quando arrivi nella zona devi avere tutto sotto controllo perché ti aspettano i miei a
ritirare, loro ti portano in un appartamento o hotel, che sono amici nostri, mangi, ti rilassi e il giorno
dopo riparti… l’Italia tu non hai problemi per fare la strada… la prima volta si fa trovare la
staffetta..”.
Uomo: “Ma un ragazzo o una ragazza fai venire?”.
Pizzata: “Non è che viene con te.. la prima volta ti va avanti ti fa strada…, che andate a rischiare in
due.. uno deve rischiare.. se ci sono problemi – fermati a prendere un caffè, in dieci giorni spero
che possiamo dare inizio al lavoro e tre o quattro volte al mese… come tu prendi il malloppo vedi
che ti senti meglio”.
Uomo: “Se vale la pena che rischio lo faccio certamente, te l’ho detto anche l’altra volta”.
Pizzata: “Devi pensare che il minimo che ti becchi… ogni viaggio, nel giro di un mese 12.000
euro… se lavoriamo con il minimo… 12.000 euro devi lavorare un anno in pizzeria, se lavori con il
dovuto criterio fai 30/35/40.000 euro, dipende come va a noi vai tu, più noi lavoriamo più noi
guadagni, noi siamo organizzati bene, a me interessa la tua guida, se hai resistenza nella guida
perché il viaggio è lungo, tu solo guidare devi, guarda io pure con questa macchina dove dovevo
andare in 20 ore sono lì, proprio ad andare tranquillo, io questa macchina l’ho fatta lavorare,
questa proprio questa e chi ci andava, andava tranquillo e tornava tranquillo”.
Uomo: “Conosci bene Oberhausen?”.
Pizzata “A furi di venivi a trovare, una volta te una volta Sebastiano, mi avete fatto uscire pazzo qui
ad Oberhausen”.
Uomo: “Se la macchina è buona… tu sai quello che devi fare e io mi preparo la strada”.
Pizzata: “Io l’altro giorno ti cercavo e sai perché non ti ho fatto venire a fare un lavoretto… ti saresti
guadagnato 2000 euro solo per ritirare soldi”.
Uomo:” Ah i 100.000 euro?”.
Pizzata: ” Se no ti avrei fatto fare 2000 euro così… che neanche in un mese li guadagni”.
Uomo: “Secondo te perché voglio fare questo lavoro… il rischio si sa quello che è, anche mio
nipote lo fa… ma chi è che c’è dentro Sebastiano?”.
Pizzata: “E’ già arrivato?”.
Scendono dalla macchina.
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In Germania, Pizzata intratteneva frequenti co ntatti co n altri espo nenti del gruppo tra cui,
principalmente, Anto nio Vo ttari di 26 anni e Sebastiano Rechichi di 51 anni e, nel co ntempo ,
faceva la spo la co n la vicina Olanda allo sco po di co ncertare co n gli stessi l’invio di co spicue
partite di stupefacente in Italia reperite direttamente presso fo rnito ri sudamericani o
co mmissio nate al no to trafficante rumeno State Stelean di 6 0 anni.
Determinante in tale co ntesto è stata la co llabo razio ne giudiziaria internazio nale instaurata dalla
DDA di Reggio Calabria co n la Pro cura di Duisburg che ha po rtato gli investigato ri del Go a di
Catanzaro a lavo rare fianco a fianco co n la Po lizia tedesca. Una co llabo razio ne avviata già
all’indo mani della famo sa strage di ferrago sto del 20 0 8 e che, unitamente a quella fo rnita dalla
Po lizia o landese e belga, si è rivelata prezio sa per tutta la durata delle indagini avendo
assicurato , in tempo reale, un co ntinuo flusso di info rmazio ni sui so ggetti mo nito rati e sui lo ro
mo vimenti, l’asco lto recipro co delle co nversazio ni che avvenivano in quei Paesi no nché
l’individuazio ne e la cattura di perico lo si latitanti.
In partico lare, po iché Bruno Pizzata utilizzava utenze mo bili no n intercettabili in Italia, so lo la
co ngiunta e recipro ca attività captativa italo -tedesca ha permesso di mo nito rare le
co nversazio ni che il Pizzata intratteneva co n gli altri membri dell’o rganizzazio ne e di seguire
co sì le numero se transazio ni illecite di cui egli era pro tago nista indiscusso .
Si è po tuto infatti accertare che Bruno Pizzata aveva:
gestito , co n l’ausilio di Sebastiano Rechichi e Anto nio Vo ttari, la fo rnitura di più carichi di
stupefacente in quantità imprecisata e co n destinatario un perso naggio siciliano no n
meglio identificato ;
o rganizzato , sempre co n Sebastiano Rechichi, Anto nio Vo ttari e Francesco Stilo cl. 6 1,
una transazio ne di stupefacente nell’o rdine di 50 /10 0 kg co n destinazio ne Italia;
partecipato al pro getto di impo rtare circa 1.0 0 0 kg di co caina pro veniente dal Sud America
co n destinazio ne un po rto del No rd Euro pa, pro getto nel quale erano co invo lti anche
State Stelean e alcuni trafficanti venezuelani e co lo mbiani.
Ma so prattutto si è attestato co n asso luta certezza il suo co invo lgimento e quello di Sebastiano
Rechichi, Anto nio Vo ttari e di State Stelean circa il sequestro di 22 kg di co caina avvenuto il 14
marzo 20 0 6 presso l’aero po rto milanese di Malpensa ad o pera del lo cale Gruppo della
Guardia di Finanza. Lo stupefacente, reperito in Venezuela dal duo Pizzata-Stelean, era
traspo rtato da un co rriere arrestato in quell’o ccasio ne.
La co llabo razio ne di Po lizia sul fro nte internazio nale si è rivelata altrettanto decisiva nella
parallela attività di individuazio ne e arresto di perico lo si latitanti, altro pilastro investigativo
dell’o perazio ne.
Grazie al sinergico appo rto delle po lizie di Germani, Olanda e Belgio , si è po tuto infatti po rre
fine alla latitanza di ben cinque espo nenti di spicco dell’o rganizzazio ne che, durante le indagini,
è stata co sì privata di fo ndamentali punti di riferimento nella pianificazio ne e gestio ne del traffico
di dro ga.
Ed è pro prio questa circo stanza che rende l’o perazio ne “Imelda” un mo dello di riferimento
asso luto nel pano rama della co o perazio ne giudiziaria, o ve si co nsideri che ben quattro fo rze di
po lizia appartenenti a Stati diversi, sapientemente guidate dalle rispettive magistrature e co n
l’azio ne di co o rdinamento assicurata ai vari livelli dalla Direzio ne nazio nale antimafia, dalla
Direzio ne centrale per i servizi antidro ga e dal Servizio centrale della Guardia di Finanza, so no
riuscite a o perare co ngiuntamente in tempo reale per il raggiungimento di un unico co mune
o biettivo .
Il 27 aprile 20 0 6 , do po lunghi ed estenuanti pedinamenti co ndo tti in co llabo razio ne co n la
po lizia o landese, veniva arrestato nella sua dimo ra di Amsterdam Anto nio Asco ne, latitante da
o ltre 2 anni, allo rquando era stato co invo lto nell’o perazio ne “Nasca” co ndo tta dal Go a di
Catanzaro .
Nel co rso della mesedima o perazio ne, cadeva nella rete un altro perico lo so latitante,
Gio acchino Bo narrigo cl. 8 4, nipo te e fiancheggiato re di Anto nio Asco ne, mentre riusciva a
sfuggire alla cattura Anto nio Calo gero Co stadura, cl. 74 (latitante dal 20 0 2, anno che ha visto la
sua evasio ne dagli arresti do miciliari, arrestato per traffico di so stanze stupefacenti e co lpito
successivamente da mandato di cattura euro peo . Espo nente della famiglia Nirta di San Luca,
curava gli “affari” del clan per ciò che co ncerneva il flusso di stupefacenti dal No rd Euro pa in
Italia). Lo scampato perico lo e il successivo arresto il 21.6 .20 0 6 , sempre in co llabo razio ne co n
la po lizia o landese, di Francesco Strangio cl. 6 6 (avvenuto sull’auto strada Ro tterdam-
Amsterdan nei pressi di un distributo re stradale do po un serrato ed estenuante pedinamento ) e
di Giancarlo Po lifro ni (blo ccato nei pressi di un supermercato ), hanno indo tto Co stadura ad
abbando nare l’Olanda e a recarsi nella natia Genk (Belgio ) do ve, tra l’altro , viveva la sua
famiglia. Pro prio grazie all’asco lto di alcune co nversazio ni tra la madre e il fratello , i finanzieri
del Go a so no riusciti a risalire all’esatta lo calizzazio ne del Co stadura che è stato co sì arrestato
il 23 maggio del 20 0 8 dai reparti speciali belgi mentre si apprestava a definire gli ultimi
preparativi in vista dell’imminente battesimo della figlia.
Co ncluse le indagini sulla co mpo nente “militare” dell’o rganizzazio ne che, fra l’altro , hanno
po rtato anche al sequestro di un ingente quantitativo di armi (9 pisto le, 1 mitragliatrice, 5
silenziato ri, 18 caricato ri e più di 30 0 munizio ni), i finanzieri del Gico di Catanzaro e del Servizio
centrale investigazio ne sulla criminalità o rganizzata del Co rpo di Ro ma, hanno co ndo tto mirate
indagini eco no mico -finanziarie, dispo ste sempre dalla DDA reggina, sui patrimo ni illeciti
accumulati dai principali indagati.
I co nseguenti pro vvedimenti di sequestro preventivo emessi ai sensi degli artico li 321 c.p.p. e 12
sexies L. 356 /9 2 dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della lo cale Pro cura
Distrettuale, co lpisco no i seguenti beni per un valo re stimato in circa 5 milio ni di euro :
10 immo bili, distinti tra terreni e fabbricati;
14 auto mezzi;
3 ditte individuali (di cui 2 in Calabria ed una nel No rd Italia);
diversi conti correnti e polizze vita.

L’elenco dei 31 arrestati
1. Anto nio Asco ne, nato a Rosarno , cl. 54
2. Michele Ascone, nato a Gioia Tauro , cl. 79
3. Vincenzo Ascone, nato a Gioia Tauro , cl. 8 0
4. Rocco Ascone, nato a Ro sarno , cl. 53
5. Laurentiu Do ru Lo renzo Avram, nato a Galati (Ro mania) cl. 78
6 . Umberto Bello cco , nato a Cinquefro ndi, cl. 8 3
7. Gioacchino Bonarrigo , nato a Cinquefrondi, cl. 8 4
8 . Nicola Bonarrigo , nato a Rosarno , cl. 6 4
9 . Pasquale Caldero ne, nato a Locri, cl. 77
10 . Sergio Carretta, nato a Milano , cl. 6 0
11. Anto nio Costadura, nato a Genk (Belgio ) cl. 74
12. Do menico Co despo ti, nato a San Luca, cl. 50
13. Giuseppe Fabrizio , nato a Tauriano va, cl. 74
14. Salvatore Giorgi, nato a Locri, cl. 74
15. Beniamino Marras, nato a Cagliari, cl. 72
16 . Carmine Murdaca, nato a Sant’Ilario dello Jo nio , cl. 57
17. Aldo Nasso, nato a Polistena, cl. 8 5
18 . Vincenzo Perri, nato a San Luca, cl. 8 0
19 . Bruno Pisano , nato a Cinquefro ndi, cl. 8 3
20 . Bruno Pizzata, nato a Melito Porto Salvo , cl. 59
21. Giuseppe Pizzata, nato a Locri, cl. 8 0
22. Giancarlo Po lifro ni, nato a Locri, cl. 74
23. Filippo Rechichi, nato a Locri, cl. 8 3
24. Sebastiano Rechichi, nato a San Luca, cl. 6 0
25. Antonio Romeo , nato a San Luca, cl. 57
26 . Antonio Romeo , nato a San Luca, cl. 70
27. State Stelian, nato a Unirea (Romania) cl. 50
28 . Francesco Stilo , nato ad Africo , cl. 6 1
29 . Francesco Strangio , nato a Melito Porto Salvo , cl. 6 6
30 . Anto nio Vottari, nato a Lo cri, cl. 8 5
31. Giuseppe Romeo , nato a Giussano , cl. 6 1 (arresti domiciliari)


Di seguito alcuni stralci tratti dalla conferenza stampa...


...l'intervento del funzionario tedesco Neumann...




e le interviste a Giuseppe Pignatone e Nicola Gratteri: