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giovedì 29 marzo 2012

ADICO: le news

Una legge sui crac personali: ecco il piano salva-famiglie


27 marzo 2012
Il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge che regola, per la prima volta nella storia del Paese, il caso di bancarotta individuale. Il debitore meritevole, che abbia acceso un mutuo o un prestito in linea con il suo reddito del momento, non sarà più condannato alla morte civile, non sarà più un pignorato per la vita.
“Il giudice – spiega il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini, padre del provvedimento – potrà guidare questo debitore verso una ristrutturazione ragionata della sua esposizione. Noi non vogliamo certo incoraggiare la corsa ai debiti. Non vogliamo neanche che una persona perda per sempre il diritto al consumo solo perché si è ammalata, ha divorziato, ha perso il posto di lavoro”.
Il disegno di legge, che modifica la legge sull’usura del gennaio 2012, salvaguardia creditori speciali (come una ex moglie che riceve gli alimenti) e non autorizza la cancellazione dei debiti verso lo Stato, ma solo la rateizzazione. Ma alla fine di un percorso complesso, saldate una parte delle proprie obbligazioni, il consumatore potrà beneficiare della cancellazione di tutti i suoi debiti e “godere – spiega Zoppini – di una seconda possibilità”
Progetto di rientro attendibile e il giudice zittisce i creditori
Il disegno di legge prevede una prima ciambella di salvataggio per il consumatore sopraffatto dai debiti: la “Composizione”. La persona in affanno ha il diritto di rivolgersi agli “Organismi di composizione della crisi” che funzioneranno da consulenti gratuiti. Con la loro assistenza, il debitore potrà preparare un “piano di ristrutturazione” del suo ammanco, dove spiegherà quanto può realisticamente rimborsare e in che modo.
Per soddisfare le richieste dei suoi creditori, il debitore potrà offrire beni di cui sia proprietario o che immagina di avere in futuro (per una liquidazione, un’eredità). Questo piano andrà poi all’esame del giudice, che dirà se sia realistico ed esente da frodi. A quel punto il giudice potrà “omologare” il piano e imporlo all’intera platea dei creditori.
L’omologazione sospende ogni iniziativa ai danni del debitore, i cui beni non potranno essere pignorati. Se il debitore rispetterà i termini del piano, il suo debito totale sarà cancellato (anche se i creditori hanno recuperato una parte di quanto loro spettava). Il giudice dovrà tutelare creditori “speciali” (ad esempio la ex moglie destinataria di alimenti) e verificare che questo percorso sia più conveniente rispetto all’altra strada che lo stesso disegno di legge prevede: la liquidazione.
Tutti i beni liquidati senza spese. Sconti a senza lavoro e divorziati
Una persona potrebbe avere tanti debiti, ma disporre anche di proprietà che permettano di fronteggiare – almeno in parte – la situazione di emergenza. Questo intero monte di proprietà potrà essere consegnato ad un liquidatore che lo metterà in vendita. La liquidazione sarà accelerata e non comporterà costi per la persona in rosso.
Il percorso – come quello alternativo della “Composizione” – potrebbe saldare solo una fetta dei debiti. Quella che resta fuori diventa, in ogni caso, inesigibile. Nel caso della liquidazione come anche della “Composizione”, il giudice valuterà la “meritevolezza” del debitore.
In altre parole, le ciambelle di salvataggio arriveranno se il debitore dimostrerà di aver contratto debiti ragionevoli rispetto al reddito del momento. “Nessun aiuto ai furbi che hanno preso la Ferrari con uno stipendio da impiegato – dice il sottosegretario Zoppini, padre del provvedimento – ma nessuna condanna a vita per chi ha preso un televisore a rate o una Panda quando aveva un lavoro regolare”. Nel valutare la “meritevolezza” del debitore, il giudice terrà conto di circostanze straordinarie che ne hanno compromesso intanto le entrate, dalla malattia al licenziamento, fino al divorzio.
Per cancellare il deficit 13 mesi senza spendere
Il 27,7 per cento delle famiglie italiane è indebitato. Un “rosso” che la Banca d’Italia stima in 43 mila 792 euro, di media. “Per cancellarlo – calcola ora il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini – gli italiani dovrebbero mettere da parte ogni singolo euro guadagnato per 13 mesi di fila”. Una utopia. Il debito, però, non è sempre sinonimo di povertà, anzi. Spesso persone dai redditi medio-alti, e qualche proprietà alle spalle, accendono mutui importanti per comprare un’abitazione. L’11,4 per cento dei nuclei familiari deve rimborsare, appunto, mutui o prestiti per la ristrutturazione di immobili; mentre il 12,4 e il 5,6% ricorre a finanziamenti tramite carta di credito e allo scoperto di conto corrente.
Ci sono le banche (ammesso che prestino ancora dei soldi). Ci sono le società finanziarie e, purtroppo, anche gli usurai. Ma uno “sportello” informale di finanziamento è rappresentato da amici e parenti, alla cui porta bussa il 2,6% delle famiglie.
Gli italiani vulnerabili, quelli che devono spendere oltre il 30 del reddito annuo per ripagare il debito, sono l’11,1% di quelli indebitati. La vulnerabilità attecchisce nei nuclei con entrate modeste. Riguarda il 37,9% delle famiglie più in basso nella scala delle entrate, contro il 2,2% dei ricchi.

di Aldo Fontanarosa
fonte: la repubblica.it

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Così il prelievo locale taglia gli stipendi di marzo

28 marzo 2012

I primi rincari si sono già sentiti nelle buste paga a partire da gennaio, ma l’onda lunga dell’Irpef locale non è ancora finita. Anzi, in molti casi proseguirà alla fine di questo mese – con la prima trattenuta in acconto dell’addizionale comunale – e andrà avanti fino all’anno prossimo, quando i contribuenti dovranno fare i conti con gli aumenti decisi in queste settimane da molti sindaci.
Il bilancio è inevitabilmente provvisorio, perché i Comuni hanno tempo fino al prossimo 30 giugno per approvare il preventivo. Eppure, basta vedere come si stanno orientando le prime città per rendersi conto della stangata che si profila all’orizzonte: oltre ai rincari decisi l’anno scorso – nella “finestra” aperta prima dal decreto sul fisco locale e poi dal salva-Italia – diversi municipi hanno già ritoccato all’insù le aliquote dell’addizionale Irpef per l’anno d’imposta 2012, cioè quelle che si pagheranno nel 2013.
Un’analisi sui principali capoluoghi di provincia consente di misurare gli effetti potenziali per i cittadini. Per ogni città sono stati presi in esame tre diversi livelli di reddito imponibile: 25mila, 50mila e 100mila euro. Il dato relativo al 2012 considera i pagamenti che un contribuente deve sostenere su base annuale, e quindi include gli eventuali interventi sull’addizionale comunale decisi nel 2011 (come quello di Milano, per intenderci, che ha introdotto l’aliquota dello 0,2% per i redditi superiori a 33.500 euro) oltre all’effetto della manovra salva-Italia, che ha aumentato per tutti dello 0,33% il livello dell’addizionale regionale. Un incremento, quest’ultimo, che nelle Regioni con la sanità in ultra-rosso ha portato l’aliquota dei Governatori al livello record del 2,03%: come dire che nello scaglione di reddito oltre 75mila euro il prelievo si avvicina pericolosamente al 50% (considerando il 43% di Irpef nazionale, quella regionale e quella comunale, che in molti casi è fissata allo 0,8%).
Ad esempio, se il Comune ha deliberato la nuova addizionale entro il 20 dicembre dell’anno scorso, è proprio dalla fine di questo mese che i dipendenti subiranno la prima delle nove trattenute in busta paga – pari al 30% del totale – in cui viene diviso l’acconto (si veda la pagina a fianco). Se invece l’aumento è stato deciso in un momento successivo, l’effetto si sentirà in sede di conguaglio di fine anno.
È guardando ancora più avanti, però, che il conto si fa davvero salato. A Caserta, lo strascico delle decisioni di questi mesi farà salire il prelievo fino a 400 sui redditi più alti, e anche chi guadagna solo 25mila euro ne pagherà comunque 75 in più. A Catanzaro, invece, il prelievo passerà da 1.265 a 1.415, per un “quadro” o un funzionario pubblico che guadagna 50mila euro all’anno.
Nel complesso, tra le più penalizzate ci sono le città del Centro-Sud, dove già il livello dell’Irpef locale risente da tempo della tribolata gestione sanitaria locale. A Caserta, per di più, pesa anche la situazione difficile delle casse municipali. Lo stesso discorso vale anche per la città di Parma, alle prese con un risanamento che probabilmente spingerà al livello massimo anche le aliquote dell’Imu, la nuova imposta sugli immobili. Ma questo è un altro discorso, anche se il portafoglio dei contribuenti è sempre lo stesso.


di Cristiano Dell’Oste e Giovanni Parente
fonte: sole24ore.it

mercoledì 28 marzo 2012

AMBIENTE: CLINI CONTESTATO A COSENZA, "NON SANNO DI COSA PARLANO"

 (AGI) - Cosenza, 27 mar - Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, oggi in Calabria per partecipare all'inaugurazione del canile municipale di Cosenza, nella frazione Donnici (presente anche l'ex ministro Vittoria Brambilla), e' stato contestato da un gruppetto di ambientalisti, che hanno mostrato cartelli con la scritta "Acqua, Val di Susa, Stretto di Messina, no alla politica assassina". Il ministro ha risposto: "E' un modo deprimente - ha detto - di considerare il dialogo per la difesa dell'ambiente. Non abbiamo bisogno di gente che strilla ma del rumore della discussione, del dialogo basato sui dati. Sulla Tav - ha aggiunto - probabilmente non sanno di cosa parlano, non conoscono il progetto. Come quelli che hanno contestato alcune settimane fa. Abbiamo dovuto spiegare che il progetto di cui parlavano era gia' stato superato dal nuovo progetto. Non prendo in considerazione chi strilla", ha concluso Clini.

PRIME DONNE AFRICANE IMMIGRATE IN EUROPA 11MILA ANNI FA LE TRACCE GENETICHE RITROVATE NEL DNA DEGLI EUROPEI

 (ANSA) - MILANO, 27 MAR - Risale a quasi 11.000 anni fa l'arrivo in Europa delle prime due donne immigrate provenienti dall'Africa sub-Sahariana. Le tracce di questa antica migrazione preistorica, avvenuta poco dopo la fine dell'ultima glaciazione, sono state scoperte nel Dna di un centinaio di europei studiato da un gruppo internazionale di ricerca a cui hanno partecipato i genetisti delle universita' di Pavia e Perugia. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Genome Research. Il 'diario' molecolare che ha registrato fedelmente l'arrivo di queste due antenate africane e' il Dna mitocondriale, quella piccola molecola di Dna che e' contenuta nelle centraline energetiche delle cellule (i mitocondri) ed e' trasmessa ai figli esclusivamente dalla madre. I ricercatori, in particolare, hanno analizzato quello di un centinaio di europei appartenenti al cosiddetto 'aplogruppo L', uno dei rami piu' antichi dell'albero evolutivo ricostruibile proprio a partire dal Dna mitocondriale: tipico dell'Africa sub-Sahariana, l'aplogruppo L e' infatti presente anche nell'1% della popolazione europea, e addirittura nel 3-4% delle persone che vivono nelle zone piu' meridionali come in Sicilia e Calabria. Dalle analisi e' emerso che il 65% delle linee di origine africana e' riconducibile a eventi storici relativamente recenti: la formazione dell'Impero Romano (come nel caso di una linea di discendenza ritrovata solo in Italia tra Campania, Umbria e Toscana e risalente a 2.000 anni fa), la dominazione araba della penisola iberica e della Sicilia, nonche' la tratta trans-atlantica degli schiavi che dal XVI al XIX secolo ha coinvolto non solo il Nuovo, ma anche il Vecchio Mondo. ''La vera sorpresa pero' e' che siamo riusciti a trovare due linee mitocondriali risalenti addirittura a 11.000 anni fa'', spiega il genetista Antonio Torroni dell'universita' di Pavia. ''Pensiamo che abbiano preso origine da almeno due donne dell'Africa sub-Sahariana che si sarebbero spostate in Europa con il miglioramento delle condizioni climatiche in seguito alla fine della glaciazione, passando attraverso il Nord Africa oppure lungo le linee costiere dell'Atlantico''. Si tratta quindi di una scoperta molto importante, che dimostra come i nostri antenati preistorici siano stati capaci di spostamenti di lungo raggio che pensavamo impossibili per l'epoca.

ANSALDO BREDA: UGL, IMPEGNO COMUNE PER RISANAMENTO

 Roma, 27 mar. - (Adnkronos) - ''Ieri abbiamo condiviso con i vertici di Ansaldo Breda un documento programmatico per il rilancio e il risanamento della societa', perche' si tratta di una sfida che tutti noi, dai lavoratori all'azienda stessa, dobbiamo vincere con uno sforzo e impegno comuni''. Ad affermarlo in una nota e' Adelmo Barbarossa, del coordinamento nazionale Finmeccanica dell'Ugl Metalmeccanici, all'indomani dell'incontro a Roma con l'ad di Ansaldo Breda, Maurizio Manfellotto, aggiungendo che ''nel corso del tavolo, abbiamo aperto alla possibilita' di una collaborazione con un partner industriale internazionale che renda l'azienda piu' competitiva e piu' solida, purche' non ci siano ricadute di alcun tipo sui livelli occupazionali''. E' importante, spiega il sindacalista, ''che l'azienda abbia previsto la reinternalizzazione della costruzione del treno 'Vivalto', che richiedera' 71mila ore di lavoro a Pistoia e 17mila a Reggio Calabria, saturando i due stabilimenti dal mese di maggio perlomeno fino alla fine dell'anno. L'altro segnale positivo riguarda l'ufficializzazione dell'impegno dell'azienda a stabilizzare i lavoratori interinali entro il 31 dicembre 2012''. Il piano di riorganizzazione aziendale per Ansaldo Breda, conclude, ''prevede inoltre un saving consolidato di 54 milioni di euro, di cui 15 sono gia' stati certificati nel 2012. La previsione, nel periodo 2012-2014, e' quella di ottenere risparmi per 280 milioni di euro''.

Last News Calabria (ore 18)

CARCERI: SAPPE VISITA GLI ISTITUTI DI PENA DELLA CALABRIA CAPECE, TREMILA RECLUSI MA CAPIENZA REGOLAMENTARE DI 1.800 POSTI Roma, 27 mar. (Adnkronos) - "La Calabria e' la Regione d'Italia nella quale sono detenute complessivamente oltre 3mila persone nei 12 penitenziari regionali che hanno complessivamente una capienza regolamentare di poco superiore ai 1.800 posti letto". La denuncia arriva dal segretario generale del Sappe, Donato Capece, in visita agli istituti di pena della Calabria. "Fino ad oggi la drammatica situazione determinata dal sovraffollamento e' stata contenuta principalmente grazie al senso di responsabilita', allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalita' del Corpo di Polizia Penitenziaria", dice Capece. ''Ma queste sono condizioni di logoramento che perdurano da mesi e continueranno a pesare sulle donne e gli uomini della Polizia penitenziaria in servizio negli istituti di pena della Calabria per molti mesi ancora se non la si smette di nascondere la testa sotto la sabbia. Le misure recentemente approvate dal Governo per contrastare il sovraffollamento penitenziario potrebbero cambiare in meglio la situazione complessiva". "Oggi - riflette - 1.545 degli oltre 3mila detenuti presenti in Calabria sono in attesa di un giudizio definitivo: e l'effetto piu' concreto che si otterra' con la legge fortemente voluta dalla Ministro Guardasigilli Severino e' quello di ridurre la tensione detentiva determinata dal numero di persone che transitano per le strutture carcerarie per periodi brevissimi, Evitare cioe' il meccanismo delle ''porte girevoli'', cioe' gli ingressi e le uscite dal carcere per soli pochi giorni: si stima, infatti, che ogni anno oltre 20 mila persone entrano ed escono dagli istituti penitenziari nell'arco di tre giorni. Iniziative, dunque, importanti, ma che da sole non posso bastare a risolvere l'emergenza carceri".

TERRORISMO: ARRESTI PKK, RICERCATO BLOCCATO IN CALABRIA (AGI) - Cosenza, 27 mar - L'operazione antiterrorismo che si e' svolta oggi in tutta Italia contro il Pkk curdo, ha fatto registrare un arresto anche in Calabria. Gli uomini della Polizia Stradale di Frascineto (Cosenza) hanno arrestato un giovane turco di 28 anni, Siji Murat, ricercato a livello internazionale e considerato molto pericoloso. Il giovane, che non era armato e viaggiava da solo, e' stato bloccato mentre era bordo di un autobus di linea, nei pressi di Castrovillari. La Polstrada ha bloccato l'autobus sull'autostrada, temendo che il giovane potesse reagire e per potergli eventualmente impedire la fuga. Il giovane era ricercato e su di lui gravava un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Venezia. Murat non ha opposto resistenza, anche se all'inizio ha fatto finta di non capire cosa volessero gli agenti. Poi avrebbe ammesso che stava arrivando in Calabria perche' giudicata una zona piu' tranquilla per quanto riguarda i controlli internazionali.

'NDRANGHETA: CANCELLIERI, ALTISSIMA ATTENZIONE A LAVORI A3 (AGI) - Roma, 27 mar. - L'attenzione verso le infiltrazioni criminali nella gestione dei cantieri della A3 Salerno-Reggio Calabria "e' stata ed e' tutt'ora altissima". Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso del seguito dell'audizione davanti alla commissione antimafia. "La questione della sicurezza delle aree di cantiere di quel tratto autostradale - ha spiegato il ministro - ha rappresentato una delle piu' drammatiche vicende legate alla realizzazione di opere pubbliche. Questa circostanza per la verita' non e' prerogativa esclusiva della A3, essendo stata purtroppo rilevata anche per i lavori della Jonica, a dimostrazione del notevole tasso di infiltrazione mafiosa che contraddistingue e condiziona alcuni contesti particolarmente inquinati della Regione Calabria". In determinati casi, "sia pure per periodi limitati, si e' fatto ricorso all'impiego di aliquote specializzate delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza delle maestranze e prevenire aggressioni e il compimento di atti intimidatori. La necessita' di assicurare condizioni di legalita' nei cantieri ha determinato, pertanto, un'importante attivita' di prevenzione, venuta a sfociare in numerose iniziative dirette alla messa in sicurezza degli interventi". Gia' a partire dal 2008, la prefettura di Reggio Calabria "per prima ed in via sperimentale - ha ricordato Cancellieri - ha realizzato, nell'ambito dei lavori di rifacimento dell'A3, un sistema dinamico di monitoraggio per evidenziare forme di eventuale intrusione mafiosa". Mentre dall'anno scorso "il personale di polizia impiegato per la vigilanza e' stato quasi raddoppiato. Tale attivita' di verifica ha spesso portato all'adozione di informazioni interdittive che hanno determinato l'esclusione di ditte mafiose, soprattutto interessate ai subaffidamenti'". Misure e iniziative che "rappresentano il massimo sforzo realizzato dal Viminale per rendere possibile la prosecuzione e la conclusione dei lavori dell'autostrada".

SOGAS: IMPORTANTE INCARICO AL CAPITANO ANTONINO PUGLIATTI

Il Presidente Sogas Carlo Porcino unitamente con il CdA della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto sta operando in diretta sinergia con l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria presieduta da Giuseppe Raffa quale socio di maggioranza della stessa.

Grazie al prezioso tramite del deputato reggino on. Nino Foti, componente della Commissione Parlamentare Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, i vertici di Sogas SpA sono riusciti ad avviare un proficuo e costante dialogo con i vertici nazionali di Enac. Proprio in tale ottica, il Presidente Carlo Porcino ringrazia il Presidente Nazionale ENAC, dott. Vito Riggio, per l’attenzione e la disponibilità in tal senso dimostrata nel favorire il superamento delle attuali limitazioni propedeutico all’ottenimento della concessione pluriennale Enac di lungo periodo.

Le azioni già poste in essere sono volte a perseguire tale obiettivo ponendo in essere tutte le iniziative necessarie e ritenute più idonee alla mitigazione delle criticità infrastrutture di volo dell’Aeroporto dello Stretto.

Trattasi infatti di una conseguenza naturale che vede il logico superamento delle attuali limitazioni che si riferiscono ad una situazione risalente nel tempo a quasi venti anni fa. Oggi grazie agli sforzi compiuti in questa direzione, le attuali situazioni delle infrastrutture aeroportuali sono fortemente migliorate.

I lavori di  ristrutturazione e potenziamento della pista 15-33 sono ultimati, così come il prolungamento della testata della pista 33 ed il prolungamento della testata della pista 15. Inoltre, è stata completata la realizzazione della back-track così come il sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche.

A breve si procederà a definire anche gli interventi in materia di radioassistenze, di ausili alla navigazione aerea e in ordine agli AVL in atto esistenti. Tutto ciò  al fine di individuare il migliore utilizzo dello scalo sotto il profilo operativo. La finalità conseguente è anche quella di rivedere, per quanto possibile attualmente, le attuali limitazioni imposte da AIP AD2LICR, sempre comunque nel mantenimento dei più alti standard di sicurezza.

Per coordinare tutti questi interventi, come da intese raggiunte in occasione del loro ultimo incontro romano tra il presidente del CdA Sogas Spa ed il Presidente dell’Enac prof. Vito Riggio,  è stato scelto un uomo di provata esperienza conferendo apposito incarico al Comandante Antonino Pugliatti, già Capo Pilota della flotta Airbus family ed MD11 di Alitalia, "reggino" doc, autentico punto di riferimento in Alitalia che vanta grande esperienza aeronautica per la predisposizione di uno studio aeronautico aggiornato alle significative modifiche infrastrutturali ad oggi intervenute e in ordine agli interventi ancora da completarsi. Questa iniziativa si inserisce nel quadro delle azioni volte al superamento delle limitazioni oggi esistenti cosi da ottenere da parte di Enac una concessione pluriennale di maggiore e più lungo periodo, in ipotesi ventennale, quale requisito indispensabile per garantire un adeguato periodo di ammortamento per potenziali investitori interessati al processo di privatizzazione dello scalo reggino.

Provincia RC: Il presidente Raffa su Reggio Città Metropolitana

Sul tema della Città Metropolitana, dibattuto questa mattina nel corso di una riunione del Consiglio comunale di Reggio Calabria, è intervenuto il presidente della Provincia Giuseppe Raffa.  Un intervento che, con onestà intellettuale, ha messo in evidenza i punti di forza e quelli di debolezza di un percorso  virtuoso quanto articolato  che è indispensabile  avviare per  realizzare  quanto previsto  dall’articolo 23 della legge 42 del 2009 con la quale sono state  istituite le città metropolitane.

“Come punto di forza – ha sottolineato Raffa – indico la grande valenza culturale  dell’area, la sua perimetrazione e l’estensione territoriale:  dati assolutamente sovrapponibili con altre realtà  metropolitane del Paese.  Consideriamo che la città metropolitana di Milano ha un’estensione territoriale di  poco più di mille e seicento ettari, mentre quella di Reggio  è di quasi tremila e cinquecento; penso a Venezia con poco più di duemila ettari, mentre Roma  si estende  fino  cinquemila ettari.  Questo, dunque, è un punto di forza che ci impone una riflessione  abbastanza seria.  Aspetto culturale e vastità del territorio, dunque, sono i parametri positivi. A ciò si contrappone la debolezza che è  il vero obiettivo su cui  dovrà lavorare  chi  deve dare vita a una città metropolitana che sia davvero sostenibile.  In vari convegni sono state indicate realtà da comparare con la nostra: Liverpool, ad esempio,  nonostante abbia  ben altri connotati sia geografici sia in termini di Pil e infrastrutturazione,  riesce a stento a supportare una  siffatta connotazione di città metropolitana.  Ed allora  avvertiamo l’esigenza  di lavorare con serietà e condivisione.  Rimanendo sul fronte delle debolezze vorrei sottolineare – ha detto ancora Giuseppe Raffa –il Pil  che  per la nostra area si attesta a poco più di novemila euro procapite, mentre per Milano è  di 114. 057. Ci troviamo di fronte ad una grande differenza che non può non preoccuparci . Ci chiediamo come superare questo gap? E’ chiaro, innanzitutto,   che bisogno di adeguati  interventi  strutturali: massima attenzione  al mantenimento dell’aeroporto dello Stretto, l’ammodernamento immediato  della Salerno – Reggio, il  potenziamento  della rete ferroviaria e di molte  altre infrastrutture indispensabili allo sviluppo economico del territorio”.Per il Presidente Raffa, poi, diventa strategico  l’obiettivo  dell’area Metropolitana dello Stretto, che al momento  non trova configurazione all’interno della vigente normativa,  la cui realizzazione  richiede  l’impegno delle forze politiche e sociali  di Reggio e  Messina.

 “E’ questa una prospettiva alla quale non possiamo rinunciare, con le istituzioni e la politica che, assolutamente, non devono abdicare al proprio ruolo.  A monte di tutto questo – ha rimarcato il Presidente Raffa -  troviamo un lavoro che sta portando avanti l’Amministrazione provinciale. Nell’ambito di  quest’iter, ben 67 su 97 comuni  hanno già aderito ad una proposta fatta dall’Ente che presiedo, rispondendo a un questionario  predisposto nell’ottica di gettare le basi della futura città metropolitana.  Da tenere presente, infine, che al di là delle singole posizioni dei sindaci conta la volontà della popolazione  rispetto alla quale noi tutti dobbiamo lavorare per far si che possa essere fatta la scelta migliore. In questo senso mi sto personalmente impegnando, attraverso i contatti con il territorio, per realizzare sinergia e condivisione in grado di diventare l’humus indispensabile  per realizzare nei fatti la città Metropolitana di Reggio Calabria”.

On. Nino Foti: "Emergenza lavoro al Policlinico"

Sento il dovere di unirmi al coro di preoccupazione che si sta levando da più parti sulla vicenda che interessa il futuro occupazionale dei lavoratori del "Policlinico Madonna della Consolazione" di Reggio Calabria. A dichiararlo è l’on. Nino Foti, capogruppo PDL in Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati.

Il policlinico – prosegue la nota dell’on. Nino Foti - rappresenta per la provincia reggina il secondo polo sanitario di riferimento. Il paventato taglio dei suoi posti letto, ben centoquaranta sui duecentoventi attuali, ove realizzato, comporterebbe una riduzione del personale di circa centodieci unità: una catastrofe dal punto di vista occupazionale e socio - economico nella già debole e precaria economia reggina.

La cancellazione di alcuni reparti, come ad esempio ostetricia e ginecologia, costringerà molti nostri concittadini a rivolgersi ad altre strutture, anche fuori regione, considerato che nella casa di cura interessata dalla mannaia del taglio del piano sanitario, si effettuano degli interventi di eccellenza come quelli di asportazione dei tumori all'utero e alle ovaie e, in genere della sfera genitale femminile. 

Gli ottocento parti l'anno a fronte dei cinquecentoquaranta previsti dal budget sanitario regionale - sottolinea l’on. Nino Foti - non hanno mai condizionato la proprietà dall'andare oltre il limite impostogli dalla sanità regionale, ciò ritengo vada riconosciuto e sia motivo di grande orgoglio per la famiglia Pulitanò proprietaria della struttura e, più in generale, per tutto il personale medico e paramedico che vi lavora.

La recente chiusura poi del polo nascite dell’Ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo ha certamente aggravato la situazione complessiva in quanto  le partorienti sono state dirottate tutte presso gli ospedali riuniti di Reggio o villa Aurora (per quello che quest'ultima può recepire) e tutto ciò sta determinando una confusione generalizzata.

Ora certamente si apre uno scenario sicuramente preoccupante se si considera solo per un attimo quello che potrebbe accadere qualora il polo nascite del policlinico dovesse effettivamente essere chiuso con gravi disagi e conseguenze sociali per tutti i nuclei familiari interessati dagli ottocento parti l'anno e dagli interventi di oncologia ginecologica sopra citati.  L’invito che rivolgo alle parti interessate - conclude l’on. Nino Foti - è quello di concertare il più possibile le azioni volte a soddisfare le contrapposte esigenze di Regione, Policlinico e, quel che più conta, i lavoratori che hanno tutto il diritto di poter contare ancora sulla certezza per il futuro di veder mantenuto il proprio posto di lavoro.

martedì 27 marzo 2012

Pdl e i prodotti a Km 0

“Pur in presenza di rigorose ingiunzioni comunitarie siamo riusciti a dare nuove opportunità alle imprese agricole calabresi che da oggi potranno sfruttare l’azione della Regione Calabria per l’orientamento ed il sostegno al consumo di prodotti agricoli a km zero”.

Queste le parole del Segretario Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera dopo l’approvazione in II Commissione della proposta di legge, di iniziativa dello stesso Nucera concernente le “Modifiche alla legge regionale 14 agosto 2008, n. 29 recante norme per orientare e sostenere il consumo di prodotti agricoli anche a km zero.

“Nel momento in cui questa legge produrrà i suoi effetti –  è stato il commento dell’on. Giovanni Nucera –  nella filiera della distribuzione si aggiungerà una nuova opportunità per i prodotti agricoli calabresi.  Superando le rigide norme europee, infatti, le norme contenute nella mia proposta intendono favorire il consumo e la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle aziende agricole ubicate nel territorio regionale.  Sarà un’autentica rivoluzione per l’agricoltura calabrese la cui produzione, già di livello, sarà ulteriormente valorizzata e sostenuta da campagne di informazione ai consumatori con notizie sull’origine e la specificità dei prodotti.  Altri interventi riguarderanno la distribuzione nella quale troveranno apposito spazio i prodotti di origine regionale ed i prodotti «a km 0». Ormai è largamente conosciuta e diffusa l’utilità del loro consumo. Sono sempre freschi. Costano meno per effetto dei minori passaggi dal luogo di produzione, al luogo di vendita. Sono ecologicamente sostenibili, perché non sono soggetti a lunghi trasporti, non sono sottoposti ad imballaggi ed a processi industriali di confezionamento e lavaggio. Non prevedono l’utilizzo di plastica e cartone per contenerli”.

“Con questa legge – spiega l’on. Giovanni Nucera - introdurremo il divieto di somministrare nei servizi di ristorazione collettiva pubblica alimenti contenenti organismi geneticamente modificati. La  Calabria potrà così mantenere gli alti standard di qualità dei propri prodotti agricoli che potranno così rappresentare un “brand” distintivo anche per le imprese di ristorazione o di ospitalità attive nel nostro territorio, aziende alle quali la legge è particolarmente rivolta. Visto in chiave turistica – conclude l’on. Giovanni Nucera -  l’utilizzo di prodotti tipici o doc del territorio regionale,  contribuirà ad elevare il livello di qualità del settore, ed andrà a rappresentare un opportunità in più  da offrire a quanti scelgono la Calabria per le loro vacanze”.-

Il Presidente Scopelliti ha siglato un’intesa con l’Ospedale “Bambin Gesù” di Roma per l’attivazione di un Centro Pediatrico regionale

Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ed il professore Giuseppe Profiti, Presidente del  Centro Pediatrico – Irccs “Bambin Gesù” di Roma, hanno firmato stamani a Catanzaro l’intesa per l’attivazione di un Centro Pediatrico regionale, “Bambin Gesù” - Calabria. All’incontro con la stampa ha preso parte anche la manager dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro Elga Rizzo. Un’iniziativa – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale - che i presenti hanno definito “storica”, frutto di lunghi mesi di trattative e verifiche incrociate, destinata ad imprimere una decisa svolta economica e sociale alle drammatica consuetudine dell’emigrazione sanitaria di migliaia di bambini e di giovani non ancora maggiorenni che si rivolgono ogni anno a strutture ospedaliere del centro, del nord e persino del Sud Italia. L’accordo schiude prospettive di imponenti ricadute positive in termini di risparmio e pone le basi per la costruzione di un polo pediatrico regionale di riferimento imperniato sulle professionalità e sulle metodiche proprie della più autorevole struttura ospedaliera dedicata ai minori.  “Oggi celebriamo una data molto importante per la Sanità calabrese – ha affermato il Presidente Scopelliti -, frutto di un lavoro cominciato subito dopo le elezioni regionali e che ha visto il coinvolgimento di tanti calabresi illustri che vivono a Roma, i quali hanno contribuito a realizzare questo “sogno”. Ma soprattutto, c’è da elogiare il lavoro del dipartimento Salute, della struttura commisariale e dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, che attraverso un’ottima gestione del bilancio annuale, ha recuperato risorse e reinvestito nel settore pediatrico. Questo – ha aggiunto – è un progetto “Pilota” da cui partire per costituire una rete su tutto il territorio ed è un modo per dimostrare che la classe politica calabrese sa fornire delle risposte e dare una prospettiva al territorio. Partendo dal diritto alla Salute – ha concluso Scopelliti - vogliamo innalzare il livello di efficienza della nostra regione e rompere il muro di pregiudizio sull’esistente”. Dello stesso avviso, il professor Profiti, presidente del Bambin Gesù, che ha rimarcato il tasso elevatissimo di emigrazione sanitaria dalla Calabria verso altre regioni: il 25 per cento del dato complessivo nazionale, circa dieci mila famiglie all’anno. “Con questa intesa – ha spiegato – alzeremo progressivamente gli standard di qualità della chirurgia pediatrica in Calabria, attraverso progressive forme di collaborazione che ci vedrà affiancati nella gestione dei pazienti e dei relativi interventi. Quello che forniamo è il “marchio” Bambin Gesù, fatto non solo di esperienza e valore umano, ma di regole e conoscenze.  Per me, che sono andato via da Catanzaro 36 anni fa – ha detto ancora – è un sogno che si realizza perché si crea questo progetto proprio nella mia terra, per cui ho sempre auspicato una crescita in campo sanitario. Questa è una cosa concreta che potrà migliorare effettivamente un pezzo della Sanità pubblica calabrese”. Sui tempi di realizzazione del progetto la manager Elga Rizzo è stata molto chiara. “Il progetto inizierà già nel prossimo mese di maggio. Dopo i primi sondaggi con il “Bambin Gesù” – ha aggiunto -, i dirigenti medici, i sanitari ed i tecnici dell’ospedale pediatrico per eccellenza, il Bambin Gesù, hanno visitato le nostre strutture, verificandone l’idoneità dei locali e delle dotazioni impiantistiche e strumentali, che prevedono peraltro la ristrutturazione in corso della Chirurgia pediatrica e della Pediatria. L’appezzamento e l’entusiasmo con cui il nostro progetto è stato accolto dallo stesso commissario per la sanità  Scopelliti, dei sub commissari D’Elia e Pezzi e dal dirigente Generale del Dipartimento Antonino Orlando, ci gratificano dell’impegno fin qui sostenuto – ha concluso la manager – sicuri di aver intrapreso assieme alla Regione quel percorso virtuoso che ci porterà fuori dall’emergenza”.

Nel pieno rispetto degli equilibri finanziari, attentamente valutati in sede di stime propedeutiche, e di coerenza con i piani operativi di contenimento e rientro, le finalità del progetto mirano a dotare la Calabria di un Centro Regionale Pediatrico per l’assistenza di primo e secondo livello; limitare in modo consistente la mobilità di pazienti pediatrici verso altre regioni e quindi abbattere una pesante voce di bilancio in uscita; costituire viceversa un polo di attrazione per le regioni limitrofe incrementando così le voci di bilancio in entrata. Per questo motivo la scelta baricentrica di Catanzaro e del suo nosocomio regionale appare la migliore per logistica, patrimonio professionale e strutturale. Sotto il profilo strettamente economico l’obiettivo è quello di pervenire al pressoché totale azzeramento della mobilità passiva pediatrica di bassa complessità.
Secondo l’Age.Na.S., l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la mobilità passiva dei pazienti calabresi fino a 18 anni verso altre Regioni, è pari a 18.200.000 euro circa (ultimo dato 2009). Dei 60.400 minori a carico del sistema sanitario regionale circa 11.300  ( il 18.8 % del totale) lo ha fatto fuori dalla Calabria. La struttura che risulta avere il maggiore grado di attrattiva sulle famiglie calabresi è proprio l’OP “Bambin Gesù” di Roma (quasi 30% della emigrazione sanitaria pediatrica), seguono l’Ao universitaria di Messina e l’Istituto “Gaslini” di Genova.  Un altro dato molto indicativo è che  sul totale dei ricoveri fuori regione il 31%  (5.299 casi)  è relativo a casi risolvibili in day hospital (e day surgery) mentre per il 13% si  tratta di ricovero ordinario. Sul totale di oltre 18milioni di euro 8.500.000 euro si riferiscono a casi di bassa complessità (74,6 % dei casi) e 4.600.000 euro a quelli di media complessità. Su questo ampio segmento di casistica la Regione Calabria, in sintonia con i vertici aziendali del “Pugliese-Ciaccio”, vuole costruire la svolta. L’accordo che il governatore Scopelliti ed il manager Rizzo hanno sancito con il “Bambin Gesù” di Roma intende ridurre la mobilità passiva fino ai 18 anni già nel corso del primo anno di convenzione. Il protocollo prevede specifici percorsi formativi e di aggiornamento per il personale del “Pugliese-Ciaccio” che potranno essere attuati sia presso l’ospedale catanzarese che in quello romano, anche mediante scambi di equipes medico-chirurgiche. La primissima fase contempla la creazione di un “Centro mediterraneo delle chirurgie” diretto e coordinato da alte figure direzionali del “Bambin Gesù” e sedute d’intervento settimanali per Ortopedia, Urologia, Neonatologia e Pediatria. Il progetto realizzerà una rete pediatrica regionale con l’attivazione di centri di primo livello indivuati sul territorio regionale e collegati costantemente all’hub del “Pugliese-Ciaccio” che rimarrà unico interlocutore con l’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma per la gestione dei flussi di pazienti, la formazione ed i rapporti con i pediatri di famiglia calabresi.

Regione: conclusione lavori seconda commissione e dichiarazione cons Giordano (Idv)

Numerosi provvedimenti sono stati approvati dalla seconda Commissione consiliare, ‘Bilancio, programmazione economica ed attività produttive’, nel corso dell’odierna seduta a Palazzo Campanella. L’organismo, presieduto dal consigliere Candeloro Imbalzano (Scopelliti presidente), ha approvato con voto unanime il Bilancio consuntivo 2010 dell’Aterp di Catanzaro, dopo l’audizione dei rappresentanti, i quali hanno reso noto “il miglioramento complessivo della gestione dell’ente”.

La Commissione, inoltre, con il voto di astensione della minoranza, ha approvato la proposta di legge di iniziativa del consigliere Alfonsino Grillo (Scopelliti presidente), in materia di ‘relazioni tra la Regione Calabria e le comunità di calabresi nel mondo’.

 L’organismo, nel prosieguo dei lavori ha altresì approvato un progetto di legge abbinato di iniziativa dei consiglieri Caputo (PdL) e Mirabelli (Misto), con cui si istituzionalizza la celebrazione della Festa in onore di San Francesco di Paola, Patrono della Calabria e della Gente di mare d’Italia.

La seconda Commissione ha anche approvato con voto unanime una proposta di legge di iniziativa del consigliere Giovanni Nucera (PdL), ‘per orientare e sostenere il consumo di prodotti agricoli anche a chilometri zero’. Infine, ha espresso, sempre con voto unanime, parere positivo al provvedimento della Giunta regionale con cui si definiscono i programmi a favore delle società aeroportuali calabresi.
“E’ stato fatto un lavoro importante e proficuo – ha detto a conclusione dei lavori il presidente Candeloro Imbalzano -  che velocizza l’attività del Consiglio regionale e le decisioni di spesa. Nel merito di alcune decisioni, la Commissione ha ritenuto, su mia proposta, di dovere approfondire la complessa questione delle Aterp calabresi prevedendo un’audizione dell’assessore ai Lavori Pubblici, con l’obiettivo di rivedere l’intero sistema delle politiche della casa  e di razionalizzare l’attività di enti che ancora possono svolgere un ruolo sociale importante. E’ stata altresì avviato l’esame della proposta di legge sui centri commerciali naturali in Calabria, con l’intento di valorizzare le attività imprenditoriali sia nei centri storici che nei siti periferici, riorganizzando l’offerta di un settore che più di altri soffre la crisi in atto. Di particolare importanza, inoltre, l’approvazione – dice ancora Candeloro Imbalzano – sia la proposta di legge per orientare il consumo dei prodotti agricoli anche a ‘chilometri zero’, che i provvedimenti in favore delle società aeroportuali calabresi, a partire dalla Sogas. Infine, ritengo particolarmente significativo l’istituzione della Festa di San Francesco di Paola, patrono della Calabria e della Gente di Mare d’Italia, la cui luminosa figura ha lasciato grandi testimonianze nella storia dell’Europa continentale”.


A margine dei lavori della seconda Commissione il consigliere di IdV, Giuseppe Giordano ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’approvazione delle modifiche alla legge per orientare il consumo dei prodotti agricoli a chilometro zero, renderà finalmente operativo uno strumento importante per sostenere il comparto agroalimentare calabrese e la qualità stessa delle produzioni. Adesso è importante che le modifiche siano approvate definitivamente dal Consiglio regionale nella sua prossima seduta utile, e che la Giunta regionale adotti nel più breve tempo possibile gli strumenti attuativi che ne consentano l’operatività. Gli emendamenti che ho proposto e che sono stati accolti dalla Commissione vanno nella direzione di rendere efficaci gli obiettivi di fondo indicati dalla norma”.

SANITA': SCOPELLITI E PROFITI FIRMANO INTESA PER CENTRO PEDIATRICO REGIONALE CALABRIA GOVERNATORE, PER QUESTO SOGNO GRAZIE A CALABRESI ILLUSTRI COME CATRICALA' E MARRA

Catanzaro, 27 mar. (Adnkronos) - Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti e il presidente del centro pediatrico Irccs Bambin Gesu' di Roma, Giuseppe Profiti, hanno siglato questa mattina a Catanzaro un'intesa per l'attivazione di un centro pediatrico regionale. E' una iniziativa che e' stata definita "storica", frutto di lunghi mesi di trattative e verifiche incrociate, destinata a imprimere una decisa svolta economica e sociale alla drammatica consuetudine dell'emigrazione sanitaria di migliaia di bambini e di giovani non ancora maggiorenni che si rivolgono ogni anno a strutture ospedaliere del Centro e Nord Italia. L'accordo chiude prospettive di imponenti ricadute positive in termini di risparmio e pone le basi per la costruzione di un polo pediatrico regionale di riferimento imperniato sulle professionalita' e sulle metodiche proprie del Bambino Gesu', autorevole struttura ospedaliera dedicata ai minori. Nel corso della conferenza stampa tenuta da Scopelliti e Profiti sono stati ringraziati "i tanti calabresi illustri che vivono a Roma per avere contribuito a realizzare questo sogno", ha detto Scopelliti, che ha citato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricala', di origini catanzaresi e il presidente del gruppo Gmc Adnkronos, Giuseppe Marra. Scopelliti ha elogiato anche il lavoro del dipartimento regionale Salute e la struttura commissariale dell'azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio "che attraverso un'ottima gestione del bilancio annuale ha recuperato risorse e reinvestito nel settore pediatrico''. ''Questo -ha aggiunto il governatore della Calabria- e' un progetto pilota da cui partire per costituire una rete su tutto il territorio ed e' un modo per dimostrare che la classe politica calabrese sa fornire delle risposte e dare una prospettiva al territorio. Partendo dal diritto alla salute vogliamo innalzare il livello di efficienza della nostra regione e rompere il muro di pregiudizio sull'esistente". Il professore Profiti, presidente del Bambin Gesu', ha riportato l'elevato tasso di emigrazione sanitaria dalla Calabria verso altre regioni che e' del 25% rispetto al dato complessivo nazionale, circa 10 mila famiglie all'anno. "Con questa intesa -ha spiegato- alzeremo progressivamente gli standard di qualita' della chirurgia pediatrica in Calabria attraverso forme di collaborazione che ci vedra' affiancati nella gestione dei pazienti e dei relativi interventi. Quello che forniamo e' il marchio Bambin Gesu', fatto non solo di esperienza e valore umano ma di regole e conoscenze. Per me, che sono andato via da Catanzaro 36 anni fa -ha detto ancora- e' un sogno che si realizza perche' si crea questo progetto proprio nella mia terra, per cui ho sempre auspicato una crescita in campo sanitario". Il commissario dell'azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, Elga Rizzo ha annunciato che il progetto avra' inizio nel prossimo mese di maggio.

AMBIENTE: CLINI, 750 MLN CONTRO DISSESTO IDROGEOLOGICO AL SUD

(AGI) - Cosenza, 27 mar. - Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente, oggi in Calabria, ha parlato anche del dissesto che interessa la regione ed il Sud in generale. "Siamo riusciti a recuperare, alla fine dell'anno, 750 milioni di euro da destinare alle regioni del Sud per coprire in parte i costi degli interventi per la prevenzione", ha detto Clini. "Stiamo predisponendo un'iniziativa di legge che consenta di creare a regime le condizioni per fare in modo che la sicurezza del territorio diventi una misura regolare e permanente. Dobbiamo prevenire le emergenze, su questo stiamo lavorando intensamente e spero che prima della fine dell'estate si possa avere questo strumento", ha concluso Clini, che nel pomeriggio partecipera' all'inaugurazione del canile comunale di Cosenza, a Donnici, e poi ad un convegno sul randagismo.

FISCO:MAPPA RATEIZZAZIONI,LOMBARDIA-CAMPANIA A TOP IN TUTTO 20 MLD DAL 2008

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - Il fisco a rate e' una modalita' di pagamento ''particolarmente apprezzata dai contribuenti: dal 2008, anno in cui questo strumento e' stato affidato direttamente a Equitalia, - ricorda la stessa societa' - sono state concesse piu' di un milione e mezzo di rateizzazioni per un importo che sfiora i 20 miliardi di euro''. Al top della classifica Lombardia, Campania e Lazio. Ecco la mappa delle rateizzazioni fornita da Equitalia: Regione numero importo in euro ABRUZZO 37.601 431.928.657 BASILICATA 18.937 204.426.775 CALABRIA 41.754 565.603.786 CAMPANIA 195.695 2.262.231.458 EMILIA R. 115.288 1.133.237.579 FRIULI VG. 30.262 267.699.196 LAZIO 195.206 3.345.741.234 LIGURIA 49.262 442.716.510 LOMBARDIA 195.471 3.517.761.228 MARCHE 43.744 455.375.003 MOLISE 11.094 154.826.660 PIEMONTE 94.965 1.130.228.027 PUGLIA 132.555 1.513.645.719 SARDEGNA 77.209 1.027.346.686 TOSCANA 155.694 1.429.663.164 TRENTINO AA 11.636 143.123.691 UMBRIA 23.760 288.966.161 V. D'AOSTA 2.949 21.436.134 VENETO 81.104 1.083.725.949

'NDRANGHETA: BOSS ANTONINO IMERTI SOTTOPOSTO A 41 BIS RUOLO CENTRALE MOGLIE PER FAVORIRE LATITANZA DOMENICO CONDELLO

 (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 27 MAR - Antonino Imerti, di 66 anni, il boss dell'omonima cosca di Reggio Calabria, conosciuto come ''nano feroce'', e' stato sottoposto al regime di carcere duro previsto dall'art. 41 bis. A chiedere ed ottenere il provvedimento e' stata la Dda di Reggio Calabria sulla base di una informativa del Ros dei carabinieri che il 13 marzo scorso ha portato all'operazione ''Lancio'' col fermo di 17 persone, tra le quali sei donne, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, procurata inosservanza della pena, favoreggiamento ed intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalita' mafiose per l'aiuto fornito al boss latitante Domenico Condello, detto ''mico u paccio'', ricercato dal 1990, inserito nell'elenco dei latitanti piu' pericolosi e cugino di Pasquale Condello, detto ''il supremo'', arrestato nel febbraio 2008 dopo 11 anni di latitanza. Antonino Imerti, detenuto dal 1993 per scontare una condanna all'ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa, non era mai stato sottoposto al 41 bis. Il boss e' sposato con Giuseppa Condello, sorella di Domenico, che, secondo l'accusa, avrebbe svolto un ruolo centrale tra i fiancheggiatori di Condello. Secondo i carabinieri del Ros e i magistrati della Dda, la donna, benche' formalmente estranea all'attivita' di protezione del fratello, in realta' era la figura centrale dell'apparato incaricato della gestione occulta delle attivita' imprenditoriali del boss intrattenendo relazioni sia con studi commerciali che con istituti di credito. E sempre Giuseppa Condello si interfacciava con la sorella Caterina e con Margherita Tegano, compagna del boss latitante, alle quali comunicava le decisioni prese o da prendere.

DROGA: SU A3 ARRESTATO 'CORRIERE' CON 15 KG DI HASCISC FERMATO DA GUARDIA DI FINANZA, VALORE CIRCA UN MILIONE DI EURO

(ANSA) - POTENZA, 27 MAR - Trovato in possesso di 15 chilogrammi di hascisc (per un valore di circa un milione di euro), un uomo di 40 anni di Napoli e' stato arrestato dalla Guardia di Finanza che lo ha fermato mentre era alla guida di una ''Fiat Panda'' sul tratto lucano dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Lauria (Potenza). La droga - che e' stata trovata all'interno degli sportelli posteriori dell'automobile - era divisa in 150 panetti da cento grammi ciascuno per un totale di circa 68 mila dosi ''di particolare qualita' e purezza''. Secondo le Fiamme Gialle, l'uomo arrestato era un ''corriere'' che doveva portare la droga in Calabria.

Last News Calabria (ore 12)

ESTORSIONE E DANNEGGIAMENTO, TRE ARRESTI A REGGIO CALABRIA (AGI) - Reggio Calabria, 27 mar. - Tre persone sono state arrestate dai Carabinieri della Stazione Reggio Calabria Principale per estorsione aggravata, lesioni, danneggiamento aggravato e violenza privata. Si tratta di Bruno Clemeno, 39 anni, della sua compagna Giovanna Romeo, 34 anni, e della sorella dell'uomo, Emma Clemeno, 31 anni. I fatti contestati risalgono al 21 febbraio scorso, quando i militari Carabinieri intervennero in un bar in pieno centro dove si era consumata un'aggressione. Almeno sei persone, di cui due donne, avevano fatto irruzione all'interno del locale mettendo tutto a soqquadro e distruggendo macchinette del caffe', registratore di cassa, bottiglie e elettrodomestici vari. L'ira degli aggressori, armati di una mazza da baseball, si sarebbe poi sfogata sulle due titolari di origine marocchina, che riportarono ferite alla testa e alle spalle e furono costrette a ricorrere alle cure mediche. Bruno Clemeno, armato di pistola, impugno' la mazza da baseball scagliandosi contro persone e cose all'interno del locale. Le vittime nell'immediatezza riferirono di conoscere almeno tre degli aggressori, saltuari frequentatori del locale, residenti nel rione Archi. Le indagini hanno portato all'identificazione degli arrestati anche grazie al numero di targa di una delle vetture utilizzate per il raid. La dinamica del fatto e' stata ricostruita grazie anche alla testimonianza di alcuni avventori. Clemeno avrebbe richiesto espressamente la cessione del locale alla proprietaria che avrebbe rifiutato. Da quel momento Clemeno avrebbe iniziato ad infastidire i clienti del locale, ed in alcuni casi a derubarli, per spingere la proprietaria a cedere alle sue pressioni. L'ultima richiesta esplicita di cessione del locale sarebbe stata fatta due mesi prima del raid punitivo. L'aggressione sarebbe stata accompagnata da minacce. Gli arrestati sono nel carcere di Reggio Calabria.

'NDRANGHETA: BOMBE REGGIO, CHIESTO GIUDIZIO IMMEDIATO PER 4 PROCURATORE CATANZARO: EVIDENZE PROBATORIE SU RESPONSABILITA' (ANSA) - CATANZARO, 27 MAR - La Dda di Catanzaro ha depositato stamane la richiesta di giudizio immediato per i quattro indagati nell'inchiesta sulle bombe fatte esplodere lo scorso anno contro la Procura generale di Reggio e l'abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro, e sull'intimidazione all'ex procuratore di Reggio ed ora a capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, con un bazooka fatto trovare davanti la sede della Dda reggina. La richiesta giudizio immediato sara' ora valutata dal giudice per le indagini preliminari Assunta Maiore. La decisione della Dda di Catanzaro - la cui notizia e' stata pubblicata nelle scorse ore dal sito del Corriere della Calabria - e' finalizzata anche ad evitare la scadenza dei termini di custodia cautelare. Nell'inchiesta sulle intimidazioni ai magistrati reggini nei mesi scorsi sono state arrestate 4 persone, ritenute mandanti ed esecutori della strategia della tensione. L'inchiesta ha avuto un impulso decisivo dalle dichiarazioni del boss pentito Antonino Lo Giudice, che si e' autoaccusato di essere il mandante ed ha chiamato in causa il fratello Luciano ed altre due persone: Antonio Cortese, ritenuto l'esperto di esplosivo della cosca, e Vincenzo Puntorieri, legato allo stesso Cortese, accusati dell'esecuzione materiale dell'attentato. ''Riteniamo - ha detto all'ANSA il Procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo - che ci siano tutte le condizioni per il giudizio immediato. Abbiamo fatto tutte le indagini possibili, anche con accertamenti tecnici, e c'e' una evidenza probatoria delle responsabilita'. Ora tocchera' al Gip decidere sulla nostra richiesta che e' finalizzata anche ad evitare la scadenza dei termini di custodia cautelare''.

CARBURANTI: NUOVI RINCARI, BENZINA RECORD FINO A 1,998 EURO/LT (Adnkronos) - Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, il progressivo recupero dell'euro sul dollaro (ieri verso quota 1,33) non puo' che essere un pannicello caldo rispetto alla corsa sfrenata della quotazione della benzina. Ieri nel Mediterraneo 1.000 litri di verde venivano scambiati a 689 euro, nuovo record storico, mentre il gasolio si attestava in lieve calo (grazie all'euro) a 675 euro (-1). Per la benzina si tratta del secondo forte rialzo consecutivo, dopo quello di venerdi'. E cosi', dopo la pausa del fine settimana, oggi anche i prezzi alla pompa ricominciano a correre. La media ponderata nazionale dei prezzi della benzina in modalita' servito sale a 1,883 euro/litro (+0,4 centesimi), quella del diesel a 1,782 euro/litro (+0,1 centesimi). Gpl Eni stabile a 0,884 euro/litro in media nazionale, come pure il metano a 0,949 euro/kg. Questa mattina hanno messo mano ai listini Eni, Esso, Tamoil e TotalErg. Per il market leader registriamo un rialzo di 0,6 centesimi al litro sulla benzina a 1,882 euro/litro e di 0,4 centesimi sul diesel a 1,783 euro/litro. Per Esso aumento solo sulla benzina: +1 centesimo a 1,888 euro/litro, come pure per Tamoil (+0,5 a 1,876 euro/litro) e TotalErg (+0,5 a 1,893 euro/litro). I prezzi medi della benzina sono questa mattina sopra quota 1,9 euro/litro in sette regioni: Calabria (1,900), Liguria (1,922), Marche (1,959), Piemonte (1,917), Puglia (1,900), Toscana (1,921) e Umbria (1,911). Quanto al diesel, registriamo medie sopra 1,8 euro/litro in Basilicata (1,805) e nella provincia autonoma di Bolzano (1,811).

Reggio Cal., PdCI, l'articolo 18 non si può nè modificare nè cancellare

L’indecente e vergognoso tentativo di cancellare l’articolo 18 evidenzia la chiara matrice ultra-liberista del governo Monti.

Un governo, sedicente tecnico, caratterizzato dall’assoluta mancanza della benché minima legittimazione popolare che sta letteralmente massacrando la società italiana.

Una vera e propria macelleria sociale portata avanti con stucchevole ed enorme arroganza da Monti e dal ministro Fornero.

Prima l’indecente pseudo-riforma delle pensioni e adesso la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: nel breve volgere di qualche mese il governo Monti sta tentando di annullare le principali conquiste del mondo del lavoro, ottenute dopo durissime battaglie politico-sociali e lunghissime lotte sindacali.

Un vero e proprio disegno, per molti versi anti-costituzionale, che punta alla distruzione del caposaldo della Costituzione Repubblicana che all’art. 1 riconosce la centralità, assolutamente inemendabile, del mondo del lavoro.

Pertanto, il maldestro disegno che punta a cancellare l’articolo 18, monetizzando la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, è assolutamente da respingere senza alcuna esitazione.

E’, quindi, necessaria la massima unità tra tutte le forze politiche, sociali e sindacali per respingere l’assalto neo-liberista del governo Monti contro i lavoratori e il mondo del lavoro.

Ribadiamo che i diritti non si possono annullare o monetizzare.

Siamo totalmente convinti che la battaglia per la difesa dell’articolo 18 rappresenta un punto di non ritorno.

Non ci possono essere dubbi o ambiguità: si deve stare dalla parte dei diritti e dei lavoratori e si deve respingere questo malsano accanimento contro il mondo del lavoro.

Ultime dal Comando Provinciale dei Caabinieri RC

§  I carabinieri della Stazione di Marina di Gioiosa Jonica (RC), traevano in arresto, in ottemperanza ad un ordine per la carcerazione S.H., 26 anni. Il predetto deve scontare la pena residua di anni 4 e mesi 9 di reclusione poiché riconosciuto colpevole dei reati di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, lesioni personali aggravate, violenza sessuale continuata, tentata violenza privata e sequestro di persona.



§  I militari della Stazione di Siderno (RC), deferivano in stato di libertà F.G., 39 anni. Il predetto, veniva controllato alla guida dell’autocarro Seat Inca Van, avente contrassegno assicurativo falso.

Reggio Calabria-devastarono un bar del centro aggredendo le proprietarie: tre arresti ad Archi per estorsione, lesioni e danneggiamento

Nella mattinata odierna i Carabineiri della Stazione Reggio Calabria Principale hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.i.p. dott.ssa Silvana Grasso su richiesta della Procura della Repubblica, dott.ssa Cama, nei confronti di Clemeno Bruno, 39 anni, della sua compagna Romeo Giovanna, 34 anni, e di sua sorella Clemno Emma, 31 anni, tutti accusati di estorsione aggravata, lesioni, danneggiamento aggravato e violenza privata.
I fatti risalgono al 21 febbraio scorso allorquando i militari carabinieri intervennero presso un bar in pieno centro ove si era consumata un’aggressione: almeno sei persone, di cui due donne, avevano fatto irruzione all’interno del locale mettendo tutto a soqquadro e distruggendo macchinette del caffè, registratore di cassa, bottiglie e elettrodomestici vari. Ma l’ira degli aggressori armati di una mazza da baseball si sarebbe poi sfogata sulle due titolari di origine marocchina, che riportarono ferite alla testa e alle spalle e furono costrette a ricorrere alle cure mediche. Il Clemeno Bruno aveva inoltre fatto accesso nel locale armato di pistola, venendo dissuaso poi da un correo e convinto a riporre l’arma in auto, impugnando la mazza da baseball e scagliandosi con inaudita ferocia su persone e cose all’interno del locale.
Le vittime nell’immediatezza riferirono di conoscere almeno tre dei soggetti poiché saltuari frequentatori del locale, e conosciuti come persone di Archi. Le individuazioni hanno portato all’identificazione dei tre soggetti arrestati anche grazie al numero di targa di una delle vetture utilizzate per il raid.
Il Clemeno in una circostanza avrebbe richiesto espressamente la cessione del locale alla proprietaria che avrebbe rifiutato perché quel bar rappresenta il suo unico sostentamento, ottenuto con molti sacrifici. Da quel momento il Clemeno avrebbe iniziato ad infastidire i clienti del locale in alcuni casi a derubarli nell’ottica di spingere la proprietaria a cedere. L’ultima richiesta esplicita di cessione del locale sarebbe stata fatta due mesi prima del raid punitivo.
L’aggressione è stata accompagnata da una serie di terribili minacce: fatte soprattutto dalle donne “Reggio Calabria è nostra e qui comandiamo noi, fatti le valigie e vattene”, “se fai la denuncia ti bruciamo il locale”, “se succede qualcosa a mio fratello Bruno ti bruciamo il locale”, ed anche a sfondo razzista “torniamo ogni sera e ammazziamo un marocchino a sera e vediamo chi ci caccerà, tanto per noi è niente ammazzare un marocchino”..
Gli arrestati sono stati tradotti presso il carcere di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.